Siamo tutti melissipì.

NB: Riferimenti a luoghi, persone e quant’altro è del tutto casuale. La gente descritta nelle righe seguenti NON ESISTE se non nella mia fantasia, ok?

Rosmunda, dopo aver bevuto dal teschio di suo padre, si coricò sull’amaca in giardino e lasciò che i suoi pensieri vagassero liberamente. Si portò lo spinellone alle labbra e l’accese mentre l’aroma indistinto di nero si impossessava dei suoi polmoni e delle terminazioni nervose che, inconsapevolmente, terminavano sulla sua fica.

Si trastullò al pensiero di Marco, il vicino sessantenne che aveva colto qualche giorno prima con gli occhi piantati sulle sue tette. Rosmunda (sempre dopo aver bevuto dal teschio di suo padre) l’aveva guardato per fagli capire che si era accorta della direzione che avevano preso le sue sessantenni pupille ma quello, fregandosene bellamente, aveva sorriso e non aveva distolto lo sguardo dai capezzoli che si intravedevano sotto il sottile layer di cotone del suo top bianco.

Cosa frullava in testa a quel porco? Pareva proprio che la differenza d’età che c’era tra loro fosse un problema che non lo riguardasse nemmeno lontanamente.

– “Sono tutti uguali,” pensò tirando un’altra boccata di fumo, “non importa quanti anni hanno, se sono sposati o divorziati. Gli uomini pensano solo a capitarti tra le cosce!”

La mano sinistra di Rosmunda (dopo aver bevuto sul teschio di suo padre) si accoccolò lascivamente sul seno e le sue dita presero a muoversi sulla superficie del tessuto che la fasciava. Nonostante il reggiseno e la camicetta che indossava, la pressione delle sue dita le solleticava le areole in modo delizioso. Probabilmente era tutta colpa dello spinellone che si stava fumando, il bastardo le aveva fatto acuire i sensi. Fattosta che cominciò ad avere alluncinazioni di cazzi volanti che le si insinuavano tra i glutei fino al più profondo del colon.

Uno dei cazzi le parlò.

Cazzo volante #1 – “Ciao Rosmunda (dopo aver bevuto dal teschio di suo padre), che ne diresti se cenassimo… e se magari, prima di cenare, andassimo al multisala di Fiume Veneto (PN) a vedere un filmetto tipo Inception… e, nel frattempo, io infilassi il mio glandaccio circonciso alla grandissima nel tuo culetto stretto? Daidaidaidaidai, sono durissimo!”
Rosmunda (dopo aver bevuto dal teschio di suo padre) – “Per chi mi hai presa? Non lo sai che io mi congiungo carnalmente solo con intellettuali finissimi e squattrinati che mi conquistano attraverso elaboratissimi voli pindarici che, a pensarci bene, non vogliono dire una bella merda di niente ma fanno la loro porca figura?”
Cazzo volante #2 – “Lascia perdere ‘sta stronza e poi i cazzi non parlano. La cogliona è strafatta e ti ha preso per un cazzo volante quando, nella realtà dei fatti, sei solo Ciano Manubrio, quello bravo a riparare le caldaie.”
Cazzo volante #1 – “Ah sì, giusto… facevo un po’ di scena. E tu chi saresti?”
Cazzo volante #2 – “L’amministratore e, già che ci siamo, signorina Rosmunda (dopo aver bevuto dal teschio di suo padre), volevo farle sapere che, anche se sembro un cazzo volante perché lei si sta fumando l’impossibile, domani sera alle diciannove spaccate c’è una riunione condominiale per discutere della sbiancatura degli esterni più varie ed eventuali.”
Rosmunda (dopo aver bevuto dal teschio di suo padre) – “Ma voi siete solo due cazzi volanti e io, anche se sono strafatta di punte rosse, ho già capito che, con la scusa della riunione condominiale, volete fare una gangbang e un festival del bukkake. E poi, scusate, ma voi non avete mica sessant’anni e non mi guardate le tette come il signor Marco Carlomagno del quinto piano.”

Rosmunda (dopo aver bevuto dal teschio di suo padre) afferrò il Nokia n73 e fece uno squillo al primo numero della rubrica. Quindi premette il tasto rosso di fine chiamata prima che rispondessero e s’infilò, papale-papale, il cellulare nella fregna vibrante.

Il titolare del contratto mobile del primo numero della rubrica del Nokia n73 di Rosmunda (dopo aver bevuto sul techio di suo padre) era un giovane di nome Francesco e di cognome Sbombatomicafatti, per gli amici “Ciccio Bonfatti” (nomi e altre stronzate non hanno alcun legame con la realtà, ok? Non conosco nessun Bonfatti e se qualche Bonfatti si riconoscesse in questo racconto, sono solo cazzi suoi tanto io non so chi è. Rompete poco i coglioni, grazie), un giovane studente di scienze della comunicazione dedito all’onanismo più sfrenato almeno tre volte al dì.

Ciccio aveva conosciuto Rosmunda (dopo aver bevuto sul teschio di suo padre) in chat, le aveva copia-incollato una pagina di wikipedia che parlava di strutturalismo diacronico e avevano fatto cybersesso. La fanciulla era rimasta talmente tanto impressionata dall’eloquio forbito di Bonfatti (con tanto di note a piè pagina) che gli aveva lasciato il numero di cellulare dicendogli di chiamarla perché le parlasse del neocontrattualismo di John Rawls al telefono mentre lei si piantava un cetriolo in culo e una zucchina in figa venendo come un geyser.

Tutti particolari di cui non frega un cazzo a nessuno. Come andò a finire? Bu non so. Ciao.

Anzi no. Ciccio richiama Rosmunda che ha il cellulare in figa ma le vibrazioni non la fanno venire perché non bastano, ha. Tecnologia di merda. Ecco come va a finire.

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13 responses to this post.

  1. Solo una cosa: come riesci a biasimare tanto gli studenti di scienze della comunicazione?

    Te lo chiedo perché da universitario feci (plop) quello che hai fatto tu, insomma, l’innominabile. E onestamente non mi sento mica di dirgli nulla…

    Rispondi

  2. Non biasimo nessuno hey! Mi fa solo un sacco ridere una facoltà che si chiama “scienze della comunicazione”.

    In ogni caso, per quanto mi riguarda, nel 2010 (quasi 2011), sconsiglio a tutti di iscriversi a filosofia. Faccio il mio dovere, insomma.

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  3. Giuro che non sapevo cosa fosse l’onanismo,ho dovuto cercare su wikipedia…

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  4. Non è mai troppo tardi, hey!

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  5. un vibratore o un cellulare la sostanza non cambia. Meglio l’originale, gli altri sono solo FALLaci imitazioni. Ciau nè!

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  6. Posted by Anonymous on ottobre 17, 2010 at 06:45

    ecco, basta che metti un po’ di 3d trasgrescio come questi, aggiugi un po’ di postille sul fatto che sei un ggiovane che non riesci a andare avanti nelle vita e nella faigha per colpa di berlusconi, e hai un best seller alla melina.
    hai un futuro come autore porcellone!
    primo capo

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  7. @ Primo Capo – Già fatto. Ho tirato su circa 300 euro (prima su ebay, poi su lulu) fingendomi sbarba ninfomane con velleità letterarie. Quasi quasi scarabocchio altri dieci racconti con un bel po’ di porco dentro e li butto in pasto al pubblico ignaro così posso mantenere la mia dipendenza da birra.

    @ Setarossa – Noto con piacere che il numero di blog con disclaimer “occhio che qua dentro c’è un sacco di roba maiala” aumentano di giorno in giorno. Almeno si sa cosa vogliamo. O qualcosa del genere.

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  8. Posted by Anonymous on ottobre 17, 2010 at 08:52

    ma almeno non te la tiri come la melina orrigginale!
    primo capo

    Rispondi

  9. direi un mix tra charles bukowski ( o meglio bukkoschi) e hayao miyazachi in versione hentai.
    (colonna sonora = glenn gould plays bach BWV 808).
    domo arigato.

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  10. Posted by Frenologia a Mano on ottobre 19, 2010 at 10:12

    Grazie, Basty (posso chiamarti “Basty”, vero? Sono certa ciò non ti causerà nausea, vomito e/o asma, no, no, no) per la sensibilissima et pregiata campagna “meglio un cazzo oggi che un cazzone narcisista domani” mascherata da racconto erotico.
    E senti, senti un po’, ma che niente niente pure tu mi arrossisci e ammutolisci alla prima domanda sull’autoerotismo? No, perché diversamente non sei una Melissa degna di tale nome. Quella si caga sotto alla menoma sonda aeromutandale.
    (Captcha “facties”).

    Rispondi

  11. Il sottoscritto ha contribuito fattivamente a far raggiungere 1 milione di contatti giornalieri a xhamster e, per la medesima ragione, il webmaster gli ha mandato un targa in bronzo di riconoscimento. Via email. Quindi fuori la domanda sulle seghe. Via.

    Rispondi

  12. Posted by Frenologia a Mano on ottobre 22, 2010 at 11:09

    Apprendo magno cum gaudio che vai forte nella prevenzione del cancro alla prostata.
    Ma arrossisco e ammutolisco: non sei una vera Melissa!
    Però anche Melissa P. non è davvero Melissa P., e sicché…

    Rispondi

  13. Posted by Anubi, il dio cane on ottobre 22, 2010 at 20:58

    Per me la madonna è una vera Melissa P.

    P. soprattutto.

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