Archive for the ‘Gente scaltra’ Category

Test: sei U. Fornelli?

Sei U. Fornelli? Rispondi onestamente alle domande e scoprilo da solo.

1. Qualcuno non è d’accordo con quello che scrivi sul tuo blog, come reagisci?

a. Leggo quello che ha da dire e gli rispondo argomentando.
b. Non ho un blog.
c. Mi chiedono come reagisco quando i punti di vista divergono. Se qualcuno dovesse avere punti di vista diversi dal mio, lo banno perché, prima di scrivere, mi documento sempre e, anche quando dico qualcosa di assolutamente opinabile, è comunque vero perché la mia opinione, come si sa, è il Verbo. Ficcatelo in testa: io non ho opinioni, gli altri sì, io invece, quando parlo, lo faccio perché ho studiato, non come l’ottantacinque percento degl’Italiani che si sono arresi e sono dei vigliacchi rassegnati che hanno perso il treno per Dusseldorf, anzi per la Via Lattea. Come quali sono le mie fonti? Guglatelo da solo ché non mi scende il culo di fornirtele dato che, quando me lo hai chiesto e ho dato un’occhiata, non ho trovato un cazzo perché mi sono inventato tutto di sana pianta. Comunque la mia opinione vale più di qualsiasi altra perché io so tutto. Io sono Fornelli, voi non siete un cazzo. Vi banno.

2. Cosa pensi del corpo insegnante italiano?

a. Fanno il loro lavoro, chi bene e chi male; come in tutti i campi ci sono persone competenti e somari.
b. Alcuni dovrebbero essere mandati sui campi.
c. Mi scrivono per sapere cosa penso degli insegnanti. Sono solo un branco di bestie ignoranti che non sanno parlare la lingua del proprio paese. Gente del genere rovina la gioventù. Le maestre sono tutte stronze, hanno la sindrome di down. I presidi sono spastici. Tutti. È a causa loro se l’ottantacinque percento degl’Italiani sono esseri abbietti, perdenti rassegnati! Tutto perché questa feccia è ovunque! Siamo circondati da bestie sessantottine che non sanno cosa sia la meritocrazia. SIETE DELLE MERDE! E NON SAPETE PARLARE ITALIANO! MERDE! VIGLIACCHI! CAPRE!

3. Ooooocchei. Senti qua, come si scrive “un altro”?

a. “Un altro.”
b. “Un altro.”
c. “Un’altro.”

4. E “qual è”?

a. “Qual è.”
b. “Qual è.”
c. “Qual’è.”

5. Parlami dell’università italiana.

a. Fornisce, tutto-sommato, una buona preparazione sia in ambito scientifico che umanistico, purtroppo negli ultimi tempi non si è investito molto nella ricerca ma, con i tempi che corrono, è difficile ricavare le risorse necessarie.
b. Mi fido di un medico italiano allo stesso modo in cui mi fido di un medico svizzero.
c. Mi chiedono cosa penso dell’università. Lammerda. Baroni. Raccomandati. Schifo. Tutto uguale in ogni ateneo. E le facoltà umanistiche non servono a un cazzo, ci vanno solo i somari che non sono in grado di capire la matematica. Ma comunque, in generale, le università italiane sono lammerda.

6. Sei laureato? Se sì, in cosa?

a. Sì. Ingegneria meccanica.
b. No.
c. Nel forum mi chiedono della mia educazione. Mi sono iscritto a matematica e mi sono fatto un culo così. Also, nel frattempo, lavoravo. Ho fatto il buttafuori, il tassista, il muratore, l’allevatore, il percussionista napoletano, il fattorino, l’astronauta, il geologo, lo studioso della psicologia della donna e, a proposito, la psicologia è una falsa scienza e non serve a un cazzo. Ogni scuola psicologica dice le sue stronzate ma non si arriva mai a una conclusione, un cazzo di niente. Per esempio il comportamentismo, no? Pavlov sosteneva che, dati determinati stimoli, si ottenevano risposte fisiologiche di tip(…) (seguono altre cinquanta righe di copia-incolla da wikipedia), a-ha! Ma poniamo che la nerchia del bukkake antani sia limitatamente sincategorematica alla nerchia proporzione A sta a BI come MU sta FA, is it?

7. Ok. Ma sei laureato, sì o no?

a. Mi pare di aver già risposto.
b. Ho detto di no.
c. Google!

8. Parli inglese?

a. Me la cavo.
b. Solo qualche frase molto semplice.
c. Mi scrivono per sapere se l’inglese è una competenza fondamentale Per quanto mi riguarda, sono in grado di fare una presentazione di un prodotto o di un argomento senza particolari problemi. Posso dire di essere più fluente in inglese di molti laureati in lingue italiani che, quando si trovano al di fuori della loro coNfort zone, inciampano e fanno la figura dello scroto allungato.

9. Ok, che ne dici di fare una breve presentazione di te stesso, di quello che fai per vivere, dei tuoi hobbies. Insomma, dimmi quello che vuoi in inglese.

a. Hello, my name is Ciano Manubrio, I’m an engineer, and I work as a project manager for an American company. I like fishing, swimming and reading. Oh, I’m into music, I studied the piano for a few years but, at one point, I had to quit because I went to university and I couldn’t bring my piano along so I picked a cheap guitar. I’d strum it every evening before going to bed, it was good fun.
b. My name is Astro Baule and I’m an accountant.
c. You is making stupid questions, I have not responding. But because you are domanding this? Why you want provockhe me. But I are not stupid, unlike you all is… are! Is it? You is in Italy! Why you is perdent and resigned! I are in Doucheland… cioè no… Alemagnaland… Germany! Why I aren’t looking my female son on the eye and shame me! No! Does it? And, by the way, we all live in a yellow submarine, I can get no satisfaction, smoke on the water and, soprattutt, OKLAHOMA!

10. Come si fa bollire l’acqua?

a. Ne versi la quantità che ti serve in una pentola, la metti sul fuoco e aspetti che bolla.
b. La metti sul fuoco.
c. Mi scrivono per sapere come far bollire l’acqua. Ora, qualche anno fa, mentre mi trovavo in Siberia per alcune ricerche geologiche sul bolide che colpì Tunguska, avevo alcuni blocchi di ghiaccio da sciogliere ma, essendo la Siberia un luogo non esattamente troppo ospitale e non essendovi alcun genere di fonte di calore nelle vicinanze, dovetti assicurarmi di essere in grado di arrangiarmi comunque. Ora, se io fossi stato l’italiano medio che va all’università e si laurea in lettere moderne, avrei dato colpa all’inospitalità del luogo e equitalia. Aha… invece, dopo aver raccolto attorno a me alcuni frammenti di legno secco, cominciai a sfregarli l’uno contro l’altro ma non riuscii a combinare un cazzo. Così mi sdraiai sulla neve e cominciai a muovermi per fare segnali dato che sapevo che quel luogo era sulla traiettoria di uno dei satelliti artificiali che orbitano attorno al pianeta. Poi, assieme a una strega, abbiamo esorcizzato un ragazzo del luogo che era posseduto dal demone Baal e non m’invento mica un cazzo. Per la cronaca, ho fatto insieme ad una strega la stessa cosa che fa amorth, senza bisogno di invocare cristo e ha funzionato prima e senza tutte quelle tragedie che dice lui (cit.; dico sul sul serio, non m’invento un cazzo: CIT.!).

11. Ti ritieni dotato di senso dell’umorismo?

a. Nessuno mi evita, ogni tanto dico qualcosa di divertente. Mi pare di andare d’accordo con tutti.
b. Chi mi conosce, dice che sono una persona abbastanza divertente. Spero che non lo dicano per farmi capire che sono un pagliaccio, hey!
c. Sono simpaticissimo! E mi piace fare scherzi! Le zingarate!!! Ho scritto anche il manifesto degli Sturmi!!! 🙂 Ah, ti ho raccontato di quella volta che abbiamo perculato il Sizzi? 🙂 Da morir dal ridere! Lo abbiamo zingarato un sacco, io e gli sturmi!!! E lui se l’è bevuta fino in fondo!!! E quando gli abbiamo detto che era uno scherzo, lui ha detto che l’aveva capito da un sacco. E poi abbiamo anche zingarato Galatea! E il sito di Vendola! Ah, quante ne abbiamo fatte! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Che ridere!

12. Qualcuno ti prende in giro bonariamente per una tua debolezza, come reagisci?

a. Mi dà un po’ fastidio ma non me la prendo. Cerco di sorridere, spero che non si esageri e mi riprometto di fare altrettanto quando l’occasione si presenterà.
b. Ahahahaha, brutto stronzo! Me la paghi, ahahahahahahahahahahahaha! Vaffanculo, ahahahahahahahaha!
c. Come? Cosa significa che le foto di donne nude che posto sul mio blog ritraggono delle trippochiappone? Come sarebbe a dire che le tette arrivano al marciapiede, che hanno i trigliceridi sballati e che sudano stracchino? Cosa sono queste stronzate? Sì, hai capito bene! STRONZATE! Ah sì? Guarda che può essere che io mi sia scopato quella troia di tua madre, ok? Anzi, sicuramente me la sono scopata! Nel culo! Non sto scherzando! Non mi viene da ridere un cazzo! Come osi criticare i miei gusti sessuali? Ah-ah-ah, che ridere che fai. Sei davvero simpatico come un pugno sui coglioni. Mi sono scopato tua madre nel culo! Stronzo.

13. Una tua conoscente ti fa sapere che aspetta un bambino, è entusiasta di diventare madre. Come reagisci?

a. Le faccio le mie più sentite congratulazioni e le dico di tenermi informato. Sono felice per lei. Non riesco a smettere di sorridere.
b. Fantastico! Gran bella notizia! Congratulazioni!
c. Diventare madre significa cedere il proprio corpo a un altro. La società cerca di farti credere che sei pienamente padrona del tuo corpo solo quando diventi madre, in realtà è l’esatto contrario. Il parto, tutto ciò che lo precede e lo segue sono privazione di libertà per la donna. La cultura cattolica che pervade la vita privata italiana ha portato a questo. Crediamo a menzogne che ci vengono inculcate fin dai tempi del (…) (seguono altre cinquantasette righe di megapippone socio-sbroccotronico.)

14. Stai per tornare nella scatola?

a. Come?
b. Non capisco.
c. No, non ci voglio tornare nella scatola! NON VOGLIO ANDARE NELLA SCATOLA! NOOO! LA SCATOLA NO!!! NON MI METTERE NELLA SCATOLA! SONO BUONO! NOOOO! LA SCATOLA NOOOOOOO! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

Risultati:

Prevalentemente risposte “a” – Non sei U. Fornelli.
Prevalentemente risposte “b” – Nemmeno tu.
Prevalentemente risposte “c” – Hey, hey, hey! Benvenuto, Fornelli! Anche se Scassonio-BastaConLaDroga pensa che tu sia nient’altro che un miserabile cazzone arrogante cazzaro incazzoso invidioso pagliaccio permaloso che vorrebbe essere Appeppe Krilla ma non gli regge la pompa, Gesù ti vuole bene lo stesso e ti ritiene un capolavoro di essere umano; lui sa che tu hai fatto il buttafuori, che hai abitato in Sicilia, che hai fatto il perito informatico per svariate procure della Repubblica, che hai conosciuto il mondo dell’editoria italiana e ne sei rimasto schifato, che hai collaborato con importantissime società IT di tutto il mondo, che sai cosa significa partorire perché l’hai fatto, che in Italia avevi un lavoro che molti invidiano e che, quando l’hai lasciato, tutti si chiedevano perché stessi facendo una cazzata del genere ma tu, in realtà, la sapevi più lunga di loro e un giorno riderai… ah, se riderai! Sai le risate che ti farai? Perché TU queste cose le avevi dette, ah se le avevi dette! E adesso hai un lavoro di tutto rispetto in Germania, un’occupazione che ti permette di guardare dall’alto in basso quei poveri coglioni che sono rimasti in Italia e ti concede il lusso di tenere aggiornato il tuo blog; anche due-tre mega-pipponi al dì. Ma non è perché, in realtà, non combini una merda di niente tutto il giorno bensì perché TU sei multi-tasking, ok? Non è che fai il cameriere di sera in una pizzeria gestita da calabresi, ok? Quindi vai tranquo e sciallo ché altrimenti ti si iper-gonfiano le ruote dello skate. Bukkake, nerchia e tutto quanto. Ciao, Fornelli. Se dovessi scegliere chi buttare giù dalla torre tra te e Dio, sceglierei Dio.

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Don Caspio (come il mare) contro Ulrike–Season one, episode one.

C’era una volta un prete di nome Caspio (come il mare) che abitava in montagna e aveva una mucca. Siccome nella sua parrocchia non c’erano tanti fedeli, anzi ce n’erano solo due e metà di essi erano pensionati di ottantasette anni e mezzo, lui spendeva quasi tutto il suo tempo ad accudire la mucca. La domenica, infatti, alla funzione non veniva quasi mai un cazzo di nessuno perché la vecchia pensionata faceva fatica a camminare e suo nipote (l’altro fedele) preferiva dedicarsi alla cura dell’osteria che gestiva solo per se stesso (in pratica si versava il vino e lo beveva. Tutto da solo, senza l’aiuto di nessuno) piuttosto che caricarsela in spalla e portarla alla chiesa.

Così Don Caspio (come il mare) accudiva la mucca che, di nome, si chiamava Ulrike. La portava a guinzaglio sul prato dietro la canonica e la osservava mentre pascolava. Di quando in quando le rivolgeva la parola tanto non c’era nessuno attorno ad ascoltare che potesse prenderlo per un coglione che parlava ai bovini.

– “Sai che una volta avevo una morosa che si chiamava come te? Era austriaca e le piaceva andare sulla slitta però parlava italiano solo con un leggero accento che me lo faceva andare in tiro.”, le raccontava, “Così un giorno, per San Valentino, le chiedo cosa vuole come regalo, che ne so… cioccolatini, un braccialetto, fiori, stronzate del genere che piacciono alle femmine ma quella mi guarda negli occhi e fa una slitta!; allora io allargo le braccia e faccio ma te ne ho regalata una l’anno scorso! e lei sì d’accordo ma, se ricordi bene, l’ho prestata al postino che mi aveva chiesto se poteva farci un giro e io, che sono generosa e non dico mai di no a nessuno (non per niente ti permetto di capitarmi tra le gambe), gli ho detto ok e quello si è schiantato contro un pino, è morto con la testa aperta in tre parti e mi ha scassato la slitta. Insomma è andata a finire che ho dovuto regalarle un’altra slitta, lei era contenta di andare in slitta. Però io a un certo punto mi sono rotto i coglioni di questa storia che voleva sempre lanciarsi a tutta giù per la discesa quando nevicava così ho detto fanculo!, l’ho scaricata, sono diventato prete e mi sono comprato una mucca e quella sei tu, pensa un po’.”

La mucca continuava a brucare guardando Don Caspio (come il mare) mentre quello parlava a vanvera. Masticava l’erba pigramente e lo osservava come se volesse dire “pensa che coglione ‘sto imbecille vestito da pinguino: non può fare la predica perché non se lo caga nessuno così parla con una mucca di nome Ulrike.”, solo che non poteva dire un cazzo perché i bovini non parlano. Insomma, siccome le mucche non possono manifestare a parole il proprio disappunto nei confronti dei preti logorroici che rompono loro la coglia, Ulrike decise che fosse il caso di allontanarsi di qualche metro per continuare a nutrirsi senza sentire la voce cantilenante di Don Caspio (come il mare) che le raccontava di quella volta che l’aveva comprata perché la sua fidanzata preferiva la slitta al suo cazzo per l’ennesima volta.

– “Dove te ne vai, Ulrike?”, disse Don Caspio (come il mare) vedendola sgambettare lontano da lui. Si alzò, allarmato, dal tronco d’albero su cui si era accomodato e la inseguì lungo il leggero pendio. “Fermati, non allontanarti troppo… più in là c’è una strada… ok, è poco trafficata e tutto il resto ma metti che, per caso, passa un TIR perché il camionista ha spaccato il GPS e crede che quella sia una scorciatoia per Bollate di Baranzate… insomma… nessuno vuole ritrovarsi una mucca nel radiatore dello Scania, dico bene? Ulrike, torna qui!”

Ma il bovino ne aveva fin sopra le corna delle storie assolutamente fini a se stesse di Don Caspio (come il mare); voleva solo brucare per i cazzi suoi scacciando le mosche con la coda senza ascoltare di quella volta che blablablablabla e blablablablabla così non prestò alcuna attenzione ai richiami del suo padrone e trotterellò lontano da lui.

Dopo quasi un’ora di inseguimento, Don Caspio (come il mare), si ruppe a sua volta nei coglioni e decise che fosse il caso di giocare d’astuzia. Dopotutto l’homo sapiens era più intelligente di qualsiasi bovino sulla faccia del pianeta, giusto? Così girò sui tacchi e s’incamminò in direzione della macchia che cresceva rigogliosa dall’altra parte della collina. Pensava di cogliere Ulrike di sorpresa, afferrarla per il collare, rimetterle il guinzaglio e riportarla nella stalla che aveva ricavato, senza che il vescovo sapesse nulla, dalla sala da pranzo al piano terra della canonica.

Dopo aver camminato tra gli alberi per una ventina di minuti, scorse la pelliccia maculata di Ulrike che pascolava allegramente dietro l’angolo.

– “Ah-ha!”, esclamò Don Caspio (come il mare) con un filo di voce, quindi si mise in posizione di punta come un setter irlandese e, resosi conto che Ulrike era del tutto ignara della sua presenza, fece un poderoso balzo in avanti, afferrandone il collare con entrambe le mani.

Il bovino, da parte sua, pareva essersi completamente scordato il motivo per cui era fuggito dal prete e non oppose alcuna resistenza continuando a masticare erba e scoccando un’occhiata distratta al religioso. Don Caspio (come il mare) estrasse da una tasca segreta della tonaca il guinzaglio e lo assicurò al gancio sul collare placcato argento tempestato di zirconi che aveva comprato su ebay da uno di Codroipo (PN) per quindici euro e sessantatré centesimi (razza di stronzo, aveva voluto anche quelli!).

– “Sei scappata senza alcuna ragione, birichina! Hai fatto proprio come quella volta che il figlio della nipote del cugino del vicino di casa della nonna di mia zia aveva spremuto un lim…”

Ulrike, sentendo nuovamente la voce salmodiante di Don Caspio (come il mare), esclamò stizzita “MUUUUUUUUUUUUUU!” e, con un poderoso colpo di reni, diede uno strattone all’indietro cercando di liberarsi del guinzaglio ma il prete non lasciò la presa e, quando l’animale si mise a correre scendendo a tutta velocità lungo il dolce crinale della collina, puntò i piedi sul terreno ma, dopo appena qualche metro, si ritrovò sull’erba prono, trascinato e rimbalzante su ogni asperità del terreno.

– “Fermati! Razza di stupida vacca imbecille! Fermati, ho detto! Ti ho pagata un fracco di soldi! Ti ho concesso anche l’uso promiscuo della sala da pranzo della canonica! Inutile giovenca ingrata! Stronza! Bastarda! Non mi ascolti, eh? Ricordati della parabola del figliol prodigo! Io non sono un coglione come il padre di quel delinquente! Nossignore! E non porgo nemmeno l’altra guancia! Quando tornerai da me, ti faccio conoscere il mio amico Alvaro che fa il macellaio giù in paese! Hai capito? Fermati, brutta cicciona di merda! Altrimenti ti ritrovi braciola in men che non si dica!”, il tutto rimbalzando sull’erba con la tonaca che svolazzava alle sue spalle. Infine lasciò andare la presa e si rialzò faticosamente da terra osservando Ulrike che sgambettava qualche centinaio di metri più avanti non intenzionata a fermarsi.

(Fine della prima puntata)

Tutte le strade portano a Roma

No, scusate ma mi pare che qua si stia un po’ esagerando.

Mi sono laureato in materie umanistiche e il mio mestiere è educare le generazioni che costruiranno il futuro di questo paese, un mestiere che richiede responsabilità e buon senso, ok?

Non so se chi sta leggendo in questo momento si rende conto del modo in cui questo mio compito influenza il mio vissuto quotidiano e ciò che lascio in questo diario informatico. Be’, lo influenza un sacco e una sporta, ok? È sufficiente dare un’occhiata ai tag che caratterizzano i post di crotaloalbino per capirlo, hey!

Senonché, scorrendo le statistiche del sito, non posso fare a meno di sentirmi un po’, come dire, “troia dentro” quando leggo certe ricerche che conducono a questo augusto luogo.

Tipo, tra ieri e oggi, c’è un sacco di gente che è giunta su codeste sponde cercando…

  • milf del piano di sopra
  • nude con cazzo gratis (cosa significherebbe poi? “Nude con cazzo gratis”? – N.d.a.)
  • fighe che squirtano
  • una mano dentro me
  • mano dentro figa
  • squirtare in mano
  • seghe ai cazzi
  • spruzzate in faccia
  • fregna merda xhamster
  • lobstertube è il migliore?
  • capire se una donna squirta
  • mano tutta dentro
  • mano dentro la figa
  • come si squirta
  • putrella acciaio acciaioso
  • figaccia spaccata xhamster.com
  • mano dentro al culo italiano
  • mani figa
  • squirto troppo
  • milf per me? (col punto interrogativo – N.d.a.)
  • troia che squirta
  • video squirta poi viene
  • milf camicia
  • video di donne che si masturbano e squirtano
  • si masturba e squirta
  • il libro delle milf (ho cercato il tomo su ibs.it e non l’ho mica trovato un cazzo, ok? – N.d.a.)
  • cazzo nudo bus metro (ROTFL – N.d.a.)
  • milf scarpe
  • giapponesine che si masturbano
  • milf in liguria
  • mamma ke squirta

Cioè… non va mica un cazzo bene, ok?

Ho scritto la mia tesi di laurea sul neocontrattualismo, non so se mi spiego. Vi ho esaurientemente trattato il modo in cui il Contratto Sociale di Rousseau ha influenzato il pensiero anglosassone contemporaneo, Rawls e tutto il resto, va bene? Il concetto di worst off. La critica a Una Teoria Della Giustizia.

Ho una libreria piena di tomi di Kant, Hegel, Malebranche e Leibniz, per citare i primi che mi vengono in mente. Sono una personcina a modo, comprì?

In buona sostanza, mi renderebbe oltremodo felice sapere che chi fruisce di crotaloalbino, vi giungesse cercando, che ne so, “strutturalimso diacronico” su google.

Mi renderebbe fiero di me stesso.

Altro che “milf che caga su un piatto” (altra chiave di ricerca dell’altro giorno).

Bon, adesso che mi sono tolto questo peso dal cuore, me ne torno a scaricare un paio di tera di analcreampie.

Ciao.

Bombe atomiche e fischietti.

Lo spettacolo è iniziato con la proiezione di alcune diapositive che mostravano i disastri naturali che hanno colpito il mondo e l’Italia nel corso del 2010. Allora io ero tipo: “Vai che parla del 2012 e le profezie Maya! I Rettiliani! Il Nuovo Ordine Mondiale! I Protocolli Dei Sette Savi Di Sion! Grandissimo! Cazzarockandrolla, avrei dovuto ingollarmi un paio di cinque grappe doppie prima di entrare così sarei stato più nell’ottica psichedelica giusta!”… ebbene: delusione totale. E fanculo al mondo.

Sincermante, mi aspettavo una serie di chicche fantascientifiche anche meglio di quelle di un paio di anni fa ma, evidentemente, qualcuno ha suggerito a Beppe di darsi un contegno perché, proprio grazie alla rete di cui lui si serve per articolare le sue ricerche, per organizzare il suo movimento e mettere in piedi manifestazioni come il V-day e robe del genere, la gente può anche dare un’occhiata in giro e scoprire che, mentre andavi di corpo, il tuo culo ha sbagliato mira e lo stronzo più grosso è finito sul pavimento.

Intendiamoci: il finale dello spettacolo ha riservato grosse soddisfazioni al sottoscritto nel senso che, appena Beppe ha cominciato a ingranare la marcia “tecnologica”, le stronzate hanno cominciato ad ammassarsi in modo pressoché continuo. Da parte mia, mi sono fregato le mani un bel po’ sussurrando “Ci siamo!”, the bastard’s delivering at last, hey!

C’è comunque stato motivo di tristezza per quanto è mancato rispetto alla volta precedente.

E mi riferisco alla biowashball, la palla magica che, infilata in lavatrice senza alcun genere di detersivo o additivo chimico, semplicemente grazie a qualche sferetta di ceramica contenuta al suo interno (che si “ricarica” col sole), lasciava le vostre mutande esattamente con la medesima frenata di culo che le decorava prima che le infilaste in lavatrice… in pratica non serviva a un cazzo di niente, se non a far spendere (ai grillini che se la sono bevuta) trentanove euro sul sito svizzero che la vende(va). Sono inoltre mancati i riferimenti all’inventiva del popolo svedese che, grazie ai loro cessi fantascientifici, riesce a dividere la merda dal piscio e a produrre, in tal modo, compost e urea che vengono venduti ai contadini per tipo trenta euro al quintale o una roba del genere.

Fatte tali premesse, se affermassi che sono in totale disaccordo con Grillo, sarei disonesto: anche a me sta discretamente sulle balle essere governato da un branco di vecchi marci che non hanno alcuna intenzione di schiodare il culo dalle poltrone che occupano per almeno quarant’anni, ma tant’è; e tuttavia alcune delle proposte politiche che Grillo ha – letteralmente – buttato sul piatto nel corso delle due ore di spettacolo risultano – a me – abbastanza ravvicinate alla più remota orbita del fregare-un-cazzo-mi-non. E, nella fattispecie, faccio riferimento a tutto il casino che ha tirato su per la legge elettorale attualmente in vigore.

Personalmente, non me ne frega un beneamato cespuglio di cazzetti infiocchettati con un nastro di seta fucsia delle trecentocinquantamila firme che sono state raccolte – in un giorno – affinché si dia alla gggente il diritto di poter scrivere un nome e un cognome sulla scheda elettorale senza essere costretti a eleggere bastardi che sono stati messi in lista solo perché sono mafiosi, ammanicati con qualcuno o belle fighe che fanno sboccaponci e analcreampie ai dirigenti di partito in modo del tutto deliberato e per nulla randomico.

Con ogni probabilità si tratta di una questione di sensibilità insufficiente o qualcosa del genere… fattosta che, in tutta franchezza, anche quando potevo farlo, esprimendo una preferenza elettorale, non ho mai scritto il nome e cognome di un candidato sulla scheda. Mi sono semplicemente limitato a tracciare una ICS sul simbolo del partito che, in quel particolare momento, mi faceva meno cagare degli altri. Anche perché non conoscevo nessuno dei nomi indicati sui tabelloni. Ma soprattutto perché, più in generale, la politica mi ha sempre interessato tanto quanto il calciomercato (una merda di niente): sono uno che è venuto su a patate e braciole; ergo questioni filosofico-idealistico-democratiche o quello checcazz’è mi sono sempre scivolate addosso.

Voglio dire: se uno fa l’insegnante da sette anni ed è precario da sempre, ciò che gli preme sapere è tra quanti lustri potrà smettere di considerarsi tale, d’accordo? Quindi se un figlio di troia qualsiasi promette che tra, diciamo due anni, non ci saranno più precari perché non ha intenzione di aumentare ulteriormente il numero degli stessi attraverso l’attivazione di appositi corsi universitari abilitanti e che le graduatiore a esaurimento rimarranno davvero tali (a esaurimento) dato che nessuno vi potrà più accedere finché tutti i supplenti annuali non saranno, in effetti, insegnanti di ruolo… be’, io gli do il voto, mi spiego? A prescindere da chi c’è all’interno di quella lista… per me potrebbero anche ficcarci dentro Cheech & Chong, L’Omino Michelin, Al Capone o Rosi Bindi, cazzo me ne frega a me?

S’intende che la mia è semplicemente un’opinione e non ho assolutamente intenzione di farla passare per il Verbo; c’è chi è più intelligente di me e la pensa in modo differente… e va bene così, d’accordo?

Comunque, tornando a Grillo, no? Come prevedevo, la visione politica di cui è latore è più o meno quella che ci si aspetta da un comico qualsiasi: Abberlusconi merda, PD merda, Bossi merda, legge elettorale merda(1). Tutta roba mai sentita in giro.

Ha anche aggiunto – proiettando foto – che qualche mese fa, sempre per la questione delle trecentocinquantamila firme per cambiare la legge elettorale e blablablablabla, ha indossato un elegante completo gessato e si è recato in Commissione Parlamentare con un computer portatile (ha sottolineato un sacco questa cosa dell’ibook, che era l’unico ad avere un laptop della Mac, che gli altri non avevano un cazzo e tutto quanto) perché, alla fine, essendo lui il promotore dell’iniziativa, non hanno potuto fare a meno di invitarlo. Quando si è trovato davanti a questi della Commissione, ha immediatamente fatto loro sapere che non rappresentavano nessuno in quanto non sono stati eletti (nel senso che nessuno aveva scritto il loro nome e cognome sulla scheda elettorale, ci ho messo un po’ a capirlo perché, come ho detto prima, sono un po’ ottuso e certe sottili questioni, all’inizio, mi sfuggono, ok?).

E tutto il pubblico ha applaudito, quasi una standing ovation.

– “VAI, GRILLO!”

– “Vai Grillo cosa? Sono sempre io quello che è preso in mezzo. Sono io quello che si becca diciannove querele al mese! Io! E sapete con quali soldi pago gli avvocati? Con i vostri!” (Ha detto proprio così.)

Esagitato tra il pubblico – “GRANDE, BEPPE!”

– “E allora chi dovremmo votare alle prossime elezioni se non possiamo votare nessuno perché tanto questi si sono fatti la legge elettorale per loro in modo tale che non si possa in realtà scegliere nessuno? Chi scegliereste voi? Chi?”

Stesso esagitato di prima – “TU! VOGLIAMO ELEGGERE TE!”

Questo sventrascroti urlante che continuava a rompere i coglioni ululando il suo entusiasmo era posizionato proprio dietro a me. il resto del pubblico si limitava ad applaudire; questo era fuori di sé dalla felicità e lo manifestava fucilando lo scroto a voce alta. E nessuno che gli dicesse di chiudere quel cazzo di bocca, nessuno. Io nemmeno, per quello. Tanto mi prefiggevo solo di bere alla fine dello spettacolo (2).

E, in effetti, il divertimento è sopraggiunto proprio in Zona Cesarini… quando cioè Beppe ha iniziato a parlare di questioni di natura tecnico-scientifica, energia e tutto il resto. Fino a quel momento, io mi sono limitato ad ascoltare attendendo che il materiale di qualità oro fosse servito una volta per tutte. Good things come to those who wait, dicono gli Inglesi.

Allora no? Qualcuno sapeva che l’Italia ha un debito pubblico che, ogni anno, aumenta di 125 miliardi solo per gli interessi. Sì, dai, lo sanno tutti. Comunque sono andato a controllare lo stesso e, indovina un po’, il debito pubblico italiano è certamente spaventoso ma gli interessi annuali ammontano “solo” 70 miliardi.

Capito, Grillo? Hai cagato fuori dal vaso circa cinquantacinque miliardi di euro.

Ma quello che fa davvero ridere un sacchissimo ha a che fare col tuo pubblico di grillini convinti: sono pronto a scommettere il culo che la maggior parte di quelli che ti ascoltavano a Udine mentre sparavi dati alla cazzo-via, si sono bevuti le tue cifre come se si trattasse di oro colato.

Ok, occhio adesso ché viene il bello sul serio. Come si rimettono in sesto i conti pubblici cercando di frenare la costante crescita del debito pubblico italiano?

Ma che razza di domande fai?

Se solo ci si sforzasse di ragionare un po’ e leggere tra le righe, si capirebbe senza troppa fatica che lo si può fare solo attraverso la costruzione di centrali nucleari perché i paesi che hanno un debito pubblico quasi nullo tipo Cina, Brasile e Francia (!) ce lo impongono con la forza per non farci sprofondare e fare la stessa fine della Grecia, dell’Irlanda e prossimamente di Portogallo e Spagna.

Giuro che NMSIUC.

Invece di investire sull’eolico e sulle energie rinnovabili come si dovrebbe fare (perché hanno costruito un rifugio sul ghiacciaio del Monte Rosa alimentato solo con energia solare. Ci hanno messo trentacinque giorni a completarlo portando su i pezzi con gli elicotteri. Fuori ci sono venti gradi sotto zero, dentro più ventidue.), Abberlusconi ha deciso di costruire centrali nucleari mentre, allo stesso tempo, acquista energia elettrica prodotta da impianti nucleari nell’Europa dell’est che non rispettano alcun genere di criterio di sicurezza. E anche dalla Francia! La Francia, da parte sua, ci vende l’energia elettrica a buon mercato prodotta dalle sue centrali ma ci manda, in cambio, le scorie che ci ritroviamo nascoste nelle cantine delle scuole italiane.

E in Friuli e in Veneto? – che producono una volta e mezza l’energia elettrica in più rispetto a quanto hanno bisogno, dice Beppe – Be’, si vogliono costruire centrali nucleari e a biomassa per vendere l’elettricità all’Austria perché Abberlusconi ha già fatto un accordo in merito anche con l’Austria.

Non solo: l’uranio è aumentato di prezzo in modo esponenziale appena si è saputo che, di qui a 60 anni, le scorte del minerale saranno esaurite. In pratica una libbra di uranio costava 7 dollari nel 2001 e adesso invece costa 150 dollari.

E, ancora una volta, sono andato a controllare…

Come si vede nella tabella, il prezzo dell’uranio è, in effetti aumentato fino a circa 140 dollari la libbra tra il 2007 e il 2008… MA, negli ultimi due anni è nuovamente sceso fino a circa 40 dollari. Oh Beppe? QUARANTA DOLLARI. Dio sventrastronzi… ma quante ne spara? Quante?

Inoltre, ha proseguito in un crescendo, Abberlusconi ha siglato un altro accordo con gli USA e, nei prossimi mesi, tutto l’arsenale nucleare dell’esercito USA verrà stoccato nelle basi militari americane in Italia. Non a caso, fate uno più uno, hanno raddoppiato Ederle a Vicenza. E VOI NON DITE UN CAZZO! ITALIANI!

Due palle… lo ripeto ancora una volta, esattamente come ho fatto due anni fa: avere armi nucleari in cantina o in sala da pranzo – dato che quando sono stoccate, sono disinnescate – non è per nulla pericoloso, né inquinante. Se arrivasse un terrorista allahakbarrante con venti chili di tritolo infilati nel culo e si facesse saltare in aria assieme al suo lurido turbante all’interno di un deposito di bombe atomiche in grado di polverizzare l’intero pianeta Terra, NON SUCCEDEREBBE UN CAZZO DI NIENTE (se si esclude un martire con la testa di asciugamano polverizzato, dico). Perché, finché tali ordigni sono disinnescati, si tratta semplicemente di materiale inerme. Comprì?

Toh, si vede anche nel disegnino qua sotto. La bomba deve essere innescata, altrimenti NON SUCCEDE UN CAZZO.

Quindi, per tirare le somme, abbiamo il debito pubblico gigantesco e, a causa di questo, Abberlusconi costruisce centrali nucleari perché glielo chiedono Brasile e Cina; non solo! Sempre a causa dell’interesse su debito (125 miliardi annui), Abberlusconi si prende anche le scorie della Francia e l’arsenale atomico degli USA.

Però… però ci sono anche le buone notizie: un ventiquattrenne americano ha inventato la stampante tridimensionale, quindi adesso se uno ha bisogno di un fischietto, può scaricarsi nel suo computer il file open-source da internet, migliorare il suo fischietto come stramerda gli pare e stamparselo a casa sua. E, in effetti, Beppe Grillo si è “stampato” il suo fischietto davanti a tutti e, allo scoccare della mezzanotte, ci ha soffiato dentro e tutti hanno applaudito entusiasti.

Capito? Questo è il futuro, altro che lo stabilimento di Pomigliano, altro che SUV (ha detto). Il futuro è il fischietto fatto stampato in casa. Cioè: abbiamo le bombe atomiche e le scorie francesi in garage ma comunque possiamo costruirci il nostro cazzo di fischietto in casa senza uscire, montare in macchina, bruciare idrocarburi e andare al carrefour con i SUV fatti a Pomigliano da Marchionne per comprarcelo. Sì, ok, non vuol dire un cazzo di una merda di niente… ma è comunque un inizio, no?

E buon anno. Seguono le immagini del popolo grillino che fa il trenino.

(1) – Sono piovuti applausi fragorosi e grasse risate ogni volta che veniva spalata merda addosso al PDL e al PD, quando Grillo ha smerdato anche la Lega Nord, la gente ha riso di gusto ma non ha applaudito.

(2) – Ci doveva essere un brindisi a base di Bellini, solo che non avevano bottiglie a sufficienza. Quindi hanno distribuito una bottiglietta da 25 cl ogni 3 persone.

Un altro caso di mongoloidìa incurabile

Questa storia sta diventando anche meglio di Beautiful con Ridge che si scopa tutte le fighe random che gli capitano a tiro mentre sua madre si fa ingravidare il culo da un modello bisessuale che, quando non gli scende la coglia di infilare l’iguano all’interno della flaccida crepa della vecchia scopa acida, si fa leccare lo scroto dalla nipote della stessa (che ha appena compituto diciotto anni ma non sa ancora se è meglio Harvard o Cambridge) mentre Thorne glielo pianta nel culo in un momento di dubbio mutualmente mnestico.

Premesso che, dopo Awake, i Dream Theater mi hanno sceso la coglia e che non ho più cagato di striscio la loro produzione se non scaricando quanto fosse possibile trovare in P2P (per poi liberare lo spazio dell’hard disk dopo aver resistito per la bellezza di trenta secondi senza addormentarmi), c’è da dire che quanto sta accadendo in questi giorni era proprio ciò che serviva per rivitalizzare l’interesse nei confronti della formazione americana… e non sto parlando dell’interesse nella loro produzione musicale, ovviamente.

La storia ormai la conoscono tutti, d’accordo, ma sono gli sviluppi recenti che davvero rendono tutto un sacco più divertente.

In pratica Mike Portnoy, non accontentandosi più di avere un kit con sette bass-drums, novantacinque tom, ventinove octoban, sedici cowbell, cinque rullanti, undici charleston e una mitragliata di crash, ride, china, splash e gong assolutuamente fini a se stessi, ha pensato bene di sfanculare tutti e andarsene in vacanza per un anno dato che non ne poteva più di salire e scendere dagli aerei e dai bus senza avere il sacrosantissimo diritto di scoreggiare e ingollarsi un paio di keg di Bud Light e mezza secchia di Jack Daniels con cadenza quotidiana.

“In fin dei conti” – avrà pensato – “Io sono il co-produttore! Sono quello che scrive i testi! Quello che sceglie gli arrangiamenti! Quello che finisce sulla cover di Drumclub Magazine! SONO IO QUELLO CHE FA GLI ASSOLI LUNGHI DUE SETTIMANE E CHE HA SETTE SIDE-PROJECTS IN PIEDI! SONO IOOOOOOO KHUELLOHW! HEY! Quindi, se a mi va di sfancularmene ai Caraibi ad arrostirmi il culo sotto il sole per tutto il cazzo di tempo che voglio, gli altri del gruppo possono solo dirmi Ok, amico, ne hai il sacrosanto diritto! Ragiono male? Non so…”

Senonché non è andata proprio così e gli altri quattro lo hanno licenziato.

E Mike: “Ah be’, frega cazzi. Tanto ho registrato l’ultimo disco degli Avenged Sevenfold e adesso faccio il tour con loro fino a fine anno e poi me ne vado in vacanza per tutto il cazzo di tempo che voglio e, quando mi scende il culo di farlo, faccio un altro disco ancora più strafico di quello che ci ho già fatto assieme… ché loro sono più giovani e freschi di voi. E tiro su un sacco di grana in più senza di voi, con le groupies che mi si attaccano ai testicoli con la lingua, gnegnegnegnè!”

Cioè: non è che abbia detto proprio così ma sicuramente è quello che gli è passato per la testa. Ha creduto di avere il culo coperto e al caldo.

Senonché, finito il tour con gli Avenged Sevenfold, quelli del gruppo gli hanno fatto sapere che forse avrebbe fatto meglio a cercarsi un’altra band perché loro col cazzo che avevano intenzione di tenerselo in mezzo ai coglioni più a lungo di quanto il contratto stabilisse… già… perché pare che Mike avesse cominciato fin da subito a dare consigli di natura musicale a tutti, a suggerire come vestirsi, come posizionare la batteria sul palco, come suonare certi riff, a concedere interviste dove faceva intendere senza mezzi termini che ormai faceva parte dell’entourage… in poche parole: è riuscito in un lasso di tempo brevissimo a sfracellare i coglioni in maniera severa urbis et orbis.

Ed è rimasto, come ogni bastardo che riesce a fare una ics su un foglio a mano libera riuscirebbe a intuire per conto suo, con i glutei sull’asfalto.

La parte che fa davvero ridere un sacco… ripeterla è una goduria…

Il povero Mike, disoccupato come un cocopro a cui è scaduto il contratto, ha cominciato a osservare il suo kit (che occupa un paio di ettari) e a ragionare tra sé e sé; ha ritenuto opportuno che fosse il caso di mettere da parte l’orgoglio perché, in fin dei conti, ha una famiglia e qualche moccioso da mantenere così ha provato a rimettersi in contatto con i Dream Theater per cercare di tornare a sbattere tamburi con loro ma quelli, a quanto pare, da quell’orecchio non ci sentono nemmeno un po’… così hanno incaricato il loro avvocato di far sapere al loro ex-percuotitore di pentole e mediocre back-cantante che non se ne parlava manco per questo cazzo, hahahahahaha!

La sensazione che si ha – o, per lo meno, quella che ho avuto io – è che i bastardi non aspettassero altro che l’occasione giusta per sfancularlo una volta per tutte così, non appena il trippo-chiappone megalomane con la batteria e la testa gigantesche ha detto che si meritava una vacanza un po’ più lunga del solito, quelli gli hanno risposto che non potevano concederselo perché c’era da cominciare a comporre e provare il nuovo materiale per il prossimo originalissimo e per nulla noioso disco, pre-produrre tutto quanto in cantina, spendere un paio di lune piene in studio a registrare il bastardo, infine ri-piazzare il culo sui sedili degli aerei e dei bus e andare in tour per, minimo, sei mesi.

Così Mike ha caricato il suo kit su un paio di tir, ha fatto così…

…e se n’è tornato a casa a testa alta perché tanto lui è il batterista migliore dell’universo, non ha bisogno di nessuno, non gli mancano di certo gli ingaggi e comunque ormai fa già parte degli Avenged Sevenfold.

Salvo poi, a distanza di qualche settimana, postare quanto segue nel forum del suo stesso sito:

Fairly recently, I reached out to the guys to try and make amends and offered to reconcile for the sake of having peace back in our lives… (plus I know how much it meant to a lot of the fans…)

I figured it was still possible to try and save us, because they hadn’t made any announcements yet or begun any public activity with another drummer… but sadly, they declined my offer (well, actually their lawyer did… they didn’t even tell me themselves….)

Sorry, gang, I honestly gave it my all…

So now the fans on my Twitter and Facebook can please stop asking me to go back to DREAM THEATER… I tried, and the door is now shut… The ball is now in their court, not mine…

I’m not crying or looking for mercy by posting this… I am merely trying to set the record straight as that is always the most important thing about my relationship with you guys… No BS, no spins, nothing to hide… and for better or for worse, I tell it like it is… I’ve also recently seen some people accuse my online activity of ‘looking for attention or media coverage,’ or ‘looking for sympathy,’ but it’s honestly none of the above… I merely value having an open and active communication with my fans… Always have, always will… It is the cornerstone of everything I’ve done since day #1 with DREAM THEATER…

This was posted here FOR YOU GUYS to know about… here on MY message board on MY website… If it ends up on Blabbermouth or wherever else, that is THEIR choice to spread, I did not request it or send out a ‘press release’…

Anyways, onward and upward…

I’ve got a lot of great music and ideas waiting to come out of me and alot of exciting collaborations in the works…so goodbye 2010…bring on 2011!

DE-HE-HI-HO…

Quando anche quelli che si iscrivono al tuo forum e che, fino all’altro ieri, ti idolatravano considerandoti il più gigantesco batteraio della Via Lattea, ti consigliano di essere umile e, più in generale, di mangiare un bel bigmac con la volpe, be’, a quel punto, ti metti a frignare PUBBLICAMENTE e scrivi che tu hai provato a tornare nel gruppo con i ragazzi – “Dai, ci divertiamo! Facciamo altre due-tre canze di un quarto d’ora/venti minuti… con settantacinque cambi di tempo e un cazziliardo di scale all’unisono! Un bel concept sulla Cattività Avignonese o la Peste Nera! Lo chiamiamo Extemporary Visions From A Shattered Rearview Timeship Mirror, un bel triplo CD da duecentoquaranta minuti con parti recitate da Ian McKellen… merda evocativa! Daidaidaidai! Facciamo uscire anche l’edizione limitata per collezionisti in sei vinili! Roba fica come ai vecchi tempi! Fatta?” – e che l’hai fatto solo per i fans che lo chiedevano (non perché, dentro di te, ti rendi conto di aver combinato una suprema cazzata, razza di ipocrita!) ma quegli stronzi insensibili non si degnano nemmeno di dirti di no in faccia e lasciano fare il lavoro sporco al loro avvocato… come dire…

L’avvocato hanno mandato, ha!

A occhio e croce, mi sa che una futura reunion è probabile come il mio cazzo all’interno della fregna depilata di Federica Nargi.

Che figa Federica Nargi… le leccherei anche le suole delle scarpe. Bon, torno ad ascoltare un po’ di musica come lo sporcoiddio comanda… tipo:

Ed ecco a voi il 2010

Buon 2010 a tutti/e.

Quest’anno ci sono i mondiali di calcio e la cosa mi entusiasma a tal punto che non mi scende manco il culo di chiedere a Chtulhu qual è la sua opinione in merito.


Ah, ok.

Comunque, giusto perché sono un curiosone e proprio non sono in grado di farmi gli strabicazzi miei continuando a ficcare il naso dappertutto, una domanda: a parte quelli/e che già conosco, ogni tanto noto commenti di persone la cui identità mi è del tutto ignota. Ebbene, non è che voglio sapere chi strabicazzo siete, però potreste almeno dirmi come megamerda siete finiti da queste parti.

Grazie in anticipo per la collaborazione e, di nuovo, tanti auguri per un 2010 pieno di grassissime tacconate, fighe depilate e tette a norma ISO 9001.

Non m’invento davvero un cazzo!


HAHAHAHAHAHAHA! Veramente da scassarsi in due il culo dal ridere, da pisciarsi un barilotto di acido desossiribonucleico mentre ci si apre in tre il ventre e il nostro culo va in mille tocchettini a forma di piramide di Cheope. Troppo da ragliare ‘sta roba che – ci tengo a farlo notare – è successa veramente e vede come protagonisti due miei compaesani il cui quoziente intellettivo sommato fa più o meno un terzo di non so cosa.

Allora, no? Questi sono in appartamento assieme all’università – eviterò addirittura di dire in quale città (si trova comunque nel Nord-Est fatturante) perché non voglio in alcun modo che si possa risalire a loro, tanto quelli che, come me, li conoscono li individueranno in paio di secondi netti – e una sera cominciano a fumarsi l’impossibile e a lavare giù i vapori con ogni genere di liquido alcolico. A mezzanotte sono sul pavimento che ridono come coglioni scambiandosi pacche sulle spalle. Tipo:

– “Ou, hai visto che abbiamo le sedie di colore giallo?”
– “No… dai???”
– “Ti giuro! HAHAHAHAHAHAHAHAHA!”
– “Le sedie gialle! HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! AIUTO! HAHAHAHAHAHAHAHAHA”
– “Non respiro più! ARGHARGHARGH! LE SEDIE GIALLAAARGHRGHAHAHAHAHAHAHA!”
– “OSSIGENO!”
– “GIALLE!”
– “OH CRISTO! HAHAHAHAHAHAHAHAHAHA LE SEDIE!!!”

Rotolano un po’ sul pavimento finché riprendono fiato e poi decidono di andare a fare una camminata per vedere se gli passa la storta.

Scendono e percorrono un paio di isolati a piedi finché si appoggiano a una vecchia Golf e notano che, sul quadro, ci sono le chiavi attaccate perché il padrone ha fiducia nella gente che gli abita vicino. Si guardano in faccia e, senza dire una parola, agiscono.

Salgono in macchina, mettono in moto e via!, verso nuove avventure.

– “HAHAHAHAHAHAHA! Ci siamo fottuti una macchina! HAHAHAHAHAHAHAHA!”
– “HAHAHAHAHAHAHA! Non abbiamo fottuto niente, l’abbiamo solo presa in prestito! HAHAHAHAHAHAHA! Wooohoooo, salsicciotti buonissimi!”
– “HAHAHAHAHAHAHA! Glielo insegnamo noi a non portarsi dietro le chiavi della Golf a quello stronzo! HAHAHAHAHAHAHAHAHA!”
– “Hey, senti questa…”
– “Cosa?”
– “Sedie gialle!”
– “HAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Sedie gialle e salsicciotti buonissimi!”
– “HAHAHAHAHAHAHA! Troppo da ridere! Occhio al cassonetto!”
– “Wooooohooooo! Schivato!!! HAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!”

E avanti così per tutte le vie della città che ospita il loro ateneo. Finché incappano in un vicolo strettissimo a tipo novanta all’ora. Al termine del vicolo c’è una macchina. La macchina è blu. La macchina è ferma. La macchina ha anche due lampeggianti sopra. Spenti. La macchina ha una scritta che comincia per “C”. La scritta che comincia per “C” è “CARABINIERI”. I Carabinieri vedono la Golf che arriva e fanno cenno di rallentare.

Dentro la Golf:

– “Occazzoccazzoccazzo…”
– “Cazzoccazzoccazzocazzissimo!”
– “Vaccaiddio… e adesso?”
– “Idea!”
– “Cosa?”
– “Gli passiamo in parte e facciamo finta di non averli visti!”
– “Ottima pensata, vecchio! Vai!”
– “Salsicciotti buonissimi!”
– “SEDIE GIALLE!!!!”

La manovra non va a buon fine. Le ruote della Golf finiscono sul marciapiede, il tipo alla guida perde il controllo della carriola. La macchina termina la corsa, con la fiancata sinistra, sul muro di un palazzo, il muso si schianta contro un pesante cubo di granito che delimita un parcheggio. Il motore muore.

Sono incolumi.

I carabinieri si avvicinano scuotendo la testa, con un’espressione interrogativa.

Passeggero: “Fanculo! Salsicciotti buonissimi! Ciao!”

Apre lo sportello e se la dà a gambe mentre l’altro sconvolto al posto di guida rimane fermo in attesa del destino.

Uno dei due carabinieri, vedendo un rifiuto della società che ha messo le gambe in spalla, estrae la pistola. Dialogo…

– “Fermo o sparo!”
– (Piangendo) “No, no! È tutto uno scherzo! È TUTTO UNO SCHERZO!!!” (E, davvero, non mi sto inventando un cazzo!)

Quindi, con le mani alzate, torna indietro con le lacrime agli occhi.

Scende anche l’autista.

Dialogo…

– “Patente e libretto.”
– “Errr… la patente è… spetta ‘n attimini’… eccola qua..”
– “Il libretto dov’è?”
– “Un att… lo trovo…” (rovista nel cruscotto, recupera il libretto)
– “È tua la macchina?”
– “No, è di un mio amico…”
– “Di un tuo amico?”
– “Sì, gliel’ho chiesta perché mi serviva…”
– “Ok, fermi qua…”

Uno dei carabinieri si allontana con patente e libretto. Per una incommensurabile botta di culo il padrone della macchina non ha ancora sporto denuncia per furto. I carabinieri sono due sbarbi di massimo ventidue anni. Si accontentano di piazzargli un verbale di qualche centinaio di euro e, impietositi, lasciano andare i due cretini senza nemmeno fare un test dell’alcolemia (probabilmente non hanno nemmeno dietro la macchinetta).

I due rimontano in macchina.

– “Cosa cazzo facciamo adesso?”
– “Idea!”
– “Cosa?”
– “Riportiamo la macchina indietro, suoniamo il campanello, confessiamo tutto, preghiamo il padrone di non denunciarci e gli assicuriamo che paghiamo tutti i danni… che ne dici?”
– “Affare fatto! Salsicciotti buonissimi!”
– “Sedie gialle!”
– “Non mi viene mica da ridere adesso, eh?”

Arrivano sotto il condominio dove si sono fottuti la Golf. Parcheggiano, scendono e cominciano ad analizzare i campanelli.

Dietro di loro un signore in borghese si avvicina. Il signore in borghese mette la mano dentro la fodera della giacca. Il signore in borghese ne estrae un distintivo. Il signore in borghese è un poliziotto. Il signore in borghese gli fa sapere che hanno appena telefonato in centrale per denunciare il furto di una Golf. Il signore in borghese dice che hanno diritto di rimanere in silenzio e che tutto ciò che diranno sarà usato contro le loro inutili teste di cazzo.

Finiscono entrambi in questura. Piangono. Dicono che era tutto uno scherzo. Che loro sono solo due stronzi studenti di scienze della comunicazione. Che la mamma li ammazza appena lo viene a sapere.

Si beccano comunque una denuncia per furto e tornano a in appartamento mogi-mogi.

Ovviamente non dicono un cazzo a casa.

Il procedimento penale si mette in moto e ai due deficoglionstronzi viene assegnato un avvocato d’ufficio. Loro dicono “Bon, almeno quello non dobbiamo pagarlo…” ma poi vengono a sapere che l’assistenza legale gratuita è concessa solo ai nullatenenti e loro, nullatenenti, non lo sono nemmeno un po’ dato che hanno una famiglia alle spalle. E devono tirare fuori quattromila euri di anticipo.

Dialogo…

– “Occazzoccazzocazzofiga! Io non c’ho una lira! CAZZO!”
– “Occazzoccazzocazzofiga! Io nemmeno!”
– “Dobbiamo chiedere la grana ai nostri. Dobbiamo vuotare il sacco!”
– “Questo gran cazzo che io vuoto il sacco! Mio padre mi fa il culo come una petroliera!”
– “Idea!”
– “Cosa?”

E qui, gente, qui ho rischiato grosso. Nel senso che quando mi hanno raccontato il seguito mi è mancato il fiato. Apnea per cinque minuti buoni. I sali sotto il naso. Non tornavo più in qua. Stavano per chiamare un’ambulanza. Non scherzo mica un cazzo, eh?

– “Senti qua… io facevo lo scout! Ho ancora i vestiti a casa…”
– “E allora?”
– “E allora ci vestiamo da scout, andiamo in un paese dove non ci conoscono… tipo Mestre, no?”
– “Ti ascolto…”
– “E gli diciamo che stiamo raccogliendo soldi per i mocciosi affamati in Somalia!”
– “Tu sei uno stracazzo di supercazzo di megamerda di cazzo di genio!”

Si vestono da scout e cominciano a girare porta a porta. Le vecchie si impietosiscono e gli danno grana.

Finché succede il fattaccio…

Suonano un campanello e gli apre la porta un capo scout. Tipo l’equivalente di un generale, un colonnello, un cazzo di vassallo degli scout, quello che megamerda è…

– “Ma io veramente non so niente di questa roba della Somalia…”
– “Eh ma… noi… sì… ci hanno detto di venire… salsicciotti buonissimi!”
– “Aspettate un attimo… come vi chiamate voi?”
– “Gambe in spalla, vecchio!”

Scappano giù per le scale ma uno dei due mette il piede in fallo e rovina addosso a quello che lo precede.

Risultato?

Una caviglia rotta, due costole incrinate e un’altra denuncia.

Ok, seppellitemi.

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