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Test: sei U. Fornelli?

Sei U. Fornelli? Rispondi onestamente alle domande e scoprilo da solo.

1. Qualcuno non è d’accordo con quello che scrivi sul tuo blog, come reagisci?

a. Leggo quello che ha da dire e gli rispondo argomentando.
b. Non ho un blog.
c. Mi chiedono come reagisco quando i punti di vista divergono. Se qualcuno dovesse avere punti di vista diversi dal mio, lo banno perché, prima di scrivere, mi documento sempre e, anche quando dico qualcosa di assolutamente opinabile, è comunque vero perché la mia opinione, come si sa, è il Verbo. Ficcatelo in testa: io non ho opinioni, gli altri sì, io invece, quando parlo, lo faccio perché ho studiato, non come l’ottantacinque percento degl’Italiani che si sono arresi e sono dei vigliacchi rassegnati che hanno perso il treno per Dusseldorf, anzi per la Via Lattea. Come quali sono le mie fonti? Guglatelo da solo ché non mi scende il culo di fornirtele dato che, quando me lo hai chiesto e ho dato un’occhiata, non ho trovato un cazzo perché mi sono inventato tutto di sana pianta. Comunque la mia opinione vale più di qualsiasi altra perché io so tutto. Io sono Fornelli, voi non siete un cazzo. Vi banno.

2. Cosa pensi del corpo insegnante italiano?

a. Fanno il loro lavoro, chi bene e chi male; come in tutti i campi ci sono persone competenti e somari.
b. Alcuni dovrebbero essere mandati sui campi.
c. Mi scrivono per sapere cosa penso degli insegnanti. Sono solo un branco di bestie ignoranti che non sanno parlare la lingua del proprio paese. Gente del genere rovina la gioventù. Le maestre sono tutte stronze, hanno la sindrome di down. I presidi sono spastici. Tutti. È a causa loro se l’ottantacinque percento degl’Italiani sono esseri abbietti, perdenti rassegnati! Tutto perché questa feccia è ovunque! Siamo circondati da bestie sessantottine che non sanno cosa sia la meritocrazia. SIETE DELLE MERDE! E NON SAPETE PARLARE ITALIANO! MERDE! VIGLIACCHI! CAPRE!

3. Ooooocchei. Senti qua, come si scrive “un altro”?

a. “Un altro.”
b. “Un altro.”
c. “Un’altro.”

4. E “qual è”?

a. “Qual è.”
b. “Qual è.”
c. “Qual’è.”

5. Parlami dell’università italiana.

a. Fornisce, tutto-sommato, una buona preparazione sia in ambito scientifico che umanistico, purtroppo negli ultimi tempi non si è investito molto nella ricerca ma, con i tempi che corrono, è difficile ricavare le risorse necessarie.
b. Mi fido di un medico italiano allo stesso modo in cui mi fido di un medico svizzero.
c. Mi chiedono cosa penso dell’università. Lammerda. Baroni. Raccomandati. Schifo. Tutto uguale in ogni ateneo. E le facoltà umanistiche non servono a un cazzo, ci vanno solo i somari che non sono in grado di capire la matematica. Ma comunque, in generale, le università italiane sono lammerda.

6. Sei laureato? Se sì, in cosa?

a. Sì. Ingegneria meccanica.
b. No.
c. Nel forum mi chiedono della mia educazione. Mi sono iscritto a matematica e mi sono fatto un culo così. Also, nel frattempo, lavoravo. Ho fatto il buttafuori, il tassista, il muratore, l’allevatore, il percussionista napoletano, il fattorino, l’astronauta, il geologo, lo studioso della psicologia della donna e, a proposito, la psicologia è una falsa scienza e non serve a un cazzo. Ogni scuola psicologica dice le sue stronzate ma non si arriva mai a una conclusione, un cazzo di niente. Per esempio il comportamentismo, no? Pavlov sosteneva che, dati determinati stimoli, si ottenevano risposte fisiologiche di tip(…) (seguono altre cinquanta righe di copia-incolla da wikipedia), a-ha! Ma poniamo che la nerchia del bukkake antani sia limitatamente sincategorematica alla nerchia proporzione A sta a BI come MU sta FA, is it?

7. Ok. Ma sei laureato, sì o no?

a. Mi pare di aver già risposto.
b. Ho detto di no.
c. Google!

8. Parli inglese?

a. Me la cavo.
b. Solo qualche frase molto semplice.
c. Mi scrivono per sapere se l’inglese è una competenza fondamentale Per quanto mi riguarda, sono in grado di fare una presentazione di un prodotto o di un argomento senza particolari problemi. Posso dire di essere più fluente in inglese di molti laureati in lingue italiani che, quando si trovano al di fuori della loro coNfort zone, inciampano e fanno la figura dello scroto allungato.

9. Ok, che ne dici di fare una breve presentazione di te stesso, di quello che fai per vivere, dei tuoi hobbies. Insomma, dimmi quello che vuoi in inglese.

a. Hello, my name is Ciano Manubrio, I’m an engineer, and I work as a project manager for an American company. I like fishing, swimming and reading. Oh, I’m into music, I studied the piano for a few years but, at one point, I had to quit because I went to university and I couldn’t bring my piano along so I picked a cheap guitar. I’d strum it every evening before going to bed, it was good fun.
b. My name is Astro Baule and I’m an accountant.
c. You is making stupid questions, I have not responding. But because you are domanding this? Why you want provockhe me. But I are not stupid, unlike you all is… are! Is it? You is in Italy! Why you is perdent and resigned! I are in Doucheland… cioè no… Alemagnaland… Germany! Why I aren’t looking my female son on the eye and shame me! No! Does it? And, by the way, we all live in a yellow submarine, I can get no satisfaction, smoke on the water and, soprattutt, OKLAHOMA!

10. Come si fa bollire l’acqua?

a. Ne versi la quantità che ti serve in una pentola, la metti sul fuoco e aspetti che bolla.
b. La metti sul fuoco.
c. Mi scrivono per sapere come far bollire l’acqua. Ora, qualche anno fa, mentre mi trovavo in Siberia per alcune ricerche geologiche sul bolide che colpì Tunguska, avevo alcuni blocchi di ghiaccio da sciogliere ma, essendo la Siberia un luogo non esattamente troppo ospitale e non essendovi alcun genere di fonte di calore nelle vicinanze, dovetti assicurarmi di essere in grado di arrangiarmi comunque. Ora, se io fossi stato l’italiano medio che va all’università e si laurea in lettere moderne, avrei dato colpa all’inospitalità del luogo e equitalia. Aha… invece, dopo aver raccolto attorno a me alcuni frammenti di legno secco, cominciai a sfregarli l’uno contro l’altro ma non riuscii a combinare un cazzo. Così mi sdraiai sulla neve e cominciai a muovermi per fare segnali dato che sapevo che quel luogo era sulla traiettoria di uno dei satelliti artificiali che orbitano attorno al pianeta. Poi, assieme a una strega, abbiamo esorcizzato un ragazzo del luogo che era posseduto dal demone Baal e non m’invento mica un cazzo. Per la cronaca, ho fatto insieme ad una strega la stessa cosa che fa amorth, senza bisogno di invocare cristo e ha funzionato prima e senza tutte quelle tragedie che dice lui (cit.; dico sul sul serio, non m’invento un cazzo: CIT.!).

11. Ti ritieni dotato di senso dell’umorismo?

a. Nessuno mi evita, ogni tanto dico qualcosa di divertente. Mi pare di andare d’accordo con tutti.
b. Chi mi conosce, dice che sono una persona abbastanza divertente. Spero che non lo dicano per farmi capire che sono un pagliaccio, hey!
c. Sono simpaticissimo! E mi piace fare scherzi! Le zingarate!!! Ho scritto anche il manifesto degli Sturmi!!! 🙂 Ah, ti ho raccontato di quella volta che abbiamo perculato il Sizzi? 🙂 Da morir dal ridere! Lo abbiamo zingarato un sacco, io e gli sturmi!!! E lui se l’è bevuta fino in fondo!!! E quando gli abbiamo detto che era uno scherzo, lui ha detto che l’aveva capito da un sacco. E poi abbiamo anche zingarato Galatea! E il sito di Vendola! Ah, quante ne abbiamo fatte! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Che ridere!

12. Qualcuno ti prende in giro bonariamente per una tua debolezza, come reagisci?

a. Mi dà un po’ fastidio ma non me la prendo. Cerco di sorridere, spero che non si esageri e mi riprometto di fare altrettanto quando l’occasione si presenterà.
b. Ahahahaha, brutto stronzo! Me la paghi, ahahahahahahahahahahahaha! Vaffanculo, ahahahahahahahaha!
c. Come? Cosa significa che le foto di donne nude che posto sul mio blog ritraggono delle trippochiappone? Come sarebbe a dire che le tette arrivano al marciapiede, che hanno i trigliceridi sballati e che sudano stracchino? Cosa sono queste stronzate? Sì, hai capito bene! STRONZATE! Ah sì? Guarda che può essere che io mi sia scopato quella troia di tua madre, ok? Anzi, sicuramente me la sono scopata! Nel culo! Non sto scherzando! Non mi viene da ridere un cazzo! Come osi criticare i miei gusti sessuali? Ah-ah-ah, che ridere che fai. Sei davvero simpatico come un pugno sui coglioni. Mi sono scopato tua madre nel culo! Stronzo.

13. Una tua conoscente ti fa sapere che aspetta un bambino, è entusiasta di diventare madre. Come reagisci?

a. Le faccio le mie più sentite congratulazioni e le dico di tenermi informato. Sono felice per lei. Non riesco a smettere di sorridere.
b. Fantastico! Gran bella notizia! Congratulazioni!
c. Diventare madre significa cedere il proprio corpo a un altro. La società cerca di farti credere che sei pienamente padrona del tuo corpo solo quando diventi madre, in realtà è l’esatto contrario. Il parto, tutto ciò che lo precede e lo segue sono privazione di libertà per la donna. La cultura cattolica che pervade la vita privata italiana ha portato a questo. Crediamo a menzogne che ci vengono inculcate fin dai tempi del (…) (seguono altre cinquantasette righe di megapippone socio-sbroccotronico.)

14. Stai per tornare nella scatola?

a. Come?
b. Non capisco.
c. No, non ci voglio tornare nella scatola! NON VOGLIO ANDARE NELLA SCATOLA! NOOO! LA SCATOLA NO!!! NON MI METTERE NELLA SCATOLA! SONO BUONO! NOOOO! LA SCATOLA NOOOOOOO! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

Risultati:

Prevalentemente risposte “a” – Non sei U. Fornelli.
Prevalentemente risposte “b” – Nemmeno tu.
Prevalentemente risposte “c” – Hey, hey, hey! Benvenuto, Fornelli! Anche se Scassonio-BastaConLaDroga pensa che tu sia nient’altro che un miserabile cazzone arrogante cazzaro incazzoso invidioso pagliaccio permaloso che vorrebbe essere Appeppe Krilla ma non gli regge la pompa, Gesù ti vuole bene lo stesso e ti ritiene un capolavoro di essere umano; lui sa che tu hai fatto il buttafuori, che hai abitato in Sicilia, che hai fatto il perito informatico per svariate procure della Repubblica, che hai conosciuto il mondo dell’editoria italiana e ne sei rimasto schifato, che hai collaborato con importantissime società IT di tutto il mondo, che sai cosa significa partorire perché l’hai fatto, che in Italia avevi un lavoro che molti invidiano e che, quando l’hai lasciato, tutti si chiedevano perché stessi facendo una cazzata del genere ma tu, in realtà, la sapevi più lunga di loro e un giorno riderai… ah, se riderai! Sai le risate che ti farai? Perché TU queste cose le avevi dette, ah se le avevi dette! E adesso hai un lavoro di tutto rispetto in Germania, un’occupazione che ti permette di guardare dall’alto in basso quei poveri coglioni che sono rimasti in Italia e ti concede il lusso di tenere aggiornato il tuo blog; anche due-tre mega-pipponi al dì. Ma non è perché, in realtà, non combini una merda di niente tutto il giorno bensì perché TU sei multi-tasking, ok? Non è che fai il cameriere di sera in una pizzeria gestita da calabresi, ok? Quindi vai tranquo e sciallo ché altrimenti ti si iper-gonfiano le ruote dello skate. Bukkake, nerchia e tutto quanto. Ciao, Fornelli. Se dovessi scegliere chi buttare giù dalla torre tra te e Dio, sceglierei Dio.

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Individuazione del fine ultimo

Innanzitutto, cliccate qui.

So che dovrei sforzarmi per cagare fuori un incipit che abbia qualcosa di nuovo per l’ennesimo post-truffa di questo blog. Il fatto è che non mi viene in mente niente di meglio che “non ho più voglia di combinare un cazzo”… anche perché è solo la verità. Dieci anni fa lavoravo in azienda e mi facevo il culo in giro per il mondo a vendere roba di cui a me non è mai fregato un cazzo. Lo stipendio era ok, il lavoro era, all’inizio, una figata totale ma, dopo nemmeno due mesi, mi sono reso conto che non faceva al caso mio per via del jetlag, dei casini continui con i clienti e (soprattutto) per i ritardi della produzione che, per inciso, funzionava come il sistema fognario a Calcutta e mi costringeva a utilizzare tecniche da essere che striscia per calmare gli stranieri imbufaliti dall’altra parte del cavo telefonico. E tuttavia ho continuato a salire su aerei e a piallarmi il culo in ufficio perché così doveva andare, no? Finché mi sono sfracellato il cazzo di tutto quanto e ho mandato a fare in culo il nordest per diventare un precario della scuola pubblica.

Ebbene… tutti i miei colleghi si lamentano perché lo stipendio è una merda ma, tutto-sommato, a me va bene così. Il 9 Giugno sarà l’ultimo giorno dell’A.S. 2010/2011 e, vacca di una merda, anche se mai come nel corso degli ultimi otto mesi il tempo mi è sembrato non passasse mai, credo di non potermi lamentare.

Guardiamola dal lato positivo: mettendo in conto lo sciopero del 6 Maggio (a cui aderirò altrimenti sarei l’unico a non farlo e non mi va che la gente mi guardi male… no, stronzate, non me ne frega una merda del parere dei colleghi, il fatto è che un giorno di ferie è sempre un giorno di ferie), le elezioni amministrative e tutto il resto, mi rimangono altri ventisei giorni effettivi di lavoro. Dopodiché comincerò a grattarmi i coglioni in modo pressoché assoluto 24/7 per tre mesi… e riderò dietro a coloro che continuano a piallarsi il culo in qualche ufficio mentre i loro superiori gli rompono i coglioni costantemente perché, in tal modo, quello che sta sopra a loro crede che si stiano dando da fare (e invece non è così, è inutile far finta di no o girarci attorno: che si rompano i coglioni o meno a chi ti sta sotto, il fatturato non cambia). Dai, non ho vizi: non mi drogo, bevo un paio di birre il finesettimana e ogni tanto vado a troie… niente di grave, dico bene? Posso anche concedermi un hobby del genere, giusto? Ridere dietro a quelli che lavorano e cercano di risollevare il pil, dico.

Perfetto… cose da fare nel corso di questi tre mesi di assoluto grattamento testicolare:

1. Andare al Metal Camp perché ci sono gli Airbourne e non voglio perdermi per nessuna ragione Joel O’Keeffe che sale sull’impalcatura dell’impianto luci per l’assolo di chitarra più cazzone della scena. Di tutti gli altri gruppi m’importa un grandissimo cespuglio di cazzi quindi mi limiterò a girare per gli stand, a bere birra e a gonfiare i miei scolpitissimi muscoli per spararmi le pose con le metallare.

2. Ubriacarmi almeno una volta al mese e smaltire il doposbornia del giorno seguente percorrendo venti chilometri in bicicletta in meno di sessanta minuti. Alle due del pomeriggio. Col sole sul cranio. Così il mal di testa che viene dopo scaccia quello alcolico che si aveva prima. Funziona sempre, garantito al limone, queste cose le so perché le ho sperimentate su di me.

3. Guardare più video porno possibile perché bisogna tenersi aggiornati e non lasciarsi sfuggire nulla delle ultime tendenze. Dare consigli sul migliore porno che si può trovare su internet è uno dei miei campi di ricerca. Ho una certa esperienza alle spalle e ritengo di essere in grado di puntare il dito nella direzione giusta quando si ha a che fare con anal creampie e cumswap.

4. Sdraiarsi in spiaggia in un giorno qualsiasi di Giugno, pensare a quelli che si fanno il culo e possono andare in ferie solo in Agosto perché altrimenti l’azienda si ferma e ridere in modo grasso.

5. Bestemmiare in modo ricercato pensando che la seconda settimana di Settembre non è poi così lontana ma rilassarsi immediatamente tenendo conto che si può sempre tentare la fortuna giocando un paio di euri al superenalotto. Quindi ponderare il modo corretto di sputtanarsi il cazzigliaio di milioni che vincerò. Villa strafica ai Caraibi, capannello di troie extra-lusso che si accalcano attorno al mio scroto con le loro labbra, conseguenti tafferugli che scoppiano per accalappiarsi il mio glande.

6. Prendere in cosiderazione la possibilità di adottare un gatto per zingararlo a modo mio. Tipo… porta di vetro dello stereo aperta, io dietro la stessa che scuoto la scatola delle crocchette al pollo, felino che parte a tutta velocità in mia direzione e che si schianta col muso sul vetro. Io che rido in modo isterico puntando l’indice in sua direzione. Felino che mi guarda ed escogita una vendetta che mi servirà fredda. Io che rido ancora più istericamente perché tanto un gatto è troppo idiota per vendicarsi e può limitarsi solo a soffiare e a essere incazzato. Razza di idiota (il gatto, dico).

7. Devo riuscire a scrivere almeno dieci stronzate da fare nel corso dell’estate che ormai è dietro l’angolo. Ok, comprare un fucile ad aria compressa e sparare ai vecchi che guardano i lavori in corso. Poi scappare mentre rido in modo isterico subito dopo aver urlato “PENSIONATI DI MERDA! DOVETE MORIRE TUTTI! BRUTTI STRONZI MANTENUTI DEL CAZZO!”

8. Inventare insulti ricercatissimi e, allo stesso tempo, infantili. Tipo “indemoniato di sborra”, “coglione depilato” e “frocio culonoide con dieci mandinghi in culo di corsa”. Ridere istericamente ogni volta che si escogita un nuovo insulto particolarmente fantasioso. “Indagatore di ani afroamericani… BUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Tua madre è assolutamente una merda!”

9. Sostituire la zanzariera dello studio perché non scende più all’altezza giusta e ciò mi fa girare i coglioni vorticosissimamente. Pensare a qualcuno che possa fare il lavoro al posto mio e che non prenda più di venti euro per il disturbo. Se c’è qualcuno che ha bisogno di un paio di dieci euro e sa come si sostituisce una zanzariera, si faccia sotto.

10. Calcolare la quadratura del cerchio. Sì, col cazzo. Svegliarsi alle 10 del mattino e non alzarsi prima delle 11. Eventuale onanismo.

Ok, la roba che davvero conta: che ne dite di leggere un raccontino in cui Giorgiorgio Giorgiorgi trascorre un finesettimana in una stamberga isolata in montagna al solo scopo di massacrarsi il fegato di alchol e fare fuori un paio di mille neuroni con un bel po’ di sostanze psicotrope ma poi, pensa un po’, le cose vanno tutte a puttane (e ti pareva) perché c’è qualcosa che si nasconde nel sottobosco, qualcosa di incazzato e affamato con delle stracazzo di zanne lunghe venti centimetri? Sì, insomma, una porcheria horror-splatter con un pizzico di coglioneria che non fa mai male e rende tutto più interessante. Divertimento assicurato per tutta la famiglia, non so se mi spiego.

Follia

Il 2011, tenendo conto di quanto sta accadendo ultimamente, sembra essere l’anno della follia e del surrealismo.

Cioè: qua sta succedendo di tutto e, a ripensarci, vien da ridere perché certi episodi solitamente sono relegati all’interno di una raccolta di racconti scritti da qualche autore che predilige il weird.

L’ultimo florilegio di stronzate risale a Venerdì scorso e, fanculo!, ogni volta che ascolto storie del genere, devo assicurarmi di non avere gente davanti a me altrimenti va a finire che gli sputo addosso dal ridere (che è esattamente quello che ho fatto sabato pomeriggio quando mi hanno riferito gli accadimenti della sera precedente).

In pratica due che conosco da un po’ di tempo decidono di fare seratona in un locale dove, nel finesettimana, si tengono meno che mediocri concerti dal vivo e chi frequenta non ha idea di cosa sia il congiuntivo. Proprio il genere di luogo che sono solito frequentare anche io, insomma.

Giunti sul posto, uno dei due dà un’occhiata alla barista, soppesandone le grazie con grande attenzione, e decide che è il caso di provarci perché tanto si vive una sola volta ed è meglio non pentirsi delle rinunce che si sono fatte nel corso della propria esistenza quando ormai è troppo tardi. Così guarda il suo amico e gli fa “Hey, senti qua: alle 23:30 precise, vado da quella e me la trombo.” e l’altro (già pieno di birra e cose nere) “Vai, vecchio! Così si fa! Rifalle le pareti dell’utero col cazzo. E anche quelle dell’intestino.”

Nel frattempo si ingollano un altro paio di secchie di varie sostanze alcoliche in modo da entrare ancora di più in sintonia con lo spirito del luogo e del momento.

Sul palco si alternano gruppi hard-core locali uno peggio dell’altro.

Rapida occhiata all’orologio, segna le 23:15, “Bon, anche se non è l’ora giusta, non me ne frega un cazzo. Adesso vado dalla barista e ci provo!”; si alza, si accorge che, nonostante tutto, non ha ancora perduto l’equilibrio ed è addirittura in grado di camminare. Raggiunge il banco del bar e osserva con grande raccoglimento le grazie della barista. Figa, è figa. Molto figa.

– “Hey, ciao!”
– “Cosa prendi?”
– “Bu, non so. Una cosa nera.”
– “Una cosa nera. Tre euro, grazie.”
– “Senti a che ora chiude il locale?”
– “Certe volte, nel finesettimana se ci sono concerti e c’è tanta gente, chiudiamo anche alle quattro del mattino.”
– “Ah, ok allora. Senti, vieni a bere una roba con me quando stacchi?”
– “No.”
– “Ok, ciao.”

Torna dal suo amico con la cosa nera. L’altro lo guarda e gli dice qualcosa riguardo il bicchiere mezzo pieno che è ancora sul tavolo. Così ingolla il liquore alla liquirizia e riprende in mano la birra di prima. Poi spiega che la vita è una merda e che le tipe fighe sono tutte un lurido branco di stronze puttane, soprattutto se fanno le bariste in una dannatissima bettola di merda dove la musica fa schifo al cazzo e non si riesce nemmeno a parlare senza urlare. Ultimo sorso, rutto. Aggiunge che esce un attimo a prendere una boccata d’aria perché dentro è troppo caldo e c’è aria viziata; in più, sottolinea, gli stronzi sul palco fanno davvero cagare mattoni e sacchi di calcestruzzo.

Si alza e, facendo zig-zag tra la gente in modo piuttosto goffo, esce all’aperto. Si appoggia al cofano di una macchina.

– “Pssst… hey…”

Si gira da una parte e dall’altra ma non vede un cazzo di nessuno.

– “Pssst… sono qui…”

Solleva lo sguardo e vede una tipa sul terrazzo del condominio poco distante che gli fa gesti con la mano.

Capelli neri lisci sulle spalle, niente male, hey! Si guarda alle spalle per assicurarsi che quella del terrazzo non stia cercando di comunicare con qualche altro bastardo ma non vede nessuno nelle vicinanze. Ancora non del tutto certo di quanto sta accadendo, rivolge gli occhi in direzione del condominio e, col dito della mano destra, indica se stesso come per chiedere “Io?”

– “Sì, vieni qua.”

Accento sicuramente non della zona. Potrebbe venire dall’Europa dell’est o dal Sud America, cazzo ne sa lui? Quello che conta è che vuole dirgli qualcosa e, a guardarla dal basso verso l’alto, pare che non sia proprio niente malaccio. Così si incammina e arriva giusto sotto il suo terrazzo, al secondo piano del condominio.

– “Ciao.”
– “Ciao… ho bisogno di compagnia, bello!”
– “Cos’è? Uno scherzo del cazzo?”
– “Hihihihihihihi, no. Ho davvero bisogno di compagnia.”
– “Ah, ok. Che compagnia?”
– “Dai, non fare il scemo! Vuoi venire su o no?”
– “Non faccio il scemo, tranqua. Per dove si sale?”
– “Adesso me apre te portone, secondo piano.”
– “Ok, aspetta ‘n attimino che mando un sms al mio amico.”

Testo dell’sms: “Oh brutta merda, guarda ke sono in appartamento da una tipa ke vuole scopare. Se nn rispondo è xkè ho spento il cel”

Sale le scale e arriva al secondo piano. Porta aperta. “Wow, figata totale!”, pensa, “Pareva che la serata fosse una merda e alla fine invece scopo! E non ho nemmeno dovuto fare tanta fatica e inventarmi stronzate. Grandissimo…”

La tipa apre la porta e, solo allora, guardando da vicino, si accorge che non si tratta di Helena Gimenez Bella Figheira Di Bahia, bensì di Fernando Do Nascimiento di Belo Horizonte, trans che ha abbondantemente passato la quarantina. Con un accenno di barba sul mento.

– “Ah diocan di un diocan… no guarda, dio veramente can, scusa ma sono ubriaco e non mi ero accorto che eri un trans. Ma dio can… ma pensa te. Cioè, non è che ce l’ho con i trans e tutto quanto. Anzi! Per me potete fare quello che volete, tanto non fate mica male a nessuno. È solo che a me piacciono le femmine e non è cambio le abitudini così, da un momento all’altro, ok?”
– “Ma dai, guarda che non sai cosa ti perdi! Ti faccio un bel pompino! Non è mica male, sai? La bocca è uguale a quella di una ragassa. Le ragasse non fanno mica i pompini che faccio io!”
– “No, guarda, sul serio. Come se avessi accettato, fai conto che abbia accettato davvero e che mi hai fatto il pompino uguale anche se non me l’hai fatto. Maccheccazzo dico? Bu, non so.”
– “Ok, dai… se vuoi c’è una mia amica di là, vuoi che te la faccio conoscere?”
– “Un’amica o uno che sembra un’amica ma, in realtà, è un amico vestito strano?”
– “No, ela è un’amica. SONIAAAAA!”

Si spalanca una porta e, da essa, esce Sonia. Un metro e quaranta centimetri scarsi, ottanta chili, settima di seno, un neo gigantesco sulla guancia, capelli neri arruffati che non vengono pettinati da almeno ventisette ore. Tuta adidas blu. Ciabatte. Calzini da tennis. Canottiera da muratore. Bianca.

– “Ciao belo ragazzo con capelli lunghi.”
– “Ciao… senti posso mica andare in bagno? Cioè, non è una battuta, è solo che se non piscio muoio.”
– “Se vuoi ti faccio un bel pompino. Quanti soldi hai?”
– “No, guarda. Io devo andare in bagno, mi scappa.”
– “Quanti soldi hai?”
– “Eh, ho fatto seratona. Mi sa che mi son rimasti venti euro.”
– “Con venti euro ti faccio un bel pompino. Ma non scopare perché, per scopare, ci vuole cinquanta euro che se la gente sa che faccio lo sconto a te, poi lo vogliono tutti e io devo mandare soldi a famiglia in Brasile.”
– “Devo anche pagare? Ma porco dio, ma checcazzo me ne frega a me? Dio can, io devo pisciare e basta.”
– “Allora vai fuori dalle balle e non tornare a rompere i cohones a me che stavo dormendo, ok?”
– “Ou, dio boia! Guarda che è stato il tuo amico a chiamarmi su perché aveva bisogno di compagnia e io credevo che fosse una femmina.”
– “Vafanculi!”
– “Ok, vafanculi anche a te. Ciao e porcodio!”

Pisciata di due ore nel parcheggio. Rientra nel locale. C’è un altro gruppo che suona. Fanno, se possibile, cagare ancora più incudini di quelli di prima. Trova l’amico che lo aspetta seduto al tavolo con un bicchierino di cosa nera in mano.

– “Ou, dove eri andato?”
– “Ti ho mandato un sms.”
– “Ah, ho lasciato il cellulare in macchina.”
– “Finisci di bere quella roba che poi andiamo via, guido io e facciamo una strada interna così non becchiamo pattuglie.”
– “Ok, *sglop*, finito. Andiamo.”

Montano in macchina assieme. Quello al posto di guida si osserva attentamente le dita delle mani per qualche secondo e decide che dovrebbe essere in grado di tornare a casa senza schiantarsi contro un platano né finire in un fosso ai margini della strada.

Tuttavia, lungo il tragitto, decidono di andare a bere l’ultima roba in un altro locale della zona dove suonano dal vivo ma la qualità delle band è solitamente migliore perché si fanno pagare. Arrivano e, vaccaiddio, c’è il concerto di un gruppo tributo a un cantante italiano che, ora come ora, non mi va nemmeno di nominare perché mi fa incazzare e basta. Bestemmiano entrambi, si siedeono e ordinano due cose nere. Bevono.

Si materializza un conoscente di uno dei due che è rinomatamente più comunista di Lenin e Fidel Castro messi assieme.

Dialogo.

– “Ou, ti ho visto che parlavi con xyz l’altro giorno. Ma che razza di gente conosci?”
– “Sì è mio amico, perché?”
– “Perché…”, il tipo è ubriachissimo, ubriachezza e comunismo militante sono due ingredienti assolutamente esplosivi, “…perché quello è un fascista e io non posso essere amico di uno che è amico di un fascista.”
– “Ma dio can…”, interviene l’altro che non ha guidato.
– “Ma dio can cosa?”
– “Dio can, è venerdì sera, dio can. Devo ascoltare ‘ste stronzate anche quando sono ubriaco perso? Dio boia!”
– “Ou, non sarai mica fascista?”
– “Sì, porco dio! Sto bevendo una cosa nera perché la liquirizia è nera, dio can! VIVA Il DUCE! PORCO DIO!” (NB: in realtà non gliene frega una merda della politica, sta solo rompendo i coglioni perché, da ubriaco, diventa molestissimo.)
– “Ah sì? Bon, allora ti spacco la testa. Dio can! Solo perché sono comunista non è che sono uno che si caga addosso. Dio boia! Non è vero che i comunisti le prendono sempre. A me piace fare a botte! E non ti ho già tirato un pugno in faccia solo perché hai gli occhiali!”
– “Bon, ecco. Mi sono cavato gli occhiali! E adesso? Porco dio!”
– “Andiamo fuori così ti spacco la merda!”

Escono incazzati; l’altro, quello del trans, li segue dicendogli di lasciare perdere, che è il finesettimana e lui si voleva solo divertire senza ‘ste cazzate del comufascismo, quello che cazz’è.

All’esterno il comunista e il finto fascista (quello che diventa molestissimo quando è ubriaco), sono già in posizione da boxe che tirano ganci all’aria perché nessuno dei due ha coraggio di prendere l’iniziativa per primo.

Quello del trans afferra l’amico per la vita e cerca di trascinarlo via. E, proprio in quel preciso istante, l’eroe della rivoluzione trova le motivazioni giuste e decide che è il momento perfetto per tirare un cartone al nemico della rivoluzione.

Lo manca clamorosamente.

Il pugno, seguendo una traiettoria che è tutto un programma, oltrepassa la spalla sinistra del finto-fascista e finisce nella faccia di quello del trans che stava cercando di far scoppiare la pace tra i due.

Quello del trans: “AHIA, DIO BOIA!”
Comunista: “Uh, scusa, dio can… non volevo prenderti in faccia, io volevo dare un cartone al tuo amico fascio…”
Quello del trans, tenendosi la faccia: “DIO BOIA!!!”
Finto-fascista molestissimo: “AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Porco dio, che ridere!”

Fine della serata.

Adesso non sto qua a raccontare cos’è successo nei giorni precedenti a questo accadimento, tuttavia il 2011 si sta configurando come l’anno della bollitura totale. Ne stanno succedendo troppe e di tutti i colori. Sul serio.

Ok, vado a distruggermi in palestra.

Sono sempre più grosso.

Tutte le strade portano a Roma

No, scusate ma mi pare che qua si stia un po’ esagerando.

Mi sono laureato in materie umanistiche e il mio mestiere è educare le generazioni che costruiranno il futuro di questo paese, un mestiere che richiede responsabilità e buon senso, ok?

Non so se chi sta leggendo in questo momento si rende conto del modo in cui questo mio compito influenza il mio vissuto quotidiano e ciò che lascio in questo diario informatico. Be’, lo influenza un sacco e una sporta, ok? È sufficiente dare un’occhiata ai tag che caratterizzano i post di crotaloalbino per capirlo, hey!

Senonché, scorrendo le statistiche del sito, non posso fare a meno di sentirmi un po’, come dire, “troia dentro” quando leggo certe ricerche che conducono a questo augusto luogo.

Tipo, tra ieri e oggi, c’è un sacco di gente che è giunta su codeste sponde cercando…

  • milf del piano di sopra
  • nude con cazzo gratis (cosa significherebbe poi? “Nude con cazzo gratis”? – N.d.a.)
  • fighe che squirtano
  • una mano dentro me
  • mano dentro figa
  • squirtare in mano
  • seghe ai cazzi
  • spruzzate in faccia
  • fregna merda xhamster
  • lobstertube è il migliore?
  • capire se una donna squirta
  • mano tutta dentro
  • mano dentro la figa
  • come si squirta
  • putrella acciaio acciaioso
  • figaccia spaccata xhamster.com
  • mano dentro al culo italiano
  • mani figa
  • squirto troppo
  • milf per me? (col punto interrogativo – N.d.a.)
  • troia che squirta
  • video squirta poi viene
  • milf camicia
  • video di donne che si masturbano e squirtano
  • si masturba e squirta
  • il libro delle milf (ho cercato il tomo su ibs.it e non l’ho mica trovato un cazzo, ok? – N.d.a.)
  • cazzo nudo bus metro (ROTFL – N.d.a.)
  • milf scarpe
  • giapponesine che si masturbano
  • milf in liguria
  • mamma ke squirta

Cioè… non va mica un cazzo bene, ok?

Ho scritto la mia tesi di laurea sul neocontrattualismo, non so se mi spiego. Vi ho esaurientemente trattato il modo in cui il Contratto Sociale di Rousseau ha influenzato il pensiero anglosassone contemporaneo, Rawls e tutto il resto, va bene? Il concetto di worst off. La critica a Una Teoria Della Giustizia.

Ho una libreria piena di tomi di Kant, Hegel, Malebranche e Leibniz, per citare i primi che mi vengono in mente. Sono una personcina a modo, comprì?

In buona sostanza, mi renderebbe oltremodo felice sapere che chi fruisce di crotaloalbino, vi giungesse cercando, che ne so, “strutturalimso diacronico” su google.

Mi renderebbe fiero di me stesso.

Altro che “milf che caga su un piatto” (altra chiave di ricerca dell’altro giorno).

Bon, adesso che mi sono tolto questo peso dal cuore, me ne torno a scaricare un paio di tera di analcreampie.

Ciao.

Ok, brutti stronzi!

Mi ci vuole un po’ di tempo, d’accordo? Sto cercando di terminare il finale giusto di “Ship Of Fools” e, in tutta franchezza, mi ci sto divertendo un sacco. Non voglio farmi prendere dalla fretta e mandare tutto in merda. Qua c’è in ballo un sacco di materiale che “Mistero” e “Voyager” mi fanno una rubicondissima grassa sega, ok? Non anticipo un cazzo anche se, a dirla tutta, l’ho già fatto nei mesi scorsi quando ritenevo improbabile che avrei terminato l’epopea dei due studentessi.

Nel frattempo, se proprio non avete un cazzo da fare, potete fare click qui e dire che vi ho mandati io.

Bombe atomiche e fischietti.

Lo spettacolo è iniziato con la proiezione di alcune diapositive che mostravano i disastri naturali che hanno colpito il mondo e l’Italia nel corso del 2010. Allora io ero tipo: “Vai che parla del 2012 e le profezie Maya! I Rettiliani! Il Nuovo Ordine Mondiale! I Protocolli Dei Sette Savi Di Sion! Grandissimo! Cazzarockandrolla, avrei dovuto ingollarmi un paio di cinque grappe doppie prima di entrare così sarei stato più nell’ottica psichedelica giusta!”… ebbene: delusione totale. E fanculo al mondo.

Sincermante, mi aspettavo una serie di chicche fantascientifiche anche meglio di quelle di un paio di anni fa ma, evidentemente, qualcuno ha suggerito a Beppe di darsi un contegno perché, proprio grazie alla rete di cui lui si serve per articolare le sue ricerche, per organizzare il suo movimento e mettere in piedi manifestazioni come il V-day e robe del genere, la gente può anche dare un’occhiata in giro e scoprire che, mentre andavi di corpo, il tuo culo ha sbagliato mira e lo stronzo più grosso è finito sul pavimento.

Intendiamoci: il finale dello spettacolo ha riservato grosse soddisfazioni al sottoscritto nel senso che, appena Beppe ha cominciato a ingranare la marcia “tecnologica”, le stronzate hanno cominciato ad ammassarsi in modo pressoché continuo. Da parte mia, mi sono fregato le mani un bel po’ sussurrando “Ci siamo!”, the bastard’s delivering at last, hey!

C’è comunque stato motivo di tristezza per quanto è mancato rispetto alla volta precedente.

E mi riferisco alla biowashball, la palla magica che, infilata in lavatrice senza alcun genere di detersivo o additivo chimico, semplicemente grazie a qualche sferetta di ceramica contenuta al suo interno (che si “ricarica” col sole), lasciava le vostre mutande esattamente con la medesima frenata di culo che le decorava prima che le infilaste in lavatrice… in pratica non serviva a un cazzo di niente, se non a far spendere (ai grillini che se la sono bevuta) trentanove euro sul sito svizzero che la vende(va). Sono inoltre mancati i riferimenti all’inventiva del popolo svedese che, grazie ai loro cessi fantascientifici, riesce a dividere la merda dal piscio e a produrre, in tal modo, compost e urea che vengono venduti ai contadini per tipo trenta euro al quintale o una roba del genere.

Fatte tali premesse, se affermassi che sono in totale disaccordo con Grillo, sarei disonesto: anche a me sta discretamente sulle balle essere governato da un branco di vecchi marci che non hanno alcuna intenzione di schiodare il culo dalle poltrone che occupano per almeno quarant’anni, ma tant’è; e tuttavia alcune delle proposte politiche che Grillo ha – letteralmente – buttato sul piatto nel corso delle due ore di spettacolo risultano – a me – abbastanza ravvicinate alla più remota orbita del fregare-un-cazzo-mi-non. E, nella fattispecie, faccio riferimento a tutto il casino che ha tirato su per la legge elettorale attualmente in vigore.

Personalmente, non me ne frega un beneamato cespuglio di cazzetti infiocchettati con un nastro di seta fucsia delle trecentocinquantamila firme che sono state raccolte – in un giorno – affinché si dia alla gggente il diritto di poter scrivere un nome e un cognome sulla scheda elettorale senza essere costretti a eleggere bastardi che sono stati messi in lista solo perché sono mafiosi, ammanicati con qualcuno o belle fighe che fanno sboccaponci e analcreampie ai dirigenti di partito in modo del tutto deliberato e per nulla randomico.

Con ogni probabilità si tratta di una questione di sensibilità insufficiente o qualcosa del genere… fattosta che, in tutta franchezza, anche quando potevo farlo, esprimendo una preferenza elettorale, non ho mai scritto il nome e cognome di un candidato sulla scheda. Mi sono semplicemente limitato a tracciare una ICS sul simbolo del partito che, in quel particolare momento, mi faceva meno cagare degli altri. Anche perché non conoscevo nessuno dei nomi indicati sui tabelloni. Ma soprattutto perché, più in generale, la politica mi ha sempre interessato tanto quanto il calciomercato (una merda di niente): sono uno che è venuto su a patate e braciole; ergo questioni filosofico-idealistico-democratiche o quello checcazz’è mi sono sempre scivolate addosso.

Voglio dire: se uno fa l’insegnante da sette anni ed è precario da sempre, ciò che gli preme sapere è tra quanti lustri potrà smettere di considerarsi tale, d’accordo? Quindi se un figlio di troia qualsiasi promette che tra, diciamo due anni, non ci saranno più precari perché non ha intenzione di aumentare ulteriormente il numero degli stessi attraverso l’attivazione di appositi corsi universitari abilitanti e che le graduatiore a esaurimento rimarranno davvero tali (a esaurimento) dato che nessuno vi potrà più accedere finché tutti i supplenti annuali non saranno, in effetti, insegnanti di ruolo… be’, io gli do il voto, mi spiego? A prescindere da chi c’è all’interno di quella lista… per me potrebbero anche ficcarci dentro Cheech & Chong, L’Omino Michelin, Al Capone o Rosi Bindi, cazzo me ne frega a me?

S’intende che la mia è semplicemente un’opinione e non ho assolutamente intenzione di farla passare per il Verbo; c’è chi è più intelligente di me e la pensa in modo differente… e va bene così, d’accordo?

Comunque, tornando a Grillo, no? Come prevedevo, la visione politica di cui è latore è più o meno quella che ci si aspetta da un comico qualsiasi: Abberlusconi merda, PD merda, Bossi merda, legge elettorale merda(1). Tutta roba mai sentita in giro.

Ha anche aggiunto – proiettando foto – che qualche mese fa, sempre per la questione delle trecentocinquantamila firme per cambiare la legge elettorale e blablablablabla, ha indossato un elegante completo gessato e si è recato in Commissione Parlamentare con un computer portatile (ha sottolineato un sacco questa cosa dell’ibook, che era l’unico ad avere un laptop della Mac, che gli altri non avevano un cazzo e tutto quanto) perché, alla fine, essendo lui il promotore dell’iniziativa, non hanno potuto fare a meno di invitarlo. Quando si è trovato davanti a questi della Commissione, ha immediatamente fatto loro sapere che non rappresentavano nessuno in quanto non sono stati eletti (nel senso che nessuno aveva scritto il loro nome e cognome sulla scheda elettorale, ci ho messo un po’ a capirlo perché, come ho detto prima, sono un po’ ottuso e certe sottili questioni, all’inizio, mi sfuggono, ok?).

E tutto il pubblico ha applaudito, quasi una standing ovation.

– “VAI, GRILLO!”

– “Vai Grillo cosa? Sono sempre io quello che è preso in mezzo. Sono io quello che si becca diciannove querele al mese! Io! E sapete con quali soldi pago gli avvocati? Con i vostri!” (Ha detto proprio così.)

Esagitato tra il pubblico – “GRANDE, BEPPE!”

– “E allora chi dovremmo votare alle prossime elezioni se non possiamo votare nessuno perché tanto questi si sono fatti la legge elettorale per loro in modo tale che non si possa in realtà scegliere nessuno? Chi scegliereste voi? Chi?”

Stesso esagitato di prima – “TU! VOGLIAMO ELEGGERE TE!”

Questo sventrascroti urlante che continuava a rompere i coglioni ululando il suo entusiasmo era posizionato proprio dietro a me. il resto del pubblico si limitava ad applaudire; questo era fuori di sé dalla felicità e lo manifestava fucilando lo scroto a voce alta. E nessuno che gli dicesse di chiudere quel cazzo di bocca, nessuno. Io nemmeno, per quello. Tanto mi prefiggevo solo di bere alla fine dello spettacolo (2).

E, in effetti, il divertimento è sopraggiunto proprio in Zona Cesarini… quando cioè Beppe ha iniziato a parlare di questioni di natura tecnico-scientifica, energia e tutto il resto. Fino a quel momento, io mi sono limitato ad ascoltare attendendo che il materiale di qualità oro fosse servito una volta per tutte. Good things come to those who wait, dicono gli Inglesi.

Allora no? Qualcuno sapeva che l’Italia ha un debito pubblico che, ogni anno, aumenta di 125 miliardi solo per gli interessi. Sì, dai, lo sanno tutti. Comunque sono andato a controllare lo stesso e, indovina un po’, il debito pubblico italiano è certamente spaventoso ma gli interessi annuali ammontano “solo” 70 miliardi.

Capito, Grillo? Hai cagato fuori dal vaso circa cinquantacinque miliardi di euro.

Ma quello che fa davvero ridere un sacchissimo ha a che fare col tuo pubblico di grillini convinti: sono pronto a scommettere il culo che la maggior parte di quelli che ti ascoltavano a Udine mentre sparavi dati alla cazzo-via, si sono bevuti le tue cifre come se si trattasse di oro colato.

Ok, occhio adesso ché viene il bello sul serio. Come si rimettono in sesto i conti pubblici cercando di frenare la costante crescita del debito pubblico italiano?

Ma che razza di domande fai?

Se solo ci si sforzasse di ragionare un po’ e leggere tra le righe, si capirebbe senza troppa fatica che lo si può fare solo attraverso la costruzione di centrali nucleari perché i paesi che hanno un debito pubblico quasi nullo tipo Cina, Brasile e Francia (!) ce lo impongono con la forza per non farci sprofondare e fare la stessa fine della Grecia, dell’Irlanda e prossimamente di Portogallo e Spagna.

Giuro che NMSIUC.

Invece di investire sull’eolico e sulle energie rinnovabili come si dovrebbe fare (perché hanno costruito un rifugio sul ghiacciaio del Monte Rosa alimentato solo con energia solare. Ci hanno messo trentacinque giorni a completarlo portando su i pezzi con gli elicotteri. Fuori ci sono venti gradi sotto zero, dentro più ventidue.), Abberlusconi ha deciso di costruire centrali nucleari mentre, allo stesso tempo, acquista energia elettrica prodotta da impianti nucleari nell’Europa dell’est che non rispettano alcun genere di criterio di sicurezza. E anche dalla Francia! La Francia, da parte sua, ci vende l’energia elettrica a buon mercato prodotta dalle sue centrali ma ci manda, in cambio, le scorie che ci ritroviamo nascoste nelle cantine delle scuole italiane.

E in Friuli e in Veneto? – che producono una volta e mezza l’energia elettrica in più rispetto a quanto hanno bisogno, dice Beppe – Be’, si vogliono costruire centrali nucleari e a biomassa per vendere l’elettricità all’Austria perché Abberlusconi ha già fatto un accordo in merito anche con l’Austria.

Non solo: l’uranio è aumentato di prezzo in modo esponenziale appena si è saputo che, di qui a 60 anni, le scorte del minerale saranno esaurite. In pratica una libbra di uranio costava 7 dollari nel 2001 e adesso invece costa 150 dollari.

E, ancora una volta, sono andato a controllare…

Come si vede nella tabella, il prezzo dell’uranio è, in effetti aumentato fino a circa 140 dollari la libbra tra il 2007 e il 2008… MA, negli ultimi due anni è nuovamente sceso fino a circa 40 dollari. Oh Beppe? QUARANTA DOLLARI. Dio sventrastronzi… ma quante ne spara? Quante?

Inoltre, ha proseguito in un crescendo, Abberlusconi ha siglato un altro accordo con gli USA e, nei prossimi mesi, tutto l’arsenale nucleare dell’esercito USA verrà stoccato nelle basi militari americane in Italia. Non a caso, fate uno più uno, hanno raddoppiato Ederle a Vicenza. E VOI NON DITE UN CAZZO! ITALIANI!

Due palle… lo ripeto ancora una volta, esattamente come ho fatto due anni fa: avere armi nucleari in cantina o in sala da pranzo – dato che quando sono stoccate, sono disinnescate – non è per nulla pericoloso, né inquinante. Se arrivasse un terrorista allahakbarrante con venti chili di tritolo infilati nel culo e si facesse saltare in aria assieme al suo lurido turbante all’interno di un deposito di bombe atomiche in grado di polverizzare l’intero pianeta Terra, NON SUCCEDEREBBE UN CAZZO DI NIENTE (se si esclude un martire con la testa di asciugamano polverizzato, dico). Perché, finché tali ordigni sono disinnescati, si tratta semplicemente di materiale inerme. Comprì?

Toh, si vede anche nel disegnino qua sotto. La bomba deve essere innescata, altrimenti NON SUCCEDE UN CAZZO.

Quindi, per tirare le somme, abbiamo il debito pubblico gigantesco e, a causa di questo, Abberlusconi costruisce centrali nucleari perché glielo chiedono Brasile e Cina; non solo! Sempre a causa dell’interesse su debito (125 miliardi annui), Abberlusconi si prende anche le scorie della Francia e l’arsenale atomico degli USA.

Però… però ci sono anche le buone notizie: un ventiquattrenne americano ha inventato la stampante tridimensionale, quindi adesso se uno ha bisogno di un fischietto, può scaricarsi nel suo computer il file open-source da internet, migliorare il suo fischietto come stramerda gli pare e stamparselo a casa sua. E, in effetti, Beppe Grillo si è “stampato” il suo fischietto davanti a tutti e, allo scoccare della mezzanotte, ci ha soffiato dentro e tutti hanno applaudito entusiasti.

Capito? Questo è il futuro, altro che lo stabilimento di Pomigliano, altro che SUV (ha detto). Il futuro è il fischietto fatto stampato in casa. Cioè: abbiamo le bombe atomiche e le scorie francesi in garage ma comunque possiamo costruirci il nostro cazzo di fischietto in casa senza uscire, montare in macchina, bruciare idrocarburi e andare al carrefour con i SUV fatti a Pomigliano da Marchionne per comprarcelo. Sì, ok, non vuol dire un cazzo di una merda di niente… ma è comunque un inizio, no?

E buon anno. Seguono le immagini del popolo grillino che fa il trenino.

(1) – Sono piovuti applausi fragorosi e grasse risate ogni volta che veniva spalata merda addosso al PDL e al PD, quando Grillo ha smerdato anche la Lega Nord, la gente ha riso di gusto ma non ha applaudito.

(2) – Ci doveva essere un brindisi a base di Bellini, solo che non avevano bottiglie a sufficienza. Quindi hanno distribuito una bottiglietta da 25 cl ogni 3 persone.

Silvia Avallone, Bruno Vespa, Belle Tette & Michela Murgia

Prima di tutto, bisogna fare click qui.

Quindi guardare questo video:

http://www.youtube.com/v/-HYUVXOlh3w?fs=1&hl=it_IT&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

Infine, se si vuole, leggere la seguente lettera aperta – opera di quella merda (in senso buono) di Bixx; lettera che, a onor del vero, ho dovuto ritoccare e rendere un po’ più “morbida” in quanto, nella versione originale, era molto-molto-molto più cavapelle. Quindi a lei vanno tutti i più che meritati complimenti. Ci vuole una donna vera per spaccare il culo (grosso) di una femminista repressa – che, alla luce del casino che è scoppiato su friendfeed a causa del post precedente, sta come il cacio sui… no, come Rocco Siffredi che ficca la testa di Sandy Balestra nel cesso, tira lo sciacquone e, romanticamente, sussurra “Mi hai fatto eccitare, troia!” mentre le bukkaka gli zigomi.

Michela Murgia, non hai i numeri per dire quello che hai detto.
La Avallone indossava un vestito che richiede tette sode e qualche accorgimento adesivo affinché un capezzolo gagliardo non scivoli fuori dal triangolino di chiffon. Un vestito che era pure molto elegante, e le cui variazioni si sono viste spessissimo sulle recenti passerelle sia della moda che degli eventi VIP (ultima la Capotondi a Venezia). 
La Avallone ha vinto il premio esordienti e tu, Murgia, il Campiello vero e proprio. A quanto pare non hai nulla da invidiare all’intelletto o alla bravura della Avallone. Purtroppo però quello che ti distingue, sciaguratamente, da quest’ultima, è che tu non sei propriamente un “fiore”. Sei tozza, sovrappeso, e non esattamente gradevole di viso.
Come è noto, la bellezza non si guadagna: o ce l’hai, o sei Michela Murgia. E ti metti a scrivere i libri. Perché il corpo delle donne è strumentalizzato ma invece tu sei intelligente e vali per quello che sei davvero, non per superficiali attributi fisici. E allora, si diceva, scrivi i libri che ricevono tanti bei premi. Come devi esserti sentita quando hai visto la Avallone che, oltre ad aver scritto il suo primo libro ed essere pure premiata, se ne arriva ed è anche una bella ragazza? Una gran bella ragazza con un fisico che le consente di mettersi un vestito elegante e sexy senza sembrare una burrata in confezione regalo.
E scrive bene.
E ha le tette che stanno su da sole.
E Bruno Vespa glielo dice, perché è vero. Bruno Vespa era contento perché la bellezza di una donna rende felici. Puoi leggere il libro della Avallone, sentirti bene perché è un bel libro, e poi guardare la foto sul retro e sentirti ancora meglio. (No, con te questo non succede. Alla finezza delle tue parole non segue alcun completamento visuale). 
La bellezza non ha merito. Ed è proprio per questo che da tempo immemore la bellezza è stata descritta, rappresentata, lodata, canonizzata. Canonizzata.
La tua uscita “se faceva quel complimento a me gli rispondevo per le rime” ti candida anche al premio Zelig. Chi mai, chi mai farebbe un complimento del genere a te? Nessuno. E lo sai bene. Per questo, è un’ottima battuta di spirito. Ti fossi fermata lì, avrei applaudito la tua autoironia.
Il resto del tuo commento all’uscita di Vespa è, ahimé, deprimente. Non c’è niente di male nel lottare perché finiscano i soprusi e le discriminazioni. Ma la gente come te fa male alla causa. Le femministe brutte dovrebbero occuparsi di tutto tranne che di bellezza: non sanno cosa sia, non ce l’hanno, come possono discuterne? È come se una donna senza figli si mettesse a difendere i diritti delle madri. Anzi no: perché una donna senza figli può sempre diventare madre ma tu, bella, mai.
È ora di finirla coi cessi che parlano di pari opportunità. Che se poi al Ministero ci va Mara Carfagna, non va bene perché è figa e probabilmente in passato l’ha data un po’ in giro? Magari voi! Dai, dai che si sa bene com’è la storia. Che l’invidia delle femmine non ha eguali. La verità è che la Avallone ha ricevuto un complimento e l’ha preso come tale, con leggerezza, perché probabilmente non è né il primo né l’ultimo. Ma a tutte le troll che hanno un certo aspetto, Murgia, un complimento così suona distante e impossibile come le decine di scopate di cui hanno mai potuto godere per via di come sono ridotte (e che, credimi, le avrebbero molto aiutate nello sviluppo di donna intelligente, perché la Nerchia fa solo che bene). Per cui non resta loro che fare come la volpe con l’uva.
Il femminismo, la parità, l’equità arriveranno solo quando sarà possible fare un complimento osé a un membro del sesso che ci attrae (sia esso opposto o meno) e ricevere in cambio o una trombata, o una risposta ironica.  

Che tu ti senta offesa a nome delle donne (di alcune, immagino, quelle che dovrebbero essere offese da se stesse quando le vetrine son troppo lucide) testimonia soltanto il tuo persistente – giustificato, ma strategicamente disastroso –  senso di inferiorità.