30 gradi.

Sono stato al centro commerciale a fare un giro ma, soprattutto, a comprare la pizza surgelata. Fuori trenta gradi (Evvai! Fanculo inverno, fanculizzati alla grandissima!), dentro venti grazie all’aria condizionata. Entro e noto due culetti di giovani fanciulle giusto davanti a me. Piego la testa di lato e una palpebra comincia a tremolare per i cazzi suoi, campanello d’allarme.

Cambio direzione e si materializzano altri culetti spettacolari, roba da esposizione, quelle chiappe architettoniche che solitamente si plasmano in tale guisa solo attraverso un durissimo lavoro di cardio-aerobica e una dieta a base di pesce, pollo ai ferri o al vapore, verdure non condite, frutta di stagione più stimolazione della diuresi con due litri di acqua non gassata quotidiani.

Mi sudano le mani, mormoro una bestemmia orrenda sottovoce e proseguo cambiando direzione. Penso che tra un mese si sposa uno che conosco e che due stronze hanno cominciato a smerigliare i coglioni a tutti con email idiotissime dove ipotizzano di organizzare scherzi cretini che, alla fine, non sono nemmeno scherzi ma solo stronzate da squinternate rincoglionite che pensano di essere divertenti e invece fanno solo venire voglia di bombardare donne e bambini inermi con ordigni al fosforo mentre si giunge alla conclusione che Gengis Khan, Attila l’unno, Vlad Tepes l’impalatore, Caligola e Nerone erano dei grandissimi fighi.

Così, già che ci sono, escogito uno scherzo a mia volta: aspettare che la cerimonia abbia inizio per infilare un esemplare maschio e adulto di tigre siberiana all’interno della macchina nuziale, aspettare che i due tapini escano dalla chiesa, si accorgano che c’è un felide incazzato per il caldo intrappolato nelle vettrua che li dovrebbe portare al ristorante, quindi puntare il dito in loro direzione e ridere istericamente mentre un altro bastardo ubriacone – che, nel frattempo, si è scolato mezza secchia di prosecco perché non gli scendeva il culo di ascoltare il prete che faceva la predica sulla famiglia, i figli e le delizie della vita domestica – li sommerga di schiuma ignifuga con un estintore che si è fottuto in canonica mentre nessuno lo guardava. Quindi ridere ancora più istericamente mentre tutti i presenti rimangono allibiti e lo sposo si pente amaramente di aver invitato certa gente.

Ah sì, per rendere lo scherzo ancora più divertente, afferrare il prete, obbligarlo a vestirsi da Batman e…

…epifania di altri culi e, a questo punto, capisco che c’è qualcosa che non sta girando per il verso giusto. Sbarbe che ridono giulive perché tanto non hanno nessun problema (ed è giusto che sia così) e guardano le vetrine mentre io sbavo come un leopardo che ha appena abbattuto una gazzella. Cioè, aspetta ‘n attimo, è tutto ocappa, tutto gira per il verso giusto, è solo che non gira come al solito ma va benissimo uguale, hey!

Da dove saltano fuori tutte queste fighette a spasso per il centro commerciale proprio quando io devo comprare la pizza surgelata? Me ne passano altre due vicino, carnagione chiara, capelli scuri lisci, occhi di ghiaccio, sorridono e parlano una lingua che, a occhio e croce, non è inglese.

Fanculo a tutto l’universo, maledetti tutti, maledetta la Sacra Sindone! Io devo comprare la pizza surgelata, assolutamente, sono qui solo per la pizza surgelata! Be’, accagare la pizza surgelata, cioè no, ho sbagliato, la pizza surgelata è una roba ok, sono io che comincio a vedere i numeri sul visore come Terminator che deve fare fuori Sarah Connor prima che rimanga gravida e caghi il suo moccioso.

È Aprile e fa caldo come se fosse Giugno.

A me il caldo piace, è l’inverno che mi fa cagare rododendri.

La pizza con la mozzarella di bufala a fine cottura.

NOOOOOOOOOOOOOOOO!

Sono ovunque!

Mi circondano!

E tuttavia mi trovo in prossimità del freezer gigante con i prodotti surgelati.

Afferro due confezioni di pizza surgelata e corro in direzione della cassa, sguardo fisso sulle piastrelle dozzinali del pavimento.

Davanti a me altri due culetti spettacolari.

Sono in fila per pagare.

Le proprietarie delle chiappe da Guggenheim hanno acquistato un rotolo di nastro adesivo trasparente… e non m’invento davvero un cazzo.

Arriva il loro turno, la cassiera, svogliatamente, abbaia “Uno e dieci!”, quelle non capiscono, così lei indica il display e una delle due paga.

Quindi se ne vanno sorridendo e sculettando con le mie pupille che seguono il ballonzolare dei loro glutei marmorei.

– “È pieno di stranieri il finesettimana…”, mormora la cassiera, infastidita perché si rende conto che non avrà mai un culo così e che non l’ha avuto nemmeno in passato. Stupida inutile cogliona imbolsita.
– “Eh?”, faccio io con gli occhi puntati su quella meraviglia ballonzolante.
– “Per fortuna che non hanno comprato altro perché oggi mi è già capitato di dover mettere da parte merce che non potevano pagare perché avevano fatto male i conti e non avevano i soldi giusti.”, aggiunge.
– “I soldi giusti? Potrebbero chiedermi quello che vogliono…”, sussurro io, senza pensarci.
– “Quelle farebbero presto a svuotarti il portafoglio!”, la cassiera pare che abbia un ph che oscilla tra lo zero e lo zero punto sei.
– “Chi se ne strabicazzo frega? Sono ricco sfondato.”, dico io.

Poi torno in me e mi rendo conto che sto in effetti tenendo una conversazione con una perfetta sconosciuta che mi giudica un maiale schifoso sciovinista che ha scelto la mercificazione del corpo femminile come filosofia di vita.

Pago. Non saluto e me ne sfanculo via con le mie due confezioni di pizza surgelata.

All’esterno un bus con targa serba.

La Serbia è un grande paese.

E noi l’abbiamo bombardato.

Ciao.

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6 responses to this post.

  1. Io approvo e sottoscrivo tutto, per quanto dove vivo io, l’estate c’è sempre, mi pare che negli ultimi giorni la gente che arriva sia più contenta, immaginavo fosse primavera, in europa 🙂

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  2. Sempre ribadito che i centri commerciali siano dei culodromi da proteggere tramite IGP, DOC, DOP, ISO9001 etc etc nochè meritanti contributi statali per il continuo ripopolamento et ricambio di first class ass. E bada, lo dico pure da non frequentante dei suddetti; non frequentante non perchè io ritenga che i centri commerciali siano frutto del ghemonio-anticulturaly-capitalisti-sbrocsbroc, ma perchè sono talmente pigro che anche la carta per il culo la compro online, per dire. Ciò non toglie che ogni sei mesi io vada a fare un rating per conto dell’ONU, rating camuffato ovviamente da biechi acquisti signoraggiati. Per cui hai stramaledettamente ragione. La serbia è un gran paese. La pizza surgelata fa cagare ribattini, però.

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