Archive for the ‘Personcine’ Category

Test: sei U. Fornelli?

Sei U. Fornelli? Rispondi onestamente alle domande e scoprilo da solo.

1. Qualcuno non è d’accordo con quello che scrivi sul tuo blog, come reagisci?

a. Leggo quello che ha da dire e gli rispondo argomentando.
b. Non ho un blog.
c. Mi chiedono come reagisco quando i punti di vista divergono. Se qualcuno dovesse avere punti di vista diversi dal mio, lo banno perché, prima di scrivere, mi documento sempre e, anche quando dico qualcosa di assolutamente opinabile, è comunque vero perché la mia opinione, come si sa, è il Verbo. Ficcatelo in testa: io non ho opinioni, gli altri sì, io invece, quando parlo, lo faccio perché ho studiato, non come l’ottantacinque percento degl’Italiani che si sono arresi e sono dei vigliacchi rassegnati che hanno perso il treno per Dusseldorf, anzi per la Via Lattea. Come quali sono le mie fonti? Guglatelo da solo ché non mi scende il culo di fornirtele dato che, quando me lo hai chiesto e ho dato un’occhiata, non ho trovato un cazzo perché mi sono inventato tutto di sana pianta. Comunque la mia opinione vale più di qualsiasi altra perché io so tutto. Io sono Fornelli, voi non siete un cazzo. Vi banno.

2. Cosa pensi del corpo insegnante italiano?

a. Fanno il loro lavoro, chi bene e chi male; come in tutti i campi ci sono persone competenti e somari.
b. Alcuni dovrebbero essere mandati sui campi.
c. Mi scrivono per sapere cosa penso degli insegnanti. Sono solo un branco di bestie ignoranti che non sanno parlare la lingua del proprio paese. Gente del genere rovina la gioventù. Le maestre sono tutte stronze, hanno la sindrome di down. I presidi sono spastici. Tutti. È a causa loro se l’ottantacinque percento degl’Italiani sono esseri abbietti, perdenti rassegnati! Tutto perché questa feccia è ovunque! Siamo circondati da bestie sessantottine che non sanno cosa sia la meritocrazia. SIETE DELLE MERDE! E NON SAPETE PARLARE ITALIANO! MERDE! VIGLIACCHI! CAPRE!

3. Ooooocchei. Senti qua, come si scrive “un altro”?

a. “Un altro.”
b. “Un altro.”
c. “Un’altro.”

4. E “qual è”?

a. “Qual è.”
b. “Qual è.”
c. “Qual’è.”

5. Parlami dell’università italiana.

a. Fornisce, tutto-sommato, una buona preparazione sia in ambito scientifico che umanistico, purtroppo negli ultimi tempi non si è investito molto nella ricerca ma, con i tempi che corrono, è difficile ricavare le risorse necessarie.
b. Mi fido di un medico italiano allo stesso modo in cui mi fido di un medico svizzero.
c. Mi chiedono cosa penso dell’università. Lammerda. Baroni. Raccomandati. Schifo. Tutto uguale in ogni ateneo. E le facoltà umanistiche non servono a un cazzo, ci vanno solo i somari che non sono in grado di capire la matematica. Ma comunque, in generale, le università italiane sono lammerda.

6. Sei laureato? Se sì, in cosa?

a. Sì. Ingegneria meccanica.
b. No.
c. Nel forum mi chiedono della mia educazione. Mi sono iscritto a matematica e mi sono fatto un culo così. Also, nel frattempo, lavoravo. Ho fatto il buttafuori, il tassista, il muratore, l’allevatore, il percussionista napoletano, il fattorino, l’astronauta, il geologo, lo studioso della psicologia della donna e, a proposito, la psicologia è una falsa scienza e non serve a un cazzo. Ogni scuola psicologica dice le sue stronzate ma non si arriva mai a una conclusione, un cazzo di niente. Per esempio il comportamentismo, no? Pavlov sosteneva che, dati determinati stimoli, si ottenevano risposte fisiologiche di tip(…) (seguono altre cinquanta righe di copia-incolla da wikipedia), a-ha! Ma poniamo che la nerchia del bukkake antani sia limitatamente sincategorematica alla nerchia proporzione A sta a BI come MU sta FA, is it?

7. Ok. Ma sei laureato, sì o no?

a. Mi pare di aver già risposto.
b. Ho detto di no.
c. Google!

8. Parli inglese?

a. Me la cavo.
b. Solo qualche frase molto semplice.
c. Mi scrivono per sapere se l’inglese è una competenza fondamentale Per quanto mi riguarda, sono in grado di fare una presentazione di un prodotto o di un argomento senza particolari problemi. Posso dire di essere più fluente in inglese di molti laureati in lingue italiani che, quando si trovano al di fuori della loro coNfort zone, inciampano e fanno la figura dello scroto allungato.

9. Ok, che ne dici di fare una breve presentazione di te stesso, di quello che fai per vivere, dei tuoi hobbies. Insomma, dimmi quello che vuoi in inglese.

a. Hello, my name is Ciano Manubrio, I’m an engineer, and I work as a project manager for an American company. I like fishing, swimming and reading. Oh, I’m into music, I studied the piano for a few years but, at one point, I had to quit because I went to university and I couldn’t bring my piano along so I picked a cheap guitar. I’d strum it every evening before going to bed, it was good fun.
b. My name is Astro Baule and I’m an accountant.
c. You is making stupid questions, I have not responding. But because you are domanding this? Why you want provockhe me. But I are not stupid, unlike you all is… are! Is it? You is in Italy! Why you is perdent and resigned! I are in Doucheland… cioè no… Alemagnaland… Germany! Why I aren’t looking my female son on the eye and shame me! No! Does it? And, by the way, we all live in a yellow submarine, I can get no satisfaction, smoke on the water and, soprattutt, OKLAHOMA!

10. Come si fa bollire l’acqua?

a. Ne versi la quantità che ti serve in una pentola, la metti sul fuoco e aspetti che bolla.
b. La metti sul fuoco.
c. Mi scrivono per sapere come far bollire l’acqua. Ora, qualche anno fa, mentre mi trovavo in Siberia per alcune ricerche geologiche sul bolide che colpì Tunguska, avevo alcuni blocchi di ghiaccio da sciogliere ma, essendo la Siberia un luogo non esattamente troppo ospitale e non essendovi alcun genere di fonte di calore nelle vicinanze, dovetti assicurarmi di essere in grado di arrangiarmi comunque. Ora, se io fossi stato l’italiano medio che va all’università e si laurea in lettere moderne, avrei dato colpa all’inospitalità del luogo e equitalia. Aha… invece, dopo aver raccolto attorno a me alcuni frammenti di legno secco, cominciai a sfregarli l’uno contro l’altro ma non riuscii a combinare un cazzo. Così mi sdraiai sulla neve e cominciai a muovermi per fare segnali dato che sapevo che quel luogo era sulla traiettoria di uno dei satelliti artificiali che orbitano attorno al pianeta. Poi, assieme a una strega, abbiamo esorcizzato un ragazzo del luogo che era posseduto dal demone Baal e non m’invento mica un cazzo. Per la cronaca, ho fatto insieme ad una strega la stessa cosa che fa amorth, senza bisogno di invocare cristo e ha funzionato prima e senza tutte quelle tragedie che dice lui (cit.; dico sul sul serio, non m’invento un cazzo: CIT.!).

11. Ti ritieni dotato di senso dell’umorismo?

a. Nessuno mi evita, ogni tanto dico qualcosa di divertente. Mi pare di andare d’accordo con tutti.
b. Chi mi conosce, dice che sono una persona abbastanza divertente. Spero che non lo dicano per farmi capire che sono un pagliaccio, hey!
c. Sono simpaticissimo! E mi piace fare scherzi! Le zingarate!!! Ho scritto anche il manifesto degli Sturmi!!! 🙂 Ah, ti ho raccontato di quella volta che abbiamo perculato il Sizzi? 🙂 Da morir dal ridere! Lo abbiamo zingarato un sacco, io e gli sturmi!!! E lui se l’è bevuta fino in fondo!!! E quando gli abbiamo detto che era uno scherzo, lui ha detto che l’aveva capito da un sacco. E poi abbiamo anche zingarato Galatea! E il sito di Vendola! Ah, quante ne abbiamo fatte! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Che ridere!

12. Qualcuno ti prende in giro bonariamente per una tua debolezza, come reagisci?

a. Mi dà un po’ fastidio ma non me la prendo. Cerco di sorridere, spero che non si esageri e mi riprometto di fare altrettanto quando l’occasione si presenterà.
b. Ahahahaha, brutto stronzo! Me la paghi, ahahahahahahahahahahahaha! Vaffanculo, ahahahahahahahaha!
c. Come? Cosa significa che le foto di donne nude che posto sul mio blog ritraggono delle trippochiappone? Come sarebbe a dire che le tette arrivano al marciapiede, che hanno i trigliceridi sballati e che sudano stracchino? Cosa sono queste stronzate? Sì, hai capito bene! STRONZATE! Ah sì? Guarda che può essere che io mi sia scopato quella troia di tua madre, ok? Anzi, sicuramente me la sono scopata! Nel culo! Non sto scherzando! Non mi viene da ridere un cazzo! Come osi criticare i miei gusti sessuali? Ah-ah-ah, che ridere che fai. Sei davvero simpatico come un pugno sui coglioni. Mi sono scopato tua madre nel culo! Stronzo.

13. Una tua conoscente ti fa sapere che aspetta un bambino, è entusiasta di diventare madre. Come reagisci?

a. Le faccio le mie più sentite congratulazioni e le dico di tenermi informato. Sono felice per lei. Non riesco a smettere di sorridere.
b. Fantastico! Gran bella notizia! Congratulazioni!
c. Diventare madre significa cedere il proprio corpo a un altro. La società cerca di farti credere che sei pienamente padrona del tuo corpo solo quando diventi madre, in realtà è l’esatto contrario. Il parto, tutto ciò che lo precede e lo segue sono privazione di libertà per la donna. La cultura cattolica che pervade la vita privata italiana ha portato a questo. Crediamo a menzogne che ci vengono inculcate fin dai tempi del (…) (seguono altre cinquantasette righe di megapippone socio-sbroccotronico.)

14. Stai per tornare nella scatola?

a. Come?
b. Non capisco.
c. No, non ci voglio tornare nella scatola! NON VOGLIO ANDARE NELLA SCATOLA! NOOO! LA SCATOLA NO!!! NON MI METTERE NELLA SCATOLA! SONO BUONO! NOOOO! LA SCATOLA NOOOOOOO! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

Risultati:

Prevalentemente risposte “a” – Non sei U. Fornelli.
Prevalentemente risposte “b” – Nemmeno tu.
Prevalentemente risposte “c” – Hey, hey, hey! Benvenuto, Fornelli! Anche se Scassonio-BastaConLaDroga pensa che tu sia nient’altro che un miserabile cazzone arrogante cazzaro incazzoso invidioso pagliaccio permaloso che vorrebbe essere Appeppe Krilla ma non gli regge la pompa, Gesù ti vuole bene lo stesso e ti ritiene un capolavoro di essere umano; lui sa che tu hai fatto il buttafuori, che hai abitato in Sicilia, che hai fatto il perito informatico per svariate procure della Repubblica, che hai conosciuto il mondo dell’editoria italiana e ne sei rimasto schifato, che hai collaborato con importantissime società IT di tutto il mondo, che sai cosa significa partorire perché l’hai fatto, che in Italia avevi un lavoro che molti invidiano e che, quando l’hai lasciato, tutti si chiedevano perché stessi facendo una cazzata del genere ma tu, in realtà, la sapevi più lunga di loro e un giorno riderai… ah, se riderai! Sai le risate che ti farai? Perché TU queste cose le avevi dette, ah se le avevi dette! E adesso hai un lavoro di tutto rispetto in Germania, un’occupazione che ti permette di guardare dall’alto in basso quei poveri coglioni che sono rimasti in Italia e ti concede il lusso di tenere aggiornato il tuo blog; anche due-tre mega-pipponi al dì. Ma non è perché, in realtà, non combini una merda di niente tutto il giorno bensì perché TU sei multi-tasking, ok? Non è che fai il cameriere di sera in una pizzeria gestita da calabresi, ok? Quindi vai tranquo e sciallo ché altrimenti ti si iper-gonfiano le ruote dello skate. Bukkake, nerchia e tutto quanto. Ciao, Fornelli. Se dovessi scegliere chi buttare giù dalla torre tra te e Dio, sceglierei Dio.

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Test: sei G@mb€r€tt@?

Rispondi onestamente alle seguenti domande e scoprilo da solo/a.

1. È un tiepido pomeriggio primaverile, il sole splende radioso, gli uccellini cinguettano e l’aria sa di fiori appena sbocciati. Il tuo vicino è seduto all’ombra di un albero nel giardino di casa sua e legge un libro di Terry Pratchett, cosa fai?

A. Leggere? A me la primavera fa tirare il cazzo, hey! E, adesso che ci penso, la mia ragazza sta facendo la doccia… hmmm… quasi quasi la raggiungo per fare un po’ di su e giù sotto il getto dell’acqua.
B. Pratchett è divertente, ne ho sentito parlare, gli chiedo di prestarmi il libro appena lo finisce.
C. Scuoto la testa schifata: leggevo “Mondo Disco” quando avevo dieci anni, anzi nove. Allora mi faceva ridere, poi sono cresciuta, ho letto centocinquanta manuali di scrittura creativa e un cazzigliaio di romanzi così, maturando come essere umano e come scrittrice, ho scoperto che Pratchett è una merda. Nella fattispecie: umorismo stantio, situazioni stereotipate e tutto il resto. Roba da mocciosi. Ergo il mio vicino è un coglione e non capisce un cazzo di una merda di niente di letteratura; mi verrebbe voglia di scavalcare il muretto per spiegargli per filo e per segno cosa leggere e per quali ragioni ma a che servirebbe? Quello è solo un rozzo imbecille e potrebbe darmi una scarpata in figa.

2. Hai 20 euro in tasca, come li impieghi?

A. Un paio di Kilkenny Cream, un club sandwich e una cosa nera al pub assieme agli amici. Poi, se ho ancora sete, cerco di farmi offrire qualcosa da loro promettendo di ricambiare la prossima volta.
B. Devo fare benza alla macchina.
C. Vado al Carrefour, faccio “ambarabà-ciccì-coccò” e compro un libro qualsiasi scegliendo tra Menozzi, Troisi e Falconi. Torno a casa e comincio a leggere. Dopo nemmeno mezza facciata, mi rendo conto che quello che ho tra le mani è solo un mucchio di merda e che, ancora una volta, ho buttato i soldi nel cesso. “È inammissibile!”, esclamo indignata. Quindi mi esalto perché so scrivere un sacco meglio di quelli, io! – Anche se nessun bastardo editore si sogna di pubblicarmi manco mezza sillaba perché scrivo di fatine guerriere e vaccate simili e, per di più, al presente indicativo… il che fa cagare squali incazzati la maggior parte del pubblico – Subito dopo mi deprimo e mangio un chilo e mezzo di Toblerone. Poi mi siedo al computer e perdo una settimana a sbrodolare una recensione per dare merda, nell’ordine, all’autore del libro, all’editore, all’Italia-paese-di-merda-dove-pubblicano-solo-chi-ha-conoscenze, e all’universo intero. Il tutto riportando passaggi decontestualizzati e corredandoli con un paio di litri di bava ciascuno. A lavoro terminato, riprendo a devastare la mia scorta di Toblerone attendendo i commenti entusiastici dei miei fans che mi ripetono, ancora una volta, che sono la più grande strafica della Via Lattea.

3. Qualcuno, nei commenti del tuo blog, si trova in disaccordo con le opinioni da te espresse perché, at the end of the day, di questo si tratta: nient’altro che di opinioni e giudizi personali. Come reagisci?

A. Ognuno ha diritto di pensarla come crede. Il mondo è bello perché è vario.
B. Mi piacciono le critiche costruttive, mi aiutano a crescere. Il civile scambio di opinioni è ciò che rende il mio blog interessante.
C. Non sei d’accordo con me? Ho capito bene? NON SEI D’ACCORDO CON ME??? IMPOSSIBILE! NON CAPISCI UN CAZZO PERCHÉ SEI SOLO UN GIGANTESCO PEZZO D’IDIOTA! NON HO RISPETTO PER TE! TU NON HAI LETTO TUTTI I TRATTATI DI SCRITTURA CREATIVA E DI STILE COME HO FATTO IO! OK? OCCHEI? IO LA SO UN SACCO LUNGA, ANZI: LUNGHISSIMA! OK? BRUTTO MUSO DI MERDA! STRONZO! AH, HO TRACCIATO IL TUO IP E TI HO BANNATO! TROLL DEI MIEI COGLIONI! ASPETTA CHE IL DUCA LEGGA QUELLO CHE HAI SCRITTO NELLO SPAZIO COMMENTI, POI VEDI COME TI FA IL CULO A STRISCE SUL SUO BLOG! STRONZO! COME OSI? LE MIE NON SONO OPINIONI! IL MIO È VERBO! È VERITÀ! ASSIOMI! STRONZO! CON ME NON SI DISCUTE, OK? IO HO RAGIONE E TU HAI TORTO, FINE DELLA STORIA. FIGLIO DI TROIA!

4. Dato che Natale si avvicina, un imprenditore locale ha deciso di regalare una decina di copie per ognuno dei romanzi della saga di Harry Potter alla biblioteca della scuola primaria che frequenta tua nipote di nove anni. Come reagisci?

A. È un’ottima iniziativa, i bambini adorano Harry Potter.
B. Una scelta perfetta per educare le nuove generazioni alla lettura.
C. Harry Potter! HA! E poi ci si chiede come mai in Italia la scena letteraria sia talmente pietosa, marcia e ridicola. Per forza! Harry Potter è una merda. Regalano Harry Potter ai mocciosi e poi quelli credono che si faccia così a scrivere. Brutte merde incompetenti! E poi ci si lamenta se tolgono i crocefissi dalle classi. Ma io un giorno riderò perché queste cose ve le avevo dette! Ah, se ve le avevo dette! Sai le risate che mi faccio?

5. Chi ha ucciso la mamma di Bambi?

A. Un bastardo con un arco e le frecce.
B. Non lo so, non ho visto il film.
C. Francesco Dimitri.

6. La tua vicina di casa ti ha chiesto di badare al suo bambino di un anno. Ti ha detto che il pomeriggio fa sempre un sonnellino. Tuttavia il pargoletto, non avvertendo la presenza della mamma, non riesce a prendere sonno e si mette a piangere. Cosa fai?

A. Gli parli dolcemente e sottovoce perché, anche se non capisce quello che dici, reagirà al suono della tua voce.
B. Lo metti sulla culla e lo dondoli dolcemente finché si addormenta.
C. Lanci un’occhiata al mini-stronzo allo stesso modo in cui si guarda una merda di cane spiaccicata sulla suola delle tue Timberland nuove. Gli dici di chiudere il becco perché tu la sai un sacco più lunga di lui dato che hai appena finito di leggere la terza edizione di “Self Editing For Fiction Writers” di Renni Browne e Dave King. Ma quel testicolino glabro in miniatura non smette manco per il cazzo. Allora dici al nano-Kojak che non sta frignando nel modo corretto perché ha uno stile di rompere i coglioni raccontato, non mostrato. Ma, nonostante le tue motivatissime argomentazioni, il nanerottolo friggi-ovaie non ci dà un taglio. A quel punto non ti resta altro da fare che soffocarlo con un cuscino, spargere un barile di benzina in sala da pranzo e dare fuoco alla casa.

7. C’è un mio amicoche vuole chiederti una roba: perché fatine sì ma zombie e vampiri no?

A. Eh?
B. Eh?
C. Perché non se le scopa nessuno, le fatine. È per solidarietà di specie.

8. La tua bocca si muove in modo irrealistico quando parli? In poche parole: è vero che, con la bocca chiusa, sei alta un metro e cinquantaquattro centimetri ma raggiungi la ragguardevole statura di un metro e novanta con la bocca aperta?

A. No.
B. No.
C. Sì.

9. La tua testa è piena di un sacco di stronzate e informazioni assolutamente fini a se stesse di cui non frega una merda di niente a nessuno?

A. No.
B. No.
C. No e comunque, se sfogli “The Craft Of Fiction” di Percy Lubbock, ci trovi scritto che non c’è arte finché la storia non è in grado di raccontarsi da sola: i particolari concreti (barba bianca, rughe, gobba, bastone) dicono al lettore che lo stronzo che si sta descrivendo è un vecchio di merda, non devi scrivere tu che è vecchio. Per esempio, supponiamo che io voglia descrivere la bocca di tua madre dopo che Peter North le ha ficcato dentro i suoi venti e rotti centimetri di carne, ok? Ho appena mostrato che tua madre è puttana, non l’ho detto. L’ho fatto capire per immagini, ok? Tua madre è una puttana. Tu scrivi di merda ma ti pubblicano perché sei amico di un amico di un amico. È sempre così, è una merda. Stronzo! Sfoglia Sugimori Nobumori, più noto con il nome di Chikamatsu Monzaemon che è stato un famoso drammaturgo giapponese, “lo Shakespeare nipponico”! Il saggio del 1738 Naniwa miyage riporta alcune considerazioni di Monzaemon riguardo la narrativa e il teatro. Per esempio si leg(blahblahblahblah).

10. Ti va di cantare una canzone assieme a me?

A. Ok! Uan, tu, tri… Osteria numero sette(…)
B. Re minore… Hey, teacher! Leave them kids alone!
C. VAFFANCULO!

Risultati:

Prevalentemente “A” – Non sei G@mb€r€tt@.
Prevalentemente “B” – Nemmeno tu.
Prevalentemente “C” – Weeeeheeey! Complimenti! Hai la rilevanza sociale di un pupazzo da ventriloquo, l’umore di una cubomedusa e sei simpatica come un pugno sui coglioni, razza di incommesurabile megera socialmente inadeguata che non sei altro. Ti senti una tale strafica a spargere merda su coloro che invidi, vero? Non hanno talento, scrivono come cagano, cagano come scrivono, sono dei fallimenti come esseri umani ma Mondadori gli pubblica un libro ogni sei mesi lo stesso. HA! Ma è perché sono raccomandati, sissignore! RAC-CO-MAN-DA-TI. Terry Pratchett è noioso, Douglas Adams non fa ridere, J. K. Rowling è una miracolata. Solo G@mb€r€tt@ ha un container di talento ma è incompresa nonché osteggiata dall’editoria mainstream perché dice come stanno le cose. Ridere? Praticamente mi sto pisciando una secchia di Paulaner Premium da solo e fanculo l’Oktober Fest. Ciao.

PS = Tutti qua subito: la ragionatissima recensione dell’opera di G@mb€r€tta ad opera di Kurdt.

Tutte le strade portano a Roma

No, scusate ma mi pare che qua si stia un po’ esagerando.

Mi sono laureato in materie umanistiche e il mio mestiere è educare le generazioni che costruiranno il futuro di questo paese, un mestiere che richiede responsabilità e buon senso, ok?

Non so se chi sta leggendo in questo momento si rende conto del modo in cui questo mio compito influenza il mio vissuto quotidiano e ciò che lascio in questo diario informatico. Be’, lo influenza un sacco e una sporta, ok? È sufficiente dare un’occhiata ai tag che caratterizzano i post di crotaloalbino per capirlo, hey!

Senonché, scorrendo le statistiche del sito, non posso fare a meno di sentirmi un po’, come dire, “troia dentro” quando leggo certe ricerche che conducono a questo augusto luogo.

Tipo, tra ieri e oggi, c’è un sacco di gente che è giunta su codeste sponde cercando…

  • milf del piano di sopra
  • nude con cazzo gratis (cosa significherebbe poi? “Nude con cazzo gratis”? – N.d.a.)
  • fighe che squirtano
  • una mano dentro me
  • mano dentro figa
  • squirtare in mano
  • seghe ai cazzi
  • spruzzate in faccia
  • fregna merda xhamster
  • lobstertube è il migliore?
  • capire se una donna squirta
  • mano tutta dentro
  • mano dentro la figa
  • come si squirta
  • putrella acciaio acciaioso
  • figaccia spaccata xhamster.com
  • mano dentro al culo italiano
  • mani figa
  • squirto troppo
  • milf per me? (col punto interrogativo – N.d.a.)
  • troia che squirta
  • video squirta poi viene
  • milf camicia
  • video di donne che si masturbano e squirtano
  • si masturba e squirta
  • il libro delle milf (ho cercato il tomo su ibs.it e non l’ho mica trovato un cazzo, ok? – N.d.a.)
  • cazzo nudo bus metro (ROTFL – N.d.a.)
  • milf scarpe
  • giapponesine che si masturbano
  • milf in liguria
  • mamma ke squirta

Cioè… non va mica un cazzo bene, ok?

Ho scritto la mia tesi di laurea sul neocontrattualismo, non so se mi spiego. Vi ho esaurientemente trattato il modo in cui il Contratto Sociale di Rousseau ha influenzato il pensiero anglosassone contemporaneo, Rawls e tutto il resto, va bene? Il concetto di worst off. La critica a Una Teoria Della Giustizia.

Ho una libreria piena di tomi di Kant, Hegel, Malebranche e Leibniz, per citare i primi che mi vengono in mente. Sono una personcina a modo, comprì?

In buona sostanza, mi renderebbe oltremodo felice sapere che chi fruisce di crotaloalbino, vi giungesse cercando, che ne so, “strutturalimso diacronico” su google.

Mi renderebbe fiero di me stesso.

Altro che “milf che caga su un piatto” (altra chiave di ricerca dell’altro giorno).

Bon, adesso che mi sono tolto questo peso dal cuore, me ne torno a scaricare un paio di tera di analcreampie.

Ciao.

L’Origine Della Puttaneria

La notai appena lei volle farsi notare ma i miei occhi si erano posati su quella dea per ragioni del tutto diverse da quelle che normalmente attirano l’attenzione del maschio medio italico. Ero seduto al bar e indossavo la divisa standard del puttaniere in gita domenicale presso uno dei postriboli più popolari della Carinzia (il cui controllo della qualità è sottoposto a rigidissimi e severi standard nella più tipica tradizione germanica): accappatoio bianco e ciabattine igienizzate dello stesso colore, accessori questi forniti dall’azienda.

Lei si accomodò su uno sgabello accanto a me e, in tedesco, – lingua di cui non capisco nemmeno una parola – disse qualcosa alla barista tatuata che, dopo qualche istante, le porse un bicchiere di ice-tea. Ed ecco il particolare che catturò la mia attenzione: le unghie della silfide avevano dell’incredibile, mai visto niente del genere: ognuna di esse era decorata da un florilegio di stelline blu su sfondo giallo oro. Non potei fare a meno che afferrarle con delicatezza la mano e, dopo essermi sincerato che fosse in grado di (perlomeno) comprendere e parlare un po’ di inglese, rivolgerle la parola.

Non solo era in grado di esprimersi più che discretamente nella lingua della Perfida Albione, conosceva anche spagnolo e francese; in più si era rivolta alla barista in tedesco ed era originaria di Sofia. La somma totale, compreso il Bulgaro, faceva cinque. Cinque idiomi. Il che, per una ragazza di ventidue anni, merita esclusivamente rispetto.

– “Splendide unghie, davvero.”, le dissi, “Anche se sono finte, si fanno notare.”

– “Non sono finte, me le ha decorate così un estetista molto abile.”, la sua voce era velluto, “prima ha steso uno strato di smalto dorato che fa da sfondo, poi con delle piccolissime sagome, ha ricavato le stelline.”, sorrise.

A dire il vero il dialogo non andò esattamente in questo modo ma, tuttosommato, è più o meno la spiegazione che mi diede.

A quel punto il mio sguardo si era spostato altrove e mi ero reso conto di avere di fronte un’autentica opera d’arte delle geneteica: lunghi capelli corvini, carnagione scura, occhi color ametista, vita sottile, seno assolutamente perfetto sul quale nessun chirurgo era ancora intervenuto a rovinare irrimediabilmente l’opera di Dio; all’apice delle coppe, capezzoli delle dimensioni di una perla rara le cui areole sfumavano in un tenero terra di Siena bruciato; più in basso una scia di stelline nere tatuate decorava la parte sinistra del suo invitante e tonico ventre piatto.

Seppi di essere pazzo di lei fin dal primo istante. Le chiesi se fosse impegnata con qualche sacco di merda che l’avrebbe resa triste, miserabile e infelice; nel qual caso le assicurai che ero disposto ad ammazzarlo con le mie stesse mani senza pensarci due volte.

Sorrise divertita.

Aggiunsi che purtroppo, da idiota senza cervello quale mi trovo a essere, avevo dimenticato a casa la fascetta di oro rosso sulla quale un artista orafo di Valenza aveva incastonato un brillante purissimo da tre carati. Mi giustificai asserendo che comunque si trattava solo di una questione di tempo dato che avrei potuto recuperare il gioiello entro poche ore, inginocchiarmi al suo cospetto e chiederle di diventare mia moglie.

Rise ancora più divertita!

Razza di crudele stronza cogliona priva di cuore!

Io, come William Butler Yeats, avevo steso i miei sogni ai suoi piedi ma lei li stava calpestando senza curarsi di ciò che provavo.

Continuava a ridere e diceva che ero simpatico.

D’accordo, parlava cinque lingue e tutto il resto ma, a occhio e croce, non era in grado di capire che stavo facendo sul serio e che ero davvero disposto a offrirle una vita diversa e migliore al mio fianco… sì, voglio dire, non sono mica geloso e merda del genere: ero talmente innamorato di lei che le avrei permesso di continuare a farsi scavare la fregna per soldi se quello era proprio ciò che le andava di fare. Cioè, in fin dei conti quasi un secolo di lotta sociale ha permesso alle donne di scegliere la carriera che preferiscono senza che noi maschietti possiamo pronunciare una singola sillaba, ok?

Magari la nostra fidanzata/moglie ha deciso di fare il muratore e tutti i nostri amici alcolizzati al bar ci prendono in per il culo senza pietà… “HAHAHAHAHA! Tua moglie tira su condomini con la cazzuola, gnegnegnegnè!” ma noi zitti e mosca perché è il 2010, quasi il 2011, e non stiamo più dietro un aratro… e nemmeno davanti.

Ma poteva anche essere che magari si fosse resa conto che stavo facendo sul serio e l’avesse buttata in ridere per far finta di niente e non spezzarmi il cuore. Già, chissà com’è andata effettivamente la storia, cazzo ne so io?

Oh be’, ad ogni buon conto, quando si riprese dalla crisi di riso isterico, mi disse che lei proveniva da una famiglia i cui usi erano stati severamente scolpiti attraverso l’impiego di solidi e antiquati principi; non è che poteva arrivare il primo stronzo random col cazzo in tiro in un bordello della Carinzia e le potesse chiedere la mano così sportivamente; niente da fare, amico.

Lei, prima di sposarsi, aveva intenzione di far passare un bel po’ di tempo per conoscere bene la persona con cui aveva a che fare, eccetera, ok? Inoltre specificò che, per assicurarsi che i nostri caratteri fossero pienamente compatibili e in perfetta sintonia, mi avrebbe costretto a passare Natale e Capodanno con la sua famiglia in Bulgaria. Aggiunse che, mentre per la madre non c’erano problemi di alcun genere perché aveva altro a cui pensare (il suo hobby era giocare a poker con le vicine di appartamento), per ottenere il consenso del padre, sarei stato sottoposto ad alcuni durissimi test di natura psico-fisica. Il padre, infatti, era un ex agente del KGB di Odessa e si era trasferito a Sofia negli anni ottanta per motivi di lavoro; nella capitale Bulgara aveva conosciuto la madre e blablablabla, solite stronzate di cui non poteva fregarmi di meno. Infine aggiunse che, se per me fosse stata una rotta (non “rottura”, “rotta”, proprio nel senso di “breccia”) di coglioni troppo grossa, be’ potevo sempre tirare fuori sessantacinque euri e diventare il suo ragazzo per una mezz’oretta. Ci pensai su per qualche istante e il mio senso pratico, scolpito da anni di incondizionata adesione alla scuola filosofica del pragmatismo anglosassone, ebbe la meglio sul purissimo sentimento che provavo per lei da sì e no cinque minuti o anche meno. Così sputammo sui palmi delle nostre mani prima di unirle in una solida stretta di mutuo consenso, proprio come fanno tutte le persone civili che giungono a un accordo o firmano un contratto di qualsiasi genere.

Quindi la dea dell’Est scese aggraziata dallo sgabello e mi guidò a una rampa di scale che conduceva al piano superiore, mi indicò una parete sulla quale erano appese alcune chiavi e mi invitò a scegliere una camera tra quelle ancora disponibili. Esclamai, grattandomi la nuca, “Fanculo, cazzo me ne frega della camera? Prendi un po’ quella che merda ti pare, tanto a me?”, solo in inglese. Lei, non smettendo di sorridere divertita, afferrò una delle chiavi e s’incamminò ancheggiando lungo il corridoio facendomi segno di seguirla.

“Culo a norma iso9001…”, pensai osservandola incedere maestosamente.

Finimmo in un piccolo ma attrezzatissimo e confortebole ambiente: letto con materasso ricoperto di morbido lattice, schermo al plasma da 32 pollici sul quale scorrevano video musicali con le hit del momento, angolo doccia-wc, luci soffuse appena sufficienti per non sbattere la testa contro il muro, soffice moquette viola, cartello con su scritto “Vietato fumare altrimenti ti facciamo il culo!” in sei lingue.

Mi persi in ciò che la fanciulla aveva da offrire, nel paradiso che albergava tra le sue cosce. Mi tuffai a capofitto tra le sue accoglienti braccia urlando entusiasta “IBIZA!

Dato il lungo periodo di astinenza di cui avevo sofferto negli ultimi mesi, mi aspettavo di durare non più di una quindicina di secondi. In realtà andò meglio di quanto avessi inizialmente creduto… per lo meno all’inizio. Nel senso che, pur temendo di stabilire il nuovo record mondiale di aeiaculatio praecox, tutto cominciò a girare per il verso giusto, trovai il ritmo adatto e cominciai a servire alla mia nuova amica bulgara una più che discreta dose di su e giù.

Presi a sudare copiosamente e decisi di cambiare posizione per comodità. Ma, nella furia dell’entusiamo di entrambi, accadde ciò che non sarebbe dovuto accadere: estrassi il mio arnese e feci in modo che la fanciulla si mettesse a quattro zampe davanti a me per poterla meglio cavalcare. Lei allungò la mano, attorcigliò le sue dita affusolate sul mio spiedino dell’amore e la punta di una delle sue unghie finemente decorate si conficcò nella cute del mio scroto.

– “PORCACCIA DI QUELLA PUTTANONA STRONZA DI MERDA RIPIENA DI STRONZI RICOPERTI DI ALTRETTANTA MERDA!”, urlai; calde lacrime scendevano dai miei occhi.

– “Cosa è successo?”, mi guardò spaesata e preoccupata.

– “COSA È SUCCESSO? MI HAI PUGNALATO I COGLIONI, ECCO COSA CAZZO È SUCCESSO! CRISTO DI UN DIO! RAZZA DI RAPACE, AVVOLTOIA, ASTORE, FOTTUTA CONDOR RITARDATA CHE SCAMBIA CAZZI PER RATTI SELVATICI!

– “Oh mio Dio… sanguini!”, si coprì la bocca con una mano.

– “E cosa ti aspettavi che facessi dopo che mi hanno ficcato uno stramaledetto stiletto sullo scroto?”

Si alzò, si precipitò all’angolo doccia-wc, srotolò un po’ di carta igienica e tornò da me, quindi mi tamponò la ferita come meglio poté.

– “Davvero un brutto taglio…”, osservò, “Mi dispiace tanto…”

– “Oh non fa niente! Pensi che dovranno mettermi dei punti e che un giorno avrò comunque un erede?”, ero preoccupato.

– “Niente affatto, niente punti e il tuo erede non è in pericolo.”, sorrise per farmi coraggio. “Però, fossi in te, oggi smetterei di… come dire… darci dentro. Intendiamoci: tutte le mie colleghe sono sanissime e si sottopongono a visite mediche ed esami ematici con regolarità… tuttavia è sempre meglio non rischiare che qualche umore ti finisca proprio lì perché… be’, perché non si sa mai…”, avrebbe potuto essere una madre premurosa che raccomanda al proprio figlio di non fare nulla di avventato quando lei non c’è. Insomma, nonostante la goffa sbadataggine con cui maneggiava uccelli, era comunque tutto ciò che un uomo può cercare.

Intendo dire che, se qualcuno volesse condannare il sesso a pagamento perché è un modo come un altro per degradare la condizione femminile e fare di un essere umano nient’altro che merce, be’, credo che sia il caso di mandarlo/a a defecare sull’onda del mare e anche alla svelta.

E cercherò di spiegarmi meglio: come tutti là fuori, tranne qualche caso disperato, anche io sono uscito con ragazze, per così dire, “normali”, fanciulle cresciute in una famiglia rispettata e tutto il resto, ok? Con ogni probabilità sono stato più sfortunato di altri e/o, più in generale, sono una persona difficile dotata di un carattere piuttosto aspro o qualcosa del genere; fattosta che, quasi sempre, dopo i primi giorni, le prime settimane, il primo mese, ho dovuto fare i conti con paranoie ingestibili, con gente che pretendeva che modificassi il mio stile di vita per adattarmi al loro e con una montagna di cazzate isteriche. Ora, sono perfettamente cosciente del fatto che è necessario sviluppare una certa capacità di adattamento e accettazione del prossimo nel momento in cui si decide di instaurare un rapporto con qualcuno, tuttavia non ho mai avuto alcun problema ad accettare il fatto che la femmina che sta con me sia perfettamente in grado di gestirsi da sola e uscire con le sue amiche tutte le dannatissime volte che desidera farlo; d’altra parte io, se faccio un’innocua capatina all’osteria con i miei conoscenti e magari capita che torno a casa con la camicia macchiata del mio stesso vomito, un alito che è tutto un programma e un fastidiosissimo mal di testa, devo anche subire una solenne sventrata di coglioni da parte di una ebete rintronata che continua a intonare il karma del ragazzino che non vuole crescere. Fanculo! Mica mi sono mai lamentato, io, perché lei perdeva sangue da in mezzo le gambe e di scopare non se ne parlava nemmeno. Mai detto niente manco quando mi trascinava al centro commerciale a perdere ore guardando scarpe assurde con prezzi ancora più surreali. Mai fiatato. In fin dei conti lo facevo perché speravo che, alla fine, la femmina con cui mi accompagnavo in quel momento storico mi avrebbe permesso di svuotarmi senza menarmela più di quanto fosse necessario. Ma, guarda un po’, nella maggior parte dei casi, mi sbagliavo di grosso.

Ho capito troppo tardi che si trattava di un problema senza soluzione, qualcosa di legato al fatto che Dio, dall’alto della sua onniscienza, si era lasciato sfuggire un particolare. In poche parole il Padreterno ha combinato una cazzata mica da poco: ha creato l’uomo facendo in modo che fosse costantemente impegnato a elaborare strategie per riuscire a infilare l’uccello in qualsiasi pertugio umidiccio… mentre la femmina, da parte sua, è cosciente di avere qualcosa tra le gambe a cui quasi tutti i maschietti puntano e, invece che esserci riconoscente per averle donato una delle nostre costole gratis, ha cominciato a porre una serie di paletti del tutto fini a se stessi prima di concedere l’utilizzo promiscuo della sua crepa umida.

Grazie, Dio, no davvero: grazie, eh?

Però l’uomo è stato dotato di capacità di adattamento così, da lì al meretricio, il passo è stato invero brevissimo.

E vediamo come sono andate le cose di preciso.

Un proverbio della mia zona recita così: “Quando l’acqua sfiora i glutei, tutti diventano improvvisamente e inaspettatamente Massimiliano Rosolino.”, ok?

Ebbene, qualche cazzigliaio di anni fa, c’era un gruppetto di primati che deambulavano per una giovane Terra con la loro clava sulle spalle. Dopo aver speso un’intera giornata spezzandosi la schiena a cacciare mammuth o pterodattili o quello che cazzo si mangiavano quegli stronzi a quel tempo, cominciarono a scambiarsi pacche sulle spalle.

– “Indovina un po’?”, grugnì uno di loro, “Stasera io e quel gran pezzo di scimmiona che divide la caverna con me ci facciamo una super sgroppata! La prendo per coda e le pianto il mio banano dritto nel suo canyon dell’amore e, se mi va, magari anche la clava nel culo! Proprio così! La clava nel culo, hahahaha! Hey, amico, passami quella coda essiccata di trilobita che mi tolgo un po’ di merda dalle orecchie.”

Erano contenti, i nostri antenati preistorici, magari stanchi e affaticati, ma privi di pensieri: quella sera avrebbero scopato e poi si sarebbero addormentati su una pelle di allosauro o di qualche altro bastardo preistorico. La vita era dura, d’accordo: non c’erano birra, pop-corn, salsicciotti, Sky e nemmeno “Novantesimo Minuto” ma, tutto-sommato, era ok.

Senonché, una volta giunti a casa, ebbero una spiacevole sorpresa e dovettero affrontare la dura realtà: le scimmione fecero infatti loro sapere che erano rimaste in piedi tutto il santo giorno a sbattere zanne di mammuth su alcune bacche per ricavarne una sbobba immonda, a causa di questa attività assolutamente inutile, era loro venuto mal di testa; in più anche i mocciosi babbuini avevano frignato senza sosta e cagato dappertutto così loro, solo a ripensarci, avevano ancora più mal di testa di dieci secondi prima e quindi vaffanculo fatevi una sega e non rompeteci la cazza e vaffanculo un’altra volta.

I poveri primati si erano perciò mestamente accucciati a terra, disponendosi a cerchio, proprio come nella scena iniziale di “2001 Odissea Nello Spazio” quindi, in preda alla frustrazione, avevano cominciato a spaccare crani scarnificati di triceratopo con tibie di velociraptor finché qualcuno di un altro branco si era avvicinato e aveva fatto loro sapere che, in una grotta lì vicino, c’era una macaca la quale, in cambio di un paio di filetti di diplodoco e tre ananas, avrebbe allargato le zampe senza troppe paranoie e avrebbe addirittura arruffato la peluria delle loro affatticate schiene con i suoi muliebri piedini dotati di agilissime dita prensili.

– “Vuoi dire che io do a questa femmina un paio di stronzate che non mi servono e quella mi fa scopare senza rompermi i coglioni quando decido che ne ho abbastanza e mi va di spulciarmi il collo con gli altri ragazzi?”, grugnì uno dei primati, incredulo.

– “Proprio così; pensavo che lo sapeste già.”, rispose cameratescamente il nuovo arrivato.

– “Mi prendi per il culo? Esiste davvero una cosa del genere?”

– “Certamente, a nemmeno cinque minuti di liana da qua.”

– “E noi che ci siamo rotti i coglioni con le nostre oranghe per tutto questo tempo…”, esclamò un ramapiteco in fondo.

– “Non farmici nemmeno pensare…”, gli fece eco un altro scimpanzè.

Pacche sulle spalle, scambi di occhiate complici, veloce inventario di ananas e filetto di diplodoco e poi di corsa sulle liane per far visita a questa intraprendente gorilla.

Ed è così che nacque la puttaneria… volevo dire la prostituzione, la mercificazione del corpo della donna e tutte quelle stronzate con cui le femministe si riempiono la bocca invece di usarla per cose davvero utili. E tutto perché sono perfettamente coscienti che il meretricio altro non è che una forma di logorio lento ma inesorabile del potere intrinseco della vulva… a vantaggio nostro, s’intende.

Per quanto mi riguarda, sono fermamente convinto che la pratica della scopata mercenaria sia solo un modo come un altro per evitare che la società civile così come la conosciamo vada a putt… volevo dire “a rotoli” una volta per tutte. Ci sono certamente un sacco di individui che preferiscono venire a patti con le femmine: portarle fuori a cena il finesettimana, scartavetrarsi i coglioni il sabato pomeriggio all’ipermercato, fare sforzi sovrumani per non addormentarsi al multisala mentre si assiste alla proiezione di un film con Hugh Grant e Julia Roberts e, più in generale, affidarsi alla propria buona sorte sperando di capitare tra le gambe alla squinternata di turno… ma, il più delle volte, gli va tutto storto e va a finire che si rifugiano nell’onanismo… già perché, anche se in pochi sono disposti ad ammetterlo, scopare è comunque l’equivalente di un biglietto fortunato del gratta & vinci: tu spendi soldi per comprarlo, speri di mettere in tasca un po’ di grana ma, nel 95% dei casi, sono soldi buttati e frustrazione.

Quindi, per come la vedo io, è meglio farsi perforare lo scroto dalle unghie meticolosamente decorate di una professionista dell’Est.

Si paga e si ottiene un servizio.

E quel servizio è una certezza.

E, di questi tempi, con la crisi economica, il governo che sta per cadere, il terzo polo e tuto il resto, le certezze non crescono sugli alberi.

Magari è meglio ricordare di portarsi dietro un paio di guanti foderati con piumino d’oca… ma soprattutto: io non sono misogino, sono solo obiettivo.

Personcine

http://www.youtube.com/v/1gNVggYOKZc&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

Da un minuto e cinquantasette secondi in poi, è puro Fungos Sound. Buon ascolto e buona visione.

PS = Ringrazio Giulio per la segnalazione.