Turismo sessuale part #1

Dato che tanto ormai tutti i ponti sono stati bruciati, posso anche raccontarlo e vaffanculo: so che stai leggendo, HA!

Siamo partiti io & il mio amico in Luglio per un finesettimana lungo in un paese dell’est, ti ho detto che andavo in Austria e te la sei bevuta perché sei una cogliona.

Siamo saliti in macchina alle 16 del pomeriggio e ci siamo fermati praticamente ogni mezz’ora in autostrada per bere il caffè, pisciare, comprare carte geografiche o, più semplicemente, per fare benza. Alle 21 eravamo ancora in Croazia e, quando siamo finalmente entrati in Ungheria, era quasi mezzanotte; ce la siamo presa comodissima perché tanto eravamo in ferie (e, a proposito, lo sono ancora; per pochi giorni, ma lo sono ancora) e ci andava bene così. Strada facendo, abbiamo deciso di arrivare almeno a metà percorso prima di fermarci a dormire da qualche parte.

Non siamo arrivati a metà strarda: siamo arrivati a Syofok, sul lago Balaton e, solo a quel punto, abbiamo deciso di trovare un albergo dove cercare di recuperare le forze prima di ripartire la mattina seguente.

Syofok è un buco di culo di posto, un paese di campagna rimesso a posto con i lustrini e le stroboscopiche appositamente studiato per il turismo tedesco di bassa lega alla ricerca di birra da quattro soldi e puttane da night.

Una merda.

Ma noi siamo riusciti a perderci comunque. Siamo andati a finire in mezzo alla campagna e, proprio quando stavamo cominciando a prendere in considerazione la possibilità di dormire in macchina e/o venire divorati da qualche animale indigeno, abbiamo visto una macchina che veniva verso di noi dalla direzione opposta.

Ho pensato: “Questi probabilmente non si fermano e, se lo fanno, sono criminali omosessuali: prima ci derubano, quindi ci inculano contro la nostra volontà, infine ci ammazzano e ci buttano in un canale.”, ho iniziato a lampeggiare con gli abbaglianti e quello ha rallentato fino ad accostarsi a noi.

Era una macchina della polizia.

Ho pensato: “Olè!”.

Ho abbassato il finestrino e, guardando lo sbirro in faccia, gli ho fatto “Good evening, officer… do you speak english by any chance?”, e quello: “No.”, e io: “Ah dio can… Hotel! We’re looking for a motherfucking hotel!”. Lui, prima si è girato verso il collega, poi mi ha guardato e, indicando la strada alle sue spalle, ha fatto: “Syofok, city!”. Al che io l’ho guardato di nuovo e gli ho detto: “Look, we’re lost… we’re not really sure how to get to Syofok.”

Quello ha sospirato (aveva capito tutto, sveglio il ragazzo!), mi ha fatto segno di aspettare un attimo con la mano, quindi ha fatto inversione e ci ha fatto cenno di seguirlo.

Ci hanno portato, in circa venti minuti, davanti a un Best Western a quattro stelle.

Prima di entrare a chiedere se avevano una camera, sono sceso, ho stretto la mano allo sbirro e, in Italiano, ho detto “Viva la polizia Magiara!”

Centotrentasette euro per una camera doppia con due letti separati (fortunatamente) grande come il mio sgabuzzino e un cesso dotato di doccia incorporata di un metro per un metro.

Figli di troia!

Spero che la vostra catena di hotel sia obliterata dalla crisi economica mondiale e che la Best Western venga assorbita dalla Accor; così imparate cosa significa essere dominati dai Francesi, stronzi ladranti.

La mattina seguente, prima di lasciare la camera, sono andato in cesso e ho cagato uno stronzo invincibile di quelli che non possono essere sconfitti da alcuno sciacquone e che richiedono un esperto lavoro di scopino (che non c’era).

Sono uscito dal cesso trionfante, ho alzato le braccia al cielo e ho urlato: “SONO SHIVA, IL DISTRUTTORE DI UNIVERSI!”

Siamo ripartiti poco dopo, abbiamo fatto fila a Budapest per un puttanaio di tempo e, dato che era mezzogiorno, abbiamo deciso di fermarci all’ipermercato TESCO lungo l’autostrada. Ci siamo strafatti di pollo fritto alla food court.

Risaliti in macchina con Phil Collins, Iron Maiden e Wheather Report a tutto volume, dopo altre cinque ore di macchina, siamo giunti a destinazione.

– Abbiamo trovato immediatamente una sistemazione all’Hotel Perla (in tutto ottanta euro due camere doppie per due notti. Gente onesta!).

– Abbiamo speso il resto del pomeriggio io a guardare Discovery Channel, il mio amico Cartoon Network.

– Abbiamo cenato pagando un cazzo (tipo cinque euro a testa) e, verso le 22, io ho proposto di visitare la discoteca locale – “Las Vegas”, un nome che prometteva un sacco bene – ma il mio amico, pigro come una merda, ha detto che, giusto nel seminterrato dell’hotel, c’era un night club che prometteva anche meglio della discoteca Las Vegas.

A dire la verità, non ci ha messo un granché a convincermi.

A mezzanotte siamo scesi nel postribolo allegato all’hotel e ci siamo guardati attorno: eravamo gli unici clienti e il posto pullulava di figa di altissima qualità. In effetti poteva andarci un sacco peggio.

Siamo stati avvicinati quasi subito da due puttroie niente male: una bionda e una mora. Quella mora si è seduta vicino a me, ha detto di parlare spagnolo… in realtà non capiva un cazzo di quello che le dicevo in qualsiasi lingua.

Ha detto di chiamarsi Andrea e di avere vent’anni… questo l’ho capito perché ha scritto la sua età sul mio cellulare dato che non era in grado di dire “venti” se non nella sua lingua. Puttana ignorante.

A parte questo, era assiomaticamente una bella cagna: culo di marmo, tette che puntano alla stella Polare e tutto il resto.

Mi ha guardato sorridendo e mi ha chiesto “Cocktail?”, io le ho detto, in inglese (anche se non ci capiva un cazzo), “Look… I’ll pay you a drink, but will you follow me to my room?” e quella “…”. Al che mi sono rivolto alla figa del mio amico e le ho chiesto se parlava inglese; quella ha detto “Yes!”

Io: “Your colleague here asked me to buy her a cocktail… how much is cocktail?” (Trad.: “La tua collega qui mi ha chiesto di offrirle un cocktail… quanto costa un cocktail?”)

Puttroia bionda del mio amico: “Twenty euros a cocktail…” (Trad.: non serve)

Io: “Fucking hell. Alright, fair enough… tell your friend I’ll pay her a cocktail if she follows me upstairs when she’s finished drinking it, aye?” (trad.: “Porca troia. D’accordo, va bene. Di’ alla tua amica che le pago un cocktail se mi segue di sopra!”)

La puttroia poliglotta ha tradotto tutto alla sua amica ignorante, hanno detto tra loro quattro cazzate nella loro lingua, poi si sono alzate e sono andate via senza salutare. HA!

Passano nemmeno cinque minuti e arrivano altre due fighe spaziotemporali.

Entrambe bionde con culo marmoreo e tette architettoniche.

Si sono sedute vicino a noi.

Parlavano entrambe inglese, male ok… ma capivano e si sapevano esprimere.

Ho guardato quella vicino a me e le ho chiesto come si chiamava.

Lei: “Andrea.”
“DIO CAN, ANCORA!”, ho detto io.
E quella: “What?”
Io: “Huh… nothing… how old are you?”
Andrea: “Twentyone!”
Io: “Twentyone is a beautiful number, oh indeed!”

Passano nemmeno trenta secondi e Andrea mi chiede il cocktail. Al che l’ho guardata negli occhi e, con la mia love-voice, le ho detto: “Look, just be honest as I don’t feel like wasting time, ok? I’ll pay you a cocktail, even more than one if you fancy. Just speak the truth: will you come upstairs to my room? You’re beautiful and all, and I’d just love to stick my penis in you.” (Trad.: “Senti, sii onesta perché non ho voglia di perdere tempo, ok? Ti pago un cocktail, anche più di uno se vuoi. Solo dimmi la verità: mi accompagni in stanza più tardi? Sei bellissima e tutto quanto… e mi piacerebbe un sacco ficcarti dentro il pene.”)

Andrea mi ha guardato sorridendo e ha detto: “Ok, three cocktails!”

Io ho pensato: “Sessanta euro per infilare il cazzo dentro a questa figa imperiale? Affare fatto!”. Ho detto: “Go get your three cocktails.”

Poi ho guardato il mio amico e lui mi ha confermato di aver concluso lo stesso tipo di accordo con l’amica di Andrea. Eravamo contenti, proprio non ci mancava niente, due persone felici.

Bon… a un certo punto, mentre Andrea e la collega si stavano ingollando i loro sbeveroni, sono entrati tre panzoni immondi inguardabili e si sono seduti vicini a noi. Io, che non sono in grado di farmi i cazzi miei, ho cominciato ad allungare le orecchie e ho sentito che parlavano italiano.

Io: “Siete Italiani?”
Tre panzoni inguardabili: “Sì, lavoriamo qui da due anni.”
Io: “Fico! Sentite… abbiamo appena pagato tre cocktail a queste due; qua si taccona oppure è una grande inculata?”
Tre panzoni inguardabili: “È una grande inculata.”

Io: “Ah dio can…”

Poi mi sono girato verso il mio amico e gli ho riferito tutto. Anche lui ha detto “dio can”.

Nel frattempo le due avevano finito di ingollarsi il terzo beverone ed erano anche abbastanza ubriache marce (perché le femmine non sanno tenere l’alchol).

La mia si è girata verso di me, mi ha infilato la lingua in bocca e ha detto che, assieme con la sua amica, sarebbero andate a cambiarsi prima di seguirci in camera a piallarci gli uccelli. Si sono alzate e sono scomparse dietro una porta di servizio.

Ho guardato il mio amico e gli ho detto che probabilmente c’era un’uscita secondaria che dava sul retro e che quelle erano già in strada ad aspettare un taxi che le portasse a casa con la loro percentuale direttamente uscita dalle nostre tasche. Lui aveva lo stesso sospetto, uguale-uguale.

Ci sbagliavamo: dopo qualche minuto sono ricomparse in jeans e maglietta, ci hanno presi per mano e ci hanno portato fuori dal night.

Mentre uscivamo, ho guardato i tre panzoni e gli ho fatto “ciaociao” con la mano.

Sulle scale che portavano alle camere, ho chiesto al mio amico perché, secondo lui, i tre Sancho Panza avevano detto che era un’inculata.

Lui: “Li hai visti bene?”
Io: “Sì.”
Lui: “Tu ti scoperesti uno di quelli per tre cocktails?”
Io: “No.”

Nei prossimi giorni la seconda puntata dove succede il meglio del meglio.

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17 responses to this post.

  1. Posted by Anonymous on settembre 8, 2008 at 10:48

    Ma dio isotopo, hai il coraggio di lasciarci così, col fiato sospeso, per giorni? Non si trattano così le persone.Coroner

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  2. Good things come to those who wait, God iceberg.

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  3. Posted by laprof on settembre 8, 2008 at 13:50

    Leo, in pratica due trombate ti sono costate la modica cifra di euri:……..(benzina, autostrada, albergo, bevute e tutto ciò che non hai ancora scritto compresi)?Genio! Ti stimo anch’io, ovvio.

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  4. Sono ricco sfondato: mi lavo i denti col Dom Perignon.

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  5. grandioso. commovente. best-seller. cribbio.

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  6. Ma manca la parte migliore… I gesti. Quando me l’hai raccontata in macchina era un sacco meglio, ovviamente tutto ciò senza togliere alla tua mano da scrittore. Magari con l’avvento del Web 8.0 riusciremo a bloggare anche i sesti, i versi e le bestemmie a livello del subconscio.

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  7. Posted by spappolator on settembre 8, 2008 at 21:06

    finalmente un Tucker Max della mutua, proprio come piace a noi.scherzi a parte, davvero siete riusciti a dover pagare hard currency per rimestare la polenta in due mucose dell’est? va ben che ormai si fa tutto “for teh lulz”, però diocan.

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  8. Posted by laprof on settembre 8, 2008 at 23:02

    Che sfiga che ho, cazzo! io che mi lavo i denti col mentadent white now…. Sei un uomo fortunato! lasciatelo dire! Ti invidio proprio.

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  9. Prof, sbaglio o c’è un vago sentore di polemica acido-ginecea nei tuoi commenti?Be’, lascia che ti spieghi come funzionano le cose in questo blog: escludendo Angie e Mrs. Littleflowers, le femmine sono considerate come meri oggetti, vengono pagate, scopate, coperte di sperma sugli zigomi e sfanculate. Inoltre le loro opinioni contano più o meno come la suola bucata di un mocassino Timberland acquistato nel 1985, soprattutto se la possibilità di tacconarle è nulla. Se c’è la possibilità di infilare il cazzo, be’… le cose cambiano radicalmente: si fa finta di essere interessati a quanto dicono anche se non è così.Andare a troie ha, naturalmente, i suoi vantaggi, per come la vedo io. Nella fattispecie:1. Se ti porti dietro la stessa femmina per un certo periodo, la somma che spendi settimanalmente per scorrazzartela dietro si aggira attorno ai 100-150 euro (benzina, bar, cinema, dvd, concerti, ristorante, etc.), senza contare viaggi e vacanze. Aggiungi – e tu, essendo sposata, dovresti saperlo meglio di me – che non è detto che, alla fine della serata, si riesca ad infilare il proprio spiedino dell’amore nella sua crepa viscida.2. Vai a troie, tiri fuori 100 euro, ti svuoti i coglioni e poi vai a ubriacarti con i tuoi amici alcholizzati senza che nessuna stronza ti rompa i coglioni.3. Vai a troie dell’est, viaggi, guardi il panorama, vedi posti nuovi, assaggi prelibatezze straniere e vulve ventunenni; il tutto assieme con amici con i quali ti diverti un sacco bestemmiando il nome di dio nei modi più fantasiosi e del tutto gratuitamente, nonché massacrandoti il fegato di alchol prima di piantarlo in culo a una leggiadra fanciulla a norma iso9001… magari teenager e non “ventinovenne”.Poi ci sono quelli che si sposano e si trovano bene, per carità. Chi sono io per dire che sbagliano?

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  10. Ti voglio bene Leo. Puoi adottarmi?

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  11. Caro Lillino,Ti assicuro che, se tu non fossi fidanzato e PDG sposato, sareste i primi che mi porterei dietro per le vacanze.

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  12. Ma non c’è problema! La mia ha la catena che va solo dalla cucina al cesso. Nessun pericolo d’interferenza.

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  13. Perfetto: racconta una cazzata ics alla femmina e aggrègati.

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  14. Posted by laprof on settembre 9, 2008 at 09:27

    Ma non erano le femmine a cadere nelle provocazioni ed incazzarsi? Bòn, pari.Ti voglio bene Leo, anche se non posso tacconarti.

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  15. Non solo cadono nelle provocazioni e s’incazzano. Spesso svicolano anche, pensa un po’.

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  16. Posted by laprof on settembre 9, 2008 at 13:58

    Elucubrazioni preconcette. Ma sei bello così.

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