Archive for the ‘Non si butta via niente’ Category

Don Caspio (come il mare) contro Ulrike–Season one, episode one.

C’era una volta un prete di nome Caspio (come il mare) che abitava in montagna e aveva una mucca. Siccome nella sua parrocchia non c’erano tanti fedeli, anzi ce n’erano solo due e metà di essi erano pensionati di ottantasette anni e mezzo, lui spendeva quasi tutto il suo tempo ad accudire la mucca. La domenica, infatti, alla funzione non veniva quasi mai un cazzo di nessuno perché la vecchia pensionata faceva fatica a camminare e suo nipote (l’altro fedele) preferiva dedicarsi alla cura dell’osteria che gestiva solo per se stesso (in pratica si versava il vino e lo beveva. Tutto da solo, senza l’aiuto di nessuno) piuttosto che caricarsela in spalla e portarla alla chiesa.

Così Don Caspio (come il mare) accudiva la mucca che, di nome, si chiamava Ulrike. La portava a guinzaglio sul prato dietro la canonica e la osservava mentre pascolava. Di quando in quando le rivolgeva la parola tanto non c’era nessuno attorno ad ascoltare che potesse prenderlo per un coglione che parlava ai bovini.

– “Sai che una volta avevo una morosa che si chiamava come te? Era austriaca e le piaceva andare sulla slitta però parlava italiano solo con un leggero accento che me lo faceva andare in tiro.”, le raccontava, “Così un giorno, per San Valentino, le chiedo cosa vuole come regalo, che ne so… cioccolatini, un braccialetto, fiori, stronzate del genere che piacciono alle femmine ma quella mi guarda negli occhi e fa una slitta!; allora io allargo le braccia e faccio ma te ne ho regalata una l’anno scorso! e lei sì d’accordo ma, se ricordi bene, l’ho prestata al postino che mi aveva chiesto se poteva farci un giro e io, che sono generosa e non dico mai di no a nessuno (non per niente ti permetto di capitarmi tra le gambe), gli ho detto ok e quello si è schiantato contro un pino, è morto con la testa aperta in tre parti e mi ha scassato la slitta. Insomma è andata a finire che ho dovuto regalarle un’altra slitta, lei era contenta di andare in slitta. Però io a un certo punto mi sono rotto i coglioni di questa storia che voleva sempre lanciarsi a tutta giù per la discesa quando nevicava così ho detto fanculo!, l’ho scaricata, sono diventato prete e mi sono comprato una mucca e quella sei tu, pensa un po’.”

La mucca continuava a brucare guardando Don Caspio (come il mare) mentre quello parlava a vanvera. Masticava l’erba pigramente e lo osservava come se volesse dire “pensa che coglione ‘sto imbecille vestito da pinguino: non può fare la predica perché non se lo caga nessuno così parla con una mucca di nome Ulrike.”, solo che non poteva dire un cazzo perché i bovini non parlano. Insomma, siccome le mucche non possono manifestare a parole il proprio disappunto nei confronti dei preti logorroici che rompono loro la coglia, Ulrike decise che fosse il caso di allontanarsi di qualche metro per continuare a nutrirsi senza sentire la voce cantilenante di Don Caspio (come il mare) che le raccontava di quella volta che l’aveva comprata perché la sua fidanzata preferiva la slitta al suo cazzo per l’ennesima volta.

– “Dove te ne vai, Ulrike?”, disse Don Caspio (come il mare) vedendola sgambettare lontano da lui. Si alzò, allarmato, dal tronco d’albero su cui si era accomodato e la inseguì lungo il leggero pendio. “Fermati, non allontanarti troppo… più in là c’è una strada… ok, è poco trafficata e tutto il resto ma metti che, per caso, passa un TIR perché il camionista ha spaccato il GPS e crede che quella sia una scorciatoia per Bollate di Baranzate… insomma… nessuno vuole ritrovarsi una mucca nel radiatore dello Scania, dico bene? Ulrike, torna qui!”

Ma il bovino ne aveva fin sopra le corna delle storie assolutamente fini a se stesse di Don Caspio (come il mare); voleva solo brucare per i cazzi suoi scacciando le mosche con la coda senza ascoltare di quella volta che blablablablabla e blablablablabla così non prestò alcuna attenzione ai richiami del suo padrone e trotterellò lontano da lui.

Dopo quasi un’ora di inseguimento, Don Caspio (come il mare), si ruppe a sua volta nei coglioni e decise che fosse il caso di giocare d’astuzia. Dopotutto l’homo sapiens era più intelligente di qualsiasi bovino sulla faccia del pianeta, giusto? Così girò sui tacchi e s’incamminò in direzione della macchia che cresceva rigogliosa dall’altra parte della collina. Pensava di cogliere Ulrike di sorpresa, afferrarla per il collare, rimetterle il guinzaglio e riportarla nella stalla che aveva ricavato, senza che il vescovo sapesse nulla, dalla sala da pranzo al piano terra della canonica.

Dopo aver camminato tra gli alberi per una ventina di minuti, scorse la pelliccia maculata di Ulrike che pascolava allegramente dietro l’angolo.

– “Ah-ha!”, esclamò Don Caspio (come il mare) con un filo di voce, quindi si mise in posizione di punta come un setter irlandese e, resosi conto che Ulrike era del tutto ignara della sua presenza, fece un poderoso balzo in avanti, afferrandone il collare con entrambe le mani.

Il bovino, da parte sua, pareva essersi completamente scordato il motivo per cui era fuggito dal prete e non oppose alcuna resistenza continuando a masticare erba e scoccando un’occhiata distratta al religioso. Don Caspio (come il mare) estrasse da una tasca segreta della tonaca il guinzaglio e lo assicurò al gancio sul collare placcato argento tempestato di zirconi che aveva comprato su ebay da uno di Codroipo (PN) per quindici euro e sessantatré centesimi (razza di stronzo, aveva voluto anche quelli!).

– “Sei scappata senza alcuna ragione, birichina! Hai fatto proprio come quella volta che il figlio della nipote del cugino del vicino di casa della nonna di mia zia aveva spremuto un lim…”

Ulrike, sentendo nuovamente la voce salmodiante di Don Caspio (come il mare), esclamò stizzita “MUUUUUUUUUUUUUU!” e, con un poderoso colpo di reni, diede uno strattone all’indietro cercando di liberarsi del guinzaglio ma il prete non lasciò la presa e, quando l’animale si mise a correre scendendo a tutta velocità lungo il dolce crinale della collina, puntò i piedi sul terreno ma, dopo appena qualche metro, si ritrovò sull’erba prono, trascinato e rimbalzante su ogni asperità del terreno.

– “Fermati! Razza di stupida vacca imbecille! Fermati, ho detto! Ti ho pagata un fracco di soldi! Ti ho concesso anche l’uso promiscuo della sala da pranzo della canonica! Inutile giovenca ingrata! Stronza! Bastarda! Non mi ascolti, eh? Ricordati della parabola del figliol prodigo! Io non sono un coglione come il padre di quel delinquente! Nossignore! E non porgo nemmeno l’altra guancia! Quando tornerai da me, ti faccio conoscere il mio amico Alvaro che fa il macellaio giù in paese! Hai capito? Fermati, brutta cicciona di merda! Altrimenti ti ritrovi braciola in men che non si dica!”, il tutto rimbalzando sull’erba con la tonaca che svolazzava alle sue spalle. Infine lasciò andare la presa e si rialzò faticosamente da terra osservando Ulrike che sgambettava qualche centinaio di metri più avanti non intenzionata a fermarsi.

(Fine della prima puntata)

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Tutte le strade portano a Roma

No, scusate ma mi pare che qua si stia un po’ esagerando.

Mi sono laureato in materie umanistiche e il mio mestiere è educare le generazioni che costruiranno il futuro di questo paese, un mestiere che richiede responsabilità e buon senso, ok?

Non so se chi sta leggendo in questo momento si rende conto del modo in cui questo mio compito influenza il mio vissuto quotidiano e ciò che lascio in questo diario informatico. Be’, lo influenza un sacco e una sporta, ok? È sufficiente dare un’occhiata ai tag che caratterizzano i post di crotaloalbino per capirlo, hey!

Senonché, scorrendo le statistiche del sito, non posso fare a meno di sentirmi un po’, come dire, “troia dentro” quando leggo certe ricerche che conducono a questo augusto luogo.

Tipo, tra ieri e oggi, c’è un sacco di gente che è giunta su codeste sponde cercando…

  • milf del piano di sopra
  • nude con cazzo gratis (cosa significherebbe poi? “Nude con cazzo gratis”? – N.d.a.)
  • fighe che squirtano
  • una mano dentro me
  • mano dentro figa
  • squirtare in mano
  • seghe ai cazzi
  • spruzzate in faccia
  • fregna merda xhamster
  • lobstertube è il migliore?
  • capire se una donna squirta
  • mano tutta dentro
  • mano dentro la figa
  • come si squirta
  • putrella acciaio acciaioso
  • figaccia spaccata xhamster.com
  • mano dentro al culo italiano
  • mani figa
  • squirto troppo
  • milf per me? (col punto interrogativo – N.d.a.)
  • troia che squirta
  • video squirta poi viene
  • milf camicia
  • video di donne che si masturbano e squirtano
  • si masturba e squirta
  • il libro delle milf (ho cercato il tomo su ibs.it e non l’ho mica trovato un cazzo, ok? – N.d.a.)
  • cazzo nudo bus metro (ROTFL – N.d.a.)
  • milf scarpe
  • giapponesine che si masturbano
  • milf in liguria
  • mamma ke squirta

Cioè… non va mica un cazzo bene, ok?

Ho scritto la mia tesi di laurea sul neocontrattualismo, non so se mi spiego. Vi ho esaurientemente trattato il modo in cui il Contratto Sociale di Rousseau ha influenzato il pensiero anglosassone contemporaneo, Rawls e tutto il resto, va bene? Il concetto di worst off. La critica a Una Teoria Della Giustizia.

Ho una libreria piena di tomi di Kant, Hegel, Malebranche e Leibniz, per citare i primi che mi vengono in mente. Sono una personcina a modo, comprì?

In buona sostanza, mi renderebbe oltremodo felice sapere che chi fruisce di crotaloalbino, vi giungesse cercando, che ne so, “strutturalimso diacronico” su google.

Mi renderebbe fiero di me stesso.

Altro che “milf che caga su un piatto” (altra chiave di ricerca dell’altro giorno).

Bon, adesso che mi sono tolto questo peso dal cuore, me ne torno a scaricare un paio di tera di analcreampie.

Ciao.

Bombe atomiche e fischietti.

Lo spettacolo è iniziato con la proiezione di alcune diapositive che mostravano i disastri naturali che hanno colpito il mondo e l’Italia nel corso del 2010. Allora io ero tipo: “Vai che parla del 2012 e le profezie Maya! I Rettiliani! Il Nuovo Ordine Mondiale! I Protocolli Dei Sette Savi Di Sion! Grandissimo! Cazzarockandrolla, avrei dovuto ingollarmi un paio di cinque grappe doppie prima di entrare così sarei stato più nell’ottica psichedelica giusta!”… ebbene: delusione totale. E fanculo al mondo.

Sincermante, mi aspettavo una serie di chicche fantascientifiche anche meglio di quelle di un paio di anni fa ma, evidentemente, qualcuno ha suggerito a Beppe di darsi un contegno perché, proprio grazie alla rete di cui lui si serve per articolare le sue ricerche, per organizzare il suo movimento e mettere in piedi manifestazioni come il V-day e robe del genere, la gente può anche dare un’occhiata in giro e scoprire che, mentre andavi di corpo, il tuo culo ha sbagliato mira e lo stronzo più grosso è finito sul pavimento.

Intendiamoci: il finale dello spettacolo ha riservato grosse soddisfazioni al sottoscritto nel senso che, appena Beppe ha cominciato a ingranare la marcia “tecnologica”, le stronzate hanno cominciato ad ammassarsi in modo pressoché continuo. Da parte mia, mi sono fregato le mani un bel po’ sussurrando “Ci siamo!”, the bastard’s delivering at last, hey!

C’è comunque stato motivo di tristezza per quanto è mancato rispetto alla volta precedente.

E mi riferisco alla biowashball, la palla magica che, infilata in lavatrice senza alcun genere di detersivo o additivo chimico, semplicemente grazie a qualche sferetta di ceramica contenuta al suo interno (che si “ricarica” col sole), lasciava le vostre mutande esattamente con la medesima frenata di culo che le decorava prima che le infilaste in lavatrice… in pratica non serviva a un cazzo di niente, se non a far spendere (ai grillini che se la sono bevuta) trentanove euro sul sito svizzero che la vende(va). Sono inoltre mancati i riferimenti all’inventiva del popolo svedese che, grazie ai loro cessi fantascientifici, riesce a dividere la merda dal piscio e a produrre, in tal modo, compost e urea che vengono venduti ai contadini per tipo trenta euro al quintale o una roba del genere.

Fatte tali premesse, se affermassi che sono in totale disaccordo con Grillo, sarei disonesto: anche a me sta discretamente sulle balle essere governato da un branco di vecchi marci che non hanno alcuna intenzione di schiodare il culo dalle poltrone che occupano per almeno quarant’anni, ma tant’è; e tuttavia alcune delle proposte politiche che Grillo ha – letteralmente – buttato sul piatto nel corso delle due ore di spettacolo risultano – a me – abbastanza ravvicinate alla più remota orbita del fregare-un-cazzo-mi-non. E, nella fattispecie, faccio riferimento a tutto il casino che ha tirato su per la legge elettorale attualmente in vigore.

Personalmente, non me ne frega un beneamato cespuglio di cazzetti infiocchettati con un nastro di seta fucsia delle trecentocinquantamila firme che sono state raccolte – in un giorno – affinché si dia alla gggente il diritto di poter scrivere un nome e un cognome sulla scheda elettorale senza essere costretti a eleggere bastardi che sono stati messi in lista solo perché sono mafiosi, ammanicati con qualcuno o belle fighe che fanno sboccaponci e analcreampie ai dirigenti di partito in modo del tutto deliberato e per nulla randomico.

Con ogni probabilità si tratta di una questione di sensibilità insufficiente o qualcosa del genere… fattosta che, in tutta franchezza, anche quando potevo farlo, esprimendo una preferenza elettorale, non ho mai scritto il nome e cognome di un candidato sulla scheda. Mi sono semplicemente limitato a tracciare una ICS sul simbolo del partito che, in quel particolare momento, mi faceva meno cagare degli altri. Anche perché non conoscevo nessuno dei nomi indicati sui tabelloni. Ma soprattutto perché, più in generale, la politica mi ha sempre interessato tanto quanto il calciomercato (una merda di niente): sono uno che è venuto su a patate e braciole; ergo questioni filosofico-idealistico-democratiche o quello checcazz’è mi sono sempre scivolate addosso.

Voglio dire: se uno fa l’insegnante da sette anni ed è precario da sempre, ciò che gli preme sapere è tra quanti lustri potrà smettere di considerarsi tale, d’accordo? Quindi se un figlio di troia qualsiasi promette che tra, diciamo due anni, non ci saranno più precari perché non ha intenzione di aumentare ulteriormente il numero degli stessi attraverso l’attivazione di appositi corsi universitari abilitanti e che le graduatiore a esaurimento rimarranno davvero tali (a esaurimento) dato che nessuno vi potrà più accedere finché tutti i supplenti annuali non saranno, in effetti, insegnanti di ruolo… be’, io gli do il voto, mi spiego? A prescindere da chi c’è all’interno di quella lista… per me potrebbero anche ficcarci dentro Cheech & Chong, L’Omino Michelin, Al Capone o Rosi Bindi, cazzo me ne frega a me?

S’intende che la mia è semplicemente un’opinione e non ho assolutamente intenzione di farla passare per il Verbo; c’è chi è più intelligente di me e la pensa in modo differente… e va bene così, d’accordo?

Comunque, tornando a Grillo, no? Come prevedevo, la visione politica di cui è latore è più o meno quella che ci si aspetta da un comico qualsiasi: Abberlusconi merda, PD merda, Bossi merda, legge elettorale merda(1). Tutta roba mai sentita in giro.

Ha anche aggiunto – proiettando foto – che qualche mese fa, sempre per la questione delle trecentocinquantamila firme per cambiare la legge elettorale e blablablablabla, ha indossato un elegante completo gessato e si è recato in Commissione Parlamentare con un computer portatile (ha sottolineato un sacco questa cosa dell’ibook, che era l’unico ad avere un laptop della Mac, che gli altri non avevano un cazzo e tutto quanto) perché, alla fine, essendo lui il promotore dell’iniziativa, non hanno potuto fare a meno di invitarlo. Quando si è trovato davanti a questi della Commissione, ha immediatamente fatto loro sapere che non rappresentavano nessuno in quanto non sono stati eletti (nel senso che nessuno aveva scritto il loro nome e cognome sulla scheda elettorale, ci ho messo un po’ a capirlo perché, come ho detto prima, sono un po’ ottuso e certe sottili questioni, all’inizio, mi sfuggono, ok?).

E tutto il pubblico ha applaudito, quasi una standing ovation.

– “VAI, GRILLO!”

– “Vai Grillo cosa? Sono sempre io quello che è preso in mezzo. Sono io quello che si becca diciannove querele al mese! Io! E sapete con quali soldi pago gli avvocati? Con i vostri!” (Ha detto proprio così.)

Esagitato tra il pubblico – “GRANDE, BEPPE!”

– “E allora chi dovremmo votare alle prossime elezioni se non possiamo votare nessuno perché tanto questi si sono fatti la legge elettorale per loro in modo tale che non si possa in realtà scegliere nessuno? Chi scegliereste voi? Chi?”

Stesso esagitato di prima – “TU! VOGLIAMO ELEGGERE TE!”

Questo sventrascroti urlante che continuava a rompere i coglioni ululando il suo entusiasmo era posizionato proprio dietro a me. il resto del pubblico si limitava ad applaudire; questo era fuori di sé dalla felicità e lo manifestava fucilando lo scroto a voce alta. E nessuno che gli dicesse di chiudere quel cazzo di bocca, nessuno. Io nemmeno, per quello. Tanto mi prefiggevo solo di bere alla fine dello spettacolo (2).

E, in effetti, il divertimento è sopraggiunto proprio in Zona Cesarini… quando cioè Beppe ha iniziato a parlare di questioni di natura tecnico-scientifica, energia e tutto il resto. Fino a quel momento, io mi sono limitato ad ascoltare attendendo che il materiale di qualità oro fosse servito una volta per tutte. Good things come to those who wait, dicono gli Inglesi.

Allora no? Qualcuno sapeva che l’Italia ha un debito pubblico che, ogni anno, aumenta di 125 miliardi solo per gli interessi. Sì, dai, lo sanno tutti. Comunque sono andato a controllare lo stesso e, indovina un po’, il debito pubblico italiano è certamente spaventoso ma gli interessi annuali ammontano “solo” 70 miliardi.

Capito, Grillo? Hai cagato fuori dal vaso circa cinquantacinque miliardi di euro.

Ma quello che fa davvero ridere un sacchissimo ha a che fare col tuo pubblico di grillini convinti: sono pronto a scommettere il culo che la maggior parte di quelli che ti ascoltavano a Udine mentre sparavi dati alla cazzo-via, si sono bevuti le tue cifre come se si trattasse di oro colato.

Ok, occhio adesso ché viene il bello sul serio. Come si rimettono in sesto i conti pubblici cercando di frenare la costante crescita del debito pubblico italiano?

Ma che razza di domande fai?

Se solo ci si sforzasse di ragionare un po’ e leggere tra le righe, si capirebbe senza troppa fatica che lo si può fare solo attraverso la costruzione di centrali nucleari perché i paesi che hanno un debito pubblico quasi nullo tipo Cina, Brasile e Francia (!) ce lo impongono con la forza per non farci sprofondare e fare la stessa fine della Grecia, dell’Irlanda e prossimamente di Portogallo e Spagna.

Giuro che NMSIUC.

Invece di investire sull’eolico e sulle energie rinnovabili come si dovrebbe fare (perché hanno costruito un rifugio sul ghiacciaio del Monte Rosa alimentato solo con energia solare. Ci hanno messo trentacinque giorni a completarlo portando su i pezzi con gli elicotteri. Fuori ci sono venti gradi sotto zero, dentro più ventidue.), Abberlusconi ha deciso di costruire centrali nucleari mentre, allo stesso tempo, acquista energia elettrica prodotta da impianti nucleari nell’Europa dell’est che non rispettano alcun genere di criterio di sicurezza. E anche dalla Francia! La Francia, da parte sua, ci vende l’energia elettrica a buon mercato prodotta dalle sue centrali ma ci manda, in cambio, le scorie che ci ritroviamo nascoste nelle cantine delle scuole italiane.

E in Friuli e in Veneto? – che producono una volta e mezza l’energia elettrica in più rispetto a quanto hanno bisogno, dice Beppe – Be’, si vogliono costruire centrali nucleari e a biomassa per vendere l’elettricità all’Austria perché Abberlusconi ha già fatto un accordo in merito anche con l’Austria.

Non solo: l’uranio è aumentato di prezzo in modo esponenziale appena si è saputo che, di qui a 60 anni, le scorte del minerale saranno esaurite. In pratica una libbra di uranio costava 7 dollari nel 2001 e adesso invece costa 150 dollari.

E, ancora una volta, sono andato a controllare…

Come si vede nella tabella, il prezzo dell’uranio è, in effetti aumentato fino a circa 140 dollari la libbra tra il 2007 e il 2008… MA, negli ultimi due anni è nuovamente sceso fino a circa 40 dollari. Oh Beppe? QUARANTA DOLLARI. Dio sventrastronzi… ma quante ne spara? Quante?

Inoltre, ha proseguito in un crescendo, Abberlusconi ha siglato un altro accordo con gli USA e, nei prossimi mesi, tutto l’arsenale nucleare dell’esercito USA verrà stoccato nelle basi militari americane in Italia. Non a caso, fate uno più uno, hanno raddoppiato Ederle a Vicenza. E VOI NON DITE UN CAZZO! ITALIANI!

Due palle… lo ripeto ancora una volta, esattamente come ho fatto due anni fa: avere armi nucleari in cantina o in sala da pranzo – dato che quando sono stoccate, sono disinnescate – non è per nulla pericoloso, né inquinante. Se arrivasse un terrorista allahakbarrante con venti chili di tritolo infilati nel culo e si facesse saltare in aria assieme al suo lurido turbante all’interno di un deposito di bombe atomiche in grado di polverizzare l’intero pianeta Terra, NON SUCCEDEREBBE UN CAZZO DI NIENTE (se si esclude un martire con la testa di asciugamano polverizzato, dico). Perché, finché tali ordigni sono disinnescati, si tratta semplicemente di materiale inerme. Comprì?

Toh, si vede anche nel disegnino qua sotto. La bomba deve essere innescata, altrimenti NON SUCCEDE UN CAZZO.

Quindi, per tirare le somme, abbiamo il debito pubblico gigantesco e, a causa di questo, Abberlusconi costruisce centrali nucleari perché glielo chiedono Brasile e Cina; non solo! Sempre a causa dell’interesse su debito (125 miliardi annui), Abberlusconi si prende anche le scorie della Francia e l’arsenale atomico degli USA.

Però… però ci sono anche le buone notizie: un ventiquattrenne americano ha inventato la stampante tridimensionale, quindi adesso se uno ha bisogno di un fischietto, può scaricarsi nel suo computer il file open-source da internet, migliorare il suo fischietto come stramerda gli pare e stamparselo a casa sua. E, in effetti, Beppe Grillo si è “stampato” il suo fischietto davanti a tutti e, allo scoccare della mezzanotte, ci ha soffiato dentro e tutti hanno applaudito entusiasti.

Capito? Questo è il futuro, altro che lo stabilimento di Pomigliano, altro che SUV (ha detto). Il futuro è il fischietto fatto stampato in casa. Cioè: abbiamo le bombe atomiche e le scorie francesi in garage ma comunque possiamo costruirci il nostro cazzo di fischietto in casa senza uscire, montare in macchina, bruciare idrocarburi e andare al carrefour con i SUV fatti a Pomigliano da Marchionne per comprarcelo. Sì, ok, non vuol dire un cazzo di una merda di niente… ma è comunque un inizio, no?

E buon anno. Seguono le immagini del popolo grillino che fa il trenino.

(1) – Sono piovuti applausi fragorosi e grasse risate ogni volta che veniva spalata merda addosso al PDL e al PD, quando Grillo ha smerdato anche la Lega Nord, la gente ha riso di gusto ma non ha applaudito.

(2) – Ci doveva essere un brindisi a base di Bellini, solo che non avevano bottiglie a sufficienza. Quindi hanno distribuito una bottiglietta da 25 cl ogni 3 persone.

Prossimamente su crotaloalbino…

Allora, no? Sempre che ci siano ancora biglietti disponibili, il 31 Dicembre, dopo aver volato per ventisei ore dall’Australia (vivo nel Nuovo Galles del Sud, non lo sapevate? Be’, adesso lo sapete, ahahahahahahaha!) al Nord-Est della Penisola Italiana, alle ventidue e zerozero precise, assisterò allo spettacolo di Capodanno di Beppe Grillo a Udine.

A seguire mi ubriacherò in modo severo fino a ridurmi a una totale schifezza… perché tornare a casa sobri la mattina del 1 Gennaio non è una cosa che si addice a una personcina come me.

Naturalmente, prima di polverizzarmi il fegato con ogni genere di sostanza alcolica, non capirci più un cazzo di niente e perdere del tutto la capacità di comunicare oralmente (oltre a quella di intendere e volere), farò in modo di segnarmi i concetti grilleschi più gustosi su un moleskine che mi hanno regalato alcune colleghe quattro anni fa… anzi, erano cinque anni fa, adesso che ci penso bene.

Ciò significa che, nei primi giorni del 2011, su crotaloalbino, si potrà leggere un ragionatissimo e accurato resoconto di quanto il comico genovese ha affermato nel corso del suo spettacolo di Capodanno.

Così, a occhio e croce, ritengo che le tematiche trattate avranno a che fare con Abberlusconi, banche, tv digitale e il modo in cui la merda può essere trasformata, attraverso un procedimento messo a punto da un team di ricercatori Svedesi (che, come si sa, sono avanti sette anni), in combustibile ad emissione zero per macchine sportive che fanno da zero a cento in tre secondi netti.

Tutto questo, ovviamente, se i miei amici che si occupano della cosa troveranno ancora biglietti in prevendita. In caso contrario non scrivo un cazzo e mi ubriaco e basta.

Ciao e buone feste.

Edit: già che ci sono, pubblico le chiavi di ricerca che hanno portato la gente da queste parti nel corso dell’ultima settimana del 2010.

  1. testicoli scroto scopa
  2. figa a belluno
  3. milf perette
  4. dio merda
  5. le cosce della milf
  6. puttaneria femminile
  7. federica nargi figa
  8. fighe serbe
  9. ho cagato un verme vivo
  10. merda in faccia

Erano altri tempi

Post velocissimo senza immagini né niente.

Ho scaricato, attraverso un popolarissimo software per il file-sharing, la prima puntata de “Te La Do Io L’America” di Beppe Grillo.

Per coloro che non sanno di cosa sto parlando perché sono troppo giovani e/o, all’epoca, risiedevano all’estero, si tratta di uno show satirico scritto (anche) da Antonio Ricci, articolato in sei puntate e trasmesso su Rai 1 (all’epoca si chiamava “Rete 1”) nel 1981.

Ebbene: cosa potrebbe succedere se mandassero in onda le repliche oggi?

In pratica, nei primi venticinque minuti ho ascoltato/contato nove barzellette sui negri e altri ceppi razziali. La migliore? “Il negro è il migliore amico dell’uomo.”

Insomma, passano ventinove anni e cambia tutto. Pazzesco.

Comunque, nel caso non fosse chiaro, il politically correct è lammerdadelmondo.

Un po’ di sana misoginia

Giusto perché, se si usa firefox, il video che ho postato copre una non trascurabile parte dei linchi a destra dello schermo e io, di html, non capisco un beneamato e non so come risolvere il problema, aggiungo qualche riga a corredo dell’offerta musicale (a dire il vero non capisco una merda di quello che il tipo gorgheggia, tuttavia il ritornello è chiarissimo e vincente più di quello di “what’s up” dei/lle 4 Non Blondes che, come gran parte della produzione rock dei ’90, facevano cagare squali imbalsamati e non erano nemmeno fighe, anzi: erano proprio delle chiaviche).

Il fatto.

Oggi, come quasi ogni giorno, mi sono recato in palestra per masticare ogni genere di lega metallica al fine di raggiungere volumi inauditi, no?

Insomma c’è una puttroia fighissima che mi sta rendendo assolutamente pazzo: ha circa 25 anni, i capelli neri corti, gli occhi… chiccazzo se ne frega? Soprattutto è dotata di un CULO INVEROSIMILE. Quel culo è una creazione di assoluto valore, recita Keats, è davvero roba da Accademia di Brera! È un culo talmente perfetto che sembra essere uscito direttamente dal tecnigrafo di Mies Van Der Rohe, non so se mi spiego.

Bon, questa infernale creatura con il culo architettonico, quando viene in palestra, indossa sempre un paio di shors elastici neri e un top che lascia scoperto il suo ventre piatto e solido come una lastra di marmo.

Allora, no? Proprio mentre facevo riscaldamento a cavallo di una cyclette, questa figlia di Satana si è piazzata davanti a me con lo step ed è andata avanti a flettere i glutei per circa un quarto d’ora.

Ciò ha provocato i seguenti effetti:

– Ho cominciato a sbuffare zolfo e vapore raggiungendo, con la cyclette, un numero di RPM abominevole.
– Le mie pupille hanno assunto la forma dei suoi glutei prima di uscire dalle orbite e rimanere appese sulle mie guance per il nervo ottico.
– Più in basso i pedali sono letteralmente scomparsi, divorati dalla velocità.
– La rabbia ha continuato a crescere.
– La mia pelle ha assunto tonalità cobaltiche.
– Una lat machine nelle immediate vicinanze è stata assorbita (assieme al pensionato che la stava usando) da un vero e proprio wormhole formatosi all’altezza dei pedali.
– Da esso è uscita una creatura tubolare di un colore che non esiste in questo universo.
– La creatura ha guardato il culo della figlia dell’Angelo Caduto, ha esclamato “Ghe sbowro in cueo, chii cani de to mowrti cani mowrti cani mowrti! No ti ga mia voia de schewrsawr, ou? Ma Dio bueo mawrso…”, poi si è tuffata all’interno del buco nero da cui era scaturita, urlando di dolore in ultrasuoni.

La figa è inaudita.

http://www.youtube.com/v/rIDnIw_Oto8&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&hd=1&border=1

Test: sei complottista?

In realtà, quanto segue è stato già da me postato su “it.politica” ma, siccome sarebbe del tutto decontestualizzato qui, ho deciso di copia-incollare tutto e di renderlo più “generalista”.

Sei complottista? Rispondi onestamente alle domande e scoprilo da solo.

1. Che lavoro svolgi?

a. Insegnante.
b. Operaio.
c. Ho fatto l’agente segreto, l’astronauta, il carrista, il generale dell’esercito, l’ammiraglio della Marina di Sua Maestà, il chirurgo plastico, il commesso viaggiatore, sono stato centroavanti nella formazione primavera dell’Atalanta e adesso guido i trattori cesellando zolle come Pablo Picasso; e le pannocchie si piantano con la Luna Crescente.

2. Che ne pensi dell’attuale situazione Medio-Orientale?

a. Credo che sia piuttosto riduttivo cercare di rispondere riducendosi a qualche riga su un NG.
b. Non me ne frega un cazzo.
c. Le banche americane hanno foraggiato il signoraggio provocando le scie chimiche al solo scopo di privare la Striscia di Gaza dell’acqua potabile e mettere in ginocchio l’Iran, la prossima mossa sarà la costruzione di un oleodotto che porterà combustibile al Golfo del Messico per dare energia alla base segreta dei Rettiliani, tutto ciò entro il 2012.

3. Per chi hai votato alle ultime elezioni politiche?

a. Il voto è segreto.
b. Ho fatto gli straordinari quel giorno, ho famiglia.
c. Io non sono andato a votare perché Beppe Grillo ha detto che i politici sono tutti uguali e il Parlamento è pieno di criminali assassini e che, se metti l’olio di colza dentro alle macchine diesel, loro vanno meglio di prima ma non paghi l’accisa, in più fai cento chilometri con mezzo litro di vino e poi c’è una palla di plastica che fanno in Svizzera che, se la metti in lavatrice, ti lava tutto benissimo senza il detersivo e io mi sono comprato la palla e la palla non funzionava e allora ho capito che è perché alle poste c’è un agente segreto delle multinazionali del detersivo che l’ha boicottata prima che il postino (Alfio) mi consegnasse il pacco. Io queste cose le so perché ho studiato chimica all’università laureandomi in Lettere Moderne.

4. Mi spieghi la fusione a freddo?

a. Ne so molto poco ma, se ricordo bene, non funziona.
b. Senti, ho da lavorare.
c. Quando ho fatto il ricercatore presso il reattore nucleare di Osaka in Korea del Nord, prima di prendere il dottorato di ricerca in bibliografia e laurearmi col 100% dico, ho lavorato presso un laboratorio all’interno della centrale dove appunto si conducevano esperimenti sulla fusione a freddo. Ebbene: Israele possiede questa tecnologia già da anni ma non vuole renderla pubblica e per questo ha costruito la grande muraglia cinese. Io lo so perché c’ero.

5. Perché, quando scrivi, i tuoi post sono costantemente colmi di errori di ortografia, punteggiatura, sintassi e grammatica?

a. Non faccio mai molto caso a quello che scrivo sui NG, non rileggo ma, tutto-sommato, mi pare di essere abbastanza corretto nell’esposizione scritta.
b. Non so di cosa parli, amico.
c. Se voi sareste intelligenti come me, vi occupaste di cose più importanti di quelle della grammatica. Quello che conta è che le cose che scrivo sono vere e loro non riescono a negarle con i suoi argomenti. Se io non ero uno che abitasse… che ne so… a Como, se non sono comese dico, allora non dicerei… direb… ehm… dico niente del lago, non come voi che non sapete niente della guerra ma parlate uguale.

6. Il tuo braccio destro ha una muscolatura incredibilmente più sviluppata di quella del tuo braccio sinistro?

a. No.
b. No.
c. Sì… strano.

7. Posti qualcosa su un newsgroup e qualcuno non la pensa come te, come reagisci?

a. Può succedere, niente di strano.
b. Non so di cosa parli e sto lavorando.
c. Opinioni diverse dalle mie? Impossibile! Io non sbaglio mai e tutto quello che ho detto nei mesi scorsi si è avverato. Praticamente sono Nicoletta Paciaroni.

8. Perché hai lasciato l’esercito?

a. Mi sono accontentato dell’anno di leva, poi ho deciso di fare altro.
b. Sono obiettore di coscienza e ho svolto il servizio civile.
c. Perché ci costringevano a raccontare un sacco di balle. Una volta, in Vietnam, il mio battaglione ha raso al suolo un villaggio di inermi pescatori con l’agente arancio; il mio tenente ha ordinato a tutti noi di dire alla Stampa che si trattava di un covo di pericolosi kong pronti a scavare tunnel per attaccarci con i machete. Noi abbiamo utilizzato granate all’uranio impoverito, tuttavia ci hanno obbligati a raccontare che avevamo espugnato una pericolosa fortezza comunista a mani nude. Quando sono stato ferito mentre portavo in salvo sulle spalle tre miei commilitoni in pessime condizioni a causa del fuoco amico, ho deciso di darci un taglio con questo schifo. E non m’invento un cazzo, amico: la Legione Straniera è spazzatura.

9. Mi sarei anche rotto i coglioni di scrivere il test per un mongospastico.

a. Ok.
b. C’ho da lavorare.
c. Non fa ridere e comunque sappi che il disavanzo dei conti pubblici è(…)

10. Ok, ultima domanda: con la fronte gigantesca che somiglia allo schermo di un cinema multisala che ti ritrovi, riesci a leggere il pensiero dei delfini e a manovrare le balene?

a. HAHAHAHAHAHAHA!
b. HAHAHAHAHAHAHA!
c. Sì.

Risultati.

Prevalenza di risposte “a” – Non sei complottista.
Prevalenza di risposte “b” – Nemmeno tu.
Prevalenza di risposte “c” – Ti stanno crescendo muschi e licheni addosso. Figatissima!