La masterizzazione ad minchiam

Negli ultimi cinque anni ho acquistato la bellezza di tre cd.

Si tratta di:

1. Toto – Falling In Between Live,
2. Toto – Falling In Between,
3. James Taylor – Best Live.

Con ogni probabilità Yossarian e Ares stanno già bestemmiando a ventimila watt e sono intenti a ficcarsi un dito in gola per lanciare una vomitata a fiotto sul monitor (il tutto perché sono solo due sacchi d’immondizia snob che si sparano le pose con la musica figa che non fa vergognare perché deve piacere per forza a tutti. Hahahahaha, che ridere, Dio mostro a Mestre!!!), ma tant’è: io sono un nerd, mi piace la roba iper-prodotta suonata da turnisti di lusso così ho speso la mia grana per due CD dei Toto (di cui uno è un live abbondatemente ritoccato in studio dato che il povero Bobby Kimball ha superato i sessanta e non ce la fa più a raggiungere certe note, nemmeno con una pressa idraulica sullo scroto) e un CD di James Taylor (che magari non fa storcere il naso a nessuno).

Nell’arco degli ultimi cinque anni ho comunque ascoltato un sacco di musica – buona e non – per la quale non ho pagato un €uro-cent.

Per quello che vale, in nessun caso, dopo aver scaricato e ascoltato, ho pensato valesse la pena mettere mano al portafogli e sganciare la grana da me faticosamente guadagnata.

Perché? Prima di tutto sono un pezzente; in secondo luogo: non è che la musica contemporanea mi faccia cagare rombi, pangasi, cernie, trote e polipi, anzi… è solo che la totalità dei CD (e intendo davvero “la totalità”) pubblicati al giorno d’oggi suonano come un mucchio di merda pressata a causa di più che discutibili politiche di marketing delle agonizzanti case discografiche che, come al solito, fanno di tutto per infilare il collo in un cappio e accorciare il più possibile la loro sofferenza.

Immagino che quasi tutti sappiano cos’è la loudness war, giusto? Be’, ho scaricato illegalmente l’ultimo CD degli AC/DC, “Black Ice”, in formato mp3 di alta qualità a 320Kbps, ho quindi preso dallo scaffale il CD originale di “Back In Black” e, utilizzando EAC, ho rippato “Hells Bells”, sempre in formato mp3 di alta qualità a 320Kbps. Ah, mi sono anche procurato un programmino freeware al fine di condurre un esperimento per conto mio.

Il risultato:
Come si vede dall’immagine, “Back In Black” (1980) – e, nella fattispecie, “Hells Bells” – ha un range dinamico pari a 12, molto-molto buono. In pratica i picchi, l’equalizzazione e la chiarezza del suono risultano essere più che soddisfacenti. Tutto come dovrebbe essere/suonare.

Ora veniamo a “Black Ice” (2008).

Il disco, in sé, non è niente malaccio: sono gli AC/DC di sempre, quattro accordi buttati là alla cazzo-via, le solite pentatoniche e i consueti testi socio-politicamente impegnatissimi gracchiati senza alcuna grazia da uno scozzese con una sfrenata passione per la lager; insomma robabbuona che non delude mai… poi, come si sa, è comunque una questione di gusti personali e ci sono anche alcuni bastardi che pensano che BI sia solo un grosso mucchio di guano putrefatto perché non c’è “nulla di nuovo e orginale”… cazzoni che non sono altro.

In verità, il problema dell’ultima offerta musicale degli Australiani è un altro.

Questo:
Il range dinamico è 5.

CINQUE, cazzarola di un vaccaiddio!

Se non fosse chiaro, significa che, tra il root-mean-square e il picco più alto di “Rock ‘n’ Roll Train”, ci sono solo cinque misure di differenza laddove, in “Hells Bells” ce ne sono dodici.

Notare i picchi del canale sinistro e destro: entrambi segnano come valore “over”, ovvero SATURAZIONE PIENA, merda di un Dio toporagno.

In pratica tutto “Black Ice” suona come un container di cartone pressato ed è impossibile ascoltarlo ad alto volume a causa di clipping e distorsione serviti a piene mani da quel genio della scatologia applicata che l’ha masterizzato. Essere costretti ad ascoltare un disco degli AC/DC a basso volume equivale allammerda ripiena di merda ricoperta di merda aromatizzata alla merda e fa bestemmiare in modo ricercatissimo (Dio fuoco & fiamme).

Be’, per quanto mi riguarda, io non spendo soldi per dischi che suonano come un mucchio di letame pressato.

Viva il filesharing e ciao.

Edit per Yossarian: prendi questo e inchinati al groove.
http://www.youtube.com/v/7UxRbP3KsjM&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

E, già che ci sei, inchinati di nuovo. Con deferenza.

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34 responses to this post.

  1. Verissimo, un sacco di roba prodotta di merda.
    Ma vogliamo parlare di come la storia che nel ciddì ci stanno 80 minuti di musica e tu devi cacciare 20 euri ha fatto sì che gli album diventassero assurdamente prolissi e pieni di tracce che un tempo sarebbero rimaste a marcire nel mixer insieme a Minoli? La musica venduta al minuto, tra un po’.

    I discografici devono morire di stenti, cioè lentamente e soffrendo.

    Rispondi

  2. Alla base della crisi delle case discografiche c’è ANCHE il filesharing; tuttavia non si può non tenere conto di altri fattori che hanno contribuito alla debacle odierna.

    Vogliamo parlare anche degli investimenti milionari in tecnologie morte fin dall’inizio come il mini-disk e il DVD-audio?

    Erano destinate a togliere di mezzo il cd, giusto? E giù a spendere milioni di dollari e a pressare copie su copie in quei formati. Ed è tutto rimasto sugli scaffali dei Virgin Megastore e degli HMV sparsi attorno al mondo. Da scassarsi in due dal ridere.

    Rispondi

  3. Arpioni,giuro, ho le lacrime agli occhi.

    Giuro, e’ il giorno piu’ bello della mia vita.

    Voglio dire: mamma vacca di qua, bestemmie e insulti stratosferici di la’, ma a me niente.

    Cominciavo a sentirmi un handicappato.

    Mi dicevo: “ma cos’e’? C’ho la mamma negra, sono di sinistra, vado al cinema Zero di Pordenone? Perche’? Non e’ che saro’ una specie di fighetto pirla?”

    Mi stavo offendendo.

    Poi oggi ho letto sulla mia dose quotidiana di BCLD riferito al sottoscritto e ad Ares :

    “il tutto perché sono solo due sacchi d’immondizia snob che si sparano le pose”

    Ecchecazzo, dio flatulente e bastardo. Era ora Arpioni, mannaggia a te e a li muorti tuoi.

    Now we’re talking! 🙂

    Dio Porcaro!

    Allora: sorprendentemente amo James Taylor, mentre il mio giudizio sui Toto non puo’ che rimanere invariato e invariabile:

    Ottimi turnisti che pero’ hanno la verve creativa di un iguanodonte con la dissenteria, e la cui produzione musicale risente di questa caratteristica liquamico-intestinale difficilmente rimediabile anche con palate di Actimel Danone.

    Sul filesharing hai invece perfettamente ragione.

    Fra l’altro ti inculero’ il programmino freeware…gracias

    Concordo sulle dinamica disastrosa dei CD e sulla politica suicida delle case discografiche e rilancio:

    Sai a mio avviso qual e’ uno dei fattori che determina la differenza fra Back in Black e Black Ice?

    La morte delle macchine (di regstrazione) analogiche.

    Il buon vecchio nastro da 2″ non ha ancora trovato un sostituto adeguato nel digitale.

    E non ce l’ho col digitale, per carita’, si possono fare cose eccelse, ma nelle mani dei produttori incapaci, i risultati sono quelli da te descritti, specie per le tracce di basso e batteria, che vengono appiattite e letteralmente ammazzate.

    Questo tuttavia sarebbe anche ovviabile, nelle mani giuste.

    Ripeto, con il digitale fai cose eccelse, e comunque oggi si possono mescolare analogico e digitale.

    Il guaio vero e’ che evidentemente produrre sterco privo di dinamica fa parte della politica “dell’ammasso” delle case discografiche ( che devono morire, dio overdrive) che, dal momento che monopolizzano il mercato, hanno pensato bene di fottersene della qualita’ (sia di registrazione, che del materiale) unico modo per combattere il file sharing, e di propinare al pubblico materiale degno di un esercito di audiolesi rincoglioniti.

    Poco tempo fa ho fatto anch’io un esperimento simile:

    Ho scaricato “Hello Cowgirl in the Sand”, (1969) nella prima versione elettrica e delirante di Neil Young e i Crazy Horse, e non quella da pirlette hippy di CSN&Y, e l’ho confrontata con una cagata delle Girls Aloud, un gruppo all girls UK orribile e degno solo di nota perche’ sono tutte delle gran zoccolone, e non c’era paragone.

    Non parlo della musica, che e’ piuttosto scontato e non mi interessava, ma della qualita’, della presenza degli strumenti e della band.

    Nelle Girls Aloud sembra di bere birra analcolica al posto di una pinta di London Pride (una ale portentosa).

    Ho fatto quindi il paragone fra gruppi Pop:

    Girls Aloud (2005) vs Bananarama (anni 80).

    Lasciando perdere l’orrore (a me le Bananarama tuttavia non dispiacevano come merdacce pop. Stock-Aitken e Waterman sapevano fare merda di classe), ti assicuro che non c’era paragone.

    Bel post, ti amo anche se sono eterosessuale (la mia bernarda preferita al momento e’ la cantante delle Girls Aloud, Cheryl Cole. E’ zoccolissima. Me lo fa venire di titanio) e comunque i Toto fanno cagare i tirannosauri costipati.

    E comunque sei un sacco di sterco.

    W il file sharing.

    🙂

    Rispondi

  4. Uno di questi giorni faccio un post vuoto intitolato “sacramentarium” con l’unico intento di mettere in piedi un’arena virtuale di insulti, Yossarian. Con affetto, si lercioputtanizza la madre altrui a volontà, ci si diverte con poco, noi :-).

    Il suono analogico era tutta un’altra cosa ma credo che il digitale sia responsabile solo in parte dell’immondizia sonora che ci servono con il mastering contemporaneo.

    Bada, sto parlando di “mastering”, non di mixaggio. In pratica, una volta che hanno finito di mixare le varie tracce, si prende il master multi-traccia (una volta era un nastro magnetico, adesso è un hard-disk portatile) e lo si porta a un mastering-engineer, tipo Bob Ludwig – http://www.gatewaymastering.com/ – il quale prende la registrazione multipista e ne ricava una traccia stereo e/o 5.1/6.1/etc. a seconda dell’impiego che di questa si vuole fare.

    In pratica si prepara l’effettivo contenuto del CD. Ed è qui che succede il casino.

    Bob Ludwig ha masterizzato anche Chinese Democracy che, a prescindere dalla qualità sonora, rimane una merda intrinsecamente. Ebbene: ha presentato 3 diversi mastering alla casa discografica. Il suo preferito era il meno “compresso”, con il volume più basso e maggior dinamica. Gli altri due erano più compressi, secondo le esigenze della casa discografica. Ovviamente la versione che è finita sugli scaffali è quella più rumorosa.

    È successo qualcosa del genere anche con un altro mucchio di merda fumante: Death Magnetic dei Metallica.

    In questo caso il master engineer, Ted Jensen, ha prima rinnegato pubblicamente il suo lavoro sostenendo che ciò che si sente è quello che Rick Rubin e la casa discografica gli hanno ordinato di fare, poi ha ritrattato e ha detto “mixes were already brick-walled before they arrived for mastering”.

    Insomma: la tecnologia digitale è criticabile finché si vuole ma, in ultima analisi, sono gli operatori della stessa che scazzano deliberatamente.

    Rispondi

  5. Posted by Anubi, il dio cane on gennaio 3, 2010 at 15:44

    Il filesharing è la seconda più grande figata degli ultimi 2000 anni, seconda solo alla crocifissione del bastardo.

    Spesso, capita di scaricarvici pure le vostre madri 🙂

    …Mi stavo solo scaldando per il “sacramentarium”, auguri a voi tutti!

    Rispondi

  6. Ho una domanda: qual è lo scopo della guerra del rumore? Cioè, per quale motivo la perseguo? Quali vantaggi economici ne traggo?

    Rispondi

  7. Posted by Anonymous on gennaio 3, 2010 at 16:58

    Non è il digitale (per dire: the nightfly di Donald Fagen può magari non piacere ma è registrato da dio -per quanto figlio di nn- e di sicuro nel 1981/82 il digitale era meno evoluto di oggi).

    Sono quelle teste di pisello dei discografici (mettici chi ti pare: da quello seduto al mixer/computer al produttore al dirigente), che pensano (parola grossa) che tutti ormai ascoltino musica al massimo con l’autoradio e/o un ipod invece che con uno stereo decente.
    Se poi pensi che parecchie produzioni vengono “spedite” al mastering in formato mp3 (l’ho visto coi miei occhi, non volevo crederci), capisci che di qualità e “cura” parlando non siamo alla frutta, ma al ruttino.
    Nota finale: quando sei fortunato, ma al 99,9% si parla di roba già inascoltabile di suo ed è un’abitudine ormai anche questa in ampio declino, ci sono la versione studio e la versione radio, dove la seconda è (più) compressa, con dinamica anche molto inferiore e spesso anche qualche clipping sparso.

    un saluto
    nicola

    Rispondi

  8. Tommy, Nicola ha risposto. A quanto pare pompano il volume al massimo possibile perché il suono sia migliore negli ipod e nelle autoradio. O, almeno, così dicono.

    Rispondi

  9. Jobs, sempre lui cazzo, sempre lui ovunque!

    Rispondi

  10. Posted by alcoholica92 on gennaio 3, 2010 at 19:27

    questa è in’ascoltabile ad alto volume!

    http://img215.imageshack.us/i/fakkalea.png/

    FAKKALEA!!!

    Rispondi

  11. Posted by Anonymous on gennaio 3, 2010 at 20:47

    @ Tommy & BCLD
    Be’, la faccenda risale a prima ancora degli ipod, per quanto sicuramente abbiano poi contribuito non poco a peggiorare tutto 😉
    Il fatto è che in effetti un brano compresso (nel senso del range dinamico, ovviamente) quasi a tutti *sembra* suonare meglio. Il problema è che il suono ovviamente non è per niente migliore: basta usare uno stereo serio e alzare un minimo il volume.
    Se a questo aggiungi (a) il contenimento dei costi delle case (dalle attrezzature alle persone, che quando sono capaci costano), (b) la qualità dei diffusori che quasi tutti usano (per darti un’idea: gli auricolari dell’ipod costano all’origine meno di 5 euro, e la maggioranza degli impianti autoradio suona come un grammofono di 100 anni fa), (c) le condizioni in cui la media della gente ascolta (più rumore di fondo che musica, spesso e volentieri), e potrei continuare… vedi bene che sperare nella qualità “alla sorgente”, con target del genere (e i discografici che ci sono…), è sforzo ammirevole ma inutile.
    Qualcosa di buono (anche ottimo) c’è, per carità, ma la media è questa.
    Peccato.

    un ri-saluto
    nicola

    Rispondi

  12. dovresti provare con i red hot chili peppers
    tutto il disco è saturo
    ma suona…

    provare x credere

    è che una volta la dinamica la dava l’ampli (buono) e le casse (buone)
    ora è tutto un mp3, con casse di plastica e ampli del cazzo…

    Rispondi

  13. bcld, se non mi inserisci nel sacramentarium vengo li’ e mi porto dietro due preti. mannaggia a dio!

    Rispondi

  14. Hahahahaha, Astrosio. Nel sacramentarium ci si auto-inserisce senza chiedere il permesso a nessuno. Puoi anche portarci i tuoi amici, io voglio bene a tutti :-).

    Rispondi

  15. Posted by Anonymous on gennaio 4, 2010 at 14:49

    Per accontentarTi,

    io sono finito da queste parti cercando quella cosa della pallina lavatrice di beppe grillo. I miei amici provavano a convincermi che un pò di sale in una palla potesse sostituire l’azione emulsionante dei grassi del sapone, poiché la cosa non mi quadrava volevo più informazioni e sono capitato su quel fortunatissimo post riguardante beppe grillo.

    E’ stato amore a prima vista :°D

    Leggo il blog frequentemente ma poco frequentemente posto risposte.

    Al momento non ho niente di divertente da dire :°D

    Buon anno :°D

    Miguel Bosè

    Rispondi

  16. HAHAHHAHAHHAHAAA!!!
    I Toto!!! HAHAHHAHAHAHAHAA!!!
    Ma ti sei reso conto che la cosa piu’ decente che hanno fatto e’ stata suonare in Thriller di Michael Jackson? Dio niente, non dirmi che ascolti anche i Dream Theater…

    Per il resto mi trovi d’accordo su tutto, anche se io ritengo MTV la causa principale della morte della musica.
    Saluti e madonna befana a tutti.

    Rispondi

  17. I Dream Theter mi fanno cagare maiolica purissima dal 1993. C’è un tuo amico, lì dalle tue parti, che ancora li ascolta. Io no.

    Rispondi

  18. Posted by alcoholica92 on gennaio 4, 2010 at 17:12

    bè dai…dei Dream Theate hanno fatto sono poche canzoni con il cazzo (che ovviamente apprezzo)… quelle fatte con la testa sono solo merda ripiena…

    Rispondi

  19. I miei amici non ascoltano i Dream Theater.
    Ho conoscenti e gente che mi sta spudoratamente sul cazzo che ancora li ascolta e continua a sostenere che siano la miglior band della storia. Non scherzo (purtroppo).

    Rispondi

  20. Allora: dal punto di vista del talento tecnico, a denti strettissimi, ma tanto stretti che son diventato temporaneamente stitico, ho dovuto inchinarmi.

    Quanto alla loro inventiva musicale temo pero’ di dover far mio il commento di Ares…
    e aggiungo HAHAHAHAHAHA.

    Se in questo momento potessi cagare piastrelle di Sassuolo, mi rifarei la cucina e il bagno.

    Aggiungo anche che il Dott Nick e’ come sempre un saggio.

    Meno male che non ti piacciono i Dream Theather, e cio’ riconferma la fiducia che nonostante i Toto nutro nei tuoi gusti musicali.

    Dio big muff, dio wha wha e dio flanger…

    Rispondi

  21. Yossarian, tu & Ares andate davvero d’accordo. Veramente adorabili assieme.

    Sì, insomma: per qualche ragione, nello spazio commenti di questo post, incarnate perfettamente il concetto di froceria equina.

    Lì seduti uno sopra l’altro a fare il trenino dell’amore.

    – “Oh, i Toto fanno cagare… leccami lo scroto, ragazzone!”
    – “Hmmm, sì… oh che bello il tuo tartufone nel mio Colosseo cioccolatoso! Lukather è lammerda!”

    Splendidi.

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!

    Rispondi

  22. Posted by Anubi, il dio cane on gennaio 5, 2010 at 13:22

    Ma che è cominciato il sacramentarium e nessuno ha detto niente mannaia la madonna?

    Rispondi

  23. Anubi, ci si sta riscaldando.

    Rispondi

  24. Posted by Anubi, il dio cane on gennaio 5, 2010 at 13:28

    Ah ok, dio asmatico in vacanza all’Everest.

    Rispondi

  25. @Basta avec les Stupefacents

    “incarnate perfettamente il concetto di froceria equina.”

    E qui ti devo correggere caro Leo: trattasi infatti di “Gang Bang Bisex”, dal momento che la mia avgvsta signora Rachel Barnacle (che tu conosci bene) mi ha pregato di farti notare che siamo in tre a spompinarci su quella Cloaca Massima che porta il nome di Toto.

    Io, lei e Ares.

    Quanto alle fellatio, il talento musicale dei Toto, in fondo, si attaglia alla perfezione al tuo passatempo sessuale preferito: il “self-cocksucking”, dal momento che ascoltare i Toto e’ come farsi togliere due costole per farsi i pompini da solo.

    Dio formaggio coi vermi.

    Rispondi

  26. Chi ascolta i Depeche Mode merita di morire violentato da un esercito di negri extradotati in overdose di viagra.

    E, dentro di te, lo sai anche tu. È solo che hai ficcato tutto dentro l’inconscio :-).

    Rispondi

  27. Talento musicale? I Toto?
    Quelli si fanno seghe e basta.

    Rispondi

  28. @Basta con La Droga

    “Chi ascolta i Depeche Mode…”

    Ho una immensa reputazione da gigantesca testa di cazzo costruita molto faticosamente.

    E ne vado fiero.

    Non vorrei rovinarmela con la band di Porcaro…

    😛

    Dio casello della Salerno-Reggio Calabria a Ferragosto.

    Rispondi

  29. Hahahahahaha. I Depeche Mode, cioè: ti rendi conto? Quelli manco suonano, tre cazzoni miracolati che fanno parappappappappappà sul synth ai gias chen get inof. Ma dio can. E magari non ti piace The Final Countdown, vero? Hahahahahahaha. Dai-dai, dio bueo mawrso.

    Rispondi

  30. dio scoreggione, ma insomma! volete insultarmi o no? dio bombolo…

    Rispondi

  31. @Basta con la Droga

    Un’altra dimensione,o per chi crede nel suino, il Paradiso:

    “Buon giorno Wolfgang”

    “Buon giorno giorno Ludwig”

    “Eh?”

    “Buon giorno giorno Ludwig”

    Eh?”

    “HO DETTO BUON GIORNO, BRUTTO FROCIO TEDESCO! SEI SORDO?”

    “Ehm , si'”

    “Come ti va la vita finocchietto viennese?”

    “Bene, bene, ho in mente uno dei miei diabolici scherzi. Uno di quelli che fanno diventare idrofobo Salieri”

    “E cosa sarebbe?”

    “L’ho convinto a scrivere della musica da ispirare tramite i nostri poteri sovrannaturali di mortacci nostri, a un gruppo americano”

    “Per mille pianoforti scordati. Ma quella di Salieri non e’ musica, e’ liquame.”

    “HAHAHAHA (classica risata equina e tratto distintivo di Wolfgang, lo so, ma la cosa piu’ divertente e’ che con la sua musica sti americani ci hanno fatto un gruppo che hanno chiamato Toto… “

    “HAHAHAHAHAHA, per mille Sol calanti e anche per Elisa, Wolgang, sei un genio!”

    “Grazie Ludwig, questo lo sapevo. Ma la cosa piu’ buffa e’ che hanno anche dei fan….fan di quello sterco da pentagramma usato per incartare il prosciutto cotto”

    “HAHAHAHAHA, i mortali hanno gusti stercorari, e questa ne e’ la prova…HAHAHAHA…HAHAHAHHA…
    Toto…HAHAHAHA”

    “Senti, senti qui Ludwig, questa si chiama Africa e sembra un gemito da fist fucking….”

    “HAHAHAHA…grande Wolgang…”

    “Ora devo andare, ciao Ludwig”

    “Eh?”

    “Ora devo andare, ci vediamo Ludwig”

    “Eh?”

    “HO DETTO ARRIVEDERCI, BRUTTA CHECCA GERMANICA! SEI SORDO?”

    “Si'”

    Rispondi

  32. Yossarian, mi hai fatto ridere. Ma adesso tocca ledere :-).

    Rispondi

  33. Basta con la Droga: Cazzo! Quando ho comprato Black Ice mi sono detto: buon album, ma manca qualcosa… e non capivo… mi dicevo che i vecchiacci erano rincoglioniti… mi hai fatto vedere la luce!

    Ma, dio rimasto incastrato nel vano tecnico di un ascensore a capodanno, ti fai insultare da uno che su di un post ha messo il video di uno che viaggia in retro in bianco e nero?

    @Ares: non toccare MTV (quando mostrava solo video e in Italia si poteva vedere solo dalle emittenti private che piratavano il segnale) fino a che non si sono inventati quella merda stramerda della merda che è stata MTV Italia…

    Cordialità

    Attila

    Rispondi

  34. @Attila: devo darti ragione, c’e’ stato un periodo in cui MTV faceva musica.
    Poi sono arrivati gli italiani, e soprattutto i negri con la loro merda di hip-hop e parenti suoi.
    MTV Europe era divertente e ci insegnava l’inglese e c’erano anche delle discrete fighe che presentavano i programmi.
    Adesso, dio blu, Paola Maugeri…reality show imbarazzanti, cartoni animati, porco dio.

    Rispondi

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