Ah… il montaggio analogico…


Nel Maggio del 2008 ho accompagnato un paio di classi del liceo alla Fiera Del Libro di Torino, in pratica la solita gita scolastica che è sempre stata e sempre sarà un pretesto degli sbarbi per ubriacarsi all’ultimo stadio in camera e vomitare sulla moquette (che poi è effettiavemente andata così).

Assieme a me, come accompagnatori, c’erano un paio di colleghi siciliani, una insegna lettere, l’altro “LINGUAGGI NON VERBALI”… e non mi sto inventando un cazzo… a dirla tutta, non so ancora di preciso cosa megamerda siano i “linguaggi non verbali” ma, in tutta franchezza, non me ne frega uno scampolo di cappella di minchia di scoiattolo.

Entrambi i colleghi erano/sono coltissimi e politicamente impegnatissimi così a mezzodì, mentre si pranzava e la sera, mentre si cenava, mi intrattenevano in discussioni interessantissime sull’inestimabile valore culturale di Pier Paolo Pasolini, sulla profondità del messaggio delle Lettere di Gramsci, sul modo ignobile in cui la canzone d’autore italiana è del tutto ignorata all’estero, sulla poesia del cinema di Agosti e blablablablablabla.

In pratica, appena terminavo primo e secondo, mi alzavo e mi infilavo in mezzo agli sbarbi per parlare di birra, rock, Terminator e di quanto Luciano Ligabue faccia cagare crisalidi di falena testa di morto.

Se non erano gli sbarbi, era l’autista Padovano della corriera con il quale m’intrattenevo a discorrere in Veneto strettissimo intorno un argomento inesauribile: le osterie della Bassa Padovana.

L’uomo, Aldo, un signore perennemente sorridente sui cinquanta, si rivelò ferratissimo sull’argomento e, cosa incredibile, dichiarò di aver addirittura frequentato il Night Piper di Fontanafredda (PN) perché, a suo dire, vi era stato trascinato da un compare.

Così mi fece sapere che le troie che lavoravano all’interno del locale – quando c’era stato lui, senza dirlo alla moglie, una quindicina di anni prima – facevano tutte schifo alla merda, erano delle trippochiappone sudamericane inguardabili con un culo che non finiva mai che, appena entravi, ti saltavano addosso e ti mettevano la mano sul cazzo. Io evitai di dirgli che, al Night Piper, c’ero stato a mia volta nel 2004 e che la situazione “troie” non era per nulla cambiata rispetto a quando l’aveva visitato lui: le mani sul cazzo continuavano a mettertele ed era possibile ritirarsi in un angolo buio del locale per uno sboccaponcio in tristissima allegria al modico prezzo di ottanta euro (un furto!).

Be’, l’ultima sera, i miei due colleghi coltissimi mi invitarono a trattenermi al tavolo assieme a loro per il caffè e io, essendo un signore, non potei fare a meno di accettare, anche se a malincuore. Detto-fatto, iniziarono in stereo a banfare delle solite stronzate culturali del cazzo. Io, per un po’, rimasi in religiosissimo silenzio finché, la collega di lettere mi chiese quale fosse il mio filosofo preferito. Le risposi, sinceramente, che la filosofia era solo il mio lavoro e che i miei hobby, all’esterno dell’ambiente scolastico, erano altri ma che, se proprio dovevo scegliere uno che aveva perso la gran parte della sua esistenza a elucubrare stronzate del tutto fini a se stesse invece che tirarsi su le maniche e cercare di risollevare il PIL, be’ questo era Nietzsche perché, alla base del suo pensiero, c’è l’imperativo categorico “GODETE COME MAIALI, RAZZA DI COGLIONI!”.

Aldo che, seduto al nostro stesso tavolo, era rimasto in silenzio fino a quel momento, scoppiò in una fragorosissima e grasserrima risata. La mia collega Siciliana e l’altro della Trinacria che insegna linguaggi del cazzo, lì, quello che stramegamerda è, rimasero seri con una faccia da orologio fermo e cambiarono argomento. Nella fattispecie: “Pasolini” e “Il cinema di Pasolini”.

Avevo visto qualcosa di Pasolini?

Certo che avevo visto qualcosa di Pasolini: “Salò” in videocassetta e mi aveva fatto cagare una quantità non trascurabile di biglie di piombo, per non dire vomitare canfora e sudare stracchino. Sì perché la visione di gente che fa il bagno nella e mangia merda fumante, per quanto pregna di significati politici e attacchi dialettico-teorici al fascismo tout-court, mi dà il voltastomaco.

Così quello che insegna linguaggi della merda, lì, quello che cazzo è, mi chiese se per caso avessi visto “Uccellacci E Uccellini”; gli risposi che, quando mi voglio divertire con un film, preferisco guardare “Jackass”. Lui mi chiese cosa fosse “Jackass”, glielo spiegai dettagliatamente. Commentò: “Americani…”, io rivolsi lo sguardo al soffitto, evitai di dire “Criceti…” e feci finta di niente. Aldo, a guardarlo, cominciava a spassarsela un sacco… appoggiato di sbiego allo schienale della sedia con il sorriso da un orecchio all’altro di un bastardo felice che ha appena sborrato sui capelli di Melissa Satta.

Collega siciliana che insegna lettere: “Hai letto *Ragazzi Di Vita*?”
Io: “Non ci penso nemmeno.”
Collega siciliana che insegna lettere, sbuffando: “Ma allora mi dici il titolo di un libro che ti è piaciuto tanto?”
Io: “*American Gods* di Neil Gaiman non è malaccio; *Io Sono Leggenda* di Richard Matheson è anche meglio… cose del genere.”
Collega siciliana che insegna lettere: “Ah-ha… ma i classici della letteratura, quelli ti piacciono?”
Io: “*Il Decamerone* mi è piaciuto, l’ho letto con piacere.”
Collega siciliana che insegna lettere: “Ok…”

Cambio di argomento repentino… l’integrazione degli stranieri in Italia… e qui, come era prevedibile, è successo il casino.

A sentirli parlare, pareva che fosse perfettamente legittimo che i desertici facciano indossare il burqa alle loro femmine perché è parte della loro tradizione culturale e non si può impedire a qualcuno di seguire le sue usanze e i suoi costumi solo perché si è trasferito in un paese occidentale dove le donne si comportano in modo diverso e, incredibile!, gli è addirittura concesso di parlare. Io concordai con entrambi, aggiunsi che avevano mille volte ragione e che bisogna rispettare le usanze altrui… a partire dall’infibulazione.

Collega siciliana che insegna lettere: “Be’… magari quello è un po’ troppo… però se le donne indossano il velo, mi pare una cosa assolutamente accettabile.”
Io: “Sì, hai ragione… soprattutto quando si tratta di rilasciare un documento di identità o la patente di guida. Del resto, quando si ha a che fare con il proprio background culturale, non si può accettare solo parzialmente lo stesso, non credi? Per esempio… la poligamia. Ecco, io penso che la poligamia sia una figata totale; sposare una femmina e poi ripudiarla un paio di giorni dopo senza dover andare in tribunale, pagare un avvocato divorzista e sobbarcarsi l’onere dell’assegno mensile di mantenimento… insomma, un sacco di rotture di coglioni in meno, hey!”
Collega siciliana che insegna lettere: “Ho capito, stai facendo del sarcasmo… quello che intendevo dire io è che la religione di qualcuno va accettata per quello che è, una religione appunto. In buona sostanza se ci sono cose che noi non riusciamo ad accettare, ciò è dovuto all’ambiente culturale nel quale siamo cresciuti. Bisogna saper guardare le cose da un altro punto di vista diametralmente opposto rispetto al nostro, bisogna essere in grado di comprendere BENEVOLMENTE che anche per loro alcune cose che vedono in questo ambiente nuovo sono del tutto demenziali…”
Io: “Ma io ti do ragione, hey! Io penso che sia assolutamente normale sgozzare la propria figlia ventenne e sepellirla dietro casa perché ha un fidanzato italiano, indossa i jeans e le fa schifo il chador. È del tutto legittimo, sissignore!”

La mia collega siciliana si alzò senza aggiungere altro e, seguita a ruota da quello che insegna linguaggi positronici, se ne sfanculò fuori dalla sala da pranzo dell’albergo. Aldo invece fermò una cameriera e ordinò un paio di grappe, con il solito sorriso che era tutto un programma. Un mio alunno si avvicinò e chiese se avessi litigato con quella di Italiano, naturalmente gli risposi di no e che era uscita a prendere una boccata d’aria.

In poche parole: Pasolini mi fa cagare; i cantautori italiani – tutti, nessuno escluso; soprattutto De Andrè – mi fanno cagare; Fellini mi fa cagare; Agosti mi fa cagare; la letteratura italiana moderna e contemporanea mi fa cagare; la religione, gli usi e i costumi dei desertici allah-akbarranti mi fanno cagare perché credo che vivano nel Medioevo; gli intellettuali politicamente corretti e impegnati mi fanno cagare; se domani qualcuno fondasse il partito della figa unta, lo voterei immediatamente.

Ah sì, questa immagine:

…mi fa tirare il cazzo e, tra una settimana, vado in Irlanda con la Compagnia Mangia & Bevi; al rientro seguirà dettagliatissimo & ragionatissimo report.

Ciao.

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20 responses to this post.

  1. L’insegnate di italiano, la siciliana dico: almeno meritava quattro colpi di cappella in faccia prima di andare a dormire?

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  2. No, fa cagare sassi.

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  3. I miei studi universitari mi permettono di affermare che il 95% della letteratura mondiale e’ pura merda radioattiva.
    Al liceo avrei voluto docenti come te, Dio licantropo.
    Comunque Pasolini andrebbe cancellato dalla memoria del pianeta assieme a tutte le sue opere e a buona parte del cantautorato e del cinema italiano.
    Per i mangiakebab esisterebbe l’atomica…ma per qualche motivo misterioso questa opzione non viene mai presa in seria considerazione (e mi fa domandare “Dio inseguito da Predator, perche’ fabbricarle per poi lasciarle inutilizzate?”)

    Salutami l’Irlanda. E la Guinness. E le polacche/ceche/slovacche eccetera. Le irlandesi no, fanno cagare mazze da hurling e pisciare Autan.

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  4. Posted by Anonymous on luglio 31, 2009 at 12:48

    “seri con una faccia da orologio fermo” mi ha fatto saltare una coronaria.


    Nadja Jacur

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  5. allora, io con certa gente mi blocco. proprio non riesco a parlare tanto mi fanno incazzare. perche’ vabbe’, se a uno piace la merda non me sbatte un beneamato cazzo. ma quando mi accorgo che pensano che sol perche’ mangiano merda la sanno lunga, allora, dio trivellato da un triceratopo, la domanda mi sorge spontanea:
    perche’ non m’e’ concesso,
    o legge inopportuna,
    il farmigli da presso,
    strappargli a una a una,
    quelle gran teste cazzo
    da stupidi coglioni,
    mutilarli nei portoni
    mentre urlo come un pazzo?

    ecco.

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  6. Keats, Astrosio, Keats.

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  7. “seri con una faccia da orologio fermo”

    Nadja ha ragione e non solo: la lingua di Dante nelle mani dell’Arpioni mi provoca degli attacchi di invidia meschina et verdissima. Questo post merita una piscina riempita di birra (Ale, o anche bitter Ale).

    Sto blog mi riconcilia con metodica puntualita’ con la vita, lo scrivere, il rock’n’roll e naturalmente, la gnocca.

    A proposito del titolo e divagazione ‘colta’ (non nel senso del tizio rappresentato nella foto)

    Paolo Villaggio e’, a mio modesto avviso, uno dei piu’ grandi scrittori italiani del 900. Darei una palla per scrivere nell’italiano limpido e poetico di Villaggio, che solo agli occhi foderati di mortadella ideologica dell’idiota intellettuale di sinistra puo’ apparire esclusivamente come uno ‘scrittore comico’.
    Tutte le volte che per disgrazie professionali mi toccava partecipare a qualche evento in cui allignava la marmaglia da te descritta, alla domanda ‘qual e’ il tuo scrittore italiano preferito’, rispondevo ‘Villaggio’, e puntualmente sui volti degli interlocutori compariva uno sguardo di rammarico misto a pieta’, commiserazione e disprezzo per il ‘fuori casta’.
    Ed io, felice come teenager che ha appena scoperto un nuovo sito porno, dedicavo il resto della serata a ubriacarmi in maniera invereconda e a fare inbestialire la ‘casta’.

    E poi si sa: gli intellettuali di sinistra sono assolutamente privi del benche’ minimo senso dell’umorismo, a meno che non sia umorismo ‘di sinistra’, generalmente autoreferenziale e pomposo, che a me fa cacare. E questo per il sottoscritto e’ un reato da plotone d’esecuzione.

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  8. In realtà non credo di essere così bravo con la lingua italiana, tant’è che, ogni volta che posto qualcosa, lo rivedo almeno una decina di volte perché mi accorgo di imperfezioni, incongruenze, difetti di punteggiatura, etc.

    Per il resto, se dovessi scegliere un libro Italiano, con ogni probabilità sarebbe “Il Nome Della Rosa”. Ricordo di aver comprato, appena uscito, “Il Pendolo Di Foucault” e di aver pensato che si trattasse di merda compressa ad altissima pressione. In pratica Eco ha scritto solo un libro che vale la pena di essere letto, il resto è merda stantia; lo so anche se non ho letto un cazzo della sua produzione più recente; è sesto senso. “Il Nome Della Rosa” rimane una figata termonucleare, comunque.

    Gli intellettuali di sinistra sono un branco di tromboni che credono di sapere tutto e non sanno un cazzo. Davvero. Un esempio? Un criceto di mia conoscenza che parla come un libro; be’ una volta disse che la sua passione erano gli scritti di Marx. Così gli chiesi se sapesse cosa intendeva Marx per “ideologia”. Non lo sapeva, 5 meno-meno e sonora presa per il culo davanti a tutta la classe. Roba che trovi in qualsiasi manuale di filosofia di liceo, per dire.

    I comici di sinistra? Oh mio Dio. Un esempio? Sabina Guzzanti. Sabina Guzzanti è divertente come un cancro all’intestino in un posto dove non sanno cos’è la morfina. Suo fratello mi fa frantumare dal ridere, per dire. Lei invece fa solo incazzare. Massimo Boldi è un sacco più divertente di Sabina Guzzanti.

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  9. Corrado Guzzanti e’un genio assoluto:

    Io con il suo Venditti, sto male fino alle lacrime.

    Per non parlare di Vulvia e gli ‘spingitori di cavalieri’.

    E dal momento che e’ bravo, ovviamente non fa piu’ un cazzo in Rai.

    PS Astrosio mi fa impazzire, dio marsupiale

    PPS a proposito di lingua di Dante: il punto e virgola. Perche’ non lo aboliscono? A che cazzo serve?

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  10. Posted by Anubi, il dio cane on agosto 1, 2009 at 22:05

    Qui sono in disaccordo yossarian che mi fai dire diocan. Io lo adoro il punto e virgola, quasi ne abuso; godo dio in una delle twin tower l’11 settembre 2001.

    Rispondi

  11. Astrosio, la mia reazione davanti agli intellettuali-sbroccotroni è identica alla tua.

    Rispondi

  12. Io utilizzo il punto e virgola ogni volta che un periodo è troppo corto per metterci un punto e basta. Lo utilizzo anche quando non mi va di dire “dio can”; si può dire che il punto e virgola è il succedaneo del “dio can”.

    Ah, un’altra cosa: ho trovato una specie di forum dove si parla di puttane e troiai vari. Io mi ci sono già iscritto e la mia intenzione è inventare di sana pianta resoconti pazzeschi e del tutto inverosimili su mie sortite in postriboli dell’Est europeo e robe del genere. Voglio diventare il ras della puttaneria.

    Naturalmente non fornisco il link qui perché non voglio che Scarface mandi tutto a puttane; chi fosse interessato, può contattarmi via mail.

    Buona Domenica.

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  13. Vabbe’: vada per il punto e virgola; madonna sgrammaticata, dio congiuntivo e gesu’ consecutio.

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  14. Posted by Anonymous on agosto 3, 2009 at 17:12

    Quasi t’invidio. Ammé nommi capitano mai ‘ste situazioni. Voglio anch’io i professori coglioni da smerdare a badilate. Perché pure ammé mi fa cagare deandrè, epperò cagare mi piace, soprattutto quando sto per scoppiare a spruzzo sugli estimatori e sugli intelletuali e sugli studiosi e sugli esperti e sugli adepti e sugli letterati e sugli sugli bane bane, che è un gran pezzo; altro che.

    Rispondi

  15. Cioè, giusto per cortesia, almeno ti lascio il nome falso. Comunque l’ultimo dei subsonica.

    Rispondi

  16. Alamarco, il tuo blog è un delirio.

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  17. Più o meno come leccare il buciodiculo di un bella antilopa e trovarci incastrato fra li meandri de lo intestino, voglio dire, quando li ci trovi il cazzo mozzato tuttora sanguinolento del precedente cazzinculatore, e insommah, fare un pompone partendo dalla radice, e insommah, ci metto la hacca alla fine solo perché ci tengo a dimostrare che sono un vero ebreo. Mica come il brlgosbg di quell’ sfigato di alamarco.

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  18. Sei il mio indiscusso Dio universale. Inventati dieci complimenti da parte mia! Ti do ragione quasi su tutto e se ti candidi a diventare Dio del mondo ti voto e costringo pure i miei conoscenti a fare altrettanto.
    Oppure ti pago un giro di troia saracena.

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  19. Posted by Anonymous on agosto 7, 2009 at 15:17

    e chi cazzo è Agosti?
    Forse ero in marina il giorno che l’hanno spiegato.

    Molesto.

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  20. Basta con La Droga, ma quanto cazzo sei fortunato: con tutte quelle cose che ti fanno cagare e che abbiamo abbondantemente nel Belpaese, non devi spendere nemmeno un centesimo in Fave di Fuca o nella Dolce Euchessina!

    Cordialità

    Attila

    Rispondi

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