Archive for the ‘Non ti ho mica detto di andare a cagare’ Category

La Wiki-Fornella.

Nonostante Vladimir Putin si sia opposto con ogni mezzo a sua disposizione alla diffusione della wiki-Fornella, fino ad ottenerne addirittura la rimozione dalla cache di google, i rosiconi con mentalità da provinciali che l’hanno redatta – A.M., Il Contadino della Galilea, Johnnyshithead, Bixx, l’I&I, F.R., A.L., L.S., L.A. e yours truly – hanno deciso che fosse il caso di ospitarla su questo ormai defunto blog sperando che gli uffici legali delle multinazionali tedesche, il commissariato di Stoccarda, l’ispettore Derrick e Vladimir stesso intervengano il più tardi possibile per oscurarla di nuovo e una volta per sempre.

Maroochydore, QLD.
Monday, April 28th, 2014.

 

 


 

Nel caso tu non abbia la più pallida idea su ciò di cui si parla in questo articolo, dovresti fare un salto qui.

Vasco-rossi4

Vasco Rossi approva eventuali ripercussioni
“multinazionali”
da parte di quegli stessi da lui definiti “sbirri”
di cui Uriel diceva di fregarsene
perché viveva in un altro paese
e poteva scrivere quello che voleva
perché era soggetto alle leggi tedesche e non italiane.

Putin Icanseeyou

Sua eccellenza lo Zar Putin I approva questo articolo e
ORDINA
a tutti i suoi fedeli sudditi
di leggerlo e farlo leggere, inoltre
COMANDA
a tutti gli agenti del KGB in missione all’estero
di diffondere questo articolo tra la popolazione del luogo.

 

ATTENZIONE TU! Stamattina, come ogni italiano, ti sei alzato pensando: “A chi posso rovinare la vita, oggi?”. Per questo stai leggendo questa voce. Perche’ ogni italiano che inizia a leggere questa voce e’ uno stalker ed un nemico della felicita’ di Uriel Fanelli, quindi del mondo intero.

Ti stai chiedendo chi puo’ aver detto cretinate simili? Ecco, continua a leggere.

 

Quote rosso1 Uriel è morto. Quote rosso2

Quote rosso1 POW! Quote rosso2

~ Uriel a Nietzsche
Quote rosso1 Una volta ho lavorato per lui. Gli sistemavo l’ufficio. Quote rosso2

~ Dio su Uriel
Quote rosso1 La risposta tedesca a Giuliano Ferrara. Quote rosso2

~ Un comunista della Svervegia su Uriel
Quote rosso1 Egli combattè con Federico Barbarossa contro gli sfaticati comuni, e suggerì ad Arminio gli schemi giusti per battere i romani che invece di affidarsi ai tecnici consultavano i farlocchi umanisti. Quote rosso2

~ Umberto Eco su Uriel
Quote rosso1 Ricevo delle mail. Quote rosso2

~ Uriel
Quote rosso1 Siamo stati bannati da Uriel (e non ce ne frega una cippa), infatti abbiamo fatto un gruppo Facebook e una pagina su Nonciclopedia Quote rosso2

~ Utenti bannati da Uriel
Musolesi

Ach, il fiero alleaten si dirige verso il pc: ha appena avuto un’idea per un nuovo post!

Uriel Fanelli (Pizzo Calabro, data di nascita ignota, ma secondo gli stalker calunniatori è nato a Ferrara nel 30 Avanti Internet) è un filosofo, scrittore, consulente, matematico, scienziato, capitano di fregata della Marina Militare, fashion blogger, buttafuori, bodybuilder, boss delle torte, social community expert, latinista, esorciccio, aiuto pizzaiolo e laureato[citazione necessaria] calabro-tedesco. E’ attualmente residente ad Erkhart, dove lavora, la mattina, come consulente filologico per conto del noto filosofo e critico musicale Tommaso Franci, e la sera sbarca il lunario come aiuto pizzaiolo presso la premiata pizzeria d’asporto dell’egiziano Abdul Ben Mohamed (soprannominato “la trivella di Aswan”). E’ ufficialmente sposato dal 2006 con Angela Merkel con la quale ha avuto due figlie: Natalia Poklonskaya e Vladimir Luxuria, quest’ultima chiamata così in onore dell’amicizia decennale con Vladimir Putin (testimone di nozze e padrino).

Buongustaio appassionato di stracchino, nonché attore (noto soprattutto per un ruolo ne Il quinto elemento), è anche un prolifico e affermato commentatore di classici latini (scrivendo libri sotto lo pseudonimo di Karl Heinz Ludwig Hermann “Unsere Frau” von Stockhausen-Handspindeln), ma è soprattutto noto per essere l’ideatore della Teoria della montagna di merda (teoria nata il giorno in cui si mise per la prima volta a rileggere alcuni suoi post) – e, lui ci tiene sempre a ribadirlo, della bufala sull’olio di colza come carburante, con cui mise in scacco per la prima volta l’intera stampa internazionale, che lo copiava, e fece fare una figura barbina a Paolo Attivissimo, che voleva debunkarlo. Gestisce un blog abbastanza famoso, [1], le cui visite settimanali sfiorano le 300.000 unità (abbastanza, a detta sua, per poter pesare sulle decisioni della politica), ed un forum dove vigono la libertà d’espressione, il pacifico scambio di idee costruttive, e la gentilezza a base di tè e biscottini.

Ha avuto in passato qualche screzio con noti complottisti come Rosario Marcianò o Blondet, che però continuano a citarlo come fonte d’ispirazione nel pensiero politico.

Indice

[mostra]

[modifica] Biografia

Quando nacque era molto giovane. I suoi genitori erano Ken il guerriero e Sconsolata, che lo battezzarono presso l’Ossario di Sedlec in Boemia con il nome di Levoivodin an Cinnabar. Il giovane Lev però era un tipo irrequieto, già alla nascita si aprì la strada a forza perché non voleva rimanere in grembo ad una madre italiana, ordunque vile e codarda. Per questo, bannò il sacerdote incaricato della cerimonia e ipponseoinaghizzò tutti gli invitati, appartenenti alla casata degli Harkonnen che non gli perdonarono l’offesa ritornando più tardi in forze.
Lev non poteva ancora affrontare tanti nemici bene armati da solo, così, aiutato da una misteriosa figura incappucciata, il giovane fuggì nei boschi dove venne raccolto e adottato da una lupa, che lo allevò come fosse suo figlio. Secondo i più maligni, la lupa era una persona vera, la latina Acca Larenzia, chiamata lupa per via del suo carattere selvatico e delle molte infedeltà che causava al marito (un povero pastore renano di nome Gorgoroth Azrael Fanelli). Comunque, canide o antropomorfa che fosse, la lupa lo allattò e gli diede il nome di Wolfstep. Il piccolo Wolfy crebbe fino a 9 anni quando, reincontrando la stessa figura incappucciata, venne a sapere la sua storia completa. Allora Wolfstep decise di ritrovare i suoi genitori. Per poter compiere l’impresa, dovette però sacrificare la madre-lupa in un rito wiccano, condotto seguendo le istruzioni di un’apparizione misteriosa nella forma di 7 uova di cioccolato volanti. La vittima, nel momento di spirare, comprese l’importanza della missione e gli donò gli occhi del lupo, coi quali potè mettersi in viaggio.
Dopo svariate peripezie (trascritte in antichi canti epici ormai andati perduti), scoprì che i suoi genitori naturali erano prigionieri degli Harkonnen nella malvagia provincia del basso ferrarese. Qui venne, vide e vinse la casata sbaragliandone ogni soldato, per poi iniziare a vivere nella provincia ora liberata. Frattanto la figura incappucciata si era rivelata: un agente del KGB di nome Vladimir, che combattè fianco a fianco con lui contro i guerrieri Harkonnen e i vermi della sabbia, a mani nude, per poi tornarsene nella sua madrepatria misteriosa.
Dopo l’Avvento dell’Arcangelo Shito, che colse di sorpresa il giovane padawan Wolfstep mentr’era intento a raccoglier fascine di legna nel bosco e lo istruì sulle arti della dialettica internettara, egli decise di rinominarsi Uriel e di assumere come cognome quello del pastore renano in suo onore.

[modifica] La dura vita della provincia

Fin da subito, l’Uriel sviluppò una forte avversione verso l’onnipresente moralismo della provincia, che lo portò a girare con i giovani birbanti del luogo.

Quote rosso1 Io sono nato vicino a Marzabotto e ci sparavamo la ghiaia in culo ai negri e poi li facevamo mangiare ai maiali allevati clandestinamente nello zuccherificio dei sindacalisti, capito, merde? Quote rosso2

~ un coetaneo di Uriel ricorda i tempi felici della gioventù

Secondo l’autobiografia di Uriel, in provincia si fa molto sesso anale passivo. Gli adolescenti più svegli, invece che ammazzarsi di onanismo pensando alle squinzie in classe con loro, partecipano a orge pentasessuali di ogni genere e poi si bullano con i coetanei delle loro gesta mentre costoro crepano d’invidia e si portano dietro una sputacchiera per la conseguente bava.

Gli altri adolescenti rodevano dall’invidia perché strizzavano solo le tette alle compagne mentre lui lo acciuffava nel tabarèn nei privè dai vecchi.

[modifica] La nuova vita da tecnico wicca

Autobiografia spirituale

Questo paragrafo, ridondante spocchia, e’ tratto dalla autobiografia di Uriel. Sono evidenti le caratteristiche del suo itinerario religioso. Tutto comincia quando i mass media hanno bisogno di lui, che quindi si trova dei soldi in tasca. E finisce perche’ sua madre non sa usare la bocca. Per giungere a questa conclusione lui ha dovuto scoprire che il resto del mondo sono persone abbiette e false, pezzenti con le pezze al culo, ridicoli coglioni, e arrivisti malvagi che popolano una distesa di merda. L’unica eccezione e’ una tizia americana che lui ha conosciuto quando frequentava gli angeli. In altri passaggi disseminati in Usenet con il nickname di Lev, poi variamente allungato, Uriel ha messo in chiaro che e’ in grado di evocare demoni, che ha conosciuto i Bambini di Satana e che la polizia gli ha sequestrato un computer per il solo fatto che era pitturato di nero. Da qui al culto della logica il passo e’, come tutti possono vedere, brevissimo.

[modifica] L’incontro con Angela e il legame con Vladimiro

L’amore per la logica ha portato Uriel in Germania, che e’ il miglior posto al mondo da cui sputare sull’Italia e gli italiani (tranne se si va a Berlino, città di merda per farlocchi e provinciali, come anche Londra – la Vera Grande Germania si trova nella provincia).

Quando e’ arrivato in Germania, ha passato i primi mesi a scrivere sul suo blog quanto i tedeschi fossero squadrati, anaffettivi, incapaci di godersi la vita, privi di risorse creative e fissati con l’ordine e la disciplina – nonchè dei cattivoni che pretendono di mettere alla prova sul campo quello che millanti sul curriculum. I pulotti tedeschi, dei nazifascisti in divisa, massacravano pure di manganellate chiunque fosse anche solo un po’ brillo e non camminasse in linea retta per le strade, in un clima di terrore e omertà dei cittadini, che osservavano silenziosi dalle finestre.
A chi gli diceva che si trattava di una ritratto un poco caricaturale, lui rispondeva: “Non capisci una cippa, io qua ci vivo”.

Dopo qualche mese, ha iniziato a scrivere che i tedeschi sono dei gran fighi, perche’ votano la Merkel, che e’ squadrata, non affettiva, non perde tempo con le bazzeccole e mantiene ordine e disciplina. Inoltre sono competenti e ganzi perche’ controllano meticolosamente quello che scrivi sul curriculum. I pulotti tedeschi, i celeberrimi pulotten, sono efficientissimi europei in divisa, capaci di mettere in riga chi esagera con l’alcool, che di solito sono immigrati italiani di seconda generazione, giustamente punito perche’ fischiano ad ogni donna che vedono dietro le finestre
A chi gli faceva notare che era forse un po’ esagerato, lui rispondeva: “Non capisci una cippa, io qua ci vivo, e ti banno”.

Uriel e’ convinto che venire bannati da lui equivalga a una condanna a morte, ma quando ha visto che i bannati se la ridevano, ha cominciato a invocare il pugno durissimo di Putin contro tutti i pervertiti. E’ un’ottima scelta, perche’ sotto Putin gli omosessuali se la passano malissimo. Uriel sostiene di essere stato bisessuale, ma se ne diemntica davanti alle immagini di Putin che punisce i pervertiti italiani, che non hanno rispetto per Angela Merkel.

Il carattere della punizione che secondo Uriel si sta gia’ abbattendo sugli italiani e’ vario: morte per fame, morte per sete, invasione di cavallette, sfracassamento delle gonadi, clero che uccide con l’onda ecc. ecc., ma prevede sempre che Uriel si scopi la madre di qualcuno nel culo.

Tutto questo per preservare l’onore di Frau Angela, gia’ guardato da Putin. E se vi sembra che Russia ed Unione Europea non vadano d’accordo e d’amore, questo significa che siete degli umanisti. Non provate a dirlo, che Fanelli vi banna.

[modifica] La socializzazione di Uriel

Quote rosso1 Ti banno. Quote rosso2

~ Uriel

I rapporti di Uriel con il resto del mondo avvengono via Internet. Le persone che gli scrivono mail (ne riceve circa un milione al giorno) e lui risponde sul suo blog. Non risponde mai in privato, perche’ la corrispondenza potrebbe essere controllata dalla NSA, dalla Guardia di Finanza, dalla DIGOS o dalla Federpizza. Quindi risponde sul suo blog, che comprende un forum a cui si puo’ accedere solo dopo avergli presentato il curriculum.

Il numero alto di mail che Uriel riceve si deve principalmente al fatto che Uriel sa tutto, e il resto degli opinionisti, dei giornalisti e degli accademici sono degli incompetenti totali e/o al soldo di qualcuna delle tre famiglie (due delle quali ebraiche) che condizionano l’opinione pubblica italiana in senso anti-tedesco o meglio anti-Urielliano. Va pero’ precisato che non appena qualcuno degli esponenti delle suddette categorie si fa vivo nel suo forum, Uriel si affretta a spiegare che lui non ce la ha mai con qualcuno in particolare, ma con intere categorie. Quindi la intera categoria degli italiani, quando vuole un parere competente e indipendente, si puo’ rivolgere solo a Uriel. Da qui l’alto numero di mail che il Nostro riceve.

Siccome nessuno e’ perfetto (tranne Uriel) puo’ ahime’ capitare che sorgano divergenze di opinione tra Uriel e qualcuno degli interlocutori. Uriel ha un caratteristico modo di risolvere le divergenze di opinione con l’interlocutore. Lo banna.

Uriel sostiene di aver imparato questo metodo mentre faceva il buttafuori in locali di cui nessuno ha sentito parlare. Era lo stesso periodo in cui lavorava di giorno come tecnico in un negozio di computer, mentre frequentava il Liceo Classico, quello Scientifico, l’ITIS, il perito geometri, la Ragioneria e l’IPSIA. Era un buttafuori molto capace, infatti ha continuato a lavorare anche mentre all’Universita’ studiava per non laurearsi in Ingegneria, Matematica e Giurisprudenza. Ha poi continuato a lavorare come buttafuori nei locali notturni anche durante il servizio militare in Marina, svolto su sommergibili che stavano al largo per delle settimane. Ma nei week end lui riusciva a rientrare per lavorare, oltre che per scoparsi molte madri nel culo.

In questi locali sconosciuti gli e’ stato insegnato che

Quote rosso1 la selezione all’ingresso migliora il tuo divertimento. Quote rosso2

Le persone da bannare erano e sono facilmente individuabili. Prima di tutto sono italiani. Secondariamente si vestono come italiani immigrati in Germania: hanno il capello impomatato, il giubbotto nero ed il calzino bianco. Non casualmente i bottegai bolognesi venditori di calzini bianchi odiano Uriel, perche’ mentre lui lavorava come buttafuori hanno perso un sacco di clienti: nessuno piu’ voleva comprare calzini bianchi, tutti volevano entrare nei locali di cui nulla si sapeva, salvo che fossero presidiati da Uriel.

Se anche rispetti le regole del buttafuori, puoi essere bannato se non la pensi come lui o se gli fai notare che ha scritto cose sbagliate, leggendoti i link che posta lui stesso per supportare le sue tesi. Solitamente prima ti deride, poi ti banna ed infine si vanta di scoparsi tua madre nel culo.

Uriel, da persona coraggiosa qual è, non teme nessun pericolo, tranne il fatto che due o più bannati si conoscano, incrociando così le informazioni sulle sue gesta, da cui potrebbe risultare una trascurabile presenza di contraddizioni e insignificanti miglioramenti sul suo curriculum. Essendoci circa sesdiciotto quisquilliardi di italiani bannati, le possibilità che questo accada sono prossime allo zero assoluto. Nonostante ciò, redarguisce la sua milizia di criceti addestrati sul fatto che questi bannati non hanno altro da fare nella vita che perseguitarlo, esortandoli a non usare nessun social dove gli italiani possano accedere, preferendone le versioni in Cirillico. Prima di guidarli alla Terra Promessa: la Dark Net.

C’e’ chi sostiene che Dark Net sia il nome di un locale notturno dalle parti di Dusseldorf. Secondo questa teoria si tratterebbe dell’unico posto in cui a Uriel, una volta, e’ stato permesso di entrare. In bagno c’e’ un bidet, per via della clientela prevalentemente italiana. Potrebbe anche trattarsi di uno dei locali bolognesi in cui Uriel avrebbe lavorato come buttafuori. Questo spiegherebbe come mai e’ deserto.

[modifica] La chiusura del blog

In un giorno di aprile del 2014, vale a dire poche settimane dopo l’apertura di questa pagina, Uriel ha deciso di chiudere il proprio blog. Mantiene comunque il proprio forum, a cui si puo’ accedere solo se gli si presenta il curriculum vitae corredato da foto nuda della propria madre. Uriel conserva quindi l’importante (per lui) potere di bannare.

Analisti internazionali sono al lavoro per ricostruire la vicenda. Desta comunque perplessita’ tra gli inquirenti che Uriel, capace di prevedere movimenti di truppe russe e spostamenti di leader talebani che sfuggono ai servizi segreti americani ed israeliani e di stabilire con esattezza la data di crisi finanziarie, non abbia potuto prevedere che tutti i palloni gonfiati prima o poi incontrano uno spillo (proverbio croato-persiano-siculo-ferrarese).

Dal canto suo Uriel accusa due o tre multinazionali, l’Internazionale nera degli stalker, le tre famiglie che governano la politica italiana (di cui due ebraiche, ma lui non e’ antisemita), gli indipendentisti veneti, il movimento dei forconi, il movimento arancione, gli ultras della Spal, la Federpizza e tutti quelli che non apprezzano Angela Merkel. Insomma, la solita roba.

[modifica] Il Pensiero Urielliano

Quote rosso1 Mi scrivono/Ricevo email. Quote rosso2

~ La Posta di Uriel
Quote rosso1 E io mi scopo tua madre. Nel culo. Quote rosso2

~ Uriel nel caso si provi a contraddirlo
Quote rosso1 Aha. Isn’t it? Quote rosso2

~ Tipici segni di interpunzione urielliani
Quote rosso1 Il mio blog combatte la saccenza con l’onniscienza. Quote rosso2

~ Uriel sulla modestia
Quote rosso1 Voi siete Nulla, Niente e Nessuno perché io sono TUTTO. Quote rosso2

~ Uriel su persone, animali e cose
Quote rosso1 Il culo di tua madre, il mio cazzo. Quote rosso2

~ Uriel sul valore della famiglia tradizionale
Quote rosso1 Presto saltera’ fuori uno piu’ negro di te. Quote rosso2

~ Uriel sulla teoria matematica del caos applicata al mercato del lavoro
Quote rosso1 L’Euro è un crimine contro l’umanità e l’Unione Europea andrebbe processata come a Norimberga. Quote rosso2

~ Uriel quand’era residente in Italia
Quote rosso1 L’Euro è una grande cosa e l’Unione Europa è indispensabile per sopravvivere, chi le contesta è un povero imbecille e Darwin sa già quale sarà il suo destino. Quote rosso2

~ Uriel dopo essersi trasferito in Germania
Quote rosso1 Dopo l’incantesimo, vidi uova di pasqua volanti rivelarmi il futuro Quote rosso2

~ Uriel ai tempi in cui gestiva un sito esoterico/pagano e di storie strambe
Quote rosso1 Le Onlus sono inutili perché quando andavo in marina TUTTE le volontarie di Onlus erano cannaiole che si scopavano i negretti. E comunque basterebbero 5 minuti di sbarramento di artiglieria per distruggere qualsiasi pollaio costruito da Onlus. Quote rosso2

~ Uriel mentre spiega la vita vissuta
Quote rosso1 Sono laureato in ingegneria informatica Quote rosso2

~ Uriel nei curriculum dell’epoca
Quote rosso1 Sono laureato in informatica Quote rosso2

~ Uriel sul suo forum
Quote rosso1 Sono laureato in matematica Quote rosso2

~ Uriel sul suo blog
Quote rosso1 Error 404 Page not found Quote rosso2

~ L’archivio dei laureati dell’università di Bologna cercando il suo vero nominativo di battesimo

[modifica] Uriel e gli umanisti

Anzitutto, è da premettere che l’unica cosa degna di nota mai prodotta da umanisti e latini è l’aggrotech messicano (che, assieme a quello teutonico, è anche l’unico genere musicale che valga la pena di ascoltare).

Gli umanisti studiano lettere, filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia e filologia romanza; tutte materie che non servono a nulla se non a foraggiarne i teorici e a far loro gonfiare il petto d’orgoglio fine a se stesso perché fanno gli insegnanti precari rovinando intere generazioni e rendendo l’Italia un paese privo di futuro.

Tuttavia, nonostante gli studi umanistici, gli umanisti non sono ancora in grado di lavorare cinque giorni la settimana per otto ore al dì – al servizio di un’azienda IT tedesca – riuscendo, nello stesso tempo, a scrivere quasi due mega-pipponi quotidiani sul blog nonché a gestire lo spazio forum rispondendo ai fruitori dello stesso con ulteriori mega-pipponi. A coloro i quali si chiedono come ciò sia possibile, tenendo conto dell’attività professionale svolta, Uriel risponde sostenendo che si tratta solo di saper scrivere con la giusta velocità e che, di conseguenza, ogni illazione sulla sua presunta perenne “mentulam for” è priva di ogni fondamento.

I sociologi e gli economisti sono i peggiori, giacché sono in realtà umanisti che mascherano la loro farloccaggine dietro a una pseudoscienza che getta ombra sulla vera scienza, quella dell’IT. Per tal motivo, Uriel fa sempre attenzione, saggiamente, ad evitare di parlare d’economia, sentiero che porta inevitabilmente a formulare teorie bislacche senza passare dal via. I sociologi inoltre non hanno mai letto Baudrillard e Pareto come invece ha fatto il Fanelli, e quindi non capiscono un cazzo. Non è un caso che provengano spesso dal mondo latino e non da quello, incomparabilmente superiore, dei neandertalensi. I quali bannano tutti.

[modifica] Il pensiero economico di Uriel

La dottrina economica di Uriel e’ nota tra i cultori della fantascienza come apocalittica coloblasta.

Uriel sostiene che il Paese in cui si trovano i suoi lettori ed adoratori, l’Italia, verra’ travolta entro tre anni da una apocalisse finanziaria ed economica: schiere di famiglie si troveranno ridotte alla fame, le giovani donne finiranno a prostituirsi, i giovani daranno via il culo ai ricchi, e turisti tedeschi nati a Ferrara si scoperanno nel culo le vostre madri. Per poter mantenere plausibilita’ alla sue previsioni, Uriel Fanelli periodicamente sposta in la’ nel tempo la data della catastrofe. Questa abitudine, unita alla bannatura degli interlocutori, fa si’ che il tempo medio di permanenza degli utenti nel forum di Uriel sia mediamente di due anni, con tendenza alla diminuzione.

La maggioranza delle persone normali impiega infatti pochi mesi a mandare il Fanelli a quel Paese. Che non e’ l’Italia, perche’ a Uriel non interessa l’Italia, perche’ l’Italia e’ finita e infatti Uriel lo scrive in italiano. E se vi sembra una cazzata, vi banna.

[modifica] Uriel e l’ortografia

Anche se nei numerosi messaggi registrati che ammannisce ai suoi fedeli, si esprime con un pesante accento bolognese (avete presente Andrea Roncato? Ecco, peggio) Uriel si vanta di parlare un italiano da expat, cioe’ zeppo di errori. Gli errori ci sono. Ma il fatto di aver passato pochi mesi in Germania non c’entra nulla. Uriel parla e scrive come un nerd bilioso e prolisso prima dell’invenzione degli SMS, e questo perche’ e’ un nerd bilioso e prolisso rimasto fermo al periodo in cui non esistevano i cellulari e lui smanettava con un Amiga, cioe’ la sua adolescenza spesa in provincia di Ferrara. In quel mitico periodo, quando si e’ formata la sua personalita’, lui ha imparato che l’ortografia è solo una convenzione priva di alcun contenuto semantico a cui aderiscono esclusivamente gli umanisti. Di conseguenza, lui che e’ un tecnico ha la liberta’ di scrivere “un altro” e “qual è” con l’apostrofo. E vi banna.

Le conclusioni di questa teoria hanno portato Uriel a creare una nuova grammatica libera e radicale il cui scopo è offrire formule linguistiche copernicamente rivoluzionarie per esprimere concetti un tempo inesprimibili.

Seguono alcune applicazioni.

Lo “Strapassato defunto” – Lo strapassato defunto si usa quando il trapassato remoto non basta più ad esprimere un’azione in quanto essa è ancora più remota del trapassato remoto stesso. Ad esempio, qualora si debba illustrare un fatto successo moltissimi secoli fa, si può impiegare lo “strapassato defunto”.

“Io fui stato” – trapassato remoto. “Io fii” – strapassato defunto.

E ancora:

“Io ebbi scopato tua madre all’interno del culo” – trapassato remoto. “Schippii tua madre all’interno del culo” – strapassato defunto.

Vi è poi l'”apocalittico”, ovvero quel tempo da coniugare per un’azione che è al di là del futuro anteriore, ma proprio UN SACCO più avanti nel tempo. L’umanista medio, in questo caso, si trova in impasse. Ecco allora che ci si può esprimere attraverso l'”apocalittico”.

ESEMPIO:

“Io sarò stato” – futuro anteriore. “Io sarò sarante” – apocalittico

E ancora:

“Io avrò scopato tua madre all’interno del culo” – futuro anteriore. “Io sarò scopante l’interno del culo di tua madre” – apocalittico.

La sintassi del periodare urielliano si basa su un presupposto di natura coloblastica, esprimibile in due parole: Vi banno.

[modifica] Uriel e le donne

La frequentazione intensa con il genere femminile, ha permesso a Uriel di scoprire che il maschilismo non esiste. Ci sono voci contrarie, ma lui le ha bannate, e adesso per provare che una donna sia discriminata sul lavoro o in altri settori dovete provvedere una dichiarazione in triplice copia, carta bollata e ceralacca in cui TUTTI GLI UOMINI DEL MONDO dichiarano di odiare una donna, la sua madre, la sua nonna e la sua figlia. E devono seguire tre miliardi di firme: se anche un solo maschio vivente non firmasse la lettera, tu donna non potresti provare un cazzo. Per le sue opinioni sulle donne, Uriel Fanelli è stato insignito di laurea ad honorem in Gender Studies dall’università di Riyadh. (pare si tratti dell’unica laurea che ha ottenuto, ma ha poi bannato il rettore).

Uriel apprezza le donne in carne, note come BBW (Big Beautiful Woman) o trippochiappone. Non c’e’ nulla di strano in questo genere di gusto, se non che’ per Uriel chiunque abbia gusti diversi e’ un pervertito, un omosessuale e un maschilista. Certo, il maschilismo non esiste. Vedete una contraddizione? Vi banna.
La donna con culo e tette che vedi da Google Maps è una donna adulta, donna madre, mette l’uomo in soggezione, e per questo piace solo ai veri maschi; chiunque altro è una neotenia che non vuole crescere: la donna che abbia meno della sesta è da pederasti. Come dite, la stragrande maggioranza della popolazione maschile trova attraente sia Emilia Clarke che Christina Hendricks che le modelle dei fitness magazine? Impossibile, gli insiemi non si intersecano. Mai. Rispettate le leggi matematiche, farlocchi umanisti.

Oltre ad apprezzare questo genere di nicchia, Uriel si e’ scopato vostra madre. Nel culo. Questo non ha nulla a che fare con il fatto che con sua madre non parla da decenni. In altre parole, e’ stato bannato da sua madre.

[modifica] Uriel e la maternità

Uriel si definisce bisessuale: ma questo non significa che sia attratto da entrambi i sessi, ma che lui È ENTRAMBI I SESSI. Per questo può insegnare alle donne cosa significa partorire.

In ogni caso, il fatto che una donna sia nervosa o preoccupata prima del parto è segno della completa e totale inferiorità delle donne moderne. Il periodo storico in cui l’essenza femminile fu più realizzata è la preistoria, quando le donne erano brave a raccogliere erbe. Da lì in poi, un declino.

[modifica] Uriel e la gastronomia

Uriel ha una certa predilezione per lo stracchino.

Turisti tedeschi vengono in Italia e ne apprezzano il vino. Per Uriel si trova in Germania un ottimo lambrusco, che gli induce allucinazioni. Nel corso delle quali scopre che il lambrusco tedesco e’ migliore di quello italiano. Per via di una tradizione vinicola che risale all’epoca di Neanderthal, quando il vino veniva accompagnato da erbe accuratamente scelte da donne che conoscevano il loro posto nella societa’ e nella natura.

[modifica] Uriel e gli americani

Secondo Uriel tutti voi siete dei farlocchi: non vi siete accorti che gli americani sono i nuovi nazisti, perché hanno il complesso della cultura fisica, hanno la fissa per l’azione e creano un totem nemico esistenziale a cui contrapporre la loro identità che non sbaglia mai – al limite diranno che è colpa degli altri che li ostacolano o non li ascoltano. Poi nella vostra farloccheide in doppio petto, sempre secondo il suo pensiero, siete liberi di continuare a seguire questi esaltati con la sindrome del cowboy che pensano di spadroneggiare solo perché hanno la pistola più grande, avrete solo dei nazisti in possesso di armi nucleari prima o poi.

Uriel è giunto a questa profonda riflessione dopo aver spiegato per anni che noi siamo codardi che hanno dimenticato cosa significhi l’onore (ché altrimenti saremmo già insorti contro i nostri governanti), che le donne molto in carne sono un vero ideale di bellezza perché hanno sostanza, che lui è stato un buttafuori sottufficiale di marina sfondatore di culi negli sport di combattimento nonché praticante di body building, e che i tecnici e i matematici come lui sono vittime di umanisti, socialisti, provinciali etc. i quali contribuiscono a distruggere la felicità e a non far ascoltare i consulenti, veri competenti. E che bisognerebbe armare 10.000 motociclisti per marciare su Roma e sfasciare tutto il parlamento.

E bannare tutti.

[modifica] Uriel e la logica

Quote rosso1 Gli umanisti sono farlocchi perché ignorano i dati matematici sostituendoli con le loro congetture mentali, i socialisti invertono cause ed effetti nonostante le evidenze empiriche, i complottisti poi si inventano teorie senza nemmeno prove a sostegno per giustificare il loro fallimento esistenziale Quote rosso2

~ Uriel spiegando la Teoria della montagna di merda, e nei post su altri nemici della felicità
Quote rosso1 Dove arriva la logica, non c’è bisogno di prove Quote rosso2

~ Uriel spiegando che se il PD è nelle mani di De Benedetti e il centrodestra in quelle di Berlusconi, il M5S deve per forza essere nelle mani di Agnelli/Elkann

Il Divino Urielma è un matematico, ingegnere informatico e scienziato dalla logica di ferro. In effetti, il mondo può essere per lui spiegato unicamente seguendo le leggi della logica matematica, pena lo scivolare in puttanate e farloccaggini da umanisti.

La sua scuola di pensiero è quella del pragmatismo positivista e delle rasoiate d’Occam. Come da lui dichiarato, ammiccando al Ludovico Wittgenstein,

Quote rosso1 Delle cose in cui non si è addentro, non si riesce a parlare. Quote rosso2

Ed infatti l’Uriele è stato matematico, sociologo, hacker professionista, sacerdote wiccano, ingegnere, buttafuori, ufficiale della Marina, organizzatore strategico di Putin, pornodivo, Ministro senza portafoglio, membro del Comitato esecutivo della BCE, inviato d’assalto in Siria e Crimea, precettore di Socrate, consulente di Ridley Scott per la sequenza iniziale de Il Gladiatore, e tutto il resto che non può essere ricordato per motivi di spazio, quindi come vedete tutto fila liscio.

Uriel logico

Uriel, dichiarando la sua natura wittgensteiniana.

La logica e la scienza sono talmente potenti e universali da non avere bisogno dei fatti:

Quote rosso1 Dove arriva la logica, non c’è bisogno di prove. Quote rosso2

Un esempio concreto: come sappiamo, il PD risponde ai poteri di lobby di Carlo De Benedetti, mentre il cdx è nelle mani di Silvio Berlusconi. Dunque è ovvio e lampante che l’altra forza politica di successo nel 2013, il M5S, sia nelle mani della famiglia Agnelli/Elkann. Solo un farlocco ritardato potrebbe non arrivarci.

Uno dei fondamentali bastioni della logica scientifica è il cambiare posizione se i fatti la smentiscono, come ben ci ricordavano personaggi del calibro di Popper o Russell. Uriel, che non ha nulla da invidiare a costoro grazie alla sua “mente superiore e un modo di ragionare frattale” (sic), si attiene fermamente a tal principio intellettuale. Ad esempio, dopo aver sostenuto che i giovani italiani sono disoccupati e inoccupabili per loro stessa colpa, a causa del ritardo mentale congenito dovuto all’essere non solo nati umanisti ma perfino terroni d’Europa, e dopo che | i dati OCSE 2013 hanno reso palese come le cose stessero piuttosto diversamente, Uriel ha correttamente aggiustato il tiro scrivendo che i dati confermavano ciò che ha sempre detto, ovvero che i giovani italiani sono farlocchi inoccupabili che devono morire in miseria e infatti, giustamente, così accadrà. Pulito, chiaro, Recoaro.
Uriel, da scienziato qual è, è anche un fiero difensore di Darwin, che non manca di citare ad minchiam ogni due per tre. Il contributo del Carlo Darwin all’umanità viene da Uriel interpretato così: “sei scemo? Muori. hahaha, Darwin!”, “hai deciso di nascere in Italia? Muori. hahaha, Darwin!”, “ti hanno aperto l’auto e fottuto l’autoradio perché non l’hai tolta prima di scendere? Han fatto bene, magari peggio. Muori. hahaha, Darwin!” , “sei un tecnico italiano emigrato in Germania che viene blastato via dal posto di lavoro perché assumere e istruire un giovane costa meno che mantenerti? T’inculi. Muori in miseria. hahaha, Darwin!” (uhm). Nel momento in cui una scelta sbagliata (ipotesi tuttavia puramente astratta), gli eventi o la semplice sfiga dovessero invece colpire negativamente l’Uriel, chiaramente Darwin non c’entrerebbe nulla: sarebbe tutta colpa nei nemici della felicità, dei farlocchi, degli umanisti, degli americani, dei sindacalisti, etc.
Uriel è inoltre un grande difensore delle libertà sessuali individuali, sbandierate in prima persona con racconti su orge ambosesso nella provincia che l’ha visto crescere, o monosesso | durante il periodo in Marina in mezzo a molti aitanti maschioni. Allo stesso tempo, è anche un grande ammiratore e difensore dialettico dell’amico Vladimir Putin e della valorosa società russa che conduce. Come dite, vi pare una contraddizione? Ah ah, come no, questo è perché siete dei farlocchi pivelli umanisti. Vi banno.

[modifica] Uriel e i nazifascisti

Uriel e’ ormai cittadino tedesco, e parla in tedesco, e pensa in tedesco, e scorreggia in tedesco, e legge stampa tedesca. Pero’ non e’ ancora riuscito a capire come sia possibile che il nazismo si sia sviluppati in un territorio popolato da un popolo meraviglioso come i tedeschi, sempre pronti ad imparare da culture diverse (vedi p. es. la straordinaria diffusione del bidet in Germania coincidente con la immigrazione degli italiani).

E’ probabile che c’entrino qualcosa gli ebrei, con la loro strana ed illogica fissazione di essere ebrei.

[modifica] Uriel e i tedeschi

Quote rosso1 Io e Uriel stiamo invadendo la Germania. Quote rosso2

~ Il Bidet

[modifica] Uriel e Putin

A un certo punto della sua vita, Uriel Fanelli ha subito una esperienza paranormale. Gli è apparso in sogno Vladimir Putin, che gli ha indicato la porta di un sommergibile. Uriel si è alzato nel sonno ed è entrato in questo sommergibile, dove ha rivissuto con la massima intensità le diverse avventure che sostiene di aver vissuto in Marina: orge pentasessuali, gare di surf con marine austriaci, balli angelici ed evocazione di uova di cioccolata. Al termine dell’esperienza Uriel era un po’ frastornato perché nemmeno si ricordava di aver raccontato frottole tanto elaborate. È stato quindi deposto nella Terra dove scorrono latte e miele, dove tutti i leader sono competenti e si avvalgono di consulenti informatici anche per decidere a che ora andare in bagno e dove non esiste alcuna persecuzione verso le minoranze etniche o religiose. Una voce scesa dal cielo gli ha comunicato che questo Paese si chiama Russia. Galvanizzato dalla scoperta, Uriel ha chiuso l’account di facebook, ma prima ha scritto un lunghissimo pippone sul fatto che veniva stalkerato. E ha riaperto un accont su facebook in cirillico, convinto di sfuggire in questo modo al monitoraggio di Big Pharma, CIA, FBI, Mossad, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, CGIL Federpizza, che come è evidente non hanno di meglio da fare che controllare lui. Dal suo account facebook in cirillico, Uriel pubblicizza i nuovi post che pubblica nella DarkNet. Quando e se li pubblica. L’account infatti è silenzioso.

[modifica] Uriel, il razzismo e l’omofobia

Alcune malelingue accusano l’Uriel di prendere posizioni razziste. Queste persone sono ignoranti, dal momento che basterebbe ritrovare i post in cui il Fanelli in persona ci parla del suo stesso nucleo famigliare per notare quanto le sue radici e le sue preferenze siano aperte e multietniche. La madre del Fanelli è difatti slava, tuttavia anche ukraina, spesso dell’Est Europa generico, a volte calabrese, ma pure siciliana; la moglie invece non è italiana, viene dall’Est generico, e, nonostante un periodo da albanese ma anche slava della Calabria, decise infine di diventare russa.
Come si vede, il Fanelli e’ un chiaro discendente dell’uomo di Neandertal (senz’acca, lettera latina e quindi farlocco-umanista).
E’ importante chiarire che Uriel non e’ antisemita. Sono gli ebrei che continuano ad essere tali, nonostante tutto l’aiuto che Uriel fornisce loro per aiutarli a diventare come lui: consulenti informatici dalla minchia integra, che invece di essere nazionalisti si accontentano della protezione di Putin, il quale e’ anche un grande amico dei gay.
Purtroppo, gli ebrei vogliono mantenere la propria identita’, e sono quindi colpevoli delle sventure che capitano loro addosso.
E vi banno.

[modifica] Reazioni di Uriel alla lettura di questa pagina

Quote rosso1 Chi e’ stato? Il Vaticano? La CIA? Gli israeliani? Hezbollah? Il sindacato? La NSA? Vi banno tutti, finche’ non mi dite chi e’ stato! E prima di riammettervi dovete mandarmi di nuovo il curriculum! Quote rosso2

~ Disclaimer all’apertura del forum
Quote rosso1 Ecco la prova che mi vogliono stalkerare. E siccome lo negano significa che ho ragione. E anche se mi dicono che il problema e’ il mio tono, ma ho ragione nei contenuti significa che … occazzo Quote rosso2

~ Messaggio su Facebook in cirillico, tradotto con Google translator
Quote rosso1 Chi ha scritto questa roba? Devono essere quelli a cui ho detto che ero bisessuale assieme a quelli che conoscono mia moglie. E poi ci sono quelli a cui ho raccontato del mio servizio in Marina dopo la laurea in ingnegneria, anzi no matematica, anzi no economia. Quote rosso2

~ Uriel su twitter
Quote rosso1 Ora metto un redirect in parallasse coloblasta uninominale, cosi’ che chiunque arriva al mio blog partendo da Nonciclopedia finisce poi su un sito pieno di cazzate ridanciane con citazioni accurate del mio pensiero. Tipo Nonciclopedia. Quote rosso2

~ Disclaimer sul blog
Quote rosso1 Ho chiuso il blog per colpa degli stalker. Quote rosso2

~ Post sul blog, a cui seguono altri post. Insomma, una balla
Quote rosso1 Non può essere, si sono accorti che mi contraddico, li banno. Come sarebbe a dire “già fatto”? Non ti permettere, sai? Ti banno. Quote rosso2

~ L’infallibilità della Fornella

[modifica] Seriamente, terroni

Quote rosso1 Se ti pendono per il culo, vuol dire che c’e’ una comoda maniglia Quote rosso2

~ Uriel, profetizzando questa pagina

Per quanto Uriel si ritenga una persona eccezionale ed ami circondarsi solo di adulatori (come tutti gli insicuri), bannando il resto del mondo, e’ una persona del tutto normale, con i suoi alti e bassi, proprio come la totalita’ del genere umano, che e’ un insieme a cui appartiene anche lui, suo malgrado. Come tutti, a volte non tira fuori farina dal suo sacco, altre volte va interpretato, altre volte dice proprio delle robe inesatte o persino delle palle.

E’ divenuta famosa la storia dei redirect porno dopo che ne ha parlato axlman qui in più commenti sul sito di Paolo Attivissimo, dove e’ stato fatto notare anche il suo colpevolizzare genericamente qui. Charly fa notare la sua confusione qui, il suo elucubrare senza dati qua e fa un altro commentino breve nel finale di qui. Meno rigoroso ma piu’ divertente, Pallequadre ha sbroccato su di lui qui. nahum, che lo conosce da tempo, si diverte a segnalare le contraddizioni e le sparate. Anche Johnny Cloaca fa notare i suoi pasticci, mentre uno spaccato dell’attività gastronomica urielliana è disponibile qui. Da non dimenticare l’urielorama.

La satira verso i superbi, o lo sfottere quelli che ritengono di avere l’ultima parola su tutto lo scibile ed oltre, e poi diventano vittime non appena gli si segnala che, come tutti, anche loro possono sbagliare, sono comportamenti del tutto umani. Chi, pur essendo un mortale e fallibile essere umano, commette esattamente gli stessi errori che considera imperdonabili e gravissimi negli altri diventa automaticamente oggetto di satira e parodia. Questo perlomeno succede in tutti i Paesi in cui c’e’ la liberta’ di espressione (in Russia, ecco: forse no), e quindi succede anche ad Uriel.

Che pero’ ritiene che esista un complotto tra stalker e Big Data al solo scopo di distruggergli la felicita’. E vi banna. E isn’t it?

[modifica] La fine

Nell’anno del signore 2014, il giorno quarto del mese di aprile, il patriota calabro-teutonico-ferrarese, affamato e soverchiato per numero, sfidò il campo della DarkNet. Si battè come consulente guerriero. Si battè come un umanista. E infine, si guadagnò la libertà.

In poche parole [vedi sopra] ha disattivato tutto il suo blog, proclamando che misteriosi nemici della felicità hanno addirittura preso di mira la sua famiglia; dato che poche ore prima aveva praticamente dato dei ritardati a slavi, veneti e indipendentisti, e che a detta sua alcuni di questi avevano già sbroccato sul suo forum, si sospetta che qualche leone da tastiera del nordest si sia offeso e gli abbia mandato qualche minaccia. Strano però che possano risalire alla sua identità reale e alla sua famiglia. A meno che in realtà… beh, magari qualcosa ha offeso Uriel e lui ha pensato che l’autore sia stato qualcuno che conosce di persona e che sarebbe a conoscenza di dettagli della sua vita reale che il popolo della rete non può conoscere.

In ogni caso vergogna a chi ha offeso la sua famiglia, però non possiamo non dire che Uriel… è stato bannato.

[modifica] Collegamenti esterni

Ci sono ancora, ma non qui

So che c’è ancora qualcuno là fuori che si aspetta che aggiorni il blog e butti giù due righe; il fatto è che sono incredibilmente pigro e solo se un bastardo mi piazza un badile sotto il culo riesco ad alzarmi dal divano e tutto quanto. Pare che, alla fine, qualcuno sia riuscito a trovare una benna delle dimensioni giuste e a posizionarla sotto le mie chiappe. In poche parole, seguento questo link – http://sdangher.blogspot.it/2012/11/fatal-report-metal-camp-2009.html – chi è interessato/a potrà leggere un report scritto da yours truly.

Addenda: http://sdangher.blogspot.it/2012/12/fatal-report-dragonforce-huntress.html

A presto.

FASCISTA!

FASCISTA!

Questi sono gli italioti che affondano l’Italia rendendola italietta.

PS = Non faccio parte della “cricca” di Uriel Fornelli, pardon, Fanelli. Non conosco Uriel, non ci ho mai parlato assieme, non so che faccia abbia, non me ne frega niente di che faccia abbia. Tanto vi dovevo. Buona giornata a tutti/e.

Disaggiornamento perenne.

Ieri mi hanno mandato il link a un gif animato che mostrava una tipa che interpreta la buca numero diciotto in una partita di golf. Per ragioni che mi rifiuto di spiegare in questa sede, non ho intenzione di postare tale link su questo blog. Chi legge sappia che ho riso in modo sguaiato a causa di tale link.

Comunque: mi sono rotto all’interno dei coglioni di scrivere stronzate quindi non so per quanto tempo CrotaloAlbino rimarrà privo di aggiornamenti né se verrà aggiornato ancora in un prossimo o remoto futuro.

Non è che non ci siano cose che valga pena raccontare, ok? Tutt’altro.

Per esempio: stamattina, prima di iniziare la sessione di scrutini, una collega è venuta da me felicissima.

Ha detto che ieri ha festeggiato andando a mangiare un gelato col marito.

Ho pensato “Magari ha scopato, boh…”.

Ho detto “Wow, come mai? Tua figlia ha preso un altro trenta all’esame? Anniversario del matrimonio? Macchina nuova?”

E quella, improvvisamente seria, “No, per il referendum!”

Come cazzo ho fatto a non squassarmi dal ridere in modo grassissimo, è un mistero. No, sul serio.

Ciao.

Follia

Il 2011, tenendo conto di quanto sta accadendo ultimamente, sembra essere l’anno della follia e del surrealismo.

Cioè: qua sta succedendo di tutto e, a ripensarci, vien da ridere perché certi episodi solitamente sono relegati all’interno di una raccolta di racconti scritti da qualche autore che predilige il weird.

L’ultimo florilegio di stronzate risale a Venerdì scorso e, fanculo!, ogni volta che ascolto storie del genere, devo assicurarmi di non avere gente davanti a me altrimenti va a finire che gli sputo addosso dal ridere (che è esattamente quello che ho fatto sabato pomeriggio quando mi hanno riferito gli accadimenti della sera precedente).

In pratica due che conosco da un po’ di tempo decidono di fare seratona in un locale dove, nel finesettimana, si tengono meno che mediocri concerti dal vivo e chi frequenta non ha idea di cosa sia il congiuntivo. Proprio il genere di luogo che sono solito frequentare anche io, insomma.

Giunti sul posto, uno dei due dà un’occhiata alla barista, soppesandone le grazie con grande attenzione, e decide che è il caso di provarci perché tanto si vive una sola volta ed è meglio non pentirsi delle rinunce che si sono fatte nel corso della propria esistenza quando ormai è troppo tardi. Così guarda il suo amico e gli fa “Hey, senti qua: alle 23:30 precise, vado da quella e me la trombo.” e l’altro (già pieno di birra e cose nere) “Vai, vecchio! Così si fa! Rifalle le pareti dell’utero col cazzo. E anche quelle dell’intestino.”

Nel frattempo si ingollano un altro paio di secchie di varie sostanze alcoliche in modo da entrare ancora di più in sintonia con lo spirito del luogo e del momento.

Sul palco si alternano gruppi hard-core locali uno peggio dell’altro.

Rapida occhiata all’orologio, segna le 23:15, “Bon, anche se non è l’ora giusta, non me ne frega un cazzo. Adesso vado dalla barista e ci provo!”; si alza, si accorge che, nonostante tutto, non ha ancora perduto l’equilibrio ed è addirittura in grado di camminare. Raggiunge il banco del bar e osserva con grande raccoglimento le grazie della barista. Figa, è figa. Molto figa.

– “Hey, ciao!”
– “Cosa prendi?”
– “Bu, non so. Una cosa nera.”
– “Una cosa nera. Tre euro, grazie.”
– “Senti a che ora chiude il locale?”
– “Certe volte, nel finesettimana se ci sono concerti e c’è tanta gente, chiudiamo anche alle quattro del mattino.”
– “Ah, ok allora. Senti, vieni a bere una roba con me quando stacchi?”
– “No.”
– “Ok, ciao.”

Torna dal suo amico con la cosa nera. L’altro lo guarda e gli dice qualcosa riguardo il bicchiere mezzo pieno che è ancora sul tavolo. Così ingolla il liquore alla liquirizia e riprende in mano la birra di prima. Poi spiega che la vita è una merda e che le tipe fighe sono tutte un lurido branco di stronze puttane, soprattutto se fanno le bariste in una dannatissima bettola di merda dove la musica fa schifo al cazzo e non si riesce nemmeno a parlare senza urlare. Ultimo sorso, rutto. Aggiunge che esce un attimo a prendere una boccata d’aria perché dentro è troppo caldo e c’è aria viziata; in più, sottolinea, gli stronzi sul palco fanno davvero cagare mattoni e sacchi di calcestruzzo.

Si alza e, facendo zig-zag tra la gente in modo piuttosto goffo, esce all’aperto. Si appoggia al cofano di una macchina.

– “Pssst… hey…”

Si gira da una parte e dall’altra ma non vede un cazzo di nessuno.

– “Pssst… sono qui…”

Solleva lo sguardo e vede una tipa sul terrazzo del condominio poco distante che gli fa gesti con la mano.

Capelli neri lisci sulle spalle, niente male, hey! Si guarda alle spalle per assicurarsi che quella del terrazzo non stia cercando di comunicare con qualche altro bastardo ma non vede nessuno nelle vicinanze. Ancora non del tutto certo di quanto sta accadendo, rivolge gli occhi in direzione del condominio e, col dito della mano destra, indica se stesso come per chiedere “Io?”

– “Sì, vieni qua.”

Accento sicuramente non della zona. Potrebbe venire dall’Europa dell’est o dal Sud America, cazzo ne sa lui? Quello che conta è che vuole dirgli qualcosa e, a guardarla dal basso verso l’alto, pare che non sia proprio niente malaccio. Così si incammina e arriva giusto sotto il suo terrazzo, al secondo piano del condominio.

– “Ciao.”
– “Ciao… ho bisogno di compagnia, bello!”
– “Cos’è? Uno scherzo del cazzo?”
– “Hihihihihihihi, no. Ho davvero bisogno di compagnia.”
– “Ah, ok. Che compagnia?”
– “Dai, non fare il scemo! Vuoi venire su o no?”
– “Non faccio il scemo, tranqua. Per dove si sale?”
– “Adesso me apre te portone, secondo piano.”
– “Ok, aspetta ‘n attimino che mando un sms al mio amico.”

Testo dell’sms: “Oh brutta merda, guarda ke sono in appartamento da una tipa ke vuole scopare. Se nn rispondo è xkè ho spento il cel”

Sale le scale e arriva al secondo piano. Porta aperta. “Wow, figata totale!”, pensa, “Pareva che la serata fosse una merda e alla fine invece scopo! E non ho nemmeno dovuto fare tanta fatica e inventarmi stronzate. Grandissimo…”

La tipa apre la porta e, solo allora, guardando da vicino, si accorge che non si tratta di Helena Gimenez Bella Figheira Di Bahia, bensì di Fernando Do Nascimiento di Belo Horizonte, trans che ha abbondantemente passato la quarantina. Con un accenno di barba sul mento.

– “Ah diocan di un diocan… no guarda, dio veramente can, scusa ma sono ubriaco e non mi ero accorto che eri un trans. Ma dio can… ma pensa te. Cioè, non è che ce l’ho con i trans e tutto quanto. Anzi! Per me potete fare quello che volete, tanto non fate mica male a nessuno. È solo che a me piacciono le femmine e non è cambio le abitudini così, da un momento all’altro, ok?”
– “Ma dai, guarda che non sai cosa ti perdi! Ti faccio un bel pompino! Non è mica male, sai? La bocca è uguale a quella di una ragassa. Le ragasse non fanno mica i pompini che faccio io!”
– “No, guarda, sul serio. Come se avessi accettato, fai conto che abbia accettato davvero e che mi hai fatto il pompino uguale anche se non me l’hai fatto. Maccheccazzo dico? Bu, non so.”
– “Ok, dai… se vuoi c’è una mia amica di là, vuoi che te la faccio conoscere?”
– “Un’amica o uno che sembra un’amica ma, in realtà, è un amico vestito strano?”
– “No, ela è un’amica. SONIAAAAA!”

Si spalanca una porta e, da essa, esce Sonia. Un metro e quaranta centimetri scarsi, ottanta chili, settima di seno, un neo gigantesco sulla guancia, capelli neri arruffati che non vengono pettinati da almeno ventisette ore. Tuta adidas blu. Ciabatte. Calzini da tennis. Canottiera da muratore. Bianca.

– “Ciao belo ragazzo con capelli lunghi.”
– “Ciao… senti posso mica andare in bagno? Cioè, non è una battuta, è solo che se non piscio muoio.”
– “Se vuoi ti faccio un bel pompino. Quanti soldi hai?”
– “No, guarda. Io devo andare in bagno, mi scappa.”
– “Quanti soldi hai?”
– “Eh, ho fatto seratona. Mi sa che mi son rimasti venti euro.”
– “Con venti euro ti faccio un bel pompino. Ma non scopare perché, per scopare, ci vuole cinquanta euro che se la gente sa che faccio lo sconto a te, poi lo vogliono tutti e io devo mandare soldi a famiglia in Brasile.”
– “Devo anche pagare? Ma porco dio, ma checcazzo me ne frega a me? Dio can, io devo pisciare e basta.”
– “Allora vai fuori dalle balle e non tornare a rompere i cohones a me che stavo dormendo, ok?”
– “Ou, dio boia! Guarda che è stato il tuo amico a chiamarmi su perché aveva bisogno di compagnia e io credevo che fosse una femmina.”
– “Vafanculi!”
– “Ok, vafanculi anche a te. Ciao e porcodio!”

Pisciata di due ore nel parcheggio. Rientra nel locale. C’è un altro gruppo che suona. Fanno, se possibile, cagare ancora più incudini di quelli di prima. Trova l’amico che lo aspetta seduto al tavolo con un bicchierino di cosa nera in mano.

– “Ou, dove eri andato?”
– “Ti ho mandato un sms.”
– “Ah, ho lasciato il cellulare in macchina.”
– “Finisci di bere quella roba che poi andiamo via, guido io e facciamo una strada interna così non becchiamo pattuglie.”
– “Ok, *sglop*, finito. Andiamo.”

Montano in macchina assieme. Quello al posto di guida si osserva attentamente le dita delle mani per qualche secondo e decide che dovrebbe essere in grado di tornare a casa senza schiantarsi contro un platano né finire in un fosso ai margini della strada.

Tuttavia, lungo il tragitto, decidono di andare a bere l’ultima roba in un altro locale della zona dove suonano dal vivo ma la qualità delle band è solitamente migliore perché si fanno pagare. Arrivano e, vaccaiddio, c’è il concerto di un gruppo tributo a un cantante italiano che, ora come ora, non mi va nemmeno di nominare perché mi fa incazzare e basta. Bestemmiano entrambi, si siedeono e ordinano due cose nere. Bevono.

Si materializza un conoscente di uno dei due che è rinomatamente più comunista di Lenin e Fidel Castro messi assieme.

Dialogo.

– “Ou, ti ho visto che parlavi con xyz l’altro giorno. Ma che razza di gente conosci?”
– “Sì è mio amico, perché?”
– “Perché…”, il tipo è ubriachissimo, ubriachezza e comunismo militante sono due ingredienti assolutamente esplosivi, “…perché quello è un fascista e io non posso essere amico di uno che è amico di un fascista.”
– “Ma dio can…”, interviene l’altro che non ha guidato.
– “Ma dio can cosa?”
– “Dio can, è venerdì sera, dio can. Devo ascoltare ‘ste stronzate anche quando sono ubriaco perso? Dio boia!”
– “Ou, non sarai mica fascista?”
– “Sì, porco dio! Sto bevendo una cosa nera perché la liquirizia è nera, dio can! VIVA Il DUCE! PORCO DIO!” (NB: in realtà non gliene frega una merda della politica, sta solo rompendo i coglioni perché, da ubriaco, diventa molestissimo.)
– “Ah sì? Bon, allora ti spacco la testa. Dio can! Solo perché sono comunista non è che sono uno che si caga addosso. Dio boia! Non è vero che i comunisti le prendono sempre. A me piace fare a botte! E non ti ho già tirato un pugno in faccia solo perché hai gli occhiali!”
– “Bon, ecco. Mi sono cavato gli occhiali! E adesso? Porco dio!”
– “Andiamo fuori così ti spacco la merda!”

Escono incazzati; l’altro, quello del trans, li segue dicendogli di lasciare perdere, che è il finesettimana e lui si voleva solo divertire senza ‘ste cazzate del comufascismo, quello che cazz’è.

All’esterno il comunista e il finto fascista (quello che diventa molestissimo quando è ubriaco), sono già in posizione da boxe che tirano ganci all’aria perché nessuno dei due ha coraggio di prendere l’iniziativa per primo.

Quello del trans afferra l’amico per la vita e cerca di trascinarlo via. E, proprio in quel preciso istante, l’eroe della rivoluzione trova le motivazioni giuste e decide che è il momento perfetto per tirare un cartone al nemico della rivoluzione.

Lo manca clamorosamente.

Il pugno, seguendo una traiettoria che è tutto un programma, oltrepassa la spalla sinistra del finto-fascista e finisce nella faccia di quello del trans che stava cercando di far scoppiare la pace tra i due.

Quello del trans: “AHIA, DIO BOIA!”
Comunista: “Uh, scusa, dio can… non volevo prenderti in faccia, io volevo dare un cartone al tuo amico fascio…”
Quello del trans, tenendosi la faccia: “DIO BOIA!!!”
Finto-fascista molestissimo: “AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Porco dio, che ridere!”

Fine della serata.

Adesso non sto qua a raccontare cos’è successo nei giorni precedenti a questo accadimento, tuttavia il 2011 si sta configurando come l’anno della bollitura totale. Ne stanno succedendo troppe e di tutti i colori. Sul serio.

Ok, vado a distruggermi in palestra.

Sono sempre più grosso.

Ok, brutti stronzi!

Mi ci vuole un po’ di tempo, d’accordo? Sto cercando di terminare il finale giusto di “Ship Of Fools” e, in tutta franchezza, mi ci sto divertendo un sacco. Non voglio farmi prendere dalla fretta e mandare tutto in merda. Qua c’è in ballo un sacco di materiale che “Mistero” e “Voyager” mi fanno una rubicondissima grassa sega, ok? Non anticipo un cazzo anche se, a dirla tutta, l’ho già fatto nei mesi scorsi quando ritenevo improbabile che avrei terminato l’epopea dei due studentessi.

Nel frattempo, se proprio non avete un cazzo da fare, potete fare click qui e dire che vi ho mandati io.

(zzzap!) Test: sei 6^l^t€^?

Alla luce di ciò che è emerso tra le righe pubblicate dalla redattrice de “il quarto blog in Italia” nei mesi scorsi, ho ritenuto opportuno rimuovere il test.

Inutile chiedere “perché?”, non ho voglia di mettermi a scrivere un trattato sulla natura dei sentimenti e delle motivazioni che muovono me e chi mi/ci sta attorno.

E comunque è sufficiente fare uno più uno. Non sono tanto bastardo quanto vorrei essere.

Ciao,
L’Arpioni