Quella volta che hanno dato della "puttana" a sua madre.


Mi chiamo Broderick Lancelot Burrows ma tutti mi chiamano Orsacchiotto.

Sono nato il venti Settembre del millenovecentosettanta a Scottsdale, in Arizona. Mio padre è un cittadino britannico, viene da Leeds, nel bel mezzo delle Midlands, dove parlano l’inglese più stramaledettamente inglese di tutto lo stramaledettissimo Regno Unito. Io ho provato a prendere il suo accento perché piace alle fiche bollenti ma non ci sono mai riuscito.

Cosa gli sia passato per la mente negli anni ’50, quando decise di sfancularsela nel deserto Americano, lo sanno solo il Padre Eterno e lui stesso. Ogni volta che glielo chiedevo, ripeteva sempre la stessa storia: che ne aveva abbastanza della pioggia e del clima rigido dello Yorkshire e che le sue ossa avevano bisogno del Sole. Ma io non me la sono mai bevuta nemmeno per un minuto. Sono pronto a scommettere il culo che deve averla fatta grossa e ha pensato che fosse il caso di mettere le gambe in spalla e cambiare aria.

Io lo rispetto, avrei fatto altrettanto.

Non ha nemmeno scelto una delle grandi città della East Coast, come facevano tutti quelli che andavano alla ricerca di fortuna e di una vita migliore. Nossignore, lui ha scelto Phoenix che, in quegli anni, era più o meno un cazzo di cesso bruciato dove la gente sepelliva i cadaveri e ci piantava sopra un paio di cactus perché non poteva permettersi nemmeno la lapide.

Mia madre? Be’, mia madre faceva la puttana ed è andata in pensione quando ho compiuto dodici anni perché aveva già scodellato quattro mocciosi, il suo culo non era più quello di una volta e non le permetteva di tirare su la stessa quantità di grana dei bei tempi andati. A noi diceva che lavorava come ballerina giù a Camelback. E noi le credavamo.

Quando facevo la stessa domanda a mio padre, lui rispondeva che era l’amministratore delle finanze della casa. Non ho mai capito cosa significasse perché lo diceva ridendo (o scoreggiando) ma, come risposta, era ok. Quindi chiudevo il becco e tornavo a giocare con le mie action figures, anche a me andava bene così.

Una volta uno dei miei compagni di classe, Joshua O’Leary, un piccolo sacco di merda irlandese che era fisso a novantanove sulla scala dello stronzometro, mi ha chiesto che lavoro facesse mia madre, io gli ho risposto “La ballerina.”; allora quello si è messo a ridere, ha detto che mia madre prendeva cazzi di Mangiafagioli giù a Camelback Avenue, che lui e suo padre l’avevano vista e che non si sbagliava nemmeno un po’: era proprio quella troia di mia madre. Così ho dovuto spaccargli il culo senza pensarci un paio di volte.

A scuola non si è fatto vivo per una decina di giorni perché gli avevo scolpito una faccia nuova che sembrava lo stadio dei Sun Devils, solo di colore nero. Se l’era cercata.

A me, invece, hanno rifilato un paio di settimane di ferie obbligate e quell’anno ho dovuto ripetere la prima media.

Ricordo che hanno chiamato mio padre a casa. Quello ha risposto al telefono sbuffando, ha detto che aveva da fare e che non poteva venire a prendermi né a parlare col preside perché era lui che mandava avanti la baracca ed era esattamente quello che stava facendo in quel momento. Poi ha detto che, se a loro andava di farlo, potevano darmi una lettera con su scritto quello che avevo fatto, mandarmi a casa col bus alla solita ora e che ci avrebbe pensato lui a prendermi a calci in culo per raddrizzarmi la schiena e tutto il resto.

Quelli però hanno insistito e lui ha dovuto schiodare le chiappe dal divano e venire a sentire quello che l’amministrazione scolastica aveva da dirgli circa la mia cattiva condotta. È entrato nell’ufficio del preside senza nemmeno levarsi il panama dalla testa.

– “Signor Burrows, questa scuola non tollera un comportamento del genere e blablablablablabla pugni in faccia e blablablablabla ospedale blablablabla punti blablablablabla è fortunato che non le facciano causa e blablablablablabla.”, ha attaccato il dirigente.
– “Oh sicuro!”, ha risposto mio padre col suo accento strafico, poi mi ha guardato e ha fatto “D’accordo, figliolo… immagino che tu già sappia che questa stronzata ti costerà cara e che, appena arriviamo a casa, ho in serbo per te esattamente lo stesso trattamento che tu hai riservato all’irlandese. Be’, ragazzo, ti concedo comunque il diritto di spiegarmi cos’è successo esattamente.”
– “Quello ha detto che la mamma fa la troia giù a Camelback Avenue e ciuccia i cazzi ai mangiafagioli.”, ho spiegato io.

Da ridere, gente: il preside stava sorseggiando un succo d’arancia e gli è andato per traverso. Ha cominciato a ragliare, faceva “Gaaahh… Gaaaaah!”, tenendosi la gola, la faccia aveva assunto una colorazione molto vicina al blu cobalto e, proprio quando pareva che la sua anima avesse già preso l’autostrada per il Paradiso Dei Presidi Mormoni, è intervenuta la signora Clark che gli ha dato un paio di manate sulla schiena, riportandolo nel mondo dei vivi.

Mio padre voleva bene a mia madre, non le ha mai messo le mani addosso… e, semplicemente, lasciava che le cose accadessero: quella gli faceva avere i soldi per la birra senza che lui dovesse alzare un dito e, a dirla tutta, a noi non è mai mancato un cazzo. Credo che lui abbia smesso di essere… diciamo “geloso”… quando si è reso conto che era più facile avere una moglie puttana che lavorare come magazziniere.

Ah: quella volta non le ho prese, nossignore. Mio padre mi ha fatto salire in macchina e non ha fiatato per tutto il viaggio ma ha continuato a sorridere. A casa mi ha dato una pacca sulle spalle, ha detto che ero un bravo ragazzo e ha sganciato dieci dollari dicendo che potevo farci quello che volevo. Io mi ci sono comprato “Back In Black”.

Era il 12 Marzo del 1981.

Broderick Lancelot Burrows

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20 responses to this post.

  1. Posted by eyo on febbraio 3, 2009 at 18:51

    postalo su isr, dio feccia. con uno o due di questi metti su una storia con una figa borderline, garantito. che cazzo stai a scrivere in questo buco, dico io!

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  2. Guarda chi si vede! Ciao :).

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  3. Puro Lansdale. Lo dicevo io. Ti invidio, diogane. Hai un dono e cerca di sfruttarlo, altrimenti sei una gran testa di cazzo.Ti stimo molto.

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  4. Posted by Giulio on febbraio 3, 2009 at 20:06

    Stupendo.

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  5. dramma borghese! BUAHAHAHA!!! grandissimo. ecco.

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  6. bello, diocane. una vampata di caldo desertico in questa merda d’inverno.

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  7. Posted by Andrew Carrera on febbraio 4, 2009 at 13:43

    ricapitolando: tu sei in grado di scrivere queste cose qua e non ti vergogni neanche un po’ di guadagnarti ancora il pane facendo l’insegnante (dio cane, l’insegnante…) in una scuola italiana (italiana, dio porco, italiana…).Se ancora non stai pensando di mollare tutto per metterti a scrivere seriamente, ti auguro il più sincero tumore al retto (si diocane, hai capito bene, il buco-del-culo) degli ultimi 5000 anni.Rock on.

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  8. Posted by giannozzo on febbraio 4, 2009 at 17:04

    Il Carrera non ha mica tutti i torti.Tu, Arpioni, col tuo background da membro dei Fungos potresti essere così:

    invece insegni cazzate a una generazione di coglioni che non hanno ancora capito se nei jeans devono infilare le gambe o le braccia.

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  9. Posted by utna on febbraio 4, 2009 at 18:19

    una cosa l’ho capita, orsacchiotto e s.gue non sono la stessa persona.ps. sei bravo assaie, ma questo si sapeva

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  10. Si c’avrebbi avuto un professore come tte sarebbi sicuro meno ‘gnorante.

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  11. @giannozzo: questa generazione di bastardelli è incapace d’infilarsi i jeans perchè è stata cresciuta, e sta crescendo, con accanto genitori comunisti. falsi radical chic distocazzo; schifosi fannulloni che canticchiano Guccini sotto la doccia e danno la mancia alle zingare nei parcheggi dell’esselunga. gentaglia che professa l’uso delle canne e dei capelli lunghi & sporchi, nonchè delle coperte colorate (cit.) e dei cani al guinzaglio di corda (TM). ci vuole un ritorno alle Vecchie Abitudini, con un padre avvezzo all’uso della cinghia e la madre casalinga a sfornare torte per merenda. W ARPIONI.

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  12. Non tutti gli sbarbi sono così, ad onor del vero. Ce ne sono anche di svegli e sono circa il 50% della popolazione studentesca totale. Poi, ovviamente, ci sono anche gli/le sbiellati/e che si vestono di coperte colorate e che dicono “obsoleto”, “ossimoro” e “materialistico” perché gli piace come suona quando aprono la fogna ma, d’altro canto, ci sono anche gli sbarbi svegli come B.M. che li/le guardano e gli ricordano di parlare nello stesso modo in cui cagano senza aggiungere un bel “porcodio” solo perché ci sono anche io in classe.Quella che “Che Guevara era cubano e l’hanno ucciso gli Americani imperialisti.”E non m’invento un cazzo.“Sono solo ragazzi.”, dicono. Il mio culo!, rispondo io. Gli raddrizzo la schiena io a quelli/e dato che i loro genitori non sono in grado di farlo perché sono troppo impegnati a pagare le rate dello schermo al plasma per guardarsi Santoro e Travaglio in HD. Stronzi. Apro un reattore nucleare nel colon ai loro mocciosi e aspetto solo che i loro vecchi vengano a protestare il Martedì mattina alle 11. Ma, fino ad ora non è mai successo, che qualcuno protesti, dico. Purtroppo.Ok, adesso vado a raddrizzare le schiene a un po’ di sbarbi. È uno sporco lavoro ma… oh fanculo i luoghi comuni. Ciao.

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  13. Posted by eyo on febbraio 5, 2009 at 18:42

    ti hanno detto un sacco di cazzate, il racconto è bello ma di queste cose non ci si campa, fai bene a tenerti il tuo lavoro statale fisso. però al posto di pagare puttane belle dell’est potresti postare cose del genere su un forum ad hoc e trombare gratis donne meno belle ma probabilmente porche proprio in quanto instabili caratterialmente.son scelte di vita, fai tu. aloha

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  14. Oh eyo, non sono il tipo che si beve ogni stronzata che legge su uno spazio commenti di un blog di merda.Il mio lavoro mi piace un sacco.Ogni tanto mi pare di essere – inserire nome di un dittatore qualsiasi – quindi è ok così.E comunque il mio sogno è partecipare all’Isola Dei Famosi e farmi inquadrare mentre piscio nell’Oceano ruttando come un Orango del Burundi.

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  15. Posted by Anubi, il dio cane on febbraio 9, 2009 at 10:32

    Giusto, quello che si beve stronzate, letteralmente, è Scarface.Dio cannibale tra i santi e in quanto merde coprofago al tempo stesso.

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  16. Un giorno ho aperto un libro di Cacciari e mi pareva di leggere il rumore di una scorreggia in codice esadecimale, quindi ho pensato: be’, questo è sindaco di Venezia e filosofo, dio porco, sarà sicuramente in gamba, quindi sono io che sono una testa di cazzo negato per la lettura. Invece un giorno ho letto le tue cose e mi sono pure divertito. Da allora credo che: tu scriva bene assai, io possa accostarmi alla lettura e che Cacciari debba morire il prima possibile.Attendo il prossimo capitolo.

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  17. Posted by Galeazzo Catenacci on febbraio 11, 2009 at 09:54

    che l’ottimo Arpioni fosse bravo a scrivere noi fan della prima ora lo avevamo capito da un pezzo, che possa mollare il lavoro guadagnandosi da vivere in Italia non è possibile a meno che non sia un comunista, frocio, mezzosangue negro, figlio di un sindacalista o sindacalista stesso, un transessuale politicamente corretto o un giustizialista che pubblica scartoffie illeggibili.

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  18. Letto tutto d’un fiato.Ogni tanto caghi roba che brilla di luce propria, e non vuoi nemmeno dei soldi, cioè: è fantastico.Dio sodomita.

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  19. Posted by Anonymous on febbraio 15, 2009 at 10:46

    Solo per dire:bello, bello, bello.Non sono finocchio, ma QUASI TUTTO ciò che scrivi, mi piace e mi diverte.Ciao, Marco.

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  20. “Gli raddrizzo la schiena io a quelli/e dato che i loro genitori non sono in grado di farlo perché sono troppo impegnati a pagare le rate dello schermo al plasma per guardarsi Santoro e Travaglio in HD. Stronzi.”HAHAHAHAHGAHAHHAHGAGAMi era sfuggita, questa perla.

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