La perdita della verginità

Io, Broderick, ho infilato il cazzo dentro una femmina per la prima volta ponendo fine al mio status di vergine (anche se, a dirla tutta, non le ho sborrato dentro). Oh fanculo, comincio dal principio.

Lunedì scorso sono uscito con Bammy, siamo andati in questo cazzo di club a tre piani dove ci sono quindici stanze, ognuna con un bar diverso. Ci siamo bevuti un paio di barili di roba. Ma quello che ci eravamo proposti di fare era riuscire a scopare perché tutti e due ne avevamo abbastanza di farci seghe in continuazione… tipo, l’altro giorno ho anche preso paura: mi sono fatto una sega la sera, poi mi sono buttato a letto e, la mattina seguente, quando sono andato a pisciare, non ci riuscivo. Io lì che mi guardavo il cazzo pompandolo mentre facevo “E piscia, stronzo!” finché, dal buco sulla cappella, mi è partito un proiettile di sborra solidificata che si è schiantato contro il muro. Solo allora è uscito anche il piscio, fottuta roba lisergica. Basta seghe!

Oh comunque sono lì con Bammy tutto incazzato perché ha perso la sua sciarpa quando si avvicina una musa gialla, mi guarda e fa “Ciao!” e io “Hey, hai visto la sciarpa di questo coglione?”. Ho sparato la prima cazzata che mi veniva in mente tanto sapevo che qualsiasi cosa avessi detto sarebbe stata ok.

Musa Gialla: “Sei bello, a modo tuo.” (pronunciato metà in mandarino, metà in inglese, metà in turco, lì quello checcazz’è)
Io: “Oh davvero? Grazie!”
Musa Gialla: “Quando sei arrivato qui? Non ti avevo mai visto prima!”

Insomma la conversazione era davvero una merda ma sapevo di essere in gioco comunque. Sapevo che se avessi buttato sul piatto un paio di pattern, sarei riuscito a capitarle tra le gambe. Così abbiamo continuato a parlare di merda standard: scuola, quello che avevamo fatto quella sera, breve storia della nostra vita e roba così. Poi siamo andati in un angolo dove c’era meno gente (l’ha voluto lei). E abbiamo continuato a parlare mentre Bammy passava dietro di me e mi mollava pacche sulle spalle sussurrando “È la tua notte fortunata, stronzo!”, “Figlio di troia!” e roba così. Tutte stronzate che aiutano la situazione, no?

Musa Gialla: “Cosa stai cercando stasera?”
Io: (“di scoparti la carogna!”, pensato) “Non lo so, tu cosa cerchi?”
Musa Gialla: “Io sono alla ricerca di cose eccitanti!”
Io: “Sì, anche io sono alla ricerca di cose eccitevoli… ecci… quello checcazz’è…”
Musa Gialla: “Ti va di fare un giro con me e la mia amica?”
Io: “Eccome, lascia che avvisi il mio amico… quello della sciarpa.”

E sono andato alla ricerca di Bammy.

Io: “Hey, è fatta! Stasera scopo.”
Bammy: “Vattene fuori dai coglioni!”

Sono uscito subito dal locale e, in mezzo al parcheggio, c’erano Musa Gialla e la sua amica serba. Io le ho prese per mano entrambe e siamo saliti in macchina. Ero un po’ nervoso ma poi mi sono detto “Rilassacazzoti!” e mi sono calmato.

Non mi ricordo di cosa abbiamo parlato mentre eravamo in macchina, niente di speciale, stronzate del cazzo su quanto fottuto caldo faceva e roba del genere: tanto sapevamo entrambi che era solo una scopata di una notte e via. Poi l’amica di Musa Gialla, quella serba, dico, si è messa a rompere i coglioni che voleva una pizza. Io pensavo “FANCULO LA PIZZA! STUPIDA PUTTANA SLAVA! IO SONO VERGINE E VOGLIO SCOPARE QUI E ORA! COMPRATI UNA CAZZO DI MACCHINA E PROCURATI LA TUA STRONZA PIZZA PER I CAZZI TUOI!”

Musa Gialla però si è dimenticata di fermare la macchina davanti a Pizza Hut così ha scaricato la sua amica serba al primo semaforo e io mi sono accomodato sul posto davanti, vicino a lei. Io ho guardato il suo corpo mediocre e ho pensato “Strafico! Sto per entrare in contatto con tutta questa merda!”

Non abbiamo parlato di sesso in macchina, quando le ho chiesto cosa studiava all’università lei mi ha detto che me l’avrebbe rivelato più tardi. Gliel’ho chiesto altre tre volte ma non me l’ha detto ma tanto a me non me ne fregava un cazzo. Allora le ho chiesto quali fossero i suoi piani per il futuro.

Musa Gialla: “Voglio diventare una poliziotta.”
Io: (“Sarai la peggiore poliziotta di tutto il fottuto pianeta, stronza! Non sarai mai una cazzo di poliziotta, cogliona!”, pensato) “Credo che dovresti fare del tuo meglio, tutto il possibile per realizzare il tuo sogno.”
Musa Gialla: “Blablablablabla, stronzatestronzatestronzate, blablablablablabla, altrestronzate & blablablablablabla ancora.”

Siamo arrivati al suo appartamento, alla fine, ok? Abita in una mansarda che divide con una sua amica in un cazzo di gigantesco condominio con la piscina. Aveva un fottuto televisore Sony gigantesco. Mi ha detto di mettere su della musica, quella che preferivo, mentre lei andava a prepararsi in bagno. Non aveva niente che mi piacesse e allora ho acceso la TV, sulla FOX dicevano che avevano beccato una vecchia che viveva con settanta gatti malnutriti e ne aveva altri trenta morti stecchiti in cantina.

Musa Gialla è uscita dal bagno, io l’ho spinta a terra e l’ho bukkakata. No, dai… è uscita in pigiama e mi ha detto che potevo usare il cesso anche io se ne avevo bisogno, io non avevo bisogno di andare al cesso ma ho pensato che fosse il caso di andarci lo stesso perché si fa così quando si scopa… sì, ero vergine, non avevo idea di cosa si facesse prima di scopare, ok? Sono rimasto in piedi in cesso per qualche minuto. Non mi sono lavato il cazzo né niente del genere comunque. Ho preso il cellulare e ho chiamato Bammy per dirgli che stavo per infilare il mio bastardo nella crepa umida di Musa Gialla e lui mi ha detto “Bravo!”

Poi mi sono messo a riflettere per conto mio “Forse dovrei uscire dal cesso completamente nudo… hmmm…”; alla fine ho deciso di togliermi solo i pantaloni e tenermi addosso la maglietta, le mutande e le scarpe.

Le luci erano spente e Musa Gialla era sdraiata sul letto in pigiama. Io sono andato verso di lei, mi ci sono sdraiato vicino e ho cominciato a limonarla e a slinguarle il collo. Lei mi ha preso la mano e l’ha piazzata sulla sua tetta destra! E io ho cominciato a palpargliela. Poi, in qualche modo, le ho anche ficcato una mano sulla vagina da sopra il piagiama. Lei mugolava e merda così, no? Allora mi sono tolto le mutande… immagino che non vi aspettaste tutti questi particolari, vero? E invece…

Insomma la stavo slinguando sul collo e massaggiandole la fregna da sopra il pigiama e tutto il resto, ok? Roba difficile: non è una stronzata slinguare qualcuno e nel frattempo fare altre stronzate. Uno ci si deve concentrare per non fare cazzate, ok? E poi lei ha cominciato a toccarmi il cazzo, troppo una figata.

Musa Gialla: “Scopami!”
Io: “Okay!”

Allora, dicevo, mi sono liberato delle mutande, no? Mi sono piegato su di lei con il cazzo durissimo e pulsante e roba del genere, no?

Musa Gialla: “Mettiti un profilattico! Aspetta ne ho io sul comodino…”
Io: “Tranqua, ne ho anche io di miei!”

Non volevo usare i suoi perché la roba cinese fa cagare e non funziona bene, è merda sabotata.

Musa Gialla: “Che marca è?”
Io: “Pirelli.”

Oh, ero ancora vergine e non conoscevo ancora le marche dei goldoni e tutta quella merda là. Non sapevo nemmeno come si infilasse, se è per quello.

Musa Gialla: “Infilati quella gomma…”
Io: “Mettimelo tu, mi eccita…”
Musa Gialla: “Okay.”

Non riusciva a infilarlo così si è girata verso il comodino per prenderne uno dei suoi; mentre era lì che cercava i copertoni made in china, io sono finalmente riuscito a infilare il mio e l’ho scopata. HA!

Dopo quindici minuti che la stantuffavo, ho cominciato a pensare “È una merda! Questo è scopare? Mi fa cagare, voglio andarmene… mi sono rotto i coglioni tutta la vita per questa stronzata? Fanculo!”

Stavo scopando la musa gialla da un quarto d’ora e non sentivo niente. Lei invece continuava a mugolare e merda così: “Oh sì, più cazzo! Ancora cazzo! Dammi il cazzo! Voglio il cazzo!” e stronzate del genere. Così ho deciso di cambiare posizione e provare roba che avevo visto fare a Nacho Vidal; l’ho messa a pecora e ho ripreso a pomparla più forte di prima ma non è cambiato un granché. Allora mi sono buttato sulla schiena e lei si è messa sopra di me a cavalcarmi. Fanculo, mi stava scardinando l’uccello. Ho avuto paura. E lei: “Sì, che bello il cazzo! Riempimi di cazzo!” e io: “Datti una stronza calmata, Pechino!”

Ero sudato da far schifo, una fatica di merda. Alla fine mi sono rotto i coglioni, l’ho spinta via, mi sono sfilato il goldone e mi sono fatto una sega. Quando ho sentito che stavo per venire, l’ho presa per i capelli e le ho bukakkato fronte, occhi, guance, mento e lo stronzo televisore Sony. Non me ne fregava più un cazzo, ero contento di non essere più vergine.

Poi mi sono buttato sul letto, ansimante vicino a lei.

Musa Gialla: “Riposati per cinque minuti. Poi ti chiamo un taxi.”
Io: “Cosa? Cinque minuti? Vuoi che mi tolga subito dai coglioni?”
Musa Gialla: “No, intendevo dire che di solito, dopo il sesso, ci si riposa sempre per cinque minuti.”
Io: “Questa storia dei cinque minuti mi sta facendo incazzare, Shanghai!”
Musa Gialla: “Rilassati!”
Io: “Perché cinque minuti, cazzo?”

Cinque minuti dopo ha chiamato il taxi e mi ha accompagnato sulla strada.

Musa Gilla: “Cosa pensi di fare ora?”
Io: “Me ne torno al club dove ti ho conosciuta per farmi un paio di birre con gli amici.”

Si è incazzata che io tornavo a bere e lei se ne stava in appartamento. Ma quello che conta è che, anche se scopare è una rottura di coglioni, non sono più vergine. Da oggi in poi, ogni volta che aggancio una stronza al club, le faccio: “Non me ne frega un cazzo! Non ho bisogno di quello che hai da offrire, HA!”

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13 responses to this post.

  1. @Basta con la Droga: dammi pure del paraculo ma:

    mini rece:

    “Siamo arrivati al suo appartamento, alla fine, ok? Abita in una mansarda che divide con una sua amica in un cazzo di gigantesco condominio con la piscina. Aveva un fottuto televisore Sony gigantesco. Mi ha detto di mettere su della musica, quella che preferivo, mentre lei andava a prepararsi in bagno. Non aveva niente che mi piacesse e allora ho acceso la TV, sulla FOX dicevano che avevano beccato una vecchia che viveva con settanta gatti malnutriti e ne aveva altri trenta morti stecchiti in cantina”

    EPICO! Doppio inchino e saluto svolazzante stile Federico di Prussia.

    “No, dai… è uscita in pigiama e mi ha detto che potevo usare il cesso anche io se ne avevo bisogno, io non avevo bisogno di andare al cesso ma ho pensato che fosse il caso di andarci lo stesso perché si fa così quando si scopa… sì, ero vergine, non avevo idea di cosa si facesse prima di scopare, ok?”

    LIRICO! Mi ricorda la mia prima scopata…

    “Dopo quindici minuti che la stantuffavo, ho cominciato a pensare “È una merda! Questo è scopare? Mi fa cagare, voglio andarmene… mi sono rotto i coglioni tutta la vita per questa stronzata? Fanculo!”

    Idem come sopra e triplo inchino.

    ‘Io, Broderick, ho infilato il cazzo dentro una femmina per la prima volta ponendo fine al mio status di vergine (anche se, a dirla tutta, non le ho sborrato dentro).’

    Gran ciambellano che picchia ripetutamente il bastone sul pavimento a annuncia:

    “Signori e signore: L’INCIPIT”

    Beddu, beddu assai. Mi sarebbe piaciuto un po piu’ lungo (Orsacchiotto salva il mondo…), ma questi sono oggettivamente cazzi dell’autore.

    Rispondi

  2. In realtà tutto ha origine da una cosa che è successa ieri e, no, non ho perso la verginità ieri: sono sempre vergine come al solito. 🙂

    Rispondi

  3. Posted by v1 on giugno 15, 2009 at 10:51

    traduzione-reinterpretazione fantastica! 😉

    Rispondi

  4. Posted by Anonymous on giugno 15, 2009 at 14:29

    Ti ho gia’ detto tutto su ISR.

    Un giorno dovrai pubblicare tutto cio’.


    Nadja Jacur

    Rispondi

  5. Basta con la Droga sei davvero un idealista!

    E c’è anche l’identità nazionale che esce prepotente: “Musa Gialla: “Che marca è?” Io: “Pirelli.”” Cazzo, come sentire il fottuto inno alle Olimpiadi!

    Grandioso!

    Cordialità

    Attila

    Rispondi

  6. Ho un dubbio atroce che mi perseguita da qualche giorno.

    ‘Francesco Leopardi’ e’ una citazione di Paz o sbaglio?

    Non so se Pazienza ti gusti, me se ti gusta te la ricordi la striscia del tizio interrogato che recita al prof Mare Nero di Battisti? LOL

    Rispondi

  7. Certo che lo è :-). La striscia del Paz che mi ha fatto più schiantare è quella di “Ti toco! Ti toco!” – “Vatti via! Vatti via!”.

    Rispondi

  8. Posted by A. Molesto on giugno 17, 2009 at 12:23

    se ci fosse qui scarface ti chiederebbe dello scat, piss, smerd ecc. ecc.

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  9. Oh, ma Scarface c’è anche se è come se non ci fosse dato gli ho fraggato tipo trenta commenti in una settimana. E continuerò a farlo perché qui comando io.

    Rispondi

  10. @Basta con la Droga: “Ti toco! Ti toco!” – “Vatti via! Vatti via!”.

    ROTFL Quella mi fa venire le lacrime, anche perche’ i due animali (?) protagonisti sono completamente assurdi. Ogni tanto Rachel me la propone,cosi’, tanto per farmi ammazzare dal ridere.

    Ciodetto, mi fermo qui perche’ se si comincia a citare Paz tra fans, si va avanti per ore.

    Tra le cose che mi ammazzano sempre ci sono communque l’immortale : ‘io pensav, sarann sciem, avrann fumat’, da Perche’ Pippo Sembra Uno Sballato, la serie di ‘ Salvami Gino!’ con risposta ‘Fanculo. Prima pagare, poi Gino’, e infine la mini striscia coi soldati italiani che cantano Battisti in trincea durante la prima guerra mondiale.

    Quella mi fa venire la diarrea dal ridere

    Genio

    Rispondi

  11. Quella dei soldati in trincea è lisergica, come gli è venuta in mente? Come?

    Rispondi

  12. @Basta con La Droga: io la devo smettere di frequentare il tuo blog.

    Sono andato a vedere Nicoletta Paciaroni. Tutto.( La conoscevo solo di nome tramite mio cugggino pordenonese).

    Ho deciso che torno in Italia. Non posso perdermi certe cose.

    E’ spettacolare. E’ aldila’ del bene e del male.

    Ho visto il ‘ballo con catene’ e mi sono ripreso dopo mezz’ora. Rachel ha dovuto darmi delle pacche sulla schiena come si fa con quelli che stanno soffocando.

    La devo smettere di frequentare sto blog

    Dio veggente

    Rispondi

  13. Posted by Anonymous on agosto 27, 2010 at 16:08

    Io vorrei conoscerti. Probabilmente hai una mente superiore.

    Jobannez

    Rispondi

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