Ragionatissime recensioni


È giusto mantenere in vita questo diario informatico anche se sono in ferie e penso che mi divertirei di più a giocare a Matrix (funziona così: si esce per strada con un paio di uzi, si va dal primo rivenditore di Iphone che si trova e si ammazza la gente in fila, tanto non è che li si ammazza davvero: li si libera dall’oppressione delle macchine, quindi è ok).

Judas Priest – Nostradamus (2008 – Sony/Epic Records)

Quando ho saputo che avrebbero pubblicato un concept album, mi sono messo a ridere perché credevo che fosse una cazzata messa in giro da qualche stronzo per prendere per il culo la gente.

– “Hahahahaha, che scherzo del cazzo.”
– “No, guarda: sul serio… c’è anche scritto su blabbermouth…”
– “Hahahahaha, dio boia, dai… non i Judas, dai.”
– “Hihihihihi, mi hai convinto, porco iddio!”
– “Ma sì, dio pece: non può essere, dai.”

In realtà hanno pubblicato nientemeno che uno sbrodolone doppio che parla di – AH-HA! – Nostradamus. Già la scelta del tema di per sé rappresenta quanto di più scontato e inflazionato si possa immaginare, il contenuto non può che essere una colata di merda sciolta di quelle post-gelato alla crema dopo essere stati colti dalla grandine e dal vento fresco. Per quanto mi riguarda, ho sinceramente provato a farmi piacere questo mucchio di merda che sa di merda ricoperta di merda aromatizzata alla merda ma non c’è stato niente da fare: “Nostradamus” rimane merda stratificata di merda. Due coglioni così dopo due minuti netti; uno di quei dischi che, appena li ascolti per trenta secondi, sai già come la lagna proseguirà per tutti gli altri cento minuti.

E non scherzo un cazzo.

Poi, l’altra sera, ho guardato lo special di Allmusic sul Gods Of Metal 2008. E, ovviamente, hanno mostrato proprio quell’amante della fabbrica di cioccolato di Rob Halford assieme agli altri del gruppo intervistati da Elena Di Cioccio (che, nonostante la faccia strana con il naso storto, rimane un pezzo da scopaggio di altissimo livello) e, fin qui, tutto ok.

Di seguito hanno mandato in onda uno spezzone del concerto e lì, Vaccadio (sarebbe il dio di tutti i bovini, magari qualcuno non lo sa), lo scroto mi è davvero-davvero arrivato alle caviglie.

Rob Halford vestito come uno dei Rockets con una merda di bastone in mano e una specie di tunica con i lustrini che cantava, poco convinto e con il culo scesissimo, “I am Nostradamus”.

Dio cane, una merda di merda di merda di merda.

Schifo totale.

Emesi.

E pensare che questi sono gli stessi che, nel 1984, hanno pubblicato “Defenders Of The Faith”.

Emesi violenta.

Io dico che è ora di pensione.

È inutile lamentarsi di quanto cagare facciano gli Avenged Sevenfold se poi si scopre che quelli che non dovrebbero far cagare, fanno ancora più cagare degli Avenged Sevenfold.

Largo ai giovani e pensione per i vecchi che non capiscono più un cazzo di niente. Ospizio.

Che poi, se devo dirla tutta, anche “Angel Of Retribution” mi aveva fatto cagare una discreta quantità di invertebrati. Tutti lì “Oh ma quanto pettinato è Angel Of Retribution?”. Secondo me è una merda di merda. Meno merda di merda di “Nostradamus” ma fete un sacco anche lui, dio peste.

“To Kill A Mockingbird” – Harper Lee

Alla fine l’ho letto in inglese. Parla di un avvocato che difende un negro. Sulla copertina c’è scritto che il tomo è moltissimo-pienissimo d’ironia e che fa ridere, ahahahaha, sai le risate che mi faccio? A me non ha fatto ridere un cazzo e l’ho trovato abbastanza palloso, tipo i coglioni hanno assunto le dimensioni e la forma di una potball, lì come si chiamano… quelle che si usano in palestra non è “potball” ma ha un nome che gli somiglia… KETTLEBALL! Quello. Del resto, quando ho letto “Good Omens”, non mi ha fatto ridere un cazzo nemmeno quello; quindi o sono io che non capisco quando bisogna ridere, oppure quelli che vogliono far ridere non sanno far ridere un cazzo. Comunque Harper Lee, anche se è una femmina, sa scrivere. Se qualcuno ritiene che “Merdadori Verdi Fritti Alla Fermata Del Culo” sia una figata totale, allora anche “To Kill A Mockingbird” potrebbe essere ok. Per quanto mi riguarda, sto godendo come un maiale a leggere…

“Hanno Sete” – Robert R. McCammon

Prima c’è un antefatto con una mamma e un moccioso in casa in Ungheria, bussano la porta, aprono; è il capofamiglia che però è stato vampirizzato ed è diventato un vampiro a sua volta. La madre gli spara in testa e il bastardo rimane con sola metà faccia, però è ancora vivo perché è un vampiro, mamma e moccioso scappano in mezzo alla neve, il moccioso crede che la mamma sia impazzita invece la mamma la sa lunga. Poi cambia la scena e c’è un albino motociclista che arriva in un bar nel deserto poco prima di Los Angeles e fa una strage, ammazza tutti e lo fa ridendo, prima di ammazzare tutti scambia due-tre battute con oste e avventori che sembrano prese da “Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo”. L’inizio è pettinatissimo. Quello che segue anche di più perché Los Angeles viene invasa da stronzi ciucciacolli guidati da un principe strafigo: un vampiro di ottocento anni che ha l’aspetto di uno sbarbo di diciassette. Ah, l’unico a combatterli è un poliziotto ungherese che è lo stesso moccioso che è scappato all’inizio assieme alla madre sbroccata; ovviamente i suoi colleghi credono che sia sbroccato a sua volta così il capo della polizia lo manda in ferie. Insomma: la storia è una stronzata galattica, però ci sono azione, parolacce, dialoghi da filmacci da quattro soldi e un sacco di morti ammazzati; quindi è tutta robabbuona.

Per adesso mi sono rotto nei coglioni (all’interno degli stessi). Qualcuno che ha letto la mia recensione de “La Merda Nel Culo” (August Rush), mi ha consigliato di guardare “Open Water” assicurandomi che mi sarebbe piaciuto un sacco. Costei (ebbene sì, è una femmina) voleva farmi un tiro birbone perché – a suo dire – “Open Water” è una merda di merda piena di merda. Però a me è piaciuto. Le ho telefonato e le ho detto “Ou, figo Open Water!” e lei “Ma come, ti è piaciuto?” e io “Cazzo sì: due coglioni in mezzo all’oceano utilizzati come dessert dai pescecani mentre a terra non se li caga nessuno perché si sono dimenticati di loro mentre si ubriacano e scopano allegramente tanto sono tutti in ferie. Figata totale!” e lei “Open Water è una merda, volevo farti uno scherzo.” e io “HAHAHAHAHAHAHA, dio can!”.

Bon, ciao.

PS = Edit delle 10.44 di Mercoledì 16 Luglio. Mi hanno appena linkato questa roba qua e mi sta rendendo pazzo.

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6 responses to this post.

  1. A me i Judas sono sempre stati abbastanza lì, così però me li affossi del tutto. Vabbè chi se ne frega.

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  2. Il mio teorema torna. Una femmina ti consiglia a tradimento Open Water, convinta che sia una cagata. Ma Open Water (che ho visto pure io) è un capolavoro totale termonucleare. A te piace, a me piace, alla tipa non piace. Ho ragione.P.S. Rob Halford vestito come uno dei Rockets …. HAHAHAHAHA!!

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  3. Tutto torna sempre. I cani abbaiano, i gatti miagolano, gli uccelli cinguettano, le femmine non capiscono un cazzo di film e ascoltano Elisa e L’Aura.

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  4. Posted by Anonymous on luglio 16, 2008 at 09:20

    Ma è mai possibile che ci sia ancora gente che non ha capito che i conceptsz vanno evitati come una colata di vomito dal secondo piano?E poi è lapalissiano che un disco metal (ma anche no) non può e non deve durare più di 40 minuti. Massimomassimo 45 se c’è la suite, toh! Hai studiato tanti anni per che cosa?!Coroner

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  5. No dai ci sono i concept fighi anche, ma la questione è un po’ come le canzoni lunghe 13+ minuti, c’è chi sa farle e chi no. Chi non le sa fare dopo 30 secondi (non 13 minuti) ti viene già da gettare le casse dalla finestra.

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  6. Nostradamus è un capolavoro!! Te lo giuro.

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