Catasta di merda

Ieri sera, assieme alla “Compagnia Mangia & Bevi”, si stava tranquillamente svaccati al tavolo a mangiare porco, manzo & gallina e a bere prosecco, cabernet, birra & grappa quando qualcuno ha pensato che fosse il caso di accendere la tele per dare un’occhiata distratta a ciò che il palinsesto RAI offriva all’ignaro telespettatore ubriaco.
Sullo schermo è apparsa una stronza rincoglionita con un Fender jazz bass a tracolla che strimpellava nenie inascoltabili decorate da testi del tutto privi di senso ma colmi di lemmi ricercatissimi. La merdaccia ha continuato a starnazzare stronzate su matrimoni andati a puttane sull’altare e il prete che si guarda in giro imbarazzato senza sapere il cazzo che deve fare.
La mia reazione: “Dio cane, la prenderei a scarpate in faccia.”
Compagnia Mangia & Bevi: “Dai, è carina. Io la tacconerei.”
Io: “Non si può dire che sia brutta, onesto. Però mi sta talmente tanto sui coglioni che la riempirei di pugni sulla schiena. Meriterebbe il trattamento ‘ROCCO’, testa nel cesso e sciacquone.”
Trascorso qualche minuto, la cogliona cantautrice intellettuale ora anche bassista della sua stessa mediocre band, ha salutato il pubblico in festa e se n’è sfanculata dietro il palco assieme alla sua pettinatura anni ’20 e al suo Fender jazz bass.
Al suo posto è comparsa la presentatrice, una attrice comica-cabarettista che non fa un cazzo ridere con il naso un po’ troppo lungo e arcuato ma che, a onor del vero, ha un suo perché e meriterebbe un po’ del mio cazzo ben somministrato. Nel senso che all’inizio centellinerei la dose di glande ma, dopo qualche istante, la stantufferei nel culo con lei che mi prega di non fermarmi finché non raggiunge lo squirting, Dio fucile.
Questa squinternata, vestita come una zingara (probabilmente perché quelli della TV di Stato le avevano consigliato di conciarsi per le feste dato che andava in diretta nazionale, altrimenti si sarebbe coperta di plaid sgargiantissimi), ha annunciato che, di lì a qualche minuto, sarebbe salito sul palco “un artista che tutto il mondo c’invidia. Il vero orgoglio della musica italiana! Proprio non c’è niente di meglio in giro, hey!”
Io: “Dai che forse questa sera non lancio una vomitata in faccia a nessuno di voi, brutti stronzi beoni… aspetta un attimo, ha detto che è italiano… se faccio mente locale qual è il cantante italiano che potrebbe essere l’orgoglio dello Stivale? Non mi viene mica in mente un cazzo… che strano…”
Cabarettista-attrice-zingara-ma-tuttosommato-figa: “Signore & signori…”
Compagnia mangia & bevi: “HAHAHAHAHAHAHA, Dio can! Rabaltami un altro mezzolitro di grappa, Dio centrifuga!”
Io: “Dio rutto, non ho capito chi è! Zitti, porco iddio!”
Sul palco esce un… boh… un essere sfatto: uno zoticone con la barba di una settimana e un basco in testa. Un panzone immondo con l’aria di uno che non si lava da un semestre. 
La band che lo accompagna comprende anche un suonatore di theremin… e non m’invento un cazzo.
Riconosco l’«artista».
Farfuglio “Ah, Dioccanelatrante…”
Il sacco d’immondizia privo di talento comincia a ragliare. 
Sembra più ubriaco di tutta la C.M.&.B. radunata assieme a celebrare la festa della Non-Sega. 
Durante l’esibizione ballonzola qua e là, si siede all’organo e strimpella alla cazzo-via un po’ di stronzate, giusto per far vedere a tutti che lui è un polistrumentista. 
Poi si rialza e biascica qualche stronzata. 
Il pubblico applaude mentre fa il suo ingresso un altro sacco d’immondizia. 
Uno della C.M.&.B. riesce ad afferrarne il nome, prende l’iphone e controlla su internet chi è. 
Si tratta di un cantautore impegnatissimo degli anni ’70 che scriveva canze sul lavoro, sui padroni, sul comunismo e sulle coperte colorate ma che, a quanto pare, non ha mai fatto un cazzo in vita sua se non l’artista straccione. A un certo punto, è scomparso dalle scene ma non è morto così è riapparso sul palco di piazza San Giovanni a Roma.
Anche questo vecchio marcissimo ha l’aria di aver trangugiato un paio di litri di Tavernello prima di esibirsi. 
Cammina malfermo, equilibrio precarissimo, si posiziona al centro del palco. 
Comincia a suonare UNA SEDIA, a salmodiare stonatamente, aritmicamente e sgraziatamente una serie di stronzate assurde sul lavoro, il padrone sfruttatore e l’alienazione dell’operaio. 
Il pubblico applaude entusiasta. 
Il cantautore impegnatissimo degli anni ’70 decide che è il momento giusto per cavalcare l’onda e, non interrompendo il suo assolo di sedia, INCREDIBILE!, INASPETTATISSIMO!, improvvisa un comizio sgrammaticato contro Abberlusconimerda.
Poi torna al centro del palco lo zoticone puzzolente orgoglio della musica italiota di prima – che, fino a quel momento, è rimasto al lato dello stage con un sorriso sulle labbra di quello che ha l’anima e il cuore in pace perché è convinto di aver fatto un buon lavoro – e termina l’esibizione con uno dei suoi classici-merdiferi. Fa l’inchino, per poco non finisce con il muso sulle tavole del palco e se ne va a fare in culo nel bel mezzo dell’ovazione del pubblico non pagante.
Ricompare la cabarettista-attrice e annuncia che il prossimo gruppo che sta per allietare la serata è proprio il massimo del meglio dell’assoluto della fighezza che proprio non si può essere più strafighi di così. “Signori & signore… i BAUSTELLE!”
Mi sono alzato, ho ruttato e sono andato a casa.
Giudizio critico:


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16 responses to this post.

  1. Posted by Anonymous on maggio 2, 2010 at 13:16

    alla fine si scopre che sei uno di quelli che passa la vita ad osservare quello che fanno gli altri per poi poterne parlare male. nulla di più, nulla di meno.

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  2. Per una volta l’hai imbroccata, ED*.

    Mi piace sedere ai margini della strada, puntare il dito in direzione dei mongoli come te che non hanno il coraggio di firmarsi (ma si fanno riconoscere comunque) e ridere grassamente di loro.

    Il tutto mentre sono impegnatissimo a grattarmi i coglioni.

    PS = Ho pubblicato un libro, si intitola “Come Creare Un Fake E Non Farsi Riconoscere”, edizioni LaSoPiùLungaDiTe, paperback. 9,50 €uri con il mio autografo.

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  3. Ragazzi che liquame.

    Be’ ovviamente come ogni altra cosa in Itali, anche la musica l’hanno inventata gli Opliti del Bene.

    Ti diro’ Arpioni, mi fa tristezza Capossela, la cui musica – e solo quella – apprezzo, ma e’ evidente che ormai e’ solo la caricatura di ste stesso e di Tom Waits.

    Sei ovviamente libero di insultarmi su Capossela, e sai perche’?

    Perche’ io non sono come quelli che difendono qualcosa e poi quando vengono attaccati si rifugiano dietro il “non mi rappresenta”.

    La cosa piu’ schifosa e’ stato comunque Claudio Lolli.

    La notte dei morti viventi.

    Ewwiwa ewwiwa la gggioventu’ italiana progressista che si iscrive all’associazione reduci antifascisti delle Guerre Puniche e che ascolta l’alfiere del nuovo Claudio Lolli.

    Ora scusa, ma vado a vomitare…

    😉

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  4. Caro Yossarian

    Io parto prevenuto nei confronti della musica italiana in generale. Se dovessi stilare una hit-parade basata sul quoziente di merdità, con ogni probabilità ficcherei Franco Battiato al primo posto.

    Ciò che mi dà maggiormente fastidio all’interno della scena cantautorante italica è che questi sacchi di merda si prendono sul serio, credono di essere DAVVERO artisti. Guai a toccarli, non so se mi spiego.

    Lolli? Dio tutto… LOLLI!

    Fortunatamente c’è il team de “Le Malvestite” che, di tanto in tanto, carica il serbatoio dello spargiletame e punta l’ugello nella direzione giusta.

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  5. Cazzo, non guardando il “concertone” del primo maggio, perchè tanto è sempre il solito fiume di letame di tizi che vanno a pubblicizzare il loro ultimo album/tour/programma/menata qualsiasi da cui ricavano dindini, ma in maniera “impegnata”, non pensavo che qualche fenomeno in giro per il Mondo riuscisse ad invidiarci Capossela…

    Comunque al primo posto della mia hitparade di merdità rimane sempre l’immarcescibile cantante completamente stonato Lorenzo Churubini aka Jovanotti (non ce l’ho fatta a scrivere “in arte”, scusatemi, ma sembrava un insulto)!

    Una curiosità: BCLD, ma tu non procederesti ad una penetrazione rettale con foga alla tizia con la voce lamentosa, solo per vedere se mantiene sempre quell’intonazione del cazzo anche in quei momenti?

    Cordialità

    Attila

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  6. Caro Attila,

    Cherubini fete parecchio. Penso che provocherebbe meno emesi & rabbia se tornasse a suonare “Gimme Five”, “È Qui La Festa?”, “1,2,3 Casino”, “Ciao Mamma, Guarda Come Mi Diverto” e “La Mia Moto”. Ho letto da qualche parte che è ADDIRITTURA stato invitato all’università di Harvard per tenere una lezione su qualche stronzata, lo ha riferito lui stesso nel blog che gestisce all’interno del sito de “L’Unità” (NMIUC ma non chiedermi di trovare il link).

    La tizia lamentosa, pur non essendo brutta, mi provoca semplicemente ribrezzo. La getterei in mezzo a un capannello di zulu in overdose di cialis. Birra, popcorn e rutto libero mentre guardo.

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  7. Posted by Anonymous on maggio 3, 2010 at 11:13

    hai perso un’occasione decidere tu e non il comunista che ti porti dentro

    perché non mi conosci e non ho mai commentato prima

    Rispondi

  8. La punteggiatura, questa sconosciuta.

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  9. Posted by Anonymous on maggio 3, 2010 at 16:28

    arriva, incula la matta, testa nel cesso e tira l’acqua

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  10. La matta è sparita dalla circolazione. Peccato, aveva talento da vendere.

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  11. Ma chi erano i due orgogli alla fine, non ho capito.
    Post supremo, ovvio, ma avrei da obiettare sul nuovo layout (bianco su nero con carettere di quelle dimensioni, è illeggibile, specie per via del carattere con grazie: MAI usare le grazie in qualcosa su video). Sempre che mi sia permesso obiettare.

    Ah,in una specie di intervista web a Bologna, ho ceduto alla tentazione di utilizzare più volte la definizione “coperte colorate” per definire le persone che mi circondavano. Spero non fosse protetta da copyright.

    Rispondi

  12. Caro Daw,

    Ho aggiornato ieri il layout, ho provato anche a cambiare carattere ma, quando lo faccio, blogger va in aceto e, invece che ingrandire il font, lo rimpicciolisce stile formica. Per adesso rimane tutto così com’è perché ho esaurito le bestemmie ieri cercando di sistemare tutto (senza riuscirci).

    In ogni caso, premendo il “bottone arancione” in alto a destra è possibile leggere i post tramite feed.

    Oppure, qualora si impiegasse firefox, la combinazione di tasti “ctrl” & “+” permette di ingrandire i caratteri a piacimento.

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  13. Posted by Anubi, il dio cane on maggio 5, 2010 at 10:50

    Alla fine si scopre che… al diavolo can dio can, questo la sa più lunga di Rocco e Trentalance messi assieme… e 30 lance sono 30 lance dio boi.

    Mi sono involontariamente ma fortunatamente perso sto schifo del primo maggio: non capisco cosa ci facciano quei terroni-comunisti alla festa dei lavoratori, visto che con quest’ultimi non hanno niente a che fare.

    Carina la nuova graFICA del blog, BCLD.

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  14. A un certo punto, è scomparso dalle scene ma non è morto così è riapparso sul palco di piazza San Giovanni a Roma.
    ecco il fatto che non sia morto è strano perchè visto quello che cantava l’avrei detto suicidato da tempo.

    IL THEREMIN????
    minchia me lo sono perso.

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  15. Posted by il Macellaio on maggio 8, 2010 at 11:45

    Mi dissocio da questo post, in quanto contribuisce a mettere in cattiva luce l’Italia e la sua grande tradizione musicale. Vergogna, Dio elastico.

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