Rosa, rosae…

Gente, sono in ferie e non ho voglia di fare un beneamato, tantomeno sedermi al computer e scrivere qualcosa che valga la pena di essere scritto (e letto). Bella la vita dell’insegnante e dico sul serio.

Be’, qualche tempo fa mi sono imbattuto nel blog di un collega piuttosto celebre perché ha scritto un libro che, a dirla tutta, traccia un profilo piuttosto veritiero della scuola pubblica italiana e di chi la frequenta (sia come docente che come discente).

Il testo, in sé, è davvero divertente e ha avuto un certo successo e più di una ristampa. Successo, onestamente, meritatissimo. Voglio dire: se si lasciano da parte alcune disanime di natura prettamente ideologica, penso si tratti di un libro davvero godibile.

Ciò che invece non mi va giù nemmeno un po’ è l’ipocrisia di chi opera all’interno della scuola e sembra non abbia la più pallida idea di come funzioni il mondo al di fuori di essa… non so se “giocondamente” o in mala fede.

Il sottoscritto si è fatto le ossa “là fuori” in quanto ha speso più di un lustro all’interno del Nord-Est (in qualità di commerciale estero) e, ora come ora, si gode le sue diciotto ore settimanali da precario del Ministero dell’Istruzione e dell’Università e non si lamenta affatto né dello stipendio che percepisce né del carico di lavoro per cui è retribuito.

La situazione è questa: la maggior parte dei miei colleghi e, soprattutto, colleghe ritiene di spaccarsi la schiena in quattro in quanto, oltre alle PESANTISSIME diciotto ore settimanali, deve anche preoccuparsi delle scartoffie, della compilazione della programmazione e dei registri, dei collegi demenenti… ops… voglio dire “docenti”, dei dipartimenti, dei consigli di classe, dei compiti e delle verifiche da correggere a casa, della preparazione delle lezioni e di tutto il resto. Tutto ciò porterebbe via un sacco di tempo e quindi andrebbero messe in conto almeno cinquanta ore settimanali… macché “cinquanta”, ventiquattro su ventiquattro per sette giorni, senza tregua alcuna.

In pratica: l’insegnante medio si spacca il gran culo più di un minatore in un giacimento di torba in Irlanda.

Ebbene: STRONZATE.

Vero è che, per lo meno nel corso del primo biennio, ci si deve preparare a casa per non entrare in classe impreparati e fare la figura degli zappatori ma ciò vale, appunto, solo per il primo biennio (forse solo per il primo anno scolastico, se uno è sveglio)… poi si “vive di rendita”, nel senso che le nozioni sono sempre quelle degli anni precedenti (a meno che non si insegni informatica) e, con quelle, si tira avanti. Lo stesso vale per la programmazione e la compilazione del registro.

I collegi docenti, i dipartimenti e i consigli di classe occupano (e sto aprossimando per eccesso) circa un paio di ore mensili.

Ferie? Senza contare Natale, Pasqua, Carnevale e ponti vari, quest’anno non ho dovuto affrontare impegni di alcun genere per gli esami di stato il che, tradotto, significa che, a partire dal 30 Giugno (in realtà dal 9 Giugno, ultimo giorno di scuola), ho cominciato a grattarmi la coglia ad altissima pressione e, fino a metà Settembre, non cesserò di farlo.

In buona sostanza non faccio un cazzo dalla mattina alla sera e sto perfino dimagrendo perché sono talmente pigro che, talvolta, anche prepararmi da mangiare è una rotta (non “rottura”, “rotta”) di coglioni che non tollero.

Fatta questa premessa, da insegnante, ritengo di essere un privilegiato: basta casini aziendali, basta colleghi stressati, basta segretarie mestruate, basta pagamenti non effettuati e imprenditori imbufaliti perché non si “prendono in mano gli insoluti”, basta “acciaio acciaioso”, basta tre settimane al mese di trasferte obbligate all’estero, basta fiere che ti fottono spietatamente il weekend, basta cellulari in fiamme e telefonate nel cuore della notte di clienti australiani, neozelandesi e americani che non si rendono conto che il fuso orario è differente. Basta con questa merda e avrei dovuto capirlo MOLTO prima, hey!

Nessuno come noi insegnanti ha tanto tempo libero a disposizione nel corso della bella stagione. Stiamo bene e basta. Può anche essere che siamo i peggio-pagati in Europa e nel mondo ma, in tutta franchezza, non me ne frega un cazzo. A me va bene così, non mi manca un cazzo e posso anche permettermi di andare a troie, ok?

“È proprio vero che la carriera scolastica non premia chi si impegna sul serio. Tu parli così perché non hai voglia di fare un cazzo e rubi lo stipendio al contribuente! Ci sono insegnanti che si impegnano sul serio e si fanno un culo così a casa, io per esempio!”

STRONZATE.

Ti impegni ogni anno a prepararti sempre la stessa lezione, sempre gli stessi argomenti, sempre le medesime e ripetitve puttroiate? Sei un coglione, punto.

Bon, ho scritto questa squacquera solo perché lasciare il mese di Agosto del tutto privo di interventi mi pareva brutto, ok? E, giusto per rendere il post meno inutile di quanto si trovi a essere e far capire ai fruitori di questo blog che non sono una bestia che cammina a quattro zampe del tutto scevra di senso estetico e sensibilità, aggiungo uno scatto che per me rappresenta l’estate in tutto il suo splendore.

Pronti? Via…

Notate la texture della sabbia e quello scorcio di zaffiro dell’acqua nonché la schiuma delle onde che si infrangono sulla battigia.

L’estate.

Ciao, ci risentiamo quando mi scende il culo di sbrodolare qualcos’altro, ok?

PS = Non rivelo né il titolo del libro a cui faccio riferimento all’inizio né il link al blog dell’autore dello stesso in quanto è molto probabile che si faccia una zingarata più avanti.

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8 responses to this post.

  1. Non riesco a non immaginare che la ragazza sotto stia per emettere la scoreggia del secolo. Guarda la posizione: è lì eh, è lì che preme…

    Ottimo post, comunque: sei il primo insegnante che finalmente non ce la mena con le 1000 ore di lavoro alla settimana dei prof.

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  2. Sono una mosca bianca. È proprio che non li reggo più: vieni in sala insegnanti, sembra la Passione di Cristo.

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  3. Posted by Anonymous on agosto 11, 2010 at 17:48

    diocane sei il primo insider che ha il coraggio di ammettere quello che tutti diciamo da sempre porcamadonna.

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  4. Insegnante di cosa? Domanda inutile lo so, ma sono curiosa.

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  5. Classi di concorso 36 & 37.

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  6. Che bella l’estate!

    Ci vediamo martedi? A insultare gli Iron Maiden?

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  7. Ma la frase se il lettore nota la texture etc. è per controllare quanti gay leggono il blog?

    No, non è per dire, ma io ero anche tentato di controllare la texture, ma poi mi vergognavo un po’…

    Cordialità

    Attila

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