No… basta…

Aspettarsi che le femmine non scopino in giro ogni volta che ne hanno voglia, anche se stanno con te e/o sono sposate, è come pretendere che non mangino più né vadano di corpo per il resto della loro vita.

Capito, idiota?

Non sarai mai “tutto” per una donna, ficcatelo in tasca e portatelo a casa.

Sono sempre stati i maschi insicuri (perdonate l’ossimoro) a darmi del “misogino” perché pensano che la “donna” sia qualcosa di cui andare orgogliosi, qualcosa da sfoggiare con gli amici come un trofeo, qualcosa da proteggere ed, eventualmente, da formare a propria immagine e somiglianza; un animale da ingabbiare il cui comportamento va modificato al fine di ottenere la felicità (la propria, dico).

Da spaccarsi in due dal ridere.

Già, perché un sacco di questi idioti moralisti e ipocriti che si radunano assieme puntando l’indice con saccenza e spocchia verso coloro che, INCREDIBILE!, non la pensano come loro, sono anche gelosi e vogliono controllare tutto ciò che vive e respira assieme a loro.

Sono loro quelli che DAVVERO odiano le donne perché non hanno un briciolo di fiducia nel genere femminile se questo non si comporta in modo confacente. Credono che le femmine siano qualcosa di diverso da ciò che la natura ha stabilito la notte dei tempi.

Sono femmine! Non sono angeli. Né vostra madre.

Possono stancarsi di voi se siete noiosi, conseguentemente hanno il sacrosanto diritto di mandarvi a fare in culo.

Gli idioti moralisti non riescono a sopportare l’idea che la loro fidanzata/moglie o quello che cazzo è si masturbi e pensi anche ad altri uomini. – anche se loro passano una considerevole parte del loro tempo libero a fracassarsi il cazzo di seghe su tnaflix e a commentare i culi di quelle che camminano davanti a loro… e, qualora per qualche mongospoastico/a non fosse lapalissiano, è perfettamente legittimo e al 100% biologico usufruire del porno gratuito su tnaflix e commentare le grazie di chi ci passa davanti, maschio o femmina che sia. – Figuriamoci cosa può succedere se la loro compagna si fa scopare da qualcun altro (o qualcun’altra), ha!

Le donne che conosco io – quelle che tali si possono considerare, dico – apprezzano gli uomini e la loro onestà e, guarda un po’, non sono quasi mai attratte dai “bravi ragazzi”.

E per una buona ragione.

Non riescono ad allinearsi al modo di vivere e operare del “bravo ragazzo”: tutto quel sorridere vacuamente e tutta quella gentilezza nascondono solo un’ipertrofica quantità di falsità e tornaconto. Così fanno immediatamente marcia indietro.

Oppure sfruttano l’imbecille di turno.

“Giustamente”, dico io.

Loro lo sanno, hanno imparato a riconoscere i messaggi tra le righe da un sacco di tempo.

Perché siamo NOI quelli ipocritamente romantici, non loro. Loro, le femmine, si accontentano di guardare i film con Julia Roberts e Hugh Grant, essendo perfettamente consapevoli che si tratta di fiction.

Per quanto mi riguarda, non mi dispiacciono le troie e le stronze, quelle che scopano ogni volta che ne hanno bisogno e voglia. Non le disprezzo affatto.

Dico sul serio.

Mi piacciono le femmine che fanno le femmine; quelle che, quando glielo pianti in figa, si muovono come uno tsunami, sudano, digrignano i denti e inarcano le piante dei piedi (non ve ne siete mai accorti? Idioti, appunto).

Quelle che ti dicono “no” perché (gli) fai schifo, perché le annoi, perché hai l’alito che puzza e non addolciscono la pillola con stronzate a base di “non ti merito”, “non siamo compatibili”, “non sei tu, sono io” e tutto quel mucchio di stronzate immonde che si utilizzano per i “bravi ragazzi”, appunto.

I “bravi ragazzi” sono destinati a scomparire dal pool genetico, fine della storia.

Se t’innamori di qualcuno e lo fai in modo onesto, ti innamori di quello che è, non di quello che speri che sia.

Detto questo, tutte le cazzate che si dicono quando ti danno un calcio in culo perché non ti vogliono più, tutto quel “per me eri l’aria che respiravo, blablablablablablablabla, stronzate, froceria equina, spreco di tempo ed energie” costituiscono la base teorico-pratica del vaffanculo.

È noioso! E, se ti trovi dalla parte di chi vuole darci un taglio, ovvero dalla parte del più forte, non hai bisogno né voglia di ascoltare ciò che sai già.

Perché?

Perché semplicemente non te ne frega più un cazzo.

Lasciare qualcuno è un atto egoistico.

Lo si fa per noi stessi, non per l’altro/altra.

Non se ne può più e si vuole cambiare.

Chiedere “perché?” con le lacrime agli occhi è come sistemarsi un bel paio di orecchie di asino finte sulle tempie, mettersi a quattro zampe e ragliare, razza di somari/e.

Bon, ciao.

Annunci

17 responses to this post.

  1. Io sono un convinto sostenitore della “sportività” come linea guida della propria vita…

    Cordialità

    Attila

    La parolina magggggggica è sesseex… blogger mi sta prendendo per il culo!

    Rispondi

  2. Posted by Frenologia a Mano on novembre 6, 2010 at 09:53

    Sai qual è la cosa che mi fa più scassare (per non dire ribrezzo)? I pucci-pucci o presunti tali che si lamentano ovunque senza dignità, senza senso del ridicolo – soprattutto in rete – perché non si spiegano come, COMEEE sia possibile che loro così azzerbinati nei riguardi delle donne siano i maggiori collezionisti di calci sul muso su scala galattica. Tranquilloni e continuate pure a sprizzare narcisismo da ogni poro.
    Stronzi convinti d’essere sensibili quando la loro sensibilità ha un raggio che arriva giusto al proprio ombelico. Non hanno idea di cosa sia davvero questa qualità e niente, non ci arrivano, puoi spaccar loro la testa e nulla. Esiste solo la propria visione.
    Non voglio neppure cominciare a parlare di spingitori di ostentazione sterile di cultura poi, va’, che è meglio.

    Rispondi

  3. Il segreto, che in realtà non è un segreto ma semplicemente un esercizio di volontà, sta nell’evitare di apparire “bisognosi/e”.

    E cazzarola!, ci ho messo un bel po’ a impararlo a mia volta. Me ne sono reso conto solo tre anni fa, una specie di intuizione.

    C’era questa collega che aveva cominciato col chiedermi il numero di telefono per, diceva lei, fare la programmazione assieme.

    Così le ho dato il numero e, non l’avessi mai fatto, questa ha cominciato immediatamente a tempestarmi di messaggi a cui educatamente rispondevo.

    Finché un giorno è arrivata a chiedermi, sempre via sms, di uscire assieme.

    La mia riposta? “Non sono single, mi dispiace.”

    Appena consegnato il due di picche, l’illuminazione.

    1. La collega non era male.
    2. Mi ero comportato esattamente nello stesso modo in passato, ottenendo i medesimi risultati e cadendo in depressione.
    3. Ho allargato le braccia e ho esclamato “Fanculo…” (l’equivalente di “eureka”).

    Regola numero uno: NON ROMPERE I COGLIONI, NON ASFISSIARE, STAI PER I CAZZI TUOI. Altrimenti l’altro/altra capisce immediatamente che hai un bisogno assoluto di farti una solenne sgroppata e, inconsciamente, comincia a chiedersi perché è da così tanto tempo che non la fai e, sempre inconsciamente, giunge da solo/a alle conclusioni.

    Rispondi

  4. Posted by Anonymous on novembre 6, 2010 at 16:39

    Io credo che questo discorso andasse bene negli anni 80 o 90… per la regola sacrosanta dell’eterno ritorno, le cose mi pare stiano un po’ tornando come ai vechci tempi, convivendo in questo periodo storico con le tendenze di cui sopra.

    Quante volte, caro BCLD sento ragazze che accettano di stare con ragazzi che ficcano allegramente e dichiaratamente altre pulzelle, o altre ragazze che accettano comportamenti idioti ossessivi da parte di un ragazzo. Ma perché? Sarà l’amore…

    Conclusioni : più che uomini / donne, credo che sia un discorso riferibile a chi si innamora da solo.

    Conclusioni visive : http://www.youtube.com/watch?v=AHb4gs1hwck

    Miguel Bosé

    Rispondi

  5. “Quante volte, caro BCLD sento ragazze che accettano di stare con ragazzi che ficcano allegramente e dichiaratamente altre pulzelle, o altre ragazze che accettano comportamenti idioti ossessivi da parte di un ragazzo. Ma perché? Sarà l’amore…”

    Se c’è gente che sta con gente che si aggroviglia con altra gente e gli va bene così, buon per loro.

    Rispondi

  6. Anche lui lo fa per il sociale:

    Rispondi

  7. ehm.. tutto giusto quello che dice il post, la revisione cinica delle romanticherie maschili, ecc. Solo mi fa un po’ ridere “se t’innamori di qualcuno e lo fai in modo onesto, ti innamori di quello che è, non di quello che speri che sia.” — Perché, qualcuno pensa di innamorarsi di quello che è, di _non_ sperare? Ecco un tipo interessante di speranza: di sapere “quello che è”…

    Vorrei pure aggiungere: quando è capitato a me di scoprire che la mia signora, mentre mi diceva “ti voglio bene e sei un bravo ragazzo, ma c’è qcosa che mi chiede di stare lontana da te”, era già al settimo metro di corna sulla mia testolina di [bravo rag]azzo, in effetti le ho chiesto con le lacrime agli occhi “perché?” — ma non mi pare di aver ragliato.

    Io la vedrei così: se uno dei miei crepa, è facile che io pianga, non ci vedo nulla di che. Fa parte del gioco dell’attaccamento (che non è nemmeno troppo un gioco, perché non ci si può sottrarre). Il punto è che poi, come tutto, passano pure i distacchi e i “perché” in lacrime.

    Io credo che con la femmina si partecipa a una specie di gara. Ci sono varie strategie di condurla: quella del romantico, che è davvero un po’ ingenua, e poi questa qui del cinico (e naturalmente molte altre ancora, che però sono fuori tema). La mia idea è che la forma “cinica” è una reazione alla forma ingenua del romantico. Entrambe condividono un assunto di base, che “non bisogna voler vincere” la gara. Che significa? Il bravo ragazzo romantico pretende una specie di condivisione con la donna che parte dal presentimento della propria debolezza. Crede che se presta il fianco, se mostra la propria debolezza, avrà un riconoscimento in termini di sincerità dalla femmina, perché lui a sua volta è stato “sincero”. Crede in pratica alla democrazia nell’amore. Ma la democrazia tra i sessi non c’è, la sincerità non vale nulla se stai in posizione di inferiorità, e comincerebbe eventualmente a valere quando sei forte (esempio facile facile: se il berlusca fosse “sincero” con se stesso (nb: non con ruby, con se stesso), non scoperebbe una ruby [o una X = una-qualsiasi-come-ruby]). Dunque: la romanticheria è mediamente il mascheramento della debolezza del bravo ragazzo di fronte a se stesso. Il bravo ragazzo si dispone a una gara senza voler vincere perché sente che in questo caso potrebbe perdere.

    Ora, il cinico capisce questo e non vuole cadere nel tranello, e per un po’ ci riesce e si dà alla femmina con tutto un riserbo e un distacco che possono pure far strage di molte femmine e gonfiargli l’ego, e nei casi più fortunati il pene. Ma il distacco che il cinico ha elaborato corrisponde a sua volta all’idea “strategica” di non voler vincere, perché egli ha capito che se davvero volesse vincere potrebbe scottarsi; cioè egli ha capito non di essere “forte”, ma che deve fare in modo di non essere debole. Bisogna combattere, insomma, e primo non prenderle.

    Ma il punto è che se la cosa si fa seria con la femmina, è inevitabile che si voglia vincere, perché al fondo della cosa con le femmine c’è un istinto totalizzante, l’idea per così dire di sbancare il banco. Per come la vedo io, quando il gioco si fa davvero duro infine vogliono vincere tutti: i bravi ragazzi e cinici; tutti vogliono _in fondo_ possedere, cioè vogliono che la signora voglia solo loro. Proprio tutti. Ed è a quel punto che cadono il bravo ragazzo, e — certo — qualche kilometro dopo, il cinico.

    In questo senso trattasi di gioco dove mediamente si perde o si pareggia (non fa differenza), e si perde solo quando si è davvero voluto vincere. Ma gioco nel quale si può anche riconoscere (_a gioco fatto_; prima non vale, prima sono chiacchiere: sincerità, cinismo, ecc), che è stato bene aver partecipato, e dunque non si è tristi o menagrami o similia.

    Rispondi

  8. Francamente non mi è del tutto chiaro cosa intendi per “vincere”. Non credo che ci sia una gara tra maschio e femmina (se è questo che intendi), sono profondamente convinto cbe ci siano un metodo giusto (o più metodi giusti che io comunque non conosco) e uno sbagliato di affrontare – teoricamente e praticamente – l’argomento.

    Qualora non fosse ancora chiaro, il “romantico”, il “bravo ragazzo”, il “chiamalo come ti pare” non è un debole, è solo un ipocrita che fa finta di niente e continua per la sua strada senza cambiare modus operandi.

    Ciò che davvero conta, a prescindere dal risultato, è non stare sul collo di chi ti piace. Non troppo, per lo meno.

    E, se ti danno un calcio in culo, mantieni un minimo di dignità e non frignare anche se hai voglia di farlo.

    Non chiedere “perché?”, tanto già lo sai che c’è qualcuno che, anche per un brevissimo lasso di tempo, è stato migliore di te (che, a dirla tutta, è la ragione per cui viene voglia di frignare).

    O forse è solo sembrato che fosse meglio di te. E comunque è andata così e amen.

    Rispondi

  9. Dimenticavo: quando dico “innamorarsi di quello che è”, intendo dire “metti in conto tutto, anche il peggiore degli scenari”.

    Rispondi

  10. Fermo restando che sono un segaiolo con le skill sociali di Smèagol al decimo anno di utilizzo intensivo dell’Unico Anello, ho sempre pensato che la materia “rapporti di coppia” fosse semplicemente troppo complessa per i benefici che offre.

    E non c’è discussione, inclusa questa, che non mi confermi in quest’idea =\

    Rispondi

  11. Cosa intendo per vincere? Diciamo così: muovevo dall’affermazione “Non sarai mai “tutto” per una donna, ficcatelo in tasca e portatelo a casa”. QUesto è vero, solo che, almeno per quello che vedo io, esattamente in questo tipo di pretesa al fondo consiste quella strana cosa che si chiama “amore”. “Vincere” significava allora in quel discorso possedere la donna nel senso di essere “tutto” per lei. Ripeto: quello che tu dici è vero, e chiunque cammini con gli occhi aperti un giorno finirà per vederlo. Solo che, come nelle antiche rappresentazioni, l’amore è cieco, e consiste più o meno nel volere una cosa che non c’è; e quando si capisce questa semplice nozione, si rischia seriamente di aver finito con l’amore.

    Torno al discorso del commento precedente: il “bravo ragazzo” pre-sente di non poter essere tutto per la sua bella, e questa cosa gli dà ansia. Allora, siccome è mediamente bravo con le parole, sposta (certo in modo perfettam inconsapevole) il gioco da competitivo a collaborativo. La competizione da vincere consiste in questo: riuscire a essere stabilmente tutto per la sua bella. Ma appunto, il bravo ragazzo si sente debole in questa prospettiva. Allora succede che il gioco diventa impercettibilmente, a piccoli passettini, collaborativo. Di solito, la spia di questo fatto è l’innalzamento della sincerità a chiave di volta della relazione. Sincerità che però si rende così: devo sapere quello che fai, devo impedire che tu veda altro oltre a me, devo impedire che io per te sia qualcosa di meno che il tuo tutto.. devo impedire che io perda la competizione. La cosa può pure funzionare per un po’, solo che, come dicevano i Living colours, il più delle volte alla fine love rears up its ugly head: perché la gara con la donna NON è un gioco collaborativo.

    Tu dici che il bravo ragazzo non è un debole, è solo un ipocrita. Io invece dico che bisogna passare in mezzo al fuoco dell’amore “collaborativo” (e di tutte le morali facilmente ne discendono) mutatosi improvvisamente in quello che è sempre stato: gioco competitivo, per riconoscere allora che l’ansia, la debolezza — e la sua conseguenza: l’opzione collaborativa — sono state il cemento della relazione. E’ così che si riesce a vedere che la romanticheria era debolezza mascherata, e quindi ipocrisia. Questo non condivido del tuo discorso: tu dici che i bravi ragazzi sono ipocriti ed hai in parte ragione; solo che non sanno di esserlo e perciò non sono nemmeno ipocriti, sono deboli (e non c’è nulla di male, almeno nulla di colpevole in questo). Se dovessi osare, direi che nel mondo ci deve essere meno, ma molta meno malafede di quello che comunemente si pensa.

    Ma torniamo a noi: gettando via l’ipocrisia che tutto d’un tratto si è scoperta, si diventa cinici. Ma il cinico è appunto il più delle volte un ex bravo ragazzo, uno che si è scottato e non vuole scottarsi più. E perciò, quando si rimette con una, lo fa in un gioco che di nuovo è non competitivo: però questa volta non per il presentimento di quel che potrebbe avvenire, bensì per il sentimento di quello che è già avvenuto. Ma di nuovo: la roba di cui parliamo, l’amour, scotta per definizione, e tu non giochi davvero se di fatto ti rifiuti di giocare, se vuoi giocare “a freddo”. (Naturalmente ci sono mille modi di ingannare se stessi sul punto: per es. le scopate seriali, e poi tutta una fenomenologia che sarebbe interessante vedere da vicino).

    Se posso aggiungere: penso che va bene essere cinici, purché si cerchi di scrollarsi di dosso tutta l’amarezza e quella specie di sottofondo luttuoso che inevitabilmente ti segue se tieni quella posizione. La vita è fatta così, va presa per quel che è, e innegabilmente con le donne è parecchio bello in qualche momento, come intensità c’è poco altro in giro di simile.

    Rispondi

  12. Da qualche tempo ho cominciato a ragionare in modo da non considerarmi il centro dell’universo. In che senso? Sto con una, sì. Guardo i culi anche alle altre? Sì. Mi sento in colpa se lo faccio? No.

    Ora… se una figa imperiale venisse da me con sguardo riproduttivo e io fossi sicuro che, capitandole tra le gambe, non ci fossero conseguenze (leggi: la mia dolce metà non lo verrà mai a sapere), come mi comporterei? Be’ le farei una dilatazione con raschiamento magno cum gaudio, lo so.

    Ebbene: altrettanto potrebbe avvenire anche dall’altra parte.

    Una volta, pensandoci, andavo fuori di testa. Adesso, semplicemente, lo accetto perché è umano.

    Questo è il senso del “non sarai mai tutto per una donna”.

    Illudersi di esserlo è comunque ok, se aiuta.

    Ciò che davvero conta è, ancora una volta, non stare sul collo a nessuno.

    Il problema del “bravo ragazzo” invece è un altro: è gentile solo perché ha altro in testa… vabbe’, roba già detta.

    Rispondi

  13. Posted by Lando Bubbone on novembre 10, 2010 at 12:52

    Io sono fondamentalmente d’accordo con l’Arpioni su tutta la linea, sempre fermo restando che non ci siano soldi/case/marmocchi in ballo.

    Ma non mi pare che il post toccasse l’annosa questione del disagio mentale che spinge la gente a sposarsi.

    Rispondi

  14. Vangelo.

    Ti adoro, sei allah e il suo profeta insieme.
    E dico sul serio!


    Nadja Jacur

    Rispondi

  15. Posted by melinda on novembre 12, 2010 at 00:50

    Non esistono i bravi ragazzi, tutti fondamentalmente celano qualche devianza per amore del buon apparire come fa un cummenda. Eppoi la troia gioca la sua parte sulla falsariga di un attaccapanni. No monsieur, qui siamo in un gioco di società dove bisogna sempre vincere, ma anche ricordando che esistono rapporti umani davvero squisiti (chi non va in estasi per un gran bel pezzo di…) che ci risvegliano dandoci l’impulso ad agire e magari a tutti non dispiacerebbe provare l’euforia di “terreni” e “ipoteche” di lusso…dove è meglio farsi sbattere sperando di non finire mai in “prigione”, quando si passa il turno.

    Rispondi

  16. Posted by Anubi, il dio cane on novembre 12, 2010 at 03:21

    Scusa se taglio un sacco di cose che hai/avete detto (e che posso anche condividere), ma in breve tu giustifichi il tradimento.
    Io dico PORCODIO.
    Un conto è guardarsi un porno e smanettare come il gran genio dell’amico di Battisti in “Viaggiare”, un conto è scoparsi la prima troietta che te lo fa diventare duro.
    Mi spiace ma io sono come la tua “vecchia versione”. Ossia “vado fuori di testa”.
    Da single son già col goldone in mano, ma io da fidanzato, sposato, quelcazzochevuoiato
    non me la scopo la troietta.
    E pretendo lo stesso.
    Può farsi tutte le fantasie che vuole, la mia lei… ma per me non è tollerabile il tradimento “fisico”, diciamo.
    No.
    Diocan.
    No.
    Siamo uomini e in quanto tali il senno ci differenzia dagli animali.

    Le CAGNE in calore le lascio agli altri.
    Firmato Anubi, il dio CANE(rotolo)

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: