L’intolleranza

Uno non può starsene tranquo e svaccato sul divano con birra, patatine e rutto libero per un solo minuto, che subito si scatena l’ennesimo casino.

Stavolta anche qua vicino a me, eh? Cioè: mica si scherza più una merda di niente, capito?

In pratica c’era questo festival di coperte colorate che si teneva ogni estate a Osoppo (UD), ok? La manifestazione si chiama(va) “Rototom Sunsplash” e vi accorreva un numerosissimo branco di plaid multicolor pieni di dreadlocks che si divertivano ballando e passandosi spinotti… e, per carità, contenti loro, contento il mondo e tutto il resto, no?

Senonché è successo l’irreparabile così, a partire dalla prossima estate, non ci saranno più concerti reggae, né manifestazioni a favore del terzomondismo, niente più appelli alla solidarietà con Cuba, né il solito ammasso di piumini RGB che si vedevano allegramente trotterellare per le strade della ridente cittadina friulana.

Solo tristezza e abbandono.

Perché?

Ma causa dell’intolleranza, no? Che razza di domanda del crisbio, dai…

Da parte mia, ho subito pensato che tutto ruotasse attorno a questioni di natura razziale/razzistico-leghista dato che il Rototom Sunsplash è da sempre un autentico florilegio di negrume vario e amore universale che non sempre riscuote il favore delle amministrazioni locali.

Invece mi sbagliavo di grosso, eh già.

La ragione, pensa un po’, è da ricercare altrove: la Procura di Tolmezzo (UD) ha iscritto nel registro degli indagati il presidente dell’Organizzazione perché avrebbe incitato i giovani vestiti di plaid variopinti a fumarsi una tonnellata di cannoni lunghi due metri, o roba del genere.

Così ‘sta gente, che tiene al multiculturalismo come alla propria igiene personale, adesso sarà costretta a mettere le gambe in spalla e sfancularsene in Spagna portandosi dietro dreadlocks, rizla, congas, ukulele, etc. e insomma…

http://www.youtube.com/v/xX17Ur7dEBg&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

EDIT PS – Tra i link a destra ho aggiunto il blog SAUDI AMBER. Non è un link che si addice a questo diario informatico, alla luce delle tematiche spesso a carattere misogino nelle quali il/la lettore/lettrice medio/a si imbatte ogni volta che decide di accedere a sbarbifuoco. Tuttavia suggerisco a coloro che, a loro volta, gestiscono un blog di inserire il link. Da parte mia, credo si tratti di una buona azione e, soprattutto, non costa niente. Di seguito il disclaimer:

SaudiAmber aims to raise awareness for women of their rights with the objective of creating a Saudi ‘mainstream’. We will also include news from neighbouring countries, as well as articles looking at both bigotry against Muslims and Arabs in general, and the spread of religious fundamentalism that threatens women’s rights across the world. We welcome all contributions and will post subject to relevance.
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19 responses to this post.

  1. Ma il Sunsplash non è iniziato a Lignano, che poi li hanno sbattuti fuori per ragione di cannoni e sono dovuto trasmigrare ad Osoppo, o sono io che mi sbaglio?

    Mi ricordo di un’intervista al presidente della manifestazione che si difendeva con un “e io come posso sapere se si fumano i cannoni” quando praticamente tutti i cani nel giro di 5 km ululavano anche senza luna per quella simpatica nebbiolina che rimaneva costante per tutti i giorni del Sunsplash…

    Che cattivi, non capiscono l’arte e sono contro gli equisolidali, che poi devono andare in Spagna dove la polizia, quando gli girano le balle, picchia davvero.

    Cordialità

    Attila

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  2. Sono un tale appassionato di Sunsplash che proprio non ho idea di dove si sia tenuta la prima edizione.

    Per il resto, hai ragione: i matusa non capiscono l’esuberanza artistica dei giovani né il multietnismo degli spinotti.

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  3. Una volta era a Latisana, poi spostato a Osoppo.

    Sul fatto che ci siano cannoni e cioccolata, be’ è un festival reggae, cosa pretendono? Che ballino con in corpo the e biscotti?

    Maria quante storie: se li lasciassero fare e basta nessuno si accorgerebbe di niente e morta lì.

    (comunque non sapevo che anche il reggae venisse annoverato tra le cose “con la coperta addosso” :-D)

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  4. Grazie BCLD, con questa notizia mi hai risollevato il morale.

    Non ho mai sopportato il reggae e non ho mai capito come mai avesse cosi’ tanti adepti in Italia (o almeno a Venezia).
    Dunque e’ bello sapere che il Rototom se ne va da un’altra parte. Ogni estate, quand’ero studentessa, c’erano amici che organizzavano la trasferta ad Osoppo, e ogni volta ero l’unica a restare a casa. Il reggae mi annoia dopo 2 minuti, figuriamoci resistere a giorni e giorni di beat finto-caraibico-yeah-yeah.

    Dwight

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  5. @ Tommy – Sono una creatura rozza e gretta; per me tutto ciò che va al di là di Cock & Ball Torture ed Excrementory Grindfuckers fa gioco-forza parte della galassia Patchwork Carioca. Da hillbilly del nord-est quale mi trovo a essere, potrei vivere di pizza margherita, costa, polenta e luganeghe fino alla fine dei miei giorni.

    @ Dwight – Ricordo che da studente, avendo un sacco di tempo a disposizione, ero giunto a una ponderatissima conclusione logica circa il successo del reggae all’interno della comunità universitaria veneziana. Però adesso non mi ricordo più una cazza e mi sa che comunque si tratta di materiale buono per Chtulhu. Insomma: il reggae rimane un mistero come il Buena Vista Social Club… com’è possibile produrre musica caraibica che provoca solo tristezza, depressione e fastidio?

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  6. Lo scandalo vero e’ stato quando hanno distrutto il Beach Bum Rock Festival di Jesolo.
    3 giorni di chitarre distorte, alcool e qualsiasi droga, i peggiori elementi del sistema solare tra il pubblico, tutto a due passi dal mare.
    Ho visto e sentito cose spettacolari in quegli anni.
    Del Rototom non me ne puo’ fregare di meno, il reggae mi accorcia la vita.
    Dio tornado

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  7. Ares, cosa mi hai ricordato! Oh, il Beach Bum. Avevo sedici anni e lo facevano al faro. Con la transenna sullo stomaco a vedere i Ministry.

    Dwight

    Rispondi

  8. Il reggae mi fa mediamente produrre quantita’ variabili di gas intestinali.

    Come la musica brasileira.

    Comunque, cose simili sono accadute anche dalle mie parti con vari festival etc etc.

    Ora, c’e’ una cosa che non capisco per quanto riguarda la “cosiddetta intolleranza”.

    In generale, le forze dell’ordine sanno benissimo e tollerano che ai festival – a cui ho anche partecipato – la gente si sfrondi il cervello con una assortita varieta’ di sostanze psicotrope.

    Nulla di male: del resto al festival di Aglio Jazz ( dalle parti del Trebbia, Piacenza) una volta salii sul palco sbronzo come una pigna, inciampai con il rullante in mano, e volai di faccia sulla batteria.

    Quella sera non suonammo…

    Tuttavia, quello che non viene tollerato e’ lo spaccio, e per ovvi motivi.

    Allora perche’ i coglioni organizzatori non curano un po’ meglio il servizio d’ordine?

    Tanti festival anche belli, sono andati in vacca per questo.

    Voglio dire, volete farvi dei cilum giganti? Fate pure, ma non potete pretendere di mettervi a fare il fratello scemo l’Al Pacino dei poveri in Scarface, e spacciare l’iradiddio, e poi mettervi a frignare se la Madama ( la police) sgombera baracca e burattini…

    PS Arpions, oggi ho comprato “The Road” in lingua originale: mi piace gia’ dall’incipit.

    Rispondi

  9. A metà anni ’90 suonavo con un batterista che beveva solo acqua minerale non gassata e non fumava nemmeno, un salutista totale.

    Insomma una sera mi ha raccontato che, fino a qualche anno prima, era dedito all’impiego di ogni sostanza possibile, immaginabile e inimmaginabile. Tutto è andato avanti così finché è nato il suo primo figlio e lui ha dovuto mettere la testa a posto.

    Senonché una sera, quando era ancora dedito alla psichedelia, è andato a suonare dalle parti di Brescia e, a metà concerto, il gruppo ha fatto una pausa di una ventina di minuti così lui ha colto l’occasione per andare in cesso a fare un po’ di esperimenti con pilloline colorate varie.

    Esce dal bagno e, dopo 5 minuti, si rende conto di non capire più un cazzo e comincia a vedere di tutto.

    La pausa finisce, il gruppo torna sul palco, lui si siede dietro la batteria ma non si ricorda più che strumento è… e comincia a cercare il boccaglio per soffiarci dentro perché qualche parte del suo cervello, in preda alla fisica quantistica, è convinta che si tratti di uno strumento a fiato.

    Naturalmente NMIUC.

    PS = A me hanno regalato per il compleanno “Non È Un Paese Per Vecchi”. Avevo già visto il film (che mi è piaciuto un fracco) ma il libro è anche meglio. Quello che stai leggendo tu pare che sia il capolavoro assoluto di McCarthy.

    Rispondi

  10. il rototom sunplash è nato a gaio di spilimbergo, dove c’era il rototom all’epoca
    poi si spostò a Lignano (forse la + bella location) e poi ad Osoppo (cittadina che viveva il suo apice proprio durante il festival)
    ora si può dire tutto del reggae meno che il suo pubblico sia incivile, rompi coglioni, rissaiolo, ecc…
    a differenza dei metallari sfigati…

    Rispondi

  11. Mai detto che i frikettoni-drogati-oh-ciai-mica-un-euro? siano incivili, rompicoglioni, rissaioli, etc., niente del genere.

    C’è tuttavia da dire che l’inciviltà, il far rissa, le paroasse e, più in generale, il fraccamento sono valori assoluti da perseguire in quanto allontanano l’uomo dall’omosessualità.

    Per il resto i fan del reggae non hanno difetti gravi, sono solo un po’ ONTI con l’ONTO DEE GIOSTRE e si vestono di coperte colorate.

    Rispondi

  12. @BCLD
    A me hanno regalato per il compleanno “Non È Un Paese Per Vecchi”

    Io avevo visto il film dei Cohen e mi era piaciuto.

    Nella mia ignoranza talpina, bruta, e spessa come un sanpietrino non sapevo fosse tratto da un romanzo di McCarthy.

    Ma ora rimedio dio can!

    Arpioni, i batteristi, davvero, sono una razza a parte.

    Tempo fa un mio amico aveva elaborato un sistema piuttosto semplice per indovinare chi fosse il batterista nelle foto dei gruppi rock ove non vengono fornite indicazioni atte all’identificazione dei rissosi bastardi ritratti.

    Era un sistema molto semplice:

    “Il batterista e’ quello che non c’entra un cazzo col resto della band. Se sono tutti belli, lui e’ quello brutto come la morte d’inverno, se, al contrario sono tutti orrendi, lui e’ quello bello”.

    Guarda, funziona nel 96% dei casi.

    Infine, esistono solo due tipologie fisiche, o se vogliamo fenotipi di batteristi, e solo due:

    Quelli secchi e nervosi, e quelli grossi, o grassi.

    Non esiste via di mezzo.

    Dio Vic Firth 7a in hickory, che costano 20 euro al paio, e si spezzano subito appena tocchi il crash…

    Yossarian

    Rispondi

  13. A proposito di batteristi, vuoi farti quattro grassissime risate e divertirti come un porco che rotola nella mota? Cerca “Zoltan Chaney” su youtube, svaccati sulla sedia e goditela fino in fondo.

    Rispondi

  14. Posted by Anonymous on febbraio 22, 2010 at 21:07

    Diocane, Madonna lebbra, un tre anni fa ho dovuto entrare il giorno precedente l’inizio del festival perchè quel coglione di magazziniere non sapeva far andare la macchina x la birra di un chiosco.
    A parte che mi hanno perquisito, i poliziotti, all’ingresso (che ridere, col furogne pieno di fusti di birra ahahah e io che dicevo “dai dio cane, non ho niente, voglio solo sistemare la spina della birra e andarmene da questo letamaio” … fatto passare immediatamente…) dentro tutta una merda. aveva appena piovuto e c’era fango dappertutto. I copertai colorati erano tutti contenti di camminare a piedi scalzi nel fango. ahahah merdosi porco dio, spero che la birra scaduta che vi ho consegnato vi abbia fatto venire il cag8.

    firmato
    dio canagliacane

    Rispondi

  15. @BCLD

    “Cerca “Zoltan Chaney” su youtube, svaccati sulla sedia e goditela fino in fondo.”

    Grazie, ho avuto svariati attacchi di epilessia.

    Una leggenda.

    PS “Are we still the good guys?”

    “Yes, we’re still the good guys”

    L’ho letto in una notte Arpions.

    Non ho parole. Sono piacevolmente basito.

    Rispondi

  16. Non rovinarmi la sorpresa, “La Strada” è il prossimo che devo leggere e so solo che è una storia triste di un padre e suo figlio :-).

    Rispondi

  17. Grazie del link a Saudi Amber. Lo metto anche da me. Ho dato un’occhiata e sembra interessante.

    dwight

    Rispondi

  18. Posted by Anonymous on febbraio 25, 2010 at 19:19

    Ma tu che sei del nord est perché non vai a prendere ad uccellate in faccia st’ingoiapiselli qua?

    “…si, stasera sono qui
    per dire in fronte a Dio
    MANNAGGIA A PADRE PIO !!!”

    -__-

    miguel Bosé

    Rispondi

  19. Maccheccazzarolla è? Un concorso??? Ma dio uccello…

    Rispondi

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