La Riconquista Della Scena


Ci avevamo pensato per un sacco di tempo, considerando tutte le possibili conseguenze delle nostre azioni e, alla fine, avevamo concluso che, nonostante tutto, valeva la pensa provarci perché ormai non se ne poteva più della merda alternativa che usciva dagli abitacoli delle macchine, della faccia di Bono che predicava contro la fame dei negri e di Nelson Mandela che organizzava concerti con tutte quelle rockstar che avevano bisogno di ipertrofizzare il fatturato. In poche parole era ora che Los Angeles tornasse ad appartenere alla gente giusta, per Dio! Bisognava darci un taglio, una volta per tutte, con la froceria equina in California!

– “Ok, quindi noi entriamo con pass finti di portatori di cubetti di ghiaccio per il catering di Thom Yorke, Orsacchiotto si occupa assieme con i suoi amici motociclisti dei quattro-cinque froci della security… a proposito, in che modo se ne occupa?”
– “Un paio di sganassoni sul muso e un elicottero di pugni in bocca.”
– “Non mi serve nessun amico, cazzo. Voi mi mostrate chi devo ammazzare e io lo ammazzo. Fine della storia.”
– “Ah, ok allora: non mi cambia un cazzo il piano. Come preferisci, amico. Prenditi cura della security. Quando è tutto a posto noi facciamo irruzione nei camerini, leghiamo quelli della band alla tazza del cesso, gli pisciamo addosso, saliamo sul palco e suoniamo. Mi pare ok.”
– “Certo che è ok.”
– “Ora veniamo alla questione pubblico. Suppongo che ci saranno circa tredicimila teenagers depressi amanti della musica merdifera a cui dare la notizia che, al posto dei loro beniamini abbraccia-alberi da Oxford, si dovranno sorbire un’ora e mezza di Les Paul standard in saturazione, metalz, sangue e tette fuori.”
– “Oh, non è un problema: quelli che riescono a rimanere in piedi non si renderanno conto di un cazzo. HAHAHAHAHA! Coglioni.”
– “Bene, questo è un fottutissimo piano, gente! Andiamo lì, riempiamo di botte tutti, suoniamo e riconquistiamo Los Angeles. Torniamo indietro al MILLENOVECENTOTTANTASEI, CAZZO!”
– “YEAH!”
– “PORNO!!!”
– “POMPINIIIII!!!”
– “LECCATE DI FIGA!!!!!”
– “SBORRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHH!!”

Sabato, esterno Long Beach Arena.

– “Allora… quella è la porta di servizio, te ne occupi tu. Prendi la scatola col ghiaccio e il finto pass. Voi rimanete ad aspettare finché ripuliamo l’ambiente.”, dissi.

Ci muovemmo in direzione della porta di metallo. Ce n’era uno solo; aveva un walkie-talkie e portava un berretto con scritto “security”.

– “Ciao, amico. Sono quello del ghiaccio.”, dissi.
– “Ce l’hai il pass?”, chiese svogliatamente.
– “E come no? Guarda qua!”, indicai il pezzo di carta attaccato alla cintura.
– “Questo mi sembra una cazzata fatta a mano da un moccioso di prima elementare su un foglio a quadretti…”
– “Hey, non rompere i coglioni, amico. Sai com’è: la gente scarica musica gratis e le case discografiche non hanno soldi per fare le cose per bene come una volta. Anche i bastardi che suonano stasera hanno messo il loro disco su internet gratis. Sono un sacco avanti, quelli. Allora mi fai passare oppure aspetti che il tuo capo ti licenzi perché i froci di Oxford non hanno avuto il loro ghiaccio?”
– “Sparisci, drogato!”
– “Ok, l’hai voluto tu…. Orsacchiotto…”

Orsacchiotto mollò la finta scatola del ghiaccio, afferrò la testa del buttafuori da entrambe le orecchie e la torse in un modo simpaticissimo. L’uomo cadde a terra esanime.

– “L’hai ammazzato…”
– “Era un negro.”
– “Magari aveva una famiglia, bambini da mantenere… oh fanculo: hai ragione.”
– “Andiamo.”

Scostammo la porta e ci trovammo in un androne completamente vuoto.

– “Hey, voi!”

Ci voltammo, alla nostra destra un uomo in giacca e cravatta ci venne incontro.

– “Chi siete?”
– “Quelli del catering. Portiamo il ghiaccio.”
– “In due?”
– “Certo: io porto il ghiaccio e lui guida.”
– “Da questa parte.”

Percorremmo un paio di corridoi e giungemmo a quelli che sembravano essere i camerini dei frociochiapponi di Oxford.

– “Quella porta infondo. Entrate, ficcate il ghiaccio dove cazzo va messo e toglietevi dai coglioni.”
– “Orsetto, cazzo aspetti?”

Orsetto afferrò le orecchie del damerino, torse la sua testa in un modo ancora più simpatico di prima e l’aiuto-frocio dei froci di Oxford cadde a terra esamine.

– “Ma porca troia! Questo non era un negro fottuto, cazzo!”
– “Se l’è cercata, il figlio di puttana.”
– “Sì, hai ragione. Fanculo i figli di puttana che se le cercano.”

Appoggiai la scatola a terra e ne trassi un paio di bastoni e trenta metri di corda.

– “Non li facciamo fuori i froci?”
– “No, li insacchiamo come si deve, li assicuriamo al tubo del cesso, ci pisciamo sopra e, se proprio ci scende il culo di farlo, li trasciniamo in parte al palco e li lasciamo lì a guardarci mentre insegnamo a un branco di debosciati teenager cos’è la vera musica.”
– “È un piano…”
– “Eccome se lo è.”

Avevano appiccicato un adesivo alla porta. Vi si leggeva “RADIOHEAD” e, da dietro la stessa, si udivano rumori di gente che scopava. C’era qualcuno che si stava rilassando prima del concerto là dentro.

– “Conto fino al tre e andiamo, ok?”
– “Ok.”
– “Allora… uno… due…”
– “Aspetta!”
– “Cosa?”
– “Non dobbiamo sincronizzare gli orologi? Cioè: non so che cazzo voglia dire ma ogni volta che vedo un film con gente che ha un piano dicono che devono sincronizzare gli orologi.”
– “Fanculo, Orsetto… al tre entrimo e molliamo un paio di mille sganassoni ai culonoidi inglesi.”
– “Ok.”
– “Uno… due… TREEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!! Ok, signorine… fermituttinessunossi… checcazzo…”

Thom Yorke era a quattro zampe sul pavimento, dentro al culo aveva il cazzo di Jonny Greenwood; dentro al culo di Greenwood c’era il cazzo di Ed O’Brien; dentro al culo di O’Brien c’era il cazzo di Phil Selway e, dentro il culo di Selway, c’era il cazzo di Colin Greenwood. In piedi, a spararsi seghe, tutti i componenti dei Depeche Mode.

– “Fanculo… mi viene da vomitare.”, disse Orsacchiotto.
– “Non dirlo a me… avevo appena cominciato a digerire il burrito al pollo…”
– “Razza di immondi pervertiti uranisti… io vi ammazzo… ma non subito: prima vi smembro, vi decapito, pianto le vostre inutili teste di cazzo omosex su un palo di ferro battuto e, mentre i corvi vi divorano gli occhi, faccio il bagno nelle vostre interiora…”
– “Orsacchiotto… fermo; io sto dalla tua parte. Purtroppo questi sono tutti cittadini di sua Maestà Britannica. Non voglio che provochi una cazzo di crisi internazionale.”
– “Ma questi stronzi si stanno inculando!”, Orsacchiotto puntò l’indice in direzione dell’ammucchiata alternative-scavaemorroidi, “VI STATE INCULANDO! FROCI! E VOI… VOI… VI STATE FACENDO UNA SEGA MENTRE GUARDATE… PORCO IDDIOOOOOO!!!”
– “Sì, in effetti tutto ciò è assolutamente intollerabile… questo è davvero poco rock e molto alternative. Ok, signore: sfilatevi i cazzi dal culo e non muovetevi, non permettetevi nemmeno di respirare altrimenti il mio amico qua vi ricicla in mangime per piccioni. Sedetevi a terra, mettete le mani dietro la schiena e fatevi legare senza opporre resistenza altrimenti Orsacchiotto vi fa una colonscopia con un idrante… e magari vi piace anche.”

Uno di loro si alzò.

– “E voi chiccazzo siete?”
– “Accomodati…”, dissi puntando il dito in sua direzione.

Orsacchiotto si mosse di un paio di passi verso il fan della fabbrica di cioccolato e gli assestò una ginocchiata sullo scroto che fece cagare un angelo svolazzante al gatto di mia zia.

– “TU NON FAI DOMANDE! TU NON FIATI! TU NON TI PERMETTI NEMMENO DI SCOREGGIARE DOPO CHE TI SEI FATTO UN’OVERDOSE DI TURBOLAX! TU HAI CESSATO DI ESISTERE QUANDO IO SONO ENTRATO A FAR PARTE DELLA TUA INUTILE ESISTENZA! HAI CAPITO, RAZZA DI CAGATINA INGLESE DEL TUTTO FINE A SE STESSA?”
– “Sì…”, sussurrò il pervertito rannicchiato a pallina sul pavimento.
– “NON HO SENTITO, CAZZO!”
– “Sì…”
– “BRUTTO FROCIO, MI FAI VENIRE VOGLIA DI ISCRIVERMI A UN CORSO DI ANATOMIA PER SPACCARTI MEGLIO LE OSSA. STRONZO!”
– “Tu sì che ci sai fare con le parole.”, dissi.
– “Grazie!”, Orsacchiotto mi sorrise, sinceramente imbarazzato per il complimento inaspettato.

Bon, mi sono rotto i coglioni. Alla fine, invece dei Radiohead, il pubblico di teenager depressi si becca due ore di metalz. Poi muoiono tutti tra atroci sofferenze e a Los Angeles rinasce la scena.

Bella storia, no?

Dio cane, sono in ferie!
http://www.youtube.com/v/6fZ7FJ9EpGE&hl=it
Beccatevi i Nitro che suonano una cover di Ted Nugent (anche in video), già che ci siete.

Annunci

19 responses to this post.

  1. uaahahah!! un ritorno in grande stile

    Rispondi

  2. prova a immaginare cosa succederebbe se tornassero i Fungos.

    Rispondi

  3. Posted by Anonymous on giugno 30, 2008 at 06:33

    Only Losers Take The Bus

    Rispondi

  4. Io voglio il film

    Rispondi

  5. Altra cosa, domani sera vieni a tirare palate di merda ai Bluvertigo? Ci saranno fiumi di Birraz e Panettiz con Salsiccez.

    Rispondi

  6. Considerando che il blog è giunto a 2000 visite tonde-tonde, potrei effettivamente venire a birrare per festeggiare un sì ambizioso traguardo.

    Rispondi

  7. Fantastico! E poi contro due delle band piu’ immonde del creato (Radioghei e Gheipeche Mode)!

    Rispondi

  8. Posted by laprof on luglio 1, 2008 at 15:09

    Ma bentornaaaaato, non ci speravo più……..

    Rispondi

  9. E adesso sono anche in ferie fino a Settembre. Tutte le mie candidate promosse con la media di 81,50, c’è stato anche un 100. Non dovrei dirlo perché fino al 7 Luglio non pubblicano i tabelloni… ma tanto a me? Bon, torno a grattarmi.

    Rispondi

  10. E come al solito sei un megapaccaro per stasera…

    Rispondi

  11. Sono a Pordenone a birrare. Ho dato la mia parola Domenica perché mi dimenticai di te e dei Bluvertigo.

    Rispondi

  12. tu sei bravo. sissignore, tu sei bravo.

    Rispondi

  13. Macché! È solo che leggo la roba giusta.

    Rispondi

  14. sono commossa.

    Rispondi

  15. Bella storia. Anche i Crue approverebbero (o forse erano proprio loro gli assaltatori del racconto?!)La scelta dei Nitro poi è da fuoriclasse, i miei complimenti!

    Rispondi

  16. Qua in Veneto i Crue li chiamiamo “Morti Crui”. C’è gente di Mestre (VE) che ha anche provato a mettere su un gruppo tributo dei Motley con quel nome ma, appena hanno scoperto che avevo registrato io il marchio, hanno detto “Ah, diocan!” e sono tornati a casa.A proposito, dato che si parla di pompini, Lei, Signor Ammiraglio, ha proprio un bel blog e ho deciso di linkarlo senza il di Lei permesso. Ciao.

    Rispondi

  17. tutto molto bello Leo, ma ti preferisco quando scrivi di cazzi sborranti che trapanano fighe depilate.

    Rispondi

  18. Grazie di avermi linkato, e soprattutto di passare sul mio blog a darmi una qualche lettura magari saltuaria. In ogni caso ricambio e contraccambio.Il riferimento ai pompini era un complimento, vero ….?! 🙂

    Rispondi

  19. Posted by Anonymous on luglio 14, 2008 at 14:31

    RUOTFL, spettacolare, ma sarebbe stata da continuare per bene.— Nadja Jacur

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: