La Compagnia Mangia & Bevi contro l’Irlanda

Prima di tutto una precisazione fuori-tema ma nemmeno tanto, in fin dei conti: il calcio è una merda, il peggior sport di tutti, l’equivalente agonistico di una gara di cagata liquida, solo che non fa ridere come guardare un branco di coglioni che cercano di secernere sostanze marroni fluide dalla fabbrica di cioccolato… cioè… a me farebbe ridere guardare una roba del genere.

Non posso credere che ci sia gente con un quoziente intellettivo superiore a quello di un’ameba che segue il calcio con passione e ne filosofeggi anche.

Comunque, no? Giovanni Trapattoni è l’allenatore della nazionale Irlandese che è stata battuta Mercoledì scorso dall’Australia per tre peri a zero, Dio zozzo.

La Compagnia Mangia & Bevi ha seguito il primo tempo della partita in un pub di Kilkenny… o meglio: quattro quinti della Compagnia… perché io seguivo attentamente solo il movimento della pinta di Smithwicks che, dal piano del bar, si dirigeva alle mie labbra e viceversa.

Cioè… Dio porcanorso, come ci si può appassionare a una smerdata del genere e non provare nemmeno un fremito per il wrestling Americano? The Undertaker e Batista! Ok… è una merda anche la WWE, niente da dire, fa schifo al cazzo e provoca pus sul glande. Ma almeno si ride di gusto, sì o no?

Col calcio invece, se mi costringono a guardare una partita integralmente, alla fine mi alzo dalla sedia e devo fare attenzione a dove la gente mette i piedi perché lo scroto mi si allunga fino alle caviglie e tutti i bastardi che mi stanno attorno potrebbero pestarmi i coglioni, Dio unicorno.

Ebbene, mentre bevevo e aspettavo che Irlanda-Australia terminasse nel lasso di tempo più breve possibile, ho escogitato un modo per rendere lo sport del calcio meno merda di quello che si trova a essere.

In primo luogo, la regola del fuorigioco è una merda piena di merda ricoperta di merda. È proprio a causa del fuorigioco che una parte non trascurabile delle partite di calcio terminano zero a zero. Allora no, dico io, Dio bomba atomica, cavate via il fuorigioco così si rende tutto più spettacolare, la Madonna pterodattila!

– “Ou, quanto ha fatto la Talanta?”
– “Guarda che si chiama Atalanta, Dio asino che raglia…”
– “Bon, bon; quanto ha fatto?”
– “L’amichevole contro il Cicconicco (UD)?”
– “Eh, quella.”
– “Ventitré a due… pare che la difesa del Cicconicco faccia cagare mattoni.”
– “Sì, hai ragione… dovrebbero provare il modulo dieci-uno, Dio crogiuolo di stronzi.”

In secondo luogo, l’arbitro dovrebbe fischiare meno falli. Soprattutto quelli di reazione dovrebbero essere tollerati del tutto; completamente ignorati, in buona sostanza. Tipo… c’è un attaccante che aspetta un passaggio, ok? Arriva il difensore e comincia a stargli sul collo e, più in generale, a rompergli i coglioni e tutto, no? I testicoli dell’attaccante, a un certo punto, cominciano a girare vorticosissimamente e, del tutto inaspettatamente, la mascella del difensore entra in contatto con le nocche della mano destra dell’attaccante. L’arbitro arriva, guarda il difensore a terra e gli fa: “Ou, dai-dai, Dio can… tirate in pìe, Dio onto… mi, ala to età, quando zogavo a balon, ‘i me cavava via i oci co na scarpada ogni volta ma no go mai dito ah, Dio canaia!” (l’arbitro, in questo caso, è Veneto e dice: “Orsù, Dio appartenente alla razza dei canidi, alzati in piedi, Dio pieno di grasso di motore… io, alla tua età, ogni volta che giocavo a pallone, mi estraevano gli occhi a scarpate ma io sempre zitto! Dio persona di cui non ci si può fidare!”)

Inoltre, se davvero si vuole rendere il calcio uno sport degno di essere seguito senza provocare il cedimento della parte interna dei coglioni (la famosa “rotta nei coglioni”), si dovrebbero dotare i calciatori di guantoni da boxe.

Mi spiego meglio per rendere le cose comprensibili anche a chi normalmente segue “Guida Al Campionato” perché ha il quoziente intellettivo di una gomma sgonfia: ogni giocatore ha a disposizione… diciamo… tre cartoni a partita. Quando un calciatore rulla un cartone, lo fa solo per interrompere l’azione avversaria o per portarne una a termine, non per fare del male. Il giocatore che riceve un cartone, essendo la mano di chi percuote ricoperta dalla protezione del guantone, non si fa male più di tanto… al massimo gli si spacca il sopracciglio, niente di che.

Poi, quando il cartonato si rialza, è molto incazzato e vuole rendere il favore e, conseguentemente, farà di tutto per mettersi in pari… e così via. Così i calciatori smetteranno di essere delle fighette una volta per tutte.

Ultima “regola” ma non meno importante: alcune partite possono essere disputate senza arbitro. Per esempio Pisa-Livorno.

Poi ci sarebbe la possibilità di far giocare a calcio ventidue fighe bollenti nude ma, se non ricordo male, mi pare che qualcuno abbia già avuto questa idea; quindi merda.

Bon, adesso Irlanda, birra e tutto il resto…

Dublino: un sacco di italiani vanno a Dublino per bere. Anche io sono andato a Dublino e, più in generale, in Irlanda per ammazzarmi il fegato assieme alla Compagnia Mangia & Bevi. Tuttavia c’è una importantissima premessa da fare: fino al 2002-2003, Temple Bar (la viuzza pedonale in zona centralissima con tutti i pub strafighi) era un luogo alla portata di tutti, nel senso che anche i Dublinesi ci andavano a bere una sacrosanta e a sgranocchiare una bistecca; ricordo che, a quel tempo, la differenza di prezzo con un pasto-merda da macdonald’s si riduceva a sì e no un paio di sterline/euri. Inoltre, all’interno dei pub strafighi di Temple Bar, era possibile incontrare vecchi ubriaconi che si strafacevano di Guinness/Harp/Smithwicks/Caffrey’s (la Caffrey’s, purtroppo, non si trova più da nessuna parte) e raccontavano allo straniero la loro vita di ubriaconi in tempi di carestia… tipo gente che pasteggiava a topi di fogna senza fare una piega e tutto il resto; gente che comunque riusciva a mettere da parte quei tre-quattro pence che gli permettevano di morire di cirrosi epatica a un’età non troppo avanzata.

Bon, con un paio di sterline irlandesi (grossomodo cinquemila lire) ti tracannavi una Guinness, con cinque sterline avevi accesso al Guinness Hopstore (che adesso si chiama “Guinness Storehouse” ed è diventato un baretto da fighetti su una torre disegnata da un architetto “alla moda”), facevi il giro della fabbrica e, al termine, finivi al pub al pianterreno dove una pinta costava una sterlina… in parole povere: un modo come un altro per indicare al turista di passaggio la via più breve per l’alcolismo.

Be’, adesso l’ingresso al Guinness Storehouse costa 22 euri e, per una pinta al bar dei fighetti, vogliono 5 euri. Temple Bar è diventato un inculatoio per turisti: una pinta costa 6 euri e 10 centesimi e un pasto è del tutto fuori discussione… pagare una merda di bistecca del cazzo 23 euri è da COGLIONI. Di irlandesi, a Temple Bar, non se ne vedono più. Quindi direi che Temple Bar va bene solo per farci un giro e scattare un paio di foto.

Ma allora dove cazzo vanno a distruggersi il fegato i Dublinesi e la Compagnia Mangia & Bevi?

Hehehehehe… Joyce, uno che la sapeva lunga, sosteneva che riuscire a percorrere Dublino da Nord a Sud o da Ovest a Est senza incrociare nemmeno un pub lungo la strada è un bel rompicapo. Quindi tutto ciò che bisogna fare è allontanarsi da Temple Bar e/o O’Connell Street e puntare alle vie laterali.

Per esempio a Great Denmark Street (circa cinque minuti a piedi da O’Connel Street) c’è un puttanificio (probabilmente ci fanno solo lap-dance, l’Irlanda è un paese più cattolico dell’Italia) e, proprio davanti allo stesso, c’è un pub. Si entra e una pinta di Sacrosanta costa 3 euri e 80 centesimi, meno che in centro a Pordenone. La clientela è formata prevalentemente da vecchi ubriaconi che non sono abituati a vedere turisti; in più il cesso fa schifo alla merda perché puzza da far vomitare e gli avventori proprio non riescono a far centro con l’uccello… per forza, sono sempre pieni.

Per mangiare, suggerisco i kebab take-away che si trovano a ogni angolo di strada: con 3-4 euri al massimo, si assume la giusta quantità di colesterolo che assicura un infarto in brevissimo tempo; ergo il gusto è ottimo e si viene serviti in un paio di minuti; e anche l’igiene lascia piuttosto a desiderare… se a uno scappa da pisciare (evento molto frequente), i cessi fanno ancora più schifo alla merda di quelli dei pub pieni di vecchi ubriaconi. Per dire: uno della CM&B, prima di ordinare un kebab è andato a svuotarsi la vescica e ha raccontato che c’era uno davanti a lui che lo ha preceduto al cesso; be’, quando questo (un Americano, con ogni probabilità) ha aperto la porta, è stato investito da una folata di vento pregna di ogni genere di afrore, così ha fatto un passo indietro tenendo entrambe le mani sulla bocca e sul naso e ha esclamato “Wow!”

Poi… Galway, due ore e mezzo di strada da Dublino; sistemati in un B&B gestito da una milf, una bionda niente malaccio sui trenta-trentacinque anni con un moccioso spaccacoglioni che le ronzava ai piedi. Dopo aver scaricato la nostra merda in camera, abbiamo deciso che era ora di un paio di decine di birre. Così siamo risaliti in macchina e ci siamo diretti in centro dove c’era un parcheggio disponibile proprio a ridosso della zona pedonale, un vero e proprio miracolo.

Abbiamo bevuto e abbiamo minzionato; il tutto recensendo in modo tutt’altro che superficiale ogni figa bollente che passava. Quindi, in equilibrio precario, siamo tornati alla macchina e, sul cruscotto, c’erano non una bensì due multe, una di 40 e l’altra di 60 euro. In pratica un’infrazione stereo.

Ho diocanato possentemente, ho stracciato entrambi i verbali, mi ci sono pulito il culo, poi ci ho sputato sopra e ho riso grassamente… sono italiano, no? Di seguito una foto della via principale di Galway.

Il giorno seguente ci siamo diretti a sud-ovest e, lungo la strada, ci siamo imbattuti in questo castello.

Giuro che non ho la più pallida idea di cosa sia, dove si trovi, a quando risalga né a chi appartenesse in passato; ci siamo comunque fermati per un paio di foto e perché l’interno dell’abitacolo si stava trasformando in una camera a gas sarin… non so se è colpa della birra o del kebab dei takeaway, fattosta che c’era un cazzo di concerto fusion di scorregge a tutta potenza.

– “Scusate…” *SBRAT!*
– “DIO BOIA! CHE PESTE! SEI UNA MERDA…”
– “Hey, sentite questa…” *RRRRRRRRRRRRRRRRRR!*
– “MADONNA TUTTO, CHE SCHIFO…”
– “HAHAHAHAHAHAHAHAHA!” *GGGGRRRRRRROOOOOP!*
– “APRITE TUTTO!”

E avanti così per tutto il Ring of Kerry, una strada panoramica che percorre la costa sud-occidentale Irlandese.

Gran bel panorama a base di oceano, scogliere, pastorizia e pescherecci; una figata globulare rovinata solo dal gas nervino che usciva da tutti i nostri culi in eruzione.

Ah, non c’entra un cazzo, comunque Lina Sotis, al TG5, ha detto che non si devono mandare sms per fare gli auguri di Ferragosto perché è un gesto poco elegante e, a suo dire, si rompono i coglioni a quelli che ci stanno attorno che continuano a sentire il trillo dei cellulari. Interessante, davvero. Questa Lina Sotis se ne intende davvero. Chiccazz’è Lina Sotis? È vecchia.

Fanculo Lina Sotis. Anche le Scogliere di Moher hanno colpito il mio animo sensibile da stilnovista.

Tirava un vento di merda e faceva un freddo bastardo ma il panorama valeva qualche sacrificio. A proposito: i Cliffs Of Moher sono un po’ più a nord del Ring Of Kerry… è solo che sto ancora smaltendo la birra quindi è logico che mi incasini col tempo e tutto il resto, ok?

Bon, io mi sarei anche rotto i coglioni di scrivere, quindi vado per highlights.

1. Adare – Meraviglioso paesino nella Contea di Limerick, caratterizzato dai cottage con i tetti di paglia nonché da una sorridente meravigliosa creatura rossocrinita, verdeiridata di non più di 18 anni. Vale davvero la pena fermarsi. Lasciate perdere Limerick perché è una merda ricoperta di merda ripiena di merda.

2. The Rock Of Cashel – Si trova a Cashel, nella Contea di Tipperary. Me-ra-vi-glio-sa. Si tratta di un’antica abbazia costruita su una collina che domina il paese; per accedervi si pagano 6 euri ma li vale tutti. Rimangono solo le rovine scoperchiate; la parte più antica risale al XII secolo, la più recente al XVI. Bella, bella, bella. Assieme alle Scogliere di Moher, il luogo più figo che ho visitato in Irlanda. Un must. Aggiungo foto in alta risoluzione qui sotto (doppio click per aprirla in un’altra finestra).

3. Ennis – Altro paesino medievale nella Contea di Clare meritevole di una visita, in periferia ci sono le rovine di un’altra abbazia medievale scoperchiata, ci ho scattato una foto che non sfigurerebbe sulla copertina di un disco black metal di culighiaccio norvegesi qualsiasi (vedi sotto, con eventuale doppio click). Apro e chiudo parentesi: uno della CM&B, proprio a Ennis, si è reso protagonista di un siparietto niente-male perché, non parlando una sillaba di inglese e volendo tuttavia ordinare una coca al pub (Coca Cola in un pub? A Ennis? In Irlanda? Diocan, ma si può? VERGOGNA!), invece che dire “One coke”, ha detto “One cock”. Il barista gli ha corretto la pronuncia (“You mean one coke, right?”) rimanendo serissimo, il resto della CM&B è imploso a ridere in modo sguaiatissimo. Ovviamente, da allora in poi, ogni volta che abbiamo appoggiato il culo sullo sgabello di un pub, abbiamo chiesto al tapino se gradisse un altro cazzo da bere.

4. Kilkenny – Contea omonima, ridente cittadina nel mezzo della campagna. Caratteristico centro storico con edifici in pietra nera (c’è anche la “Black Abbey”) e zona pedonale dotata di pub strafighi dove la birra ha un prezzo onestissimo (3,80 euro per un boccale di Guinness-Smithwicks); si viene solitamente serviti da cameriere dell’Est Europeo dotate di culi architettonici e accenti molto esotici che fanno venire fame di succo vulveo, GNAM-GNAM-GNAM! Ottimo anche il castello e il parco dello stesso, ove è stata scattata l’immagine in alta risoluzione (doppio click, come sempre) che fa da copertina a questo resoconto.

Bon, ho finito. Se mi viene in mente altro, faccio un edit. Tutto ciò che veramente conta è: NON BEVETE BIRRA A TEMPLE BAR, VI PELANO VIVI. Ciao.

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36 responses to this post.

  1. Posted by Anonymous on agosto 16, 2009 at 13:38

    “Per mangiare, suggerisco i kebab take-away che si trovano a ogni angolo di strada:”

    DIOCAN BOIA MADONNA TROIA DIO SERPENTE PORCO DIO

    HEIL HITLER!

    a.m.

    Rispondi

  2. Lina Sotis e’ una vecchia troia che la mena col bon ton solo perche’ desidera segretamente farsi inchiavardare da un metalmeccanico.
    Ma i metalmeccanici hanno di meglio da fare e soprattutto da chiavare.

    Le foto sono una figata.
    Con l’ultima ci farei la copertina di un CD Doom Metal e poi, com’e’ d’uopo a Oslo, andrei a bruciare qualche chiesa col resto della band.

    A proposito di irlandesi e alcool:

    Rachel e’ stata diverse volte in un paesino a Nord dell’Ulster ( piu’ precisamente di Derry) che si chiama Malinhead.

    Fa 300 abitanti e ha QUATTRO pub.

    Ireland and Joyce as seen by Arpioni:

    Leo, fai in modo di scrivere una prefazione a tutti i libri di Joyce, altrimenti come per il centro di Dublino, i suoi scritti, si trasformeranno in una colata di sterco di cavallo liquida, ad uso e consumo esclusivo di fighetti-intellettual-radical chic salottieri.
    O peggio, dei Modena City Ramblers.
    Il buon James beveva come sei orsi in acido, ci piaceva la figa e menava le mani.

    Dio unicorno e’ la sintesi perfetta tra il misticismo celtico e il sano pragmatismo blasfemo del Nord Est.

    Concordo sul calcio anche se seguo la Nazionale e i Mondiali.
    L’unica cosa positiva delle trasmissioni di calcio in tv in Italia, e’ che spesso e volentieri ci infilano delle gnocche stratosferiche per fare da tappezzeria.

    Quella di cock e coke e’ da antologia, dio cane e malfamato, da antologia.

    Smithwicks & Caffrey’s sono delle Stout? Ho preso puntigliosamente nota per vedere se le trovo anche qui in Albionia.
    E’sempre un piacere apprendere l’esistenza di nuovi modi per distruggersi il fegato.

    Standin Ovation

    Rispondi

  3. Smithwicks (occhio, si pronuncia con la “W” muta, “smitiks”) & Caffrey’s sono birre rosse, entrambe ottime. La Caffrey’s ha in più la schiuma come quella della Guinness.

    Rispondi

  4. Grazie per la precisazione fonetica, altrimenti l’avrei sbagliata quanto e’ vero che dio e’ suino.

    Quindi e’ come Norwich, Dulwich e Greenwich.

    L’apice della nequizia fonetica angliosassone secondo me e’ comunque la pronuncia di Southwark, quartiere londinese a sud del Tamigi, che si pronuncia ‘sadok’.

    Per tacere di Leicester, pronunciato ‘lester’ che gli americani sbagliano puntualmente.

    Dio stramaledica gli inglesi.

    Rispondi

  5. Caro Alcolizzato Molesto, sai che io sono d’accordo con te quasi su tutto. Tuttavia il kebab è vincente; tra l’altro, a quanto ho potuto vedere, nessun rivenditore di kebab era coranico. Uno di questi (a Dublino) era addirittura italiano.

    Rispondi

  6. Posted by El Merendero on agosto 16, 2009 at 15:03

    *RRRRRRRRRRRRRRRRRR!*

    se scrivi un’altra onomatopea del genere ti denuncio porco dio, mi stava esplodendo il cranio a furia di ridere.

    Rispondi

  7. Posted by Anonymous on agosto 16, 2009 at 15:10

    tua madre è una povera cretina.

    Giusto per fare delle precisazioni:
    Smithwick’s non è nient’altro che il mome iralndese di ciò che in esportazione viene denominato Kilkenny (anche se in Europa continentale la Kilkenny arriva dalle fabbriche dei negri africani e non certo dall’Irlanda, come Guinness del resto).

    Caffrey’s esisteva sia in versione Irish Stout che Irish Ale. La birreria è stata chiusa nel 2004-5 dopo l’acquisizione di Inbev.
    Ad oggi le birrerie attive in irlanda, comresi i brewpub, sono nell’ordine di grandezza di 10, il resto è stato tutto acquisito a chiuso, perch fare birra in Irlanda ed in Inghilterra e poi portarla nel continente è molto costoso e quindi si fa da altre parti, tipo in Slovenia., Ghana e Nigeria, dove la schiavitù è ancora ammessa, LOL!

    L’ulmima azienda ad andarsene nel 2009 è stata la Beamish.

    Attualemnte i pochi prodotti degni di nota sono la Porterhouse a Dublino (la loro Plain Porter è solitamente fantastica), il brew pub Messrs Mcguire sempre a Dublino a la Galway brewing a Galway.

    Poi, diocane, se non si chiede non è colpa mia, madonna mitragliatrice e diocane perforante.
    a.m.

    Rispondi

  8. Posted by Anonymous on agosto 16, 2009 at 15:13

    In più direi che in questo periodo acquisterei un vecchio ducato usato solo per tirare sotto quell’imbecille di Benigni, che mi sta veramente sul cazzo.

    am

    Rispondi

  9. Precisando che tua madre è rispettata in India perché la vacca è sacra da quelle parti, ho bevuto Beamish a Dublino nel pub dei vecchi; è solo che non mi veniva più in mente come si chiamava, me l’hai ricordato tu; quindi mi sa che il birrificio è ancora aperto (a meno che non siano resti di magazzino invecchiati in cantina); che la Smithwicks fosse la Kilkenny nostrana, ci ero arrivato da solo perché è l’unica fabbrica di birra a Kilkenny (appunto). La prossima volta, dio putiferio, vieni via anche tu. E tua madre rimane giovenca.

    Rispondi

  10. Posted by Anonymous on agosto 16, 2009 at 16:07

    Hai bevuo una stout fatta dalla murphy’s (heineken) e non nel vecchio stabilimento beamish che è chiuso, ma chissà dove.

    http://www.irishtimes.com/newspaper/ireland/2008/1205/1228337449638.html

    Rispondi

  11. @Basta con la Droga:

    “Precisando che tua madre è rispettata in India perché la vacca è sacra da quelle parti,”

    Questa te la rubo e la somministro domani a un mio amico che nonostante abbia una mamma vacchissima si ostina a ripetere da anni che il fatto che Yossarian sia cosi’, non e’ colpa di Yossarian ma della mamma di Yossarian che e’ vacca.
    Per la cronaca, l’ultima volta che l’ho sentito, gli detto che quando vado in tangenziale a Milano spengo il navigatore satellitare e mi porto sua mamma, che le uscite della tangenziale le conosce meglio del TomTom.

    @ a.m

    Se acquistiamo un autoarticolato Scania, oltre a Benigni possiamo stirare anche la moglie di Benigni che e’ una zoccola isterica.

    Rispondi

  12. Dio tùrbine, Nicoletta Braschi… meriterebbe un tornado di pugni sulla schiena tipo Bud Spencer.

    Rispondi

  13. Posted by Anubi, il dio cane on agosto 16, 2009 at 16:51

    Premettendo che dio investito e non soccorso da un pirata della strada, rivelatosi essere niente porcodio di meno che la troia della madonna, non sono mai stato in Irlanda e non so un caxxo di niente su quei froci lentigginosi, bè credo che potrei andarci in ferie a farmelo menare da una bionda sorseggiando una rossa… anche a colori invertiti… anche tutte e 4 le cose contemporaneamente, no?

    Rispondi

  14. Posted by Anonymous on agosto 16, 2009 at 17:02

    Cioè, diocane, benigni è più ossessionato di berlosuconi di tutti i comunisti messi insieme.

    E NON MI FA RIDERE, SPECIE QUANDO FA LE SUE PAGLIACCIATE DI CAPODANNO, DIO SPANDIPISCIO!

    Lui, la moglie e anche dario fo e quell’altra vecchia, madonna pirla.

    Rispondi

  15. Posted by Anonymous on agosto 16, 2009 at 17:48

    Comunque vorrei sapere se ciò di cui si parlava in questo blog tempo fa, ovvero che le irlandesi hanno la figa che puzza, è vero oppure no.

    a.m.

    Rispondi

  16. Guarda, non so che odore abbia la bastarda delle Irlandesi. Quello che so è che ne ho viste un bel po’ a cui avrei voluto fare una dilatazione con raschiamento… col cazzo.

    Rispondi

  17. Il film si chiama come un leggendario night della nostra zona. È un porno?

    Rispondi

  18. Sul calcio “ti perdono perchè sabato inizia il campionato” e sono troppo occupato a convicere la Dolce Metà a non scassarmi i coglioni mentre guardo Skaidirettagol…

    Per quanto riguarda i prezzi irlandosi di Dublino, li ho trovati assurdamente aumentati anche io, quando un paio di anni fa sono tornato per una consulenza… mi sa che sono aumentati a dismisura nel momento in cui davano credito ad ogni cazzone e la loro economia sembrava uno Sputnik (non quello di Gagarin, ma di quelli che si schiantavano e i radioamatori ascoltavano le urla degli occupanti).

    Effettivamente sul titolo del corto anche io mi pongo la stessa domanda…

    Cordialità

    Attila

    Rispondi

  19. Attila, i prezzi a Dublino sono aumentati solo nelle zone “fighetti” (leggasi “Temple Bar” & “O’Connel Street”); dalle altre parti è tutto come una volta, salvo le ovvie *aggiustatine inflazionistiche*: tre euro e ottanta centesimi per una sacrosanta da mezzo a Christchurch mi pare un prezzo onestissimo.

    Rispondi

  20. @Down with the Drug:

    Senti, dimmi la verita’, visto che l’albionico lo parli perfettamente.

    Come cazzo fai a capire i ‘folletti’?

    Dio IRA e dio Belfast: parlano con la ghiaia in bocca. Sembrano i cazzo di marziani di ‘Mars Attack’.

    Oggi e’ arrivata una collega irlandese e mi ha sparato una frase di cui ho capito l’inizio: “Hi, I was wondering…” e la fine: “….Isn’t it?”

    In mezzo a quella catastrofe fonetica, il buio piu’ totale.

    Dio puerco e celtico

    Rispondi

  21. Io però quando li taglia à vinto la coppa mondiale ero contento perché stavo a casa di una figa strafiga a chiavarmela mentre il suo marito guardava il pallone e festeggiava.

    Il calcio è più noioso della merda. Dacché, di riflesso, è noioso pure il tuo post, anche se parla di merda, boh, non lo so, non l’aggio manco letto, è troppo noioso.
    Bel post comunque.

    Rispondi

  22. Posted by Anonymous on agosto 18, 2009 at 18:56

    Gli irlandesi sono dei veri taccagni figli di puttana, se possono fregarti con l’inganno le briciole dalle tasche lo fanno, quasi (ma non agli stessi livelli) come i terroni che sono però imbattibili nel campo.

    Avevano ragione ai tempi di Ellis Island, maledetti Irlandesi.

    am

    Rispondi

  23. Yossarian, francamente non ho problemi di comprensione con gli Irlandesi, anzi. Poi comunque può dipendere anche da chi incontri: può essere anche che un bastardo abbia bisogno di alcune sessioni di logopedia ma nessuno glielo ha mai detto perché ha paura di offenderlo.

    Per quanto mi riguarda, i più incomprensibili di tutti sono gli Scozzesi di Glasgow; quelli non parlano, ruttano.

    Dio Porco Recanati, mi pare di averti già detto che hai un blog che è un fracasso, no?

    Rispondi

  24. Posted by Anonymous on agosto 19, 2009 at 07:43

    tu hai due madri, entrambe vecchie puttane irlandesi

    am,

    Rispondi

  25. Se qua si comincia a parlare di madri, non se ne esce più e tu lo sai perché tua stronza si nutre di ghiande e rotola nel fango prima di diventare salami.

    Rispondi

  26. Posted by Anonymous on agosto 19, 2009 at 08:30

    a tua m piace urinarsi negli zoccoli modello fly flot e poi paseggiare per il centro di lign-ano a far marchette.

    Rispondi

  27. Posted by Anubi, il dio cane on agosto 19, 2009 at 13:00

    Dovete andare avanti tanto? Con chela porta lì.

    Lasciatele stare povere, che sono sempre incinta.

    Rispondi

  28. Posted by Anonymous on agosto 20, 2009 at 14:21

    me scampa da cagar

    Rispondi

  29. Posted by Anonymous on agosto 20, 2009 at 20:18

    volevo solo dire che anche la merda ha la sua dignità, appena se ne usciva dava un’occhiata allo schifo che la circondava. Non se ne parlava proprio di farsi il giretto per le fogne di Dublino.

    Rispondi

  30. bentornato, finalmente anche io ci ho di nuovo riallacciato la mia vita a quella del mio piccì diosalame così posso ancora fare i giochini di feisbùc e leggere i blogghi.
    però che ricordi che ci hai risvegliato in me, io a goluèi ci ho passato due settimane della mia esistenza sette o otto anni fa e ce l’ho ancora nel cuore, ce l’avevo chiesto come regalo ai miei quando farsi piacere l’irlanda ancora non ci andava di moda, non ci andava. però dublino mi aveva fatto pisciare acido muriatico e soprattutto tempolbàr che ci erano ancora gli irlandesi ma amme già mi pareva finta.
    però lassù scroccavo sigarette a tutt’andare e poi all’epoca ci avevo 18 anni e ero già da considerarmi una supermegafiga in mezzo a quei squallidi budelloni irlandesi.
    uno di sti giorni ci torno pure io.

    Rispondi

  31. Posted by Anonymous on agosto 25, 2009 at 17:33

    Pare che quel puerco di Yossarian abbia insultato i Toto

    Vile Delatore

    Rispondi

  32. Frega un cespuglio di cazzi: io penso che i Depeche Mode siano l’equivalente musicale di un’incudine sullo scroto mentre anneghi in un oceano di merda di cane. Siamo pari.

    Rispondi

  33. ROTFL…pari siamo

    Rispondi

  34. Ma vaccamerda!, ti fai sgamare subito :-).

    Rispondi

  35. Eh, si’ in effetti sono stato totanissimo, dio scroto…

    Rispondi

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