Odoacra Chierica e lo scontro del secolo – Prima parte

C’era una volta, tanto e tanto tempo fa, una bellissima ragazza di nome Odoacra Chierica che frequentava il liceo socio-pedagogico. Era davvero una fanciulla incantevole, anche se era alta un metro e novanta, aveva le braccia di uno che lavora in edilizia da almeno ventidue anni e bestemmiava come un camionista a cui è appena caduto il crick sull’unghia incarnita.

Tutti volevano bene a Odoacra perché lei, oltre a essere bellissima, giunonica e fantasiosa nell’associare epiteti alla Santissima Trinità, teneva molto al suo amor proprio e, ogni qualvolta una personcina di Casier, in provincia di Treviso, puntava l’indice in sua direzione e, ridendo grassamente, esclamava “Ou, dio can, ‘ara quealà! La me someia el dadrìo de ‘na coriera, hahahahaha, dio can!” (trad.: “Hey, dio canide, osserva quella fanciulla! Somiglia al retro di un autobus, il che provoca in me ilarità, dio canide!”), lei se ne risentiva a tal punto da essere costretta a rincorrere il malcapitato, infilargli una mano in gola, strappargli le corde vocali e utilizzarle per frustare il tapino fino a rimuovere la sua spina dorsale con la quale poi lo rifrustava sulla testa fino a rimuovere il cervello.

Odoacra Chierica era la più invidiata ragazza di tutto il liceo socio-pedagogico che frequentava perché aveva due TETTONE INCREDIBILI con due CAPEZZOLACCI INCOMMENSURABILI (eviteremo di parlare del suo CULO e della sua VAGINA che, ok, emanava afrori che erano tutto un programma); la sua materia preferita era musica perché il suo professore era uno sbroccato che aveva fatto il ’68 e, anche nove anni più tardi, nel ’77, quando un suo amico vestito di coperte colorate gli offriva da fumare l’impossibile, non si era mai tirato indietro e, proprio allora – guarda un po’ i casi della vita! -, aveva scoperto John Cage.

Odoacra, ogni volta che c’era l’ora di musica, si metteva a gorgheggiare arie improvvisate il cui tema era il calcestruzzo e la resistenza dello stesso agli agenti atmosferici.

L’insegnante di musica, da parte sua, apriva la finestra, si tirava su un cannone lungo trenta centimetri (diametro due virgola cinque centimetri), lo accendeva sfregando un rametto secco su di una tavola di rovere invecchiato (tale rituale era diventato un’abitudine da quando aveva visto “Cast Away” in formato divx, scaricato illegalmente da internet per motivi idelogici e per non ingrassare la mafia globalizzata dei sette savi di Sion di Hollywood) e si godeva l’esibizione mentre tutti gli altri sbarbi scoiattolavano come scoiattoli (appunto) fuori dall’aula per gustare un corroborante cappuccino e una ipercalorica brioches allo zabaione al bar del piano terra (un euro e ottanta centesimi, onestissimo).

Perché tutto ciò? Boh, in linea di massima le improvvisazioni di Odoacra ricordavano “Pow R. Toc H.” incrociata con “Interstellar Overdrive” – la prima dilatata affinché aderisse in modo perfetto alla seconda – mentre ci si fumava l’impossibile regredendo a post-sbarbi che picchettano l’uni, ciao scusa hai qualcosa contro gli ex-tossici, Dio furbo? No ma non ti compro le penne uguale, ciao.

Odoacra aveva un’amica (Boramba, colei la quale aveva fatto estinguere i trilobiti) che non era carina come lei perché, pur essendo dotata delle medesime caratteristiche fisiche, era nata con una voglia che le deturpava la parte destra del viso e anche un po’ di narice.

Boramba era molto depressa a causa di questo handicap che la rendeva simile a un coglione (nel senso di “testicolo”) di diplodogo e piangeva il dì e anche la notte.

Così, Odoacra Chierica, che, pur non essendone dotata, si era anche rotta nei coglioni (all’interno di essi) a sentirla frignare twentyfour-seven, un giorno le si avvicinò e disse… cioè: più o meno il dialogo è andato così ma non ne sono certo al centopercento perché a me l’hanno riferito, ok?

– “Boramba, pensa a tutti i trilobiti che hai fatto fuori divorandoli? Loro sì che hanno ragioni a ufo per piangere. Ma tu, Dio cuccureddu, dai… basta, Domineiddio cane, basta. Cioè, se vuoi che ti aiuto, ok. Però dai ché qua alla gente gli si comincia a slogare il cazzo, oh!”
– “Oh, Odoacra, piango perché vorrei essere carina come te. Purtroppo però c’ho ‘sto putiferio in faccia e non riesco a trovare un fidanzato, non come te che invece ti sei fatta scavare il colon in ogni modo e maniera!”
– “Boramba, sai che ti voglio bene, vero? Be’, mi è venuta un’idea geniale: rechiamoci assieme al centro commerciale vestite di coperte e facciamo finta di raccogliere fondi per qualche causa tipo i contadini del Chapas; se non ci danno degl’euri, spacchiamo la testa a tutti, che te ne pare? Poi, con quello che tiriamo su, ti paghi una plastica facciale, un cazzo di laser che ti fresa via la voglia, quello che megamerda ti pare.”
– “E se arriva la polizia?”
– “Ce li scopiamo!”
– “Odoacra, oltre a essere bella come una Venere e risplendere di vainculodio non mi viene la parola, sei anche intelligente come quel bastardo astrofisico guasto che gira su una sedia a rotelle e parla con la macchinetta, bon: lui.”
– “Modestamente è tutto merito della combinazione genetica, il dna e quella roba là. Adesso smettila di piangere. Toh, guarda questo e fa che il sorriso decori il tuo viso perché già fai cagare di tuo e con il muso da proprio non ho un cazzo da ridere fai ancora più cagare del solito…”

http://www.youtube.com/v/Td5t-nBNRck&hl=it&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&hd=1&border=1

– “Adesso vedo tutto sotto un’altra luce, andiamo al Carrefour, dai!”
– “Questo è l’atteggiamento giusto, Crotala… anzi no, ho sbagliato, Boramba! Dio formica, i neuroni…”

Le due si recarono al centro commerciale e vi giunsero in un battibaleno dato che si allenavano tutti i dì a correre venti chilometri perché, data la loro struttura fisica, tendevano a debordare, soprattutto nei fianchi. Odoacra, in particolar modo, teneva alla sua preparazione atletica perché, subito dopo prendere cazzi giganteschi in tutti gli orifizi possibili e immaginabili nei cessi del liceo sociopedagogico che frequentava, fare rissa era il suo hobby preferito. E per fare rissa, come è risaputo, è d’uopo essere grossissimi.

All’ipermercato però, non se le cagava nessuno, nemmeno quelli a cui avevano spaccato la schiena perché gli avevano detto di non rompere i coglioni che non avevano moneta.

Così le due decisero di scegliere la strada più comoda e, recatesi alla cassa centrale, chiesero gentilmente all’impiegata se le andasse di tirare fuori un paio di duemila euri in scioltezza oppure se preferiva tirarli fuori lo stesso dopo aver subito un trauma cranico, Dio croccante in quanto fritto.

La solerte impiegata, senza che le due se ne accorgessero, aveva premuto con la punta del piede sinistro un tasto sul pavimento mettendo in funzione l’allarme e, di lì a qualche istante, una guardia giurata giunse sul posto.

– “Hey! Voi due, sbarbe steroidate, la mamma non vi ha insegnato che a fottere la grana al Carrefour, si va in galera?”, disse l’uomo dall’alto dei suoi centocinquantasette centimetri di statura.
– “Piscia via, Joe Pesci!”, sibilò Odoacra, “La grana ci serve per porre fine ai complessi di un’adolescente insicura. Guarda la faccia della mia amica: ha bisogno di una mano di bianco come tu hai bisogno di un paio di sandali da spogliarellista per poter premere il tasto con scritto 4 dell’ascensore per evitare di fare le scale e giungere alla porta di casa tua senza il fiatone per aver fatto a piedi un paio di rampe in più. Se tu stessi dalla parte giusta della Legge, capiresti che sono soldi ben spesi. Chiaro, troietta?”
– “D’accordo, Bud Spencer, che ne dici se andiamo a sbrigare la faccenda fuori? Io sono femministra, credo nella parità dei sessi, quindi non mi faccio problemi a prenderti a calci in culo nel parcheggio.”
– “Andata!”, concordò Odoacra, “Boramba, aspettami qui: sistemo la faccenda con questa cacatina di ratto, torno, prendiamo la grana e ci dirigiamo a passo di moonwalk alla più vicina clinica plastica del Nord-Est.”
– “Non stropicciarti il top che ti ho regalato per il compleanno!”, urlò Boramba facendo ciao con la manona all’amica che, assieme alla guardia giurata, si stava dirigendo alle porte scorrevoli che davano sull’ampio parcheggio scoperto e incustodito del centro commerciale.

All’esterno era stato allestito un ring – dieci metri per dieci con tanto di gabbia di contenimento – e anche le zinghe che solitamente spaccano il cazzo a tutti perché vogliono leggere la mano a chi ha appena parcheggiato e tutto il resto si erano accalcate attorno allo stesso per assistere allo scontro della settimana.

Miss Mestre (VE), una fica bollente di Marghera (VE) dotata di un culetto architettonico che stava perfettamente sul palmo della mano di qualsiasi bastardo (ISO 9001), nonché di un paio di tettine tra la seconda e la terza misura, vieppiù di una fluente chioma… non gliene frega un cazzo a nessuno dei capelli vaffanculo, teneva un microfono in mano e, non appena vide Odoacra Chierica e uno dei responsabili della security del Carrefour che si dirigevano verso il ring, disse “Elowra, no? Qua i xe dwrio ciapawrse a pache. Mi no go mia ‘na sbowrada da dir pawrché so na powra insemenia, pawrò so’ na bea mona, valo ben?” (trad.: “Allora, no? Stanno per suonarsele di santa ragione. Io non ho proprio un bel niente da dire a riguardo perché non è che abbia un quoziente intellettivo elevato, tuttavia sono davvero una bella fanciulla, ritengo che ciò possa bastare, vero?”)

I due salirono sul ring e si accomodarono ai rispettivi angoli mentre il sindaco della città s’impossessava del microfono piantando una scarpata in bocca a Miss Mestre che, tra sé, pensava “Ma come? Come osa? Io sono fica, hey! Come si permette di darmi una scarpata in bocca! Sacrilegio! Vilipendio di vulva!”, rotolandosi sull’asfalto in una pozza di sangue con il pubblico che esultava per l’inedito colpo di scena.

– “Ciao a tutti, sono il sindaco e sono qui assieme a tutto il consiglio comunale per presenziare a questo incontro che segnerà l’inizio di una nuova era per la nostra comunità. Nientemeno che il più gigantesco produttore mondiale di vibratori anali ha deciso di sponsorizzare l’evento sportivo a cui stiamo per assistere. Sapete cosa significa questo? Che possiamo mandare a fare in culo il governo centrale perché la grana per la tangenziale nord ce la dà una multinazionale che col porno non ha a che fare se non di tangente… err… nel senso che oh fanculo, avete capito uguale.”, proclamò il sindaco, aggiustandosi la fascia tricolore.
– “Hey, amico! E a noi che ci prendiamo a calci in culo davanti a tutti? Noi non contiamo una merda per i vibraculi internazionali?”, lo interrogò Odoacra Chierica scaldandosi i deltoidi sulle corde del ring.
– “A voi due stronzi andrà la chiave della città. Anzi, solo al bastardo che resta in piedi. L’altro, per quanto mi riguarda, ha diritto al ricovero all’ospedale. Rompete poco la cazza, ok? Qua c’è bisogno della tangenziale, oh!”
– “Fanculo la tangenziale!”, tuonò la guardia giurata dall’alto dei suoi centocinquantasette centimetri, “Io non ho nemmeno la patente e, a occhio e croce, se spacco il culo a questo boiler di femmina e metto su ebay la chiave della città, ne ricavo solo sputazzi e domande di potenziali clienti che vogliono esclusivamente percularmi! Se vinco, voglio la grana; sai dove puoi ficcartela la chiave? Non rispondere, tanto hai indovinato anche senza aprire la fogna! Stronzo!”
– “Già! Voglio anche io la grana, usa la chiave per titillare il clito anale di tua moglie che, quando caga, squirta! La troia!”, urlò Odoacra.

(Continua…)

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25 responses to this post.

  1. Odoacra Chierica….

    genuflessione

    (Boramba, colei la quale aveva fatto estinguere i trilobiti) ….

    ci mettero’ un po’ a riprendermi da questa.

    ricordavano “Pow R. Toc H.” incrociata con “Interstellar Overdrive…..”

    non so cosa dire, stramazzo

    (un euro e ottanta centesimi, onestissimo).

    ROTFL

    – “E se arriva la polizia?”
    – “Ce li scopiamo!”

    No comment

    Ora pero’ e porcamadonna e ripeto porcoddio, e nel caso non fosse chiaro diomerda: la seconda parte.

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  2. Tranquillone, arriva presto: domani ricomincia la skuola, hey!

    Rispondi

  3. “domani ricomincia la skuola, hey!”

    Occazzo. Hai ragione.

    E meno male che ci sono prof come te.

    Altrimenti gia’ gli sbarbi vanno in giro vestiti di coperte colorate ascoltando ‘the Bastards Sons of Dioniso’, se poi non ci fossi nemmeno tu sarebbe la catastrofe.

    A proposito che ne pensi del simpatico ensemble vicentino?

    io li sentiti su You Tube e mi sono trasformato in Linda Blair.

    Vomito verde a spruzzo all over the place.

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  4. Io sono mezzo vicentino da parte di mamma e ti assicuro che i merdamerdsofmerda non sono vicentini. Sono trentini, vaccalamerdadiddio. Piano con le parole, ok?

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  5. “Sono trentini, vaccalamerdadiddio.”

    Dio Bressanone. E’ vero. Devo porti le mie scuse.

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  6. Posted by Anonymous on settembre 14, 2009 at 07:16

    Haaa, diocan, diocan, diocan, tre volte come nelle formule magiche o di ripudio. Cosi’ e’ bello iniziare a lavorare il lunedi’, madonna renitente alla leva.

    Grazie.


    Nadja Jacur

    Rispondi

  7. “Dio cuccureddu”.

    Mi hai cambiato la vita.

    Rispondi

  8. Ringrazio per il video.
    Volevo dire che l’immagine che hai messo e’ la piu’ bella di sempre.

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  9. Posted by Dwight D. Eisenhower on settembre 14, 2009 at 12:35

    I miei complimenti. La trascrizione della parlata mestrina andrebbe inserita nello Zingarelli.

    Rispondi

  10. Non hai idea di quanto tempo ci ho messo a svelare il mistero della “ewre” di Marghera.

    Rispondi

  11. Posted by Macellaio on settembre 15, 2009 at 12:08

    E’ ufficiale: tutte le librerie chiuderanno. Per sempre. Ormai non c’è più alcun motivo di usare la grana per comprare romanzi, saggi e quella roba là. Entrando in codesto Blog è possibile fruire di letteratura di altissimo livello senza spendere una lira riuscendo, così, a mettere da parte un gruzzoletto per inserirlo nel retto di qualche giovinetta vendiculo.
    A proposito, madonna groupie dei Motorhead, cosa ne pensi della microprostituzione messa in atto da alcune giovani studentesse al fine di potersi togliere qualche sfizio? Io sono favorevolissimo e rimpiango che ai miei tempi non c’erano ragazzine così intraprendenti, Dio insolente.

    Rispondi

  12. Grazie, no davvero, grazie. Non è falsa modestia, giuro: posto cazzate surreali perhé mi diverto a farlo, non ho velleità di scrittura creativa di alcun genere. Comunque grazie, per lo meno non sono l’unico a divertirsi.

    Per quanto riguarda le baby-troiette adolescenti, forse ci sono stati un paio di casi in tutta Italia; il resto è fantasia da giornalista rampantissimo. Come l’articolo sul penultimo numero di Panorama sui rave party con le finte testimonianze degli sbarbi sconvolti da ogni genere di sostanza psicotropa. Roba che puzza di Zoo di Berlino da lontano un miglio perché chi si è inventato le interviste di sana pianta non sa scegliere i vocaboli giusti da mettere in bocca ai protagonisti per renderli credibili. Ridicolo.

    Rispondi

  13. @Basta con la Droga

    “non ho velleità di scrittura creativa di alcun genere.”

    Forse un giorno riusciremo a convincerti che sbagli.

    Non dispero.

    Ai miei tempi (Guerra di Secessione), la Digos tentava di infiltrarsi tra gli sbarbi e mandava cretini coi capelli lunghi e i ginz a domandare ‘dove posso comprare un libanese per lo spinetto’?

    Come diresti tu caro Leo, non m’invento un cazzo.

    Rispondi

  14. Caro Yossarian, due anni fa la polizia ha beccato tre studenti che spacciavano semplicemente piazzando una telecamera nascosta. Uno dei tre non c’entrava niente e l’hanno mollato subito, agli altri due hanno fatto un culo come la Cappella Sistina. Per dire quanto serve infiltrarsi al giorno d’oggi :-).

    Rispondi

  15. Ma il sostantivo della giornata è:

    FEMMINISTRA

    10 e lode, caro Spears, 10 e lode

    Rispondi

  16. Ah si, e un grazie a PdG per l’epicità di quel video! Dio panocia

    Rispondi

  17. Dio porco BCLD ero io con l’account di tua madre quello qui sopra. Dio google site:http://www.analhorsepenis.us

    Rispondi

  18. Ogni volta che leggo questo post, una marocchina viene squartata dal padre.

    Rispondi

  19. senti porcodio, le tue favole sono favolose, ce lo devo riconoscere, ma in quanto tali infatti non ci rispecchiano la realtà.
    cioè insomma io ci ho fatto il sociopedagogico e ci avevo la mia amica del cuore dal 3 anno che era come odoacra (e non mi invento niente, per dircela con te), cioè alta 1 e 88, bionda, con una corporatura da valchiria in via di degenerazione lovcraftiana (cioè con gambe enormemente deformi nonostante il busto e testa piccoli), tettone cascanti, alito fognato da cui ci prendevano forma immondi porchiddii nel dialetto del suo ridente paesello di scarpari, e fica e buco di culo che ormai ci avevano raggiunto ampiezza e profondità del traforo del gransasso, e che probabilmente al giorno d’oggi ci vengono studiati dai astronomi quali fenomeni celesti detti anche buchi neri risucchia-materia di ogni genere.
    il fatto è che però, dio azathoth in quanto cieco e idiota, al liceo sociopsicopedagogico ti assicuro i cazzi è difficilissimo prenderceli, essendo la fauna costituita quasi esclusivamente da troie e trippochiappone. i esemplari di sesso maschile sono da contarceli sui diti di una mano monca, e spesso e volentieri essi sono fenomeni estranei alla filosofia della vagina meglio conosciuti come ominisessuali o rotti nel culo da altri ominisessuali iscritti al sociopedagogico e/o all’arcighey.
    detto questo, ci aspetto anche io trepidante la seconda parte della storia.

    Rispondi

  20. Ashley, questa storia si svolge in un universo parallelo dove qualsiasi cosa può accadere. E non hai idea di cosa ho in serbo per la seconda e conclusiva parte. A dire il vero, non ne ho idea nemmeno io. Dio scorpione.

    Rispondi

  21. Dio bistrattato

    Rispondi

  22. Dio scampato ad un disastro aereo: questo racconto è letteratura, bisognerebbe farlo studiare agli sbarbi al posto di quella cazzata pedopornografica ottocentesca che ha come titolo un muscolo fornito di ventricoli!

    Comunque, dai commenti, mi avete fatto venire in mente un episodio di vita vissuta come in Cronaca Vera sulla prostituzione minorile per sollazzo di vent’anni fa, che, se ho tempo e quei cazzoni di clienti della Multinazionale Bastarda non scassano troppo il cazzo, faccio diventare un post in quella minchiata del mio blog.

    Cordialità

    Attila

    Rispondi

  23. Attila, attendo numerosissimo.

    Rispondi

  24. Posted by Countershadow on settembre 30, 2009 at 08:07

    waaa voglio il seguito!!

    Rispondi

  25. È in lavorazione e sarà pubblicato nei prossimi giorni. Gratis su queste pagine.

    Rispondi

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