Vera musica da spandoni.

Per dire quanto mainstream sono: oggi, tramite Yossarian, sono venuto a sapere dell’esistenza del “Premio Macchianera” (non mi scende il culo di linkarlo perché ho già fatto abbastanza fatica a cercarlo su google). Ebbene: a partire da oggi, Domenica 12 Settembre 2010, la mia vita sarà dedicata esclusivamente a vincere tale ambito trofeo, tutto il resto non conta un cazzo. Non ha nemmeno importanza il fatto che domani è il primo giorno di scuola, porcaccio il Creatore dell’universo.

Bon, fatta questa obbligatoria premessa, passiamo alle cose mondane.

Quella che si può osservare qui sotto è la copertina di un CD che ho acquistato ierisera per la modica cifra di cinque euro e cinquanta centesimi.

Si tratta della penultima fatica discografica del gruppo più fraccato di tutto il Veneto Orientale: The Brusarja. E non si tratta solo di mero thrash-core, questa è la colonna sonora della vita del bullo. Mi spingo oltre: The Brusarja è la sintesi dell’apoteosi dell’apice di tutto ciò che si può ricondurre al concetto di bullismo metal.

Qualora ci fosse ancora qualche quadrupede che non ha idea di cosa il BM sia, be’, tanto vale che costui/ei interrompa la lettura a questo punto e torni a dedicarsi all’uncinetto, alla preparazione delle melanzane alla parmigiana nonché alla vita da sguattera che la società gli/le riserverà a prescindere dalla famiglia che gli/le sta alle spalle e dal conto in banca.

Attenzione: la seguente recensione è contaminata da espressioni in dialetto Veneto e non vi è modo alcuno di porvi rimedio. Se qualche bastardo non riuscisse a comprendere alcuni passaggi chiave, cazzi suoi.  

La maggior parte del pubblico metal è oramai abituato a ogni genere di suono estremo, il pubblico metal è smaliziato e nulla lo scuote più come un tempo. D’altra parte, la maggior parte di coloro che si dedicano alla Fede, ormai non sono altro che falsi apostoli della rilettura del dogma “Spinal Tap”: “vediamo chi fracca di più” al posto di “this goes to eleven“.

La realtà è che questi giuda del Bullismo Metal sono, soprattutto, “fraccatori vorrei ma non posso” in quanto è “fraccatore true” solo colui che, oltre a essere fan della musica pestada, fa della stessa la propria filosofia di vita: si reca in palestra quotidianamente al fine di ingrossare le braccia e diventare un boiler umano, indossa guantoni da boxe per percuotere in continuazione il sacco di sabbia che ha appeso in sala da pranzo in modo da diventare un bullo esperto nello sferrare cagnoni intel muso, nonché si dà all’attività musicale fraccada all’interno di una formazione che fracca, appunto.

Un esempio pratico di “fraccatori vorrei ma non posso” (in quanto non sono altro che inutili culighiacci che vivono ancora a casa con la mamma e non combinano un cazzo dalla mattina alla sera, facendo la faccia cattiva e dipingendosi il muso da panda) può essere riscontrato negli Ov Hell: li si guarda e vien voja de ciaparli a sciafoni ciusi tal col.

Fortunatamente, nel 2010, nel Nord-Est della Penisola Italiana esiste ancora un gruppo di persone a modo che si battono con le unghie e con i denti affinché il bullismo metal diventi la scuola di vita della popolazione Portogruarese.

Von Frakken (vose, ronsegar e sopratuto… zzzzzzigaaaarrr!!, Fra-casso (ghitara & vose), Fra-stagliato (baso & vose) & Fra-ttaglia (bataria & vose) sono un concordiese e tre portogruaresi che danno vita a spettacoli pirotecnici dove incudini, martei, pignate, cassioe e ciavinglesi sono gli ingredienti principali di un collage sonoro che inneggia alla rissa come unica soluzione per qualsiasi genere di problematica legata alla vita di tutti i giorni.

Lavori come cameriere in bar a Bibione e un ubriaco molesto si mette a vociare perché vuole dell’altro Cabernet Franc servito per lui e i suoi amici? Be’, prima si cerca di metterlo sulla retta via suggerendogli che è il caso che abbassi la voce e anche alla svelta quindi, se proprio il pipinotto imbriago non si decide a comportarsi in modo civile, si procede a romparghe el cul e verzarghe drento un chiosco coi tavoini. E, che lo si voglia o no, la questione si risolve immediatamente.

Avendo io compiuto studi classici all’Università, inizialmente ero un po’ scettico circa tali modalità di problem-solving ma, dopo aver ascoltato le nove tracce in studio (“Boiler”, “Lancio Del Caipo”, “Piero Se Volta”, “Toni Il Cotto”, “Son Depresso”, “Marso Son E Marso Resto”, “Xente Preparada”, “Go E Moroidi”, “A Lesion De Vardoni”) più le sei dal vivo registrate a Gorgo (UD) nel lontano 2003 (“Stua Umana”, “Ciapai”, “A Ridusion Dei Tempi Morti”, “Peassa”, “Barabek” & “Uno Turbo”), sono stato costretto ad abbandonare ogni dubbio in merito alla pratica della cosiddetta “Rissa Risolutiva“, soprattutto alla luce delle tematiche trattate dai quattro fraccatori. In effetti – e, ancora una volta, non m’invento un cazzo – tutte le liriche fanno preciso riferimento ad eventi realmente accaduti nella ridente cittadina adagiata lungo le sponde del fiume Lemene.

Per esempio: “Toni Il Cotto” è il ritratto di un ragazzo della zona che è passato attraverso svariate crisi mistiche prima di decidere che, al fine di risolvere i propri problemi legati alla pratica dell’onanismo, era necessario darsi al pugilato agonistico. Il Cotto è altresì celebre per essersi recato al Cinestar di Fiume Veneto (PN) in occasione della prima regionale di “John Rambo”… vestito – guarda un po’ – da John Rambo, con tanto di bandana e machete in compensato. Una volta iniziata la proiezione, allorché sullo schermo scorrevano le immagini di morti violentissime fantasiosamente perpetrate dall’ex berretto verde, Toni si alzava in piedi brandendo il machete di compensato e uluando guerrescamente. Il tutto mentre gli altri spettatori presenti in sala, allibiti, ne osservavano la sagoma urlante. Ed è tutto vero.

“Barabek” è l’essere più grosso del Portogruarese, ne ho già parlato in passato su sbarbifuoco. Si tratta di un ometto che, non contento di scolpire il proprio corpo in palestra tramite la severa disciplina del bodybuilding, faceva squat in mansarda con quantità di piombo inaudtite sulla schiena (tipo duecento chili o giù di lì) finché, una sera, il pavimento cedette sotto i suoi piedi ed egli rovinò al piano di sotto… proprio sul tavolo della cucina dove i genitori stavano cenando… seguito dal bilanciere che, fino a pochi attimi prima, teneva sulle sue poderose spalle.

“A Lesion De Vardoni” fa invece riferimento a un episodio avvenuto presso la riserva della Brussa, una spiaggia tra Bibione e Caorle ove le coppiette e gli scambisti si incontrano per praticare sesso protetto e non all’interno della pineta. Ai margini della macchia si raccoglie solitamente un folto capannello di guardoni armati di visori a raggi infrarossi e binocoli. Gli stessi, di tanto in tanto, si danno di gomito per segnalare quanto sta avvenendo e/o per chiedere gentilmente ai vicini di spostarsi affinché la visione non venga compromessa… tipo… “Cavate via che son in linea coa figa…

In pratica: se siete veri uomini, non potete che essere anche fraccatori. Le due cose sono in relazione biunivoca, senza una delle due condizioni, anche l’altra viene a mancare. Ergo ci si trova dinnanzi a un bivio: tutti devono scegliere se essere pipinotti o fraccatori.

Per quanto mi riguarda, ho fatto la mia scelta. Gli altri si arrangino che mi no go tempo da perdar, el sol masena ‘e ore.

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20 responses to this post.

  1. Posted by Anubi, il dio cane on settembre 12, 2010 at 16:58

    Perchè, non conosci i Catarrhal noise?
    L’attenzione è più spostata all’uomo “rujo”, grezzo e contadino ma i fraca come bestie diocan.
    (fracava, i se ga sciolto)
    Su youtube trovi diverso materiale, non tutte le migliori ma cose discrete.

    PS: se cateo da qualche parte sol web sto cd o go da vegner fin là par torlo?

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  2. Conosco i Catarrhal, l’Agricoltore Agricolo e i sercioni par trator Brembo.

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  3. Notevoli, davvero notevoli!

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  4. Ho dovuto posare l’uncinetto dal ridere, perchè, ahimè, io il BM, non lo conoscevo.
    Anche se il genere musicale mi riporta a quando andavo a vedere i concerti di Fugazi e D.O.A. e i punki locali e non.
    Mi ricordo ancora un gruppo de roma che esordì con l’urlo di gioia e speranza: “Frantumiamo le ossa al papa!!!”
    I racconti di vita che proponi mi ricordano quelli che mi ha riportato un conoscente delle valli di Lanzo (TO).
    Tutti racconti con un comune denominatore, l’alcool.
    Del tipo “tizio ubriaco con cingolo ribalta per scherzo auto e poi se stesso in un fosso”
    Tizio del sud che parla male della ridente vita locale e viene accompagnato fuori attraverso la finestra ecc.
    Storie di corna ecc.
    bye.

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  5. Dalle miei parti (un po’ + ad est) il detto finale viene variato in:

    el sol magna le ore

    Sì, non usiamo come nel Veneto orientale togliere la “elle” dall’articolo femminile.

    Cordialità

    Attila

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  6. E invece dallemie parti (destra Piave) si dice “el sol magna e ore”.

    Mi incuriosisce “piero se volta”.(Jera na volta, Piero se volta, casca na zoca, Piero se copa…eccetera?)

    bixx

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  7. “Piero Se Volta” parla di un altro personaggio del Portogruarese, Piero – appunto – che si piazzava davanti al municipio e inveiva costantemente contro il sindaco: “Te rabalto ‘e tole dea giunta, dio latte!”

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  8. Posted by Anubi, il dio cane on settembre 13, 2010 at 14:54

    Io, trevigiano doc, arei detto:
    “Te rabalto ‘e toe dea giunta”, la elle la togliamo pure lì.
    Con 2-3 bestemmie sparse, ovviamente.
    “Tole” è più verso nord, conegliano.

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  9. Glottologia applicata su sbarbifuoco, si discute di isoglosse venete. Baciami il culo, macchianera award.

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  10. Dio caneeeeeeeeeeeeeeeeeeeee, dio caneeeeeeeeeeeeeeeeeee, dio caneeeeeeeeeeeeeeee!

    Arpioni ti chiedo umilmente scusa per l’OT ma DEVI GUARDARE QUESTO:

    http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2010/09/14/non-avete-piu-scuse-per-non-votarmi/

    Dio caneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

    Yossarian

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  11. Dio tùrbine, io la voto subito, madonna brigantaggio. Anzi, adesso vado a dirglielo di persona, che la voto.

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  12. Mi aggiungo ai bestemmioni di Yoss!

    Quella la mantengo nel blogroll solo perchè è talmente uno stereotipo vivente che voglio vedere dove arriva!

    Rinnovo le cordialità

    Attila

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  13. Adesso ho letto il commento sul blog di quella là:

    Ma si sarà accorta che la stavi prendendo per il culo?

    Dalla risposta mi sa di no…

    Rinnovo ancora una volta le cordialità

    Attila

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  14. Ovviamente no. Quella ha la testa infilata così profondamente nel culo che… occazzarola, se non la si zingara, impazzisco.

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  15. ma perchè questo astio verso tale Galatea? Io non so chi sia,beninteso..

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  16. Perché siamo misogini, sciovinisti e tutto il resto.

    PS = In realtà è solo cazzeggio.

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  17. Posted by Anonymous on settembre 18, 2010 at 09:46

    ma dove posso scaricare questi trucidoni?
    manche per il cazzo a spendere soldi!
    primo capo

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  18. ed2k://|file|Brusarja%20Go%20Do%20Man%20Par%20Benedir.rar|66467558|E18B85852A067A79A2CA113AB42E939E|h=4BWN4Z7LDRE3AON34GJSJC6YSGKFGAM6|

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  19. Posted by Anonymous on settembre 18, 2010 at 16:36

    funsia mia, allah merda!

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