Exhibit A


Iniziare a scrivere ciò che sto per scrivere senza piazzare il meraviglioso culo made in Canada di Kate, mi pare un insulto all’intelligenza di chi legge.

È da qualche giorno che seguo il blog di una che si fa chiamare Sun Of York che scrive davvero bene e, se ciò non fosse sufficiente, dimostra addirittura di conoscere sintassi, ortografia, punteggiatura, litote e tutto il resto quasi come me senza però impiegare la coprolalia che mi contraddistingue. Nel diario informatico di Sun Of York si parla di uomini, donne e scopare senza citare mai la parola “sborra”, per dire.

Io, fino ad oggi, le ho lasciato solo un paio di commenti per farle sapere, nell’ordine:

1. Che l’unica cosa che mi fa capire se una femmina mi piace è il cazzo che mi va in tiro &…
2. Che una volta mi sono rifiutato di uscire con una perché è comunista e si veste di coperte colorate e che, per chi non lo sapesse, comunismo e coperte colorate producono un risultato che fa cagare vermi in maniera pressoché abominevole (e che non fa tirare per niente il cazzo).

Oggi invece, su sbarbifuoco, racconterò la mia più grande performance con una femmina e mi auguro che i maschietti che mi leggono sapranno ricavare, dalla mia offerta letteraria, insegnamenti di valore inestimabile.

Circa un paio di anni fa, sono riuscito a convincere quella che io, affettuosamente, chiamo la “donna della mia vita” a seguirmi fino a Venezia per una romantica cenetta in un ristorante medio-orientale solitamente frequentato solo da turisti di lingua anglofona.

Il mio piano era molto semplice dato che conoscevo il punto debole della cagna con cui dovevo uscire: “La faccio bere come una spugna secca finché si rincoglionisce e perde ogni capacità di intendere e volere, quindi la porto in una calle oscura, glielo pianto nel culo senza passare dal via e le sborro nei capelli facendo in modo che, quando ho fatto i miei comodi, mi deterga la sua stessa merda dalla punta del mio cazzo con la sua linguetta guizzante prima di vomitare tutto quello che si è tracannata. Sono proprio un romanticone, Diobinladen!”

Ricordo di aver preparato tutto col massimo della cura: giacca nera di Etro, cravatta di raso dello stesso colore, camicia immacolata di Ralph Lauren, profumo costato un occhio della testa con la griffe dei due froci che vanno di moda, lì quello che è, e tutto il resto.

Il Venerdì seguente, nel tardo pomeriggio, lei è passata a prendermi in macchina e, assieme, ci siamo recati in stazione dove siamo saliti sul primo treno diretto a Venezia. Per tutto il tempo necessario al viaggio, mi ha gonfiato i coglioni raccontandomi stronzate personali che a me interessavano come il discorso di fine anno del presidente a reti unificate. Io ho comunque ascoltato pazientemente dandole sempre ragione e dicendole che la pensavo esattamente come lei, proprio uguale-uguale. Lei sorrideva beata; io l’ho semplicemente lasciata parlare fregandomene bellamente di ogni merdata che le usciva dalla bocca e concentrandomi sulle tette. Meglio di così non poteva andarle: uno che la sta ad ascoltare mentre apprezza il davanzale che lei così generosamente mette in mostra.

Giunti a Venezia, ci siamo incamminati, lei si è avvinghiata a me nel modo giusto e io ho dovuto trascinarla a peso fino al ristorante. Ora non ricordo di preciso cosa abbiamo mangiato: cazzate medio-orientali gustosissime, per carità. Ricordo però di aver ordinato due bottiglie di Makedonikos, di averle tracannate assieme a lei nel giro di, più o meno, un’ora e di aver concluso la cena con un paio di shots di qualche merda di bastardo liquore libanese del cazzo. Tutto molto buono e con un retrogusto coranico allahakbarrante medinico in ogni caso. Io la osservavo ingollare l’alchol e pensavo, sorridendo: “Bevi, bevi, cara… che dopo te lo pianto nel culo, hahahahaha!”

Terminata la cena, ci siamo recati in un pub della zona (l’Olandese Volante, vicino al Ponte di Rialto, se ricordo bene). E lì ci siamo fatti fuori un paio di birre da mezzo a testa e, per concludere, un altro paio di prime-uve e tequila col sale e il limone; dopo l’ultima tequila mi sono accorto che, quando cercavo di parlare, avevo cominciato a scambiare le esse con le effe; ho fatto finta di niente e mi sono dato coraggio da solo: “Vai ragazzo che stasera sodomizzi il culo di una più che discreta cagna, yooohooo! Dammi cinque, fratello!”

Sono andato a pagare, ho notato che era quasi mezzanotte e ho proposto di incamminarci verso la stazione. Come al solito, lungo il tragitto, la femmina si è avvinghiata a me, ridendo giuliva a ogni cazzata che sparavo mentre io elucubravo entusiasta: “Ridi, ridi, pagliaccia… il tuo culo è mio!”

Insomma… ci siamo accomodati sui nostri sedili e, appena il convoglio ha iniziato a rollare, mi sono immediatamente reso conto che le cose non stavano girando per il verso giusto.

Anche lei se n’è accorta: “Hey, tutto bene? Sei un po’ pallido…”
Io: “In esfetti… efsetti… effetti… sa… ehm… fa… un po’ caldo qui dentro…”
Lei: “Sì…”, materna preoccupazione nel suo sguardo.

All’altezza di Carpenedo, ho biascicato: “Scusa un attimo…” e ho dovuto alzarmi e correre in cesso per lanciare un fiotto di vomito a piena pressione.

Mentre mi svuotavo di tutte le tossine, il cellulare ha iniziato a squillare (suoneria “Toxic” di Britney Spears… e non m’invento un cazzo).

Era mio cugino, ho risposto e, per errore, ho premuto il tasto della viva voce.

Urla semi-indistinte: “L’HAI TACCONATA??? LE HAI SBORRATO IN FACCIA? EH?? DIO PORCO!!! DEVI TACCONARLA!!!
Io: “SSSSSBLLLLUUEEEARRRRGHHHH!”

Sono tornato a sedermi, rovinato.

Io: “Scusa, davvero… ho bevuto troppo…”
Lei: “Ma io ho bevuto come te…”
Io: “Brutta troia! Lurida cagna bevicazzi!” (pensato) – “Sì… strano… non so… scusami davvero…”

Siamo scesi dal treno con lei preoccupatissima che quasi mi sorreggeva. Mi ha portato a casa e, prima di farmi scendere dalla macchina, mi ha chiesto se fosse il caso di accompagnarmi di sopra. Io le ho detto di no assicurandole che ormai il peggio era passato, scusandomi di nuovo e ringraziandola di tutto. Ci siamo salutati e lei se n’è andata.

Appena le luci della sua macchina hanno girato l’angolo scomparendo, io ho lanciato l’ennesimo fiotto ad alta pressione sentendomi immediatamente un uomo nuovo e nel pieno delle forze.

Ho pensato: “Ma quanto coglione sono, dio tutto?”, l’ho chiamata al cellulare per farla tornare indietro e vedere se riuscivo a rimediare qualcosa… “Wind, messaggio gratuito: l’utente non è al momento disponibile…”

You’re not doing it right, mate.

Diocancan.

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24 responses to this post.

  1. Dopo il caffè messicano dell’altra sera questa dovevi proprio raccontarla… a proposito, adesso faccio la gif che dicevo.

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  2. Una volta ho cercato di fare lo stesso scherzo con un amico ad un paio di olandesi da urlo, risultato: noi in collasso e le olandesi che ci finivano il fumo, non sai che ridere !

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  3. Posted by Scott Tenorman on gennaio 25, 2009 at 15:46

    Oh là, finalmente un post con un minimo di sentimento. Bravo Leonard.Il giorno dopo glie l’hai cacciato in culo o no?

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  4. Posted by Anonymous on gennaio 25, 2009 at 19:01

    Vi consiglio di dare un’occhiata a questo sito…..E’ il sito di una padrona che distrugge letteralmente gli schiavi…..Scommetto che nessuno di voi resisterebbe….http://www.mistressrox.com/it/sadiana.phpSalutiScarfacep.s. non fatevi problemi e descrivete pure le vostre fantasie in questo blog…..mistressrox non avrà problemi ad accontentarvi….

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  5. diocane, sarà stata quella roba da arabi a farti male.Quelli mangiano merda.

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  6. Il kebab è buono. Il mio progetto di politica estera prevede quanto segue: impariamo a fare il kebab, poi nuclearizziamo tutto quello che c’è tra il Pakistan e il Marocco (compresi). Sono tornato a mangiare al Boi Gordo, puoi dire quello che vuoi ma io ho mangiato bene, dio bubu.

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  7. T’ho trovato pe? artri motivi ma me piaci ‘na cifra. Mo’ te linco.

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  8. Vai vai al Boi Gordo a mangiare e dopo l amentati che caghi ferro e fuoco e non riesci a rettificare il tubo della merda delle tipe.dio briscola!

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  9. fioccare merda dal culo correndo via. questo mi e’ successo a me. fortuna che abitavo vicino.

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  10. @ Alcolizzato: ho cagato normalissimo. E poi ricordati il vecchio detto: per essere certi di essere in buona salute bisogna “pissar ciaro e cagar duro”.@ Astrosio: esprimo tutta la mia solidarietà. Cagarmi addosso mentre sono con una tipa mi deve ancora succedere.

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  11. Sarei propenso a individuare la causa della mancata ispezione rettale dell’oggetto della libido nella narrazione in disamina nell’errato approccio alla consumazione di alcol nel locale di stampo orientale.Partendo dall’assioma che un essere umano di sesso maschile ingurgita + velocemente liquidi alcolici di uno di sesso femminile, normalmente, di fronte ad una bottiglia piena del suddetto liquido, il soggetto di sesso maschile riempierà due bicchieri e tracannerà il liquido in un tempo che definiremo n, mentre il soggetto femminile ingurgiterà la propria quantità di liquido in un tempo che definiremo n+1. Nell’intervallo tra n e n+1 il soggetto di sesso maschile si troverà a versare nel proprio bicchiere per una sorta di senso di educazione/solidarietà un contenuto di liquido pari superiore al contenuto di liquido presente in quell’istante nel bicchiere della controparte femminile che chiameremo y. Calcolando che una botttiglia può contenere all’incirca 4 riempimenti di liquido alcolico di 2 persone prendendo in considerazione i rabbocchi ulteriori del soggetto di sesso maschile potremo trovare la possibilità di rimanere sbronzo di un soggetto di sesso maschile che chiameremo x con la formula:4y/(n+1-n)=xOvviamente sarà riferita ad una sola bottiglia, per cui su 2 bottiglie la formula varierà in:2*(4Y)/(n+1-n)=xVa da sè che + alta sarà la frequenza di n (per cui il valore di n andrà ad essere, meno proporzionato rispetto a quello di n+1), più alto sarà il valore di x.La soluzione da me auspicata è quella di ordinare sempre il liquido alcolico in bicchieri separati, così da avere un controllo più puntuale dell’ingurgitamento; conosco perfettamente la difficoltà del procedimento, soprattutto in certi tipi di locali, ma ricordiamo che il fine ultimo della serata è l’ispezione rettale e che la bottiglia è un ostacolo quasi insormontabile.Nota tecnica: il kebab è stato inventato in Germania (da immigrati turchi n.d.r.) per cui non c’è alcun ostacolo culinario alla nuclearizzazione del territorio indicato.

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  12. Interessante disanima. Se la memoria non m’inganna (e potrebbe ingannarmi benissimo), quella volta ingurgitammo pressapoco la stessa quantità di fluidi tossici.

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  13. “è comunista e si veste di coperte colorate” … è bellissimo!!! Non ero mai riuscito a mettere così bene a fuoco un concetto talmente ovvio. Ce l’avevo lì che mi girava in testa, ma questa è poesia pura.

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  14. “Si veste di coperte colorate” rende effettivamente l’idea in modo eccellente.Naturalmente hai fatto benissimo.

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  15. Egregio signor masticatore di prepuzi femminili,La ringrazio per la missione che Lei ha intrapreso nel voler insegnare al mondo la differenza che c’e’ tra Musica e Merda, che pur iniziando e finendo per la stessa lettera son due cose in effetti distinte.Seguendo il Suo corso sono arrivato a dedurre che potrebbero esservi 4 elementi della prima categoria che, ci scommetto l’interno dei coglioni, possono riservare aneddoti deliziosi.I 4 elementi sono:David Lee RothMotley CrueZZ TopMotorheadE, non lo so, a naso anche Adam Ant potrebbe avere risvolti inaspettati.Mi dica, esimio.

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  16. Ah aggiungo, anche Buckethead mi sembra abbastanza sfasato.

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  17. Il più bel racconto su David Lee Roth lo vede drogato abbestia nell’appartamento-stalla dei Motley Crue (che dovevano ancora far uscire Too Fast For Love) che parlava a raffica. Una folata di vento ha scardinato la porta davanti alla quale era seduto, la porta – parecchio pesante – gli è caduta in testa, lui, drogato abbestia, non ha sentito niente, non ha fatto una piega e, continuando a parlare a raffica, se l’è tolta dalla testa.Motley Crue – leggere “The Dirt”, obbligatoriamente.Motorhead – leggere “White Line Fever”, obbligatoriamente.Buckethead – So solo che soffre di una forma di autismo.

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  18. Boh io so solo che ho letto questo, e penso di amarlo.[…]È inoltre solito rilasciare interviste fingendo di parlare per interposta persona mediante un pupazzo chiamato Herbi[…]I suoi hobbies sono le arti marziali (Nunchaku), breakdancing e visitare Disneyland dove è stato più di 500 volte (che definisce “il posto dove tutti i tuoi sogni e tutti i tuoi incubi possono diventare realtà”) e ha dichiarato più volte che gli piacerebbe che le sue ossa, una volta morto, fossero divise tra i tre parchi Disney, quello di Orlando, quello di Tokyo e quello di Parigi.

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  19. È uno sbroccato.

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  20. Se’ più romantico de Lando Fiorini. Pe’ qquesto io te amo.

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  21. Posted by Pdg che non ha coglioni di mettere la password on gennaio 28, 2009 at 11:15

    http://www.lastfm.it/music/Rompeprop/_/Vaginal+LuftwaffeSolo il titolo e’ un capolavoro, figuriamoci il resto.

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  22. Voci suine dentro il cestello della lavatrice. CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!

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  23. Post troppo lungo, Dio incrostato di guano

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  24. Posted by Anonymous on febbraio 11, 2009 at 22:44

    simpatico

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