Metal Camp 2009


Tanto vale partire dall’inizio perché, di merda strana, ne è cominciata a succedere fin dalla mattina presto, proprio sul luogo designato per la partenza.

Insomma ci siamo io e Reddy che aspettiamo il Duca-Conte Ser, così decidiamo di andare a fare colazione al bar vicino; entriamo e, dietro il bancone, c’è una cameriera che è una vera e propria chimera, una creatura impossibile: una figa spazio-imperial-temporale che, pur essendo la regina di tutta la Santissima Vagina del Basso Friuli, è anche gentilissima e sorridente. Si chiama Cristina. Io & Reddy abbiamo il cuore che palpita e, dopo che ci ha portato i capuccini con le brioches sorridendo, si volta per tornare al bancone del bar mostrando le ali che le spuntano sulla schiena.

Io, essendo un romanticone, guardo Reddy e gli dico: “Non mi dispiacerebbe infilarle i coglioni in bocca…”; lui mi fa: “No, dai… non a lei…”; io: “Sì, dai… hai ragione… però le mangerei il culo e le sputerei in figa, questo posso dirlo, vero?”

Passa qualche minuto, il Duca-Conte ci manda un sms per farci sapere che è imbottigliato nel traffico perché c’è gente che – essendo Sabato – va al mare a prendere il Sole e tutto il resto. Conclude l’sms con un “maledetti tutti”. Io & Reddy ne ridiamo.

E, fin qua, sarebbe stato anche tutto ok… ma ecco che succede la prima merda strana della giornata. Entra un tipo di circa cinquant’anni, con i baffetti grigi e un rimasuglio di capelli color topo sulla nuca (probabilmente tinti) a formare un codino assurdo; porta con sé un mazzo di rose nascosto dietro la schiena. Io vedo la scena e comincio a pensare “No, Dio cane… fa’ che no… fa’ che no, per piacere… sarò buono. Dai, Dio… no, ti prego…”

Ovviamenete Dio, nella sua suinità, non fulmina il malridotto e i suoi fiori con un lampo riducendo tutto a un mucchietto di cenere fumante; niente affatto. Lo lascia vivere e portare a termine uno dei momenti più imbarazzanti della storia dello zerbinismo maschile. Il tutto davanti ai miei occhi che stanno per incendiarsi.

Il malridotto appoggia le rose sul bancone del bar, guarda Cristina e gli… anzi “LE”!

DIO CANE SCARFACE! TUTTA COLPA TUA!

Dicevo, le fa: “Oi, ciao biele, viot se ti va bien la flôr, Dio boe…”

Io: “Dio maledetto infernale schifoso animale ruminante… non girarti, andiamo via, spariamo dalla circolazione, no, dio cane, no…”
Reddy, che ha visto tutto con la coda dell’occhio ma dà le spalle al bar, incredulo: “Le ha portato i fiori?”
Io: “Dio tutto, vorrei essere in Nuova Zelanda in questo momento…”
Reddy: “Addiocanissimo…”

In quel momento arriva l’ennesimo sms del Duca-Conte Ser inferocito perché ha dovuto beccarsi una coda che non finisce mai ma è comunque giunto sul posto e ci sta aspettando al parcheggio. Così, nostro malgrado, lasciamo la meravigliosa creatura in balia del malridotto che, proprio in quel momento, le sta raccontando la storia di tutta la sua interessantissima vita in furlano strettissimo.

Sono certissimo di aver colto uno sguardo di supplica della meraviglia femminea come a dire “Vi prego, salvatemi…”

Insomma, la giornata è cominciata con un sonoro clangore stroboscopico ed è proseguita anche meglio. Il viaggio, fortunatamente, è filato via liscio come l’olio, solo qualche rallentamento prima del bivio per Gorizia; nel giro di un’ora e mezza siamo arrivati a Tolmino e lì, be’, ho visto cose che voi umani…

Prima di tutto ribadisco che l’Italia è un paese di merda totale-globale-internazionale e sono pronto a scommettere il culo e il coglione sinistro che il Gods Of Metal di Monza, se messo a confronto con l’organizzazione della kermesse Slovena, risulta essere l’equivalente della Sagra Del Bisatto di Marsure (PN). Mi spiego: a Tolmin, per il Metal Camp, erano stati allestiti due palchi, uno piccolo per le band locali che si esibivano in mezzo a un boschetto e il main stage per i gruppi fighi internazionali.

Le foto che seguono sono state fatte con un telefono Nokia N73 quindi la qualità delle immagini è quella che è, tuttavia ciò che si vede è sufficiente a dare un’idea più o meno precisa della manifestazione.

Il palco “piccolo”…

Da notare le dimensioni dello stage nonché la qualità della strumentazione (batteria con doppia cassa di ottima marca, amplificazione Marshall e generosissima quantità di casse spia) e gli impianti audio-luci messi a disposizione dall’organizzazione agli equivalenti sloveni dei Fungos.

Il main stage? Et voila…

Da vicino…

Il tutto a ribadire, per l’ennesima volta, il più triste & vero dei luoghi comuni: l’organizzazione di eventi del genere non è una cosa che fa parte della cultura italiota e qualsiasi bastardo all’estero ci caga in testa sempre & comunque.

Bon, dicevo… appena arrivati a Tolmino, ci siamo recati in zona “campeggio” per salutare un manipolo di ubriaconi accampati dal giorno precedente; ci siamo seduti sotto il telone parasole e, dopo circa dieci minuti, è cominciato a piovere che sembrava che Dio si fosse davvero incazzato per tutti gli aggettivi ricercatissimi che avevamo associato alla Santissima Trinità e al calendario tutto nel corso del viaggio.

A un certo punto la situazione è diventata talmente drammatica che c’era da spaccarsi dal ridere a guardarsi attorno: acqua che arrivava da tutte le parti, gente che scavava canalette per evitare che i materassini gonfiabili all’interno delle tende si bagnassero, costruzione improvvisata di ponti levatoi, fango dappetutto e, in generale, un casino immondo con gente che bestemmiava in tutte le lingue del Mondo, sanscrito incluso.

Quando finalmente, la Suinità Divina ha deciso che era abbastanza e non fosse il caso che qualcuno si mettesse a costruire l’arca, abbiamo deciso di fare un giro per vedere com’era la situazione nei paraggi.

In prossimità del palco “piccolo” era stato allestito una specie di bazar-mercato a cielo aperto con gente che vendeva ogni genere di paraphernalia metalz si possa immaginare: dalle tazze da caffelatte con il logo degli Immortal alle ciabatte da spiaggia col Jolly Roger.

C’erano anche chioschetti improvvisati presso i quali si potevano gustare grappe aromatizzate alle ciliegie, alle more e al miele… tutta roba a cui è davvero difficile dire di no.

Insomma, proprio mentre siamo lì a ponderare sul bicchierino con cui iniziare, ricomincia a piovere e, assieme all’acqua, si materializzano dal nulla Mr. Olive con Gigio e The Tollonz… in pratica l’avanguardia alcholica della Bassa Furlanya.

– “Oh, dai che trinchen so ‘na robutte, Dio boe…”, poi, rivolgendosi alle due fighe del chiosco, “Ou, Dio boe… parli italiano?”
– “No… English, Doich?”
– “Bon-bon, Dio boe… wot gust of grap du iu ev? Dio boe, lì, quello che è…”
– “What?”
– “DIO BOE!!!”
– “Oh, ok-ok; got it… cherry, honey and blueberry…”
– “Cherry! Sei… Six cherry!”

E via il primo giro, offerto da Mr. Olive… SGLUP!

– “Ou, Dio boe!”
– “Yes?”
– “Dio boe!”, indicando la botte con la grappa alle more.
– “Six?”
– “Dio boe!”

Secondo giro di grappe al mirtillo offerto da The Tollonz… SGLUP!

– “Ou, Dio boe!”
– “Yes?”
– “Dio boe!”, indicando la botte con la grappa al miele.
– “Six?”
– “Dio boe!”

Terzo giro di grappe al miele offerto da Gigio… SGLUP! Smette di piovere.

– “Ou, Dio boe!”
– “Yes?”

Ho guardato Reddy e gli ho proposto di tagliare la corda alla svelta e fare un giro da qualche altra parte, magari a dare un’occhiata al palco “piccolo” giusto perché avevo fatto uno più uno ed era chiaro che le cose stavano prendendo una bruttissima piega. Così ce ne siamo sfanculati via con tre grappe in corpo e una piacevole sensazione di tepore nello stomaco.

Ci siamo fermati circa venti minuti ad assistere all’esibizione di un meno che mediocre gruppo stile Nightwish con una culona impossibile che gorgeggiava stronzate vestita da pagliaccia medievale. Ci siamo frantumati la coglia in breve tempo e abbiamo deciso di tornare nei pressi del palco principale dato che, di lì a poco, si sarebbero esibiti i Sodom… insomma, vaccadio, ripassiamo davanti al chiosco delle grappe e bwahahahahaha! I quattro che avevamo lasciato incustoditi, nel giro di nemmeno mezz’ora, erano completamente DI-LA-NIA-TI dall’alchol. Il Duca-Conte Ser aveva perfino l’ittero, tutto giallo, Dio made in China. Non riuscivano a stare in piedi, lì che fluttuavano in orbita sugli anelli di Saturno.

– “Oh, gente… tutto bene?”
– “Dio boe… hahahahahaha! Sgrshswaaasshhhesss, cioè no… DIO BOE!!! HAHAHAHAHAHAHAHA!”
– “Sì, sì… certamente!”
– “DIO BOE!”
– “Yes?”
– “SSSHHHDIOBOESSHHHH!”
– “Cherry?”
– “DIO SBOES!!!”
– “Four?”
– “DIO SBOEAAAAAAAAASSSHHHH!”

Non so come, ma alla fine siamo riusciti a trascinarceli dietro con la scusa dei Sodom la cui performance è stata segnata da continui e fastidiosissimi problemi alla chitarra; a occhio e croce c’era un jack che era andato a puttane slave quindi, ogni volta che Bernd Kost si girava dalla parte sbagliata, partiva un rumore assordante che faceva urlare “Porco Dio!” a tutti i presenti.

Allora, no? Era tutto sotto controllo finché, con la coda dell’occhio e per brevissimi istanti, ho colto qualcosa che non quadrava un cazzo; nella fattispecie questo:

http://www.youtube.com/v/jiRVz8xv4iE&hl=it&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

Ho pensato, tra me e me, “Ho davvero visto un ubriacone col facepainting che sta ballando tutto contento con un tanga a bretella?”; ho guardato di nuovo e…

http://www.youtube.com/v/rrZzS1UiQuo&hl=it&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

Wooohooo… the drugs are kicking in, mate! Anche se, in effetti, non mi pareva di aver assunto sostanze psicotrope nelle ore precedenti… a meno che le grappe di prima non fossero state aromatizzate con qualche ingrediente stroboscopico di cui, lì per lì, non avevo colto la fragranza… mi sono girato all’indietro e ho visto The Tollonz, Gigio, Mr. Olive e il Duca-Conte Ser che osservavano la traiettoria dei pianeti in qualche galassia sperduta… “Coraggio, ragazzo… è tutto ok.”, mi sono stropicciato gli occhi, ho nuovamente rivolto lo sguardo davanti a me e, ancora una volta…

http://www.youtube.com/v/ROgTU-ENcfI&hl=it&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

A quel punto, mi sono messo a ridere talmente forte che mi sono venute su le grappe che avevo ingollato prima.

Ok, dai… adesso so che dovrei parlare un po’ della musica e di tutto il resto ma, per come la vedo io, passa in secondo piano.

In generale: grandissima performance dei Testament con Paul Bostaph e Alex Skolmick che hanno letteralmente tirato giù il palco; davvero spettacolari.

Ottimi anche i Soziedad Alkoholika, un gruppo Spagnolo che ha sostituito i Satyricon che si sono esibiti per ultimi alle 2.30 del mattino a causa di qualche inconveniente logistico (la sera prima avevano suonato in Danimarca e la loro strumentazione era rimasta là).

Non riesco a reggere i Blind Guardian perché mi pare di ascoltare il Rondò Veneziano; sì, come dire, mi rompono nei (all’interno di essi) coglioni in brevissimo tempo; infatti, durante la loro esibizione, sono andato a bere tre-quattro birre.

I Belphegor(*) hanno un frontman (Helmuth) che è un pagliaccio professionale, fa scassare dal ridere: prima di eseguire la penultima canzone, si è rovesciato in faccia un secchio di sangue finto; quindi, prima degli ultimi cinque minuti di casino infernale black-metal, ha indossato una specie di elmo in simil-pelle con dei cazzo di spuntoni che gli uscivano dalla fronte. Io & Reddy eravamo a terra che rotolavamo.

Hanno concluso i Satyricon che, anche se pensavo facessero black metal, hanno suonato una specie di Neue Deutsche Härte (ma sono Norvegesi) bello potente; Frost è una macchina da guerra. Ah sì, hanno una tastierista bionda che non sono riuscito a capire se è una figa bollente o no perché la telecamera non la inquadrava mai (quindi presumo che non sia figa), ha suonato in tutto tre accordi in due canzoni verso la fine; si è limitata a muover il culo e la testa per tutto il tempo. Probabilmente dà la vulva a Satyr e se la portano dietro solo per quello.

Ah, sì: il pubblico…


Sono tornato a casa alle 6:20, ho dormito tre ore, poi ho acceso il computer e ho trovato tre commenti di Scarface che ho fraggato.

(*) – Durante l’esibizione dei Belphegor, Mr. Olive ha proposto di andare a “bere una roba, Dio boe.”; abbiamo cordialmente rifiutato, tranne The Tollonz che l’ha seguito strisciando a terra. Sono spariti e non li abbiamo più visti, non ci è dato sapere che fine abbiano fatto. Potrebbero anche essere morti annegati nell’Isonzo, per quello che vale.

Annunci

26 responses to this post.

  1. Se il prossimo weekend vedo qualche corpo che discende l’azure river, ti faccio un fischio…

    Bello il metal camp, peccato che le slovene non siano come le croate: normalmente la silouette di una slovena è simile ad un guardaroba pax hakandal dell’ikea (ci sono le eccezioni, ma lavorano come cameriere al Perla e hanno un’acidità pari al sangue di una regina alien).

    Cordialità

    Attila

    Rispondi

  2. Non mi pronuncio sulle Slovene perché non ne conosco; quelle che lavoravano ai chioschi non erano malaccio comunque, anzi.

    Invece vorrei parlare della Svezia. Mentre sedevo su una panca di uno dei tanti chioschi, si è accomodata vicino a me una Svedese di nome Margit, Margrit, Magrit… bu, non so; pensavo che fosse britannica per via dell’accento e invece era Svedese: capelli castani a dreadlocks, occhi azzurri, piercing sul labbro, bella gnocca. Insomma ha attaccato bottone lei, mi ha detto che era volata fino a Venezia, le ho detto che ero di venezia… “Oh come on! I loved it down there! I want to go back, will you be my tour guide?” e io “Of course I will, hey!”, tutta un sorriso e io, tra me e me “Non vorrei essere troppo ottimista, ma forse potrei scopare…”

    Siamo lì che parliamo e sorridiamo quando si materializza il suo moroso. Si siede e attacca bottone anche lui. Cordialissimo come la morosa, mi ha addirittura offerto una birra (Io “Fanculo la birra, io pensavo di scopare…”, pensato).

    Insomma, la morale è che, a quanto pare, gli Svedesi sono un popolo cordialissimo.

    Rispondi

  3. il palco del rototom sunsplash è uno ottimo palco, ottima strumentazione, si sente veramente bene, ecc…
    per dire che anche in italia si fanno ottimi palchi 🙂

    Rispondi

  4. Posted by Scott Tenorman on luglio 7, 2009 at 11:25

    Io estenderei a tutto il popolo slavo la generalizzazione fatta da Attila in merito alle slovene. Il fiero e rispettabile popolo slavo, ben s’intende.
    A quanto pare non esistono mezze misure, o le slave sono fighe fighe in modo assurdo oppure sono delle ranseghe di cui gà si intravedono i lineamenti che assumeranno all’età di 70/80 anni. Slovene, croate o serbe poco importa.

    Domanda che non c’entra una punta di cazzo per Leonard Spears: giochi a QuakeLive?

    Rispondi

  5. Giocavo a “Command & Conquer Generals” online prima che chiudessero tutti i server. Peccato, spaccavo tutti i culi dell’universo.

    Rispondi

  6. Posted by Ex Macellaio on luglio 7, 2009 at 11:42

    Caro Oppositore della droga, interessante questo post. Ho imparato cose nuove tipo Dio Boe e Ranseghe. Però potevi inserire una foto rubata alla barista, così ci si poteva masturbare collettivamente alla stessa ora muovendo, in tal modo, energie cosmiche per favorire la pace nel mondo. Mi dispiace che la svedese fosse già munita di pene eretto al suo fianco. Andrà sicuramente meglio la prossima volta. Vedrai che troverai una norvegese che si farà infilare delle olive in culo per poi riproportele in bocca mentre ti aspira lo scroto, e il tutto in maniera cordialissima.
    Per ora ti saluto con un bel “madonna elettromagnetica” aspettando un altro resoconto metalz.

    Rispondi

  7. Io invece mi stavo chiedendo, macellaio, che fine ha fatto il tuo blog.

    Rispondi

  8. Posted by Ex Macellaio on luglio 7, 2009 at 12:03

    Ho buttato via tutto. Il fatto è -dio cagna- che ho un mondo interiore talmente profondo che un misero blog non mi è sufficiente per esprimermi. Capisci ora?

    Rispondi

  9. Posted by Anonymous on luglio 7, 2009 at 14:13

    > Smette di piovere.
    > – “Ou, Dio boe!”
    > – “Yes?”

    e qua sono M-O-R-T-A!


    Nadja Jacur

    Rispondi

  10. A me invece viene da ridere perché c’è Scarface che adesso fa i fake ma si fa beccare/fraggare lo stesso.

    Rispondi

  11. Dio boe è per le relazioni interpersonali quello che shamalona è per i testi musicali, dio boe!

    In compenso io sono su quakelive, nick Skydancer, dio boe

    Rispondi

  12. Per il tipico friulano della bassa “Dio Boe” ha la stessa funzione del respiro regolare nel resto del genere umano.

    Caro Scott, essendo nato sui confini patri ho una certa dimestichezza con la popolazione slava e posso assicurarti che, al di là delle slovene (che hanno una percentuale bassa di figaggine), c’è in croazia/serbia/ungheria/rep.ceka/slovakkkia una quantità industriale di strafigone da paura, con percentuali di strafigaggine da urlo.

    @Basta con la Droga: Storia di vita vissuta (e non mi invento un cazzo): 17 anni, 2 giorni dopo capodanno, aeroporto di Tenerife Sur in attesa di ritornare da una vacanza con famigliola, buco nella pista da riparare per cui tutti gli aerei in ritardo, ma già passato il check in. Mi ritrovo con l’imbarco di fianco a quello del volo per Stoccolma e anche lì ci sono biondissime famigliole svedesi che aspettano l’imbarco. Mentre gli italici fanno giri e giretti per il terminal, gli svedesi si piazzano al bar e cominciano a trangugiare ettolitri di alcol. I miei vanno per i cazzi loro a zonzo per il duty free e io mi appropinquo ad una svedesina (età stimata 16, non ho chiesto per timoro che me ne dicesse di meno) che sta tracannando ettolitri di vodka pura e inizio la conversazione (trangugiando succo d’ananas, ero con i miei, cazzo), lei è cordialissima, sorride, parla e degusta. Ad un certo punto mi chiede di accompagnarla in bagno, perchè cammina un po’ “di bolina”, io da perfetto cavaliere l’accompagno fino a dentro, perchè mi dice che ha difficoltà “di gestione” e io, cavaliere, eseguo (per fortuna in quel momento non c’era nessuno davanti ai lavabi in bagno) e lei si siede e come ringraziamento si produce in un atto che in un altro tempo “sarebbe potuto valere un ministero”. Mi ricompongo (io, lei sportivissima) e riusciamo (passaggio obbligato sui lavandini, dove, per mio sommo culo, non c’era ancora nessuno), tornando al bar dove lei continua il tracannamento di vodka. Ad un certo punto cominciano ad annunciare la partenza del suo volo (per il mio ci voleva ancora 1 ora e mezza abbondante) e lei non si scompone, ma continua ad abbeverarsi. Secondo annuncio e le faccio notare che stanno chiamandola, ma lei continua. Al terzo annuncio, le faccio notare che potrebbero anche lasciarla a terra, al che mi guarda e mi chiede un favore: visto che sua madre e suo fratello probabilmente erano già saliti, se potevo aiutare suo padre, che si era addormentato ubriaco sui tavolini del bar a trascinarsi fino all’imbarco. Il padre era un omone tipo Bud Spencer (solo biondo rossastro) completamente dilaniato dall’alcol. Mi faccio forza e porto un suo braccio attorno alle mie spalle facendo altrettanto, fletto i quadricipiti femorali e… su! Sento le fibre muscolari e le cartilagini delle gambe che urlano tutto il loro disprezzo verso di me, al che la gentile donzella, che continuava ad andare avanti “di bolina”, si aggrappa a me dalla parte opposta. Al che mi fermo e cerco di dare (con estrema delicatezza) degli schiaffetti al padre (colpireste un orso che ha sotto braccio il vostro augusto collo?) per farlo riprendere. Dopo circa 30 eterni secondi l’uomo comincia a collaborare e arriviamo al varco per l’imbarco: nel momento in cui lo sto consegnando alle amorevoli cure di un robusto stuart di un charter svedese, questo mi guarda e mi grugnisce un “Thanks”, mettendomi nel taschino una banconota da non so quante pesetas sorridendo. Li saluto sbigottito: proprio gentili questi svedesi.

    P.S. Ci sono voluti 8 annunci per imbarcare tutti gli svedesi ubriachi e far partire il volo.

    Rinnovo le cordialità

    Attila

    Rispondi

  13. Giuro che se non facesse tutto quel freddo di merda, andrei a fare un giro in Svezia.

    Rispondi

  14. Posted by Ex Macellaio on luglio 8, 2009 at 09:55

    Il problema è che ci sono un sacco di italioti bifolchi che vanno là con l’intenzione (giustissima)di trombare, ma si comportano in maniera così suina e becera che sputtanano tutti i loro connazionali mettendo, in questo modo, una seria e pesante ipoteca sulle possibilità di tutti noi, persone raffinate ed educate, di degustare le vulve scandinave. Quindi, ancora una volta, si fa prima a frequentare troie.

    Rispondi

  15. Io dico sempre che sono australiano. L’accento ce l’ho. Loro se la bevono. Funziona.

    Rispondi

  16. Diocan assa star che l’altro ieri sera previo appropinquamento di cotenna vulvale australiana, due amici con un difetto di pronuncia e di savoir faire dovuto all’alcool le hanno fatte scappare a gambe levate (ma strette). DIO FOCA, sempre gli italiani porcoddio.

    Rispondi

  17. Posted by Spappolator on luglio 8, 2009 at 12:47

    Nell’ambito delle storie di vita vissuta: ho scoperto che alla domanda “Where are you from?” conviene sempre rispondere “Friuli”. A meno che non siate in Carinzia o in Slovenia occidentale nessuno avrà idea di cosa cazzo stiate parlando, e chiederanno chiarimenti. Tempo 20 minuti/mezzora e vedete che chiavate.

    Già testato in USA, Germania e Svezia. In Canada porcodio è pieno di friulani nipoti di emigranti e rischiate di tacconarvi una cugina se non state attenti.

    Rispondi

  18. Giuro sul quel suino del Signore: avrei dato non so cosa per essere presente alla scena della cameriera sgnacchera e del tizio col mazzo di fiori. Roba che sembra uscita da il ‘cattivo tenente’ di Ferrara in versione furlana.

    Sull’organizzazione di eventi rock in italia ci sarebbero da scrivere dei tomi tutti intitolati ‘LA MERDA’ il cui testo per 400 pagine seguirebbe piu’ o meno la falsariga di Jack Nicholson in Shininig quando sbrocca alla macchina da scrivere, ossia: ‘merda, merda,merda,merda’

    Cazzo, anche il ‘palchetto’ era ganzo, tutte le sue belle spie al posto giusto, mi sembra perfino di scorgere un mixer da palco: insomma roba da dream. Io con impianti cosi’, in quasi trent’anni di onorata carriera non ho suonato molte volte all’aperto, e parlo di quello ‘piccolo’. Con quello gigante, solo tre volte, ovviamente da supporter di merda, con pubblico irato che tirava tutto but the kitchen sink.

    ‘la Sagra Del Bisatto di Marsure (PN)’ ROTFL

    Com’erano i Sodom?

    E i suoni in generale? Meglio dello standard sound engineering italiota, dove fino al giorno prima il fonico faceva il boscaiolo?
    (hai presente i fonici che:
    “cazzo, la chitarra e’ distorta ragazzi”, e i ragazzi: “certo idiota, e’ distorta perche’ deve essere distorta, non e’ musica da camera”)

    Senti, il tizio nudo non si puo’ rintracciare e nominarlo che so, direttore di un Tg o di un giornale? E’ una leggenda.

    I dialoghi in furlano sono fantastici: non ci ho capito moltissimo, ma per esempio suppongo che ‘dio boe’ sia l’equivalente del pavese “po modo'”, che non e’ pomodoro, ma porca madonna

    Rispondi

  19. Caro Yossarian,

    Ti assicuro che la scena del malridotto che porta i fiori è stata la cosa più triste a cui ho assistito in tutto il 2009. Solo pensarci mi fa stare male; hai presente quando ti vergogni per qualcuno e non puoi farci niente e sai già che tutto si depositerà nel tuo subconscio anche se non c’entri un cazzo? Ecco.

    Per il resto: il suono del “palchetto” era perfetto; la qualità dei gruppi che ci suonavano… be’, lascia stare. Alcuni erano onesti.

    La qualità sonora del main stage era più che perfetta: nemmeno una sbavatura, ogni strumento (anche il basso che è il più difficile) si sentiva perfettamente. A dire il vero, non era il mio genere di concerto perché io sono più per l’hard rock/heavy metal old school e tutta questa roba estrema che piace ai giovini (con la “i”) proprio non la capisco.

    I Sodom sono dei carcassoni tedeschi alcolizzati & simpatici, niente di che; io penso di avere da qualche parte il loro vinile “Obsessed By Cruelty” del 1987 perché me l’hanno regalato. Tipo… c’è una canza che si intitola “Volcanic Slut” e, voglio dire, un gruppo che incide una canza che parla di una troia vulcanica non può che essere ok.

    A quanto ne so, “boe” significa “bue” in friulano; tuttavia alcuni sostengono che significhi “boia”. Io non so un cazzo, sono veneto e li capisco appena.

    Ah: mi è stato detto che il tizio nudo è stato portato via a peso da un suo amico perché, a un certo punto, è collassato sul terreno. Merita di essere incoronato imperatore assoluto del Globo Terracqueo.

    Rispondi

  20. Posted by Anubi, il dio cane on luglio 8, 2009 at 19:34

    Eccellente.
    Veneti e friuliani si equivalgono nel salutare, affermare, chiedere, rispondere e confermare con un porcomadonno: che poi sia “dio boe”, “dio boia”, “dio bue”, “dio boiler” e via dicendo poco importa… non credete dio bola?

    Lol @ dialogo del Mr. Olive e @ tanga a bretella.

    Se poi mi fai un racconto così ogni volta, te la pago io una vacanza basta con la droga -sì a valsoia madonatroia.

    Rispondi

  21. A questo ci vai? http://snipurl.com/mfcd3 [www_repubblica_it]

    Rispondi

  22. Lillino, no. Ho già un sacco di rabbia dentro.

    Rispondi

  23. @Vaporise da shit:

    Senti, questa e’ OT, pero’ merita davvero ed e’ umorismo ebraico: l’ho raccontata anche a Nadja da me.

    Riguarda il mio papi acquisito sabra e giudio di Tel Aviv.

    Allora, lui e’ un radioamatore di quelli seri e la settimana scorsa e’ andato a una fiera del settore a Friedrichshaffen (l’ho sbagliata di sicuro).

    Quando ci siamo visti ( ero in Italia la settimana scorsa) gli domando:
    “ueila’, ciao, e allora come e’ andata?”
    E lui:
    “Magnificamente. Sono andato in Germania col treno e sono tornato…”
    Abbiamo riso come scemi per un quarto d’ora.

    Rispondi

  24. HAHAHAHAHAHAHAHA! Ci sarebbe da campare per anni con i qui pro quo, sono evergreen :-).

    Rispondi

  25. Tra le varie esclamazioni del Nord Est c’è anche “Dio Cai” che probabilmente è un cane mascherato (anche se “cai” indica anche la “lumaca”).

    Cordialità

    Attila

    Rispondi

  26. Lo “slacai”, invece, è la lumaca senza guscio.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: