Archive for the ‘Party time’ Category

Test: sei G@mb€r€tt@?

Rispondi onestamente alle seguenti domande e scoprilo da solo/a.

1. È un tiepido pomeriggio primaverile, il sole splende radioso, gli uccellini cinguettano e l’aria sa di fiori appena sbocciati. Il tuo vicino è seduto all’ombra di un albero nel giardino di casa sua e legge un libro di Terry Pratchett, cosa fai?

A. Leggere? A me la primavera fa tirare il cazzo, hey! E, adesso che ci penso, la mia ragazza sta facendo la doccia… hmmm… quasi quasi la raggiungo per fare un po’ di su e giù sotto il getto dell’acqua.
B. Pratchett è divertente, ne ho sentito parlare, gli chiedo di prestarmi il libro appena lo finisce.
C. Scuoto la testa schifata: leggevo “Mondo Disco” quando avevo dieci anni, anzi nove. Allora mi faceva ridere, poi sono cresciuta, ho letto centocinquanta manuali di scrittura creativa e un cazzigliaio di romanzi così, maturando come essere umano e come scrittrice, ho scoperto che Pratchett è una merda. Nella fattispecie: umorismo stantio, situazioni stereotipate e tutto il resto. Roba da mocciosi. Ergo il mio vicino è un coglione e non capisce un cazzo di una merda di niente di letteratura; mi verrebbe voglia di scavalcare il muretto per spiegargli per filo e per segno cosa leggere e per quali ragioni ma a che servirebbe? Quello è solo un rozzo imbecille e potrebbe darmi una scarpata in figa.

2. Hai 20 euro in tasca, come li impieghi?

A. Un paio di Kilkenny Cream, un club sandwich e una cosa nera al pub assieme agli amici. Poi, se ho ancora sete, cerco di farmi offrire qualcosa da loro promettendo di ricambiare la prossima volta.
B. Devo fare benza alla macchina.
C. Vado al Carrefour, faccio “ambarabà-ciccì-coccò” e compro un libro qualsiasi scegliendo tra Menozzi, Troisi e Falconi. Torno a casa e comincio a leggere. Dopo nemmeno mezza facciata, mi rendo conto che quello che ho tra le mani è solo un mucchio di merda e che, ancora una volta, ho buttato i soldi nel cesso. “È inammissibile!”, esclamo indignata. Quindi mi esalto perché so scrivere un sacco meglio di quelli, io! – Anche se nessun bastardo editore si sogna di pubblicarmi manco mezza sillaba perché scrivo di fatine guerriere e vaccate simili e, per di più, al presente indicativo… il che fa cagare squali incazzati la maggior parte del pubblico – Subito dopo mi deprimo e mangio un chilo e mezzo di Toblerone. Poi mi siedo al computer e perdo una settimana a sbrodolare una recensione per dare merda, nell’ordine, all’autore del libro, all’editore, all’Italia-paese-di-merda-dove-pubblicano-solo-chi-ha-conoscenze, e all’universo intero. Il tutto riportando passaggi decontestualizzati e corredandoli con un paio di litri di bava ciascuno. A lavoro terminato, riprendo a devastare la mia scorta di Toblerone attendendo i commenti entusiastici dei miei fans che mi ripetono, ancora una volta, che sono la più grande strafica della Via Lattea.

3. Qualcuno, nei commenti del tuo blog, si trova in disaccordo con le opinioni da te espresse perché, at the end of the day, di questo si tratta: nient’altro che di opinioni e giudizi personali. Come reagisci?

A. Ognuno ha diritto di pensarla come crede. Il mondo è bello perché è vario.
B. Mi piacciono le critiche costruttive, mi aiutano a crescere. Il civile scambio di opinioni è ciò che rende il mio blog interessante.
C. Non sei d’accordo con me? Ho capito bene? NON SEI D’ACCORDO CON ME??? IMPOSSIBILE! NON CAPISCI UN CAZZO PERCHÉ SEI SOLO UN GIGANTESCO PEZZO D’IDIOTA! NON HO RISPETTO PER TE! TU NON HAI LETTO TUTTI I TRATTATI DI SCRITTURA CREATIVA E DI STILE COME HO FATTO IO! OK? OCCHEI? IO LA SO UN SACCO LUNGA, ANZI: LUNGHISSIMA! OK? BRUTTO MUSO DI MERDA! STRONZO! AH, HO TRACCIATO IL TUO IP E TI HO BANNATO! TROLL DEI MIEI COGLIONI! ASPETTA CHE IL DUCA LEGGA QUELLO CHE HAI SCRITTO NELLO SPAZIO COMMENTI, POI VEDI COME TI FA IL CULO A STRISCE SUL SUO BLOG! STRONZO! COME OSI? LE MIE NON SONO OPINIONI! IL MIO È VERBO! È VERITÀ! ASSIOMI! STRONZO! CON ME NON SI DISCUTE, OK? IO HO RAGIONE E TU HAI TORTO, FINE DELLA STORIA. FIGLIO DI TROIA!

4. Dato che Natale si avvicina, un imprenditore locale ha deciso di regalare una decina di copie per ognuno dei romanzi della saga di Harry Potter alla biblioteca della scuola primaria che frequenta tua nipote di nove anni. Come reagisci?

A. È un’ottima iniziativa, i bambini adorano Harry Potter.
B. Una scelta perfetta per educare le nuove generazioni alla lettura.
C. Harry Potter! HA! E poi ci si chiede come mai in Italia la scena letteraria sia talmente pietosa, marcia e ridicola. Per forza! Harry Potter è una merda. Regalano Harry Potter ai mocciosi e poi quelli credono che si faccia così a scrivere. Brutte merde incompetenti! E poi ci si lamenta se tolgono i crocefissi dalle classi. Ma io un giorno riderò perché queste cose ve le avevo dette! Ah, se ve le avevo dette! Sai le risate che mi faccio?

5. Chi ha ucciso la mamma di Bambi?

A. Un bastardo con un arco e le frecce.
B. Non lo so, non ho visto il film.
C. Francesco Dimitri.

6. La tua vicina di casa ti ha chiesto di badare al suo bambino di un anno. Ti ha detto che il pomeriggio fa sempre un sonnellino. Tuttavia il pargoletto, non avvertendo la presenza della mamma, non riesce a prendere sonno e si mette a piangere. Cosa fai?

A. Gli parli dolcemente e sottovoce perché, anche se non capisce quello che dici, reagirà al suono della tua voce.
B. Lo metti sulla culla e lo dondoli dolcemente finché si addormenta.
C. Lanci un’occhiata al mini-stronzo allo stesso modo in cui si guarda una merda di cane spiaccicata sulla suola delle tue Timberland nuove. Gli dici di chiudere il becco perché tu la sai un sacco più lunga di lui dato che hai appena finito di leggere la terza edizione di “Self Editing For Fiction Writers” di Renni Browne e Dave King. Ma quel testicolino glabro in miniatura non smette manco per il cazzo. Allora dici al nano-Kojak che non sta frignando nel modo corretto perché ha uno stile di rompere i coglioni raccontato, non mostrato. Ma, nonostante le tue motivatissime argomentazioni, il nanerottolo friggi-ovaie non ci dà un taglio. A quel punto non ti resta altro da fare che soffocarlo con un cuscino, spargere un barile di benzina in sala da pranzo e dare fuoco alla casa.

7. C’è un mio amicoche vuole chiederti una roba: perché fatine sì ma zombie e vampiri no?

A. Eh?
B. Eh?
C. Perché non se le scopa nessuno, le fatine. È per solidarietà di specie.

8. La tua bocca si muove in modo irrealistico quando parli? In poche parole: è vero che, con la bocca chiusa, sei alta un metro e cinquantaquattro centimetri ma raggiungi la ragguardevole statura di un metro e novanta con la bocca aperta?

A. No.
B. No.
C. Sì.

9. La tua testa è piena di un sacco di stronzate e informazioni assolutamente fini a se stesse di cui non frega una merda di niente a nessuno?

A. No.
B. No.
C. No e comunque, se sfogli “The Craft Of Fiction” di Percy Lubbock, ci trovi scritto che non c’è arte finché la storia non è in grado di raccontarsi da sola: i particolari concreti (barba bianca, rughe, gobba, bastone) dicono al lettore che lo stronzo che si sta descrivendo è un vecchio di merda, non devi scrivere tu che è vecchio. Per esempio, supponiamo che io voglia descrivere la bocca di tua madre dopo che Peter North le ha ficcato dentro i suoi venti e rotti centimetri di carne, ok? Ho appena mostrato che tua madre è puttana, non l’ho detto. L’ho fatto capire per immagini, ok? Tua madre è una puttana. Tu scrivi di merda ma ti pubblicano perché sei amico di un amico di un amico. È sempre così, è una merda. Stronzo! Sfoglia Sugimori Nobumori, più noto con il nome di Chikamatsu Monzaemon che è stato un famoso drammaturgo giapponese, “lo Shakespeare nipponico”! Il saggio del 1738 Naniwa miyage riporta alcune considerazioni di Monzaemon riguardo la narrativa e il teatro. Per esempio si leg(blahblahblahblah).

10. Ti va di cantare una canzone assieme a me?

A. Ok! Uan, tu, tri… Osteria numero sette(…)
B. Re minore… Hey, teacher! Leave them kids alone!
C. VAFFANCULO!

Risultati:

Prevalentemente “A” – Non sei G@mb€r€tt@.
Prevalentemente “B” – Nemmeno tu.
Prevalentemente “C” – Weeeeheeey! Complimenti! Hai la rilevanza sociale di un pupazzo da ventriloquo, l’umore di una cubomedusa e sei simpatica come un pugno sui coglioni, razza di incommesurabile megera socialmente inadeguata che non sei altro. Ti senti una tale strafica a spargere merda su coloro che invidi, vero? Non hanno talento, scrivono come cagano, cagano come scrivono, sono dei fallimenti come esseri umani ma Mondadori gli pubblica un libro ogni sei mesi lo stesso. HA! Ma è perché sono raccomandati, sissignore! RAC-CO-MAN-DA-TI. Terry Pratchett è noioso, Douglas Adams non fa ridere, J. K. Rowling è una miracolata. Solo G@mb€r€tt@ ha un container di talento ma è incompresa nonché osteggiata dall’editoria mainstream perché dice come stanno le cose. Ridere? Praticamente mi sto pisciando una secchia di Paulaner Premium da solo e fanculo l’Oktober Fest. Ciao.

PS = Tutti qua subito: la ragionatissima recensione dell’opera di G@mb€r€tta ad opera di Kurdt.

Follia

Il 2011, tenendo conto di quanto sta accadendo ultimamente, sembra essere l’anno della follia e del surrealismo.

Cioè: qua sta succedendo di tutto e, a ripensarci, vien da ridere perché certi episodi solitamente sono relegati all’interno di una raccolta di racconti scritti da qualche autore che predilige il weird.

L’ultimo florilegio di stronzate risale a Venerdì scorso e, fanculo!, ogni volta che ascolto storie del genere, devo assicurarmi di non avere gente davanti a me altrimenti va a finire che gli sputo addosso dal ridere (che è esattamente quello che ho fatto sabato pomeriggio quando mi hanno riferito gli accadimenti della sera precedente).

In pratica due che conosco da un po’ di tempo decidono di fare seratona in un locale dove, nel finesettimana, si tengono meno che mediocri concerti dal vivo e chi frequenta non ha idea di cosa sia il congiuntivo. Proprio il genere di luogo che sono solito frequentare anche io, insomma.

Giunti sul posto, uno dei due dà un’occhiata alla barista, soppesandone le grazie con grande attenzione, e decide che è il caso di provarci perché tanto si vive una sola volta ed è meglio non pentirsi delle rinunce che si sono fatte nel corso della propria esistenza quando ormai è troppo tardi. Così guarda il suo amico e gli fa “Hey, senti qua: alle 23:30 precise, vado da quella e me la trombo.” e l’altro (già pieno di birra e cose nere) “Vai, vecchio! Così si fa! Rifalle le pareti dell’utero col cazzo. E anche quelle dell’intestino.”

Nel frattempo si ingollano un altro paio di secchie di varie sostanze alcoliche in modo da entrare ancora di più in sintonia con lo spirito del luogo e del momento.

Sul palco si alternano gruppi hard-core locali uno peggio dell’altro.

Rapida occhiata all’orologio, segna le 23:15, “Bon, anche se non è l’ora giusta, non me ne frega un cazzo. Adesso vado dalla barista e ci provo!”; si alza, si accorge che, nonostante tutto, non ha ancora perduto l’equilibrio ed è addirittura in grado di camminare. Raggiunge il banco del bar e osserva con grande raccoglimento le grazie della barista. Figa, è figa. Molto figa.

– “Hey, ciao!”
– “Cosa prendi?”
– “Bu, non so. Una cosa nera.”
– “Una cosa nera. Tre euro, grazie.”
– “Senti a che ora chiude il locale?”
– “Certe volte, nel finesettimana se ci sono concerti e c’è tanta gente, chiudiamo anche alle quattro del mattino.”
– “Ah, ok allora. Senti, vieni a bere una roba con me quando stacchi?”
– “No.”
– “Ok, ciao.”

Torna dal suo amico con la cosa nera. L’altro lo guarda e gli dice qualcosa riguardo il bicchiere mezzo pieno che è ancora sul tavolo. Così ingolla il liquore alla liquirizia e riprende in mano la birra di prima. Poi spiega che la vita è una merda e che le tipe fighe sono tutte un lurido branco di stronze puttane, soprattutto se fanno le bariste in una dannatissima bettola di merda dove la musica fa schifo al cazzo e non si riesce nemmeno a parlare senza urlare. Ultimo sorso, rutto. Aggiunge che esce un attimo a prendere una boccata d’aria perché dentro è troppo caldo e c’è aria viziata; in più, sottolinea, gli stronzi sul palco fanno davvero cagare mattoni e sacchi di calcestruzzo.

Si alza e, facendo zig-zag tra la gente in modo piuttosto goffo, esce all’aperto. Si appoggia al cofano di una macchina.

– “Pssst… hey…”

Si gira da una parte e dall’altra ma non vede un cazzo di nessuno.

– “Pssst… sono qui…”

Solleva lo sguardo e vede una tipa sul terrazzo del condominio poco distante che gli fa gesti con la mano.

Capelli neri lisci sulle spalle, niente male, hey! Si guarda alle spalle per assicurarsi che quella del terrazzo non stia cercando di comunicare con qualche altro bastardo ma non vede nessuno nelle vicinanze. Ancora non del tutto certo di quanto sta accadendo, rivolge gli occhi in direzione del condominio e, col dito della mano destra, indica se stesso come per chiedere “Io?”

– “Sì, vieni qua.”

Accento sicuramente non della zona. Potrebbe venire dall’Europa dell’est o dal Sud America, cazzo ne sa lui? Quello che conta è che vuole dirgli qualcosa e, a guardarla dal basso verso l’alto, pare che non sia proprio niente malaccio. Così si incammina e arriva giusto sotto il suo terrazzo, al secondo piano del condominio.

– “Ciao.”
– “Ciao… ho bisogno di compagnia, bello!”
– “Cos’è? Uno scherzo del cazzo?”
– “Hihihihihihihi, no. Ho davvero bisogno di compagnia.”
– “Ah, ok. Che compagnia?”
– “Dai, non fare il scemo! Vuoi venire su o no?”
– “Non faccio il scemo, tranqua. Per dove si sale?”
– “Adesso me apre te portone, secondo piano.”
– “Ok, aspetta ‘n attimino che mando un sms al mio amico.”

Testo dell’sms: “Oh brutta merda, guarda ke sono in appartamento da una tipa ke vuole scopare. Se nn rispondo è xkè ho spento il cel”

Sale le scale e arriva al secondo piano. Porta aperta. “Wow, figata totale!”, pensa, “Pareva che la serata fosse una merda e alla fine invece scopo! E non ho nemmeno dovuto fare tanta fatica e inventarmi stronzate. Grandissimo…”

La tipa apre la porta e, solo allora, guardando da vicino, si accorge che non si tratta di Helena Gimenez Bella Figheira Di Bahia, bensì di Fernando Do Nascimiento di Belo Horizonte, trans che ha abbondantemente passato la quarantina. Con un accenno di barba sul mento.

– “Ah diocan di un diocan… no guarda, dio veramente can, scusa ma sono ubriaco e non mi ero accorto che eri un trans. Ma dio can… ma pensa te. Cioè, non è che ce l’ho con i trans e tutto quanto. Anzi! Per me potete fare quello che volete, tanto non fate mica male a nessuno. È solo che a me piacciono le femmine e non è cambio le abitudini così, da un momento all’altro, ok?”
– “Ma dai, guarda che non sai cosa ti perdi! Ti faccio un bel pompino! Non è mica male, sai? La bocca è uguale a quella di una ragassa. Le ragasse non fanno mica i pompini che faccio io!”
– “No, guarda, sul serio. Come se avessi accettato, fai conto che abbia accettato davvero e che mi hai fatto il pompino uguale anche se non me l’hai fatto. Maccheccazzo dico? Bu, non so.”
– “Ok, dai… se vuoi c’è una mia amica di là, vuoi che te la faccio conoscere?”
– “Un’amica o uno che sembra un’amica ma, in realtà, è un amico vestito strano?”
– “No, ela è un’amica. SONIAAAAA!”

Si spalanca una porta e, da essa, esce Sonia. Un metro e quaranta centimetri scarsi, ottanta chili, settima di seno, un neo gigantesco sulla guancia, capelli neri arruffati che non vengono pettinati da almeno ventisette ore. Tuta adidas blu. Ciabatte. Calzini da tennis. Canottiera da muratore. Bianca.

– “Ciao belo ragazzo con capelli lunghi.”
– “Ciao… senti posso mica andare in bagno? Cioè, non è una battuta, è solo che se non piscio muoio.”
– “Se vuoi ti faccio un bel pompino. Quanti soldi hai?”
– “No, guarda. Io devo andare in bagno, mi scappa.”
– “Quanti soldi hai?”
– “Eh, ho fatto seratona. Mi sa che mi son rimasti venti euro.”
– “Con venti euro ti faccio un bel pompino. Ma non scopare perché, per scopare, ci vuole cinquanta euro che se la gente sa che faccio lo sconto a te, poi lo vogliono tutti e io devo mandare soldi a famiglia in Brasile.”
– “Devo anche pagare? Ma porco dio, ma checcazzo me ne frega a me? Dio can, io devo pisciare e basta.”
– “Allora vai fuori dalle balle e non tornare a rompere i cohones a me che stavo dormendo, ok?”
– “Ou, dio boia! Guarda che è stato il tuo amico a chiamarmi su perché aveva bisogno di compagnia e io credevo che fosse una femmina.”
– “Vafanculi!”
– “Ok, vafanculi anche a te. Ciao e porcodio!”

Pisciata di due ore nel parcheggio. Rientra nel locale. C’è un altro gruppo che suona. Fanno, se possibile, cagare ancora più incudini di quelli di prima. Trova l’amico che lo aspetta seduto al tavolo con un bicchierino di cosa nera in mano.

– “Ou, dove eri andato?”
– “Ti ho mandato un sms.”
– “Ah, ho lasciato il cellulare in macchina.”
– “Finisci di bere quella roba che poi andiamo via, guido io e facciamo una strada interna così non becchiamo pattuglie.”
– “Ok, *sglop*, finito. Andiamo.”

Montano in macchina assieme. Quello al posto di guida si osserva attentamente le dita delle mani per qualche secondo e decide che dovrebbe essere in grado di tornare a casa senza schiantarsi contro un platano né finire in un fosso ai margini della strada.

Tuttavia, lungo il tragitto, decidono di andare a bere l’ultima roba in un altro locale della zona dove suonano dal vivo ma la qualità delle band è solitamente migliore perché si fanno pagare. Arrivano e, vaccaiddio, c’è il concerto di un gruppo tributo a un cantante italiano che, ora come ora, non mi va nemmeno di nominare perché mi fa incazzare e basta. Bestemmiano entrambi, si siedeono e ordinano due cose nere. Bevono.

Si materializza un conoscente di uno dei due che è rinomatamente più comunista di Lenin e Fidel Castro messi assieme.

Dialogo.

– “Ou, ti ho visto che parlavi con xyz l’altro giorno. Ma che razza di gente conosci?”
– “Sì è mio amico, perché?”
– “Perché…”, il tipo è ubriachissimo, ubriachezza e comunismo militante sono due ingredienti assolutamente esplosivi, “…perché quello è un fascista e io non posso essere amico di uno che è amico di un fascista.”
– “Ma dio can…”, interviene l’altro che non ha guidato.
– “Ma dio can cosa?”
– “Dio can, è venerdì sera, dio can. Devo ascoltare ‘ste stronzate anche quando sono ubriaco perso? Dio boia!”
– “Ou, non sarai mica fascista?”
– “Sì, porco dio! Sto bevendo una cosa nera perché la liquirizia è nera, dio can! VIVA Il DUCE! PORCO DIO!” (NB: in realtà non gliene frega una merda della politica, sta solo rompendo i coglioni perché, da ubriaco, diventa molestissimo.)
– “Ah sì? Bon, allora ti spacco la testa. Dio can! Solo perché sono comunista non è che sono uno che si caga addosso. Dio boia! Non è vero che i comunisti le prendono sempre. A me piace fare a botte! E non ti ho già tirato un pugno in faccia solo perché hai gli occhiali!”
– “Bon, ecco. Mi sono cavato gli occhiali! E adesso? Porco dio!”
– “Andiamo fuori così ti spacco la merda!”

Escono incazzati; l’altro, quello del trans, li segue dicendogli di lasciare perdere, che è il finesettimana e lui si voleva solo divertire senza ‘ste cazzate del comufascismo, quello che cazz’è.

All’esterno il comunista e il finto fascista (quello che diventa molestissimo quando è ubriaco), sono già in posizione da boxe che tirano ganci all’aria perché nessuno dei due ha coraggio di prendere l’iniziativa per primo.

Quello del trans afferra l’amico per la vita e cerca di trascinarlo via. E, proprio in quel preciso istante, l’eroe della rivoluzione trova le motivazioni giuste e decide che è il momento perfetto per tirare un cartone al nemico della rivoluzione.

Lo manca clamorosamente.

Il pugno, seguendo una traiettoria che è tutto un programma, oltrepassa la spalla sinistra del finto-fascista e finisce nella faccia di quello del trans che stava cercando di far scoppiare la pace tra i due.

Quello del trans: “AHIA, DIO BOIA!”
Comunista: “Uh, scusa, dio can… non volevo prenderti in faccia, io volevo dare un cartone al tuo amico fascio…”
Quello del trans, tenendosi la faccia: “DIO BOIA!!!”
Finto-fascista molestissimo: “AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Porco dio, che ridere!”

Fine della serata.

Adesso non sto qua a raccontare cos’è successo nei giorni precedenti a questo accadimento, tuttavia il 2011 si sta configurando come l’anno della bollitura totale. Ne stanno succedendo troppe e di tutti i colori. Sul serio.

Ok, vado a distruggermi in palestra.

Sono sempre più grosso.

Bombe atomiche e fischietti.

Lo spettacolo è iniziato con la proiezione di alcune diapositive che mostravano i disastri naturali che hanno colpito il mondo e l’Italia nel corso del 2010. Allora io ero tipo: “Vai che parla del 2012 e le profezie Maya! I Rettiliani! Il Nuovo Ordine Mondiale! I Protocolli Dei Sette Savi Di Sion! Grandissimo! Cazzarockandrolla, avrei dovuto ingollarmi un paio di cinque grappe doppie prima di entrare così sarei stato più nell’ottica psichedelica giusta!”… ebbene: delusione totale. E fanculo al mondo.

Sincermante, mi aspettavo una serie di chicche fantascientifiche anche meglio di quelle di un paio di anni fa ma, evidentemente, qualcuno ha suggerito a Beppe di darsi un contegno perché, proprio grazie alla rete di cui lui si serve per articolare le sue ricerche, per organizzare il suo movimento e mettere in piedi manifestazioni come il V-day e robe del genere, la gente può anche dare un’occhiata in giro e scoprire che, mentre andavi di corpo, il tuo culo ha sbagliato mira e lo stronzo più grosso è finito sul pavimento.

Intendiamoci: il finale dello spettacolo ha riservato grosse soddisfazioni al sottoscritto nel senso che, appena Beppe ha cominciato a ingranare la marcia “tecnologica”, le stronzate hanno cominciato ad ammassarsi in modo pressoché continuo. Da parte mia, mi sono fregato le mani un bel po’ sussurrando “Ci siamo!”, the bastard’s delivering at last, hey!

C’è comunque stato motivo di tristezza per quanto è mancato rispetto alla volta precedente.

E mi riferisco alla biowashball, la palla magica che, infilata in lavatrice senza alcun genere di detersivo o additivo chimico, semplicemente grazie a qualche sferetta di ceramica contenuta al suo interno (che si “ricarica” col sole), lasciava le vostre mutande esattamente con la medesima frenata di culo che le decorava prima che le infilaste in lavatrice… in pratica non serviva a un cazzo di niente, se non a far spendere (ai grillini che se la sono bevuta) trentanove euro sul sito svizzero che la vende(va). Sono inoltre mancati i riferimenti all’inventiva del popolo svedese che, grazie ai loro cessi fantascientifici, riesce a dividere la merda dal piscio e a produrre, in tal modo, compost e urea che vengono venduti ai contadini per tipo trenta euro al quintale o una roba del genere.

Fatte tali premesse, se affermassi che sono in totale disaccordo con Grillo, sarei disonesto: anche a me sta discretamente sulle balle essere governato da un branco di vecchi marci che non hanno alcuna intenzione di schiodare il culo dalle poltrone che occupano per almeno quarant’anni, ma tant’è; e tuttavia alcune delle proposte politiche che Grillo ha – letteralmente – buttato sul piatto nel corso delle due ore di spettacolo risultano – a me – abbastanza ravvicinate alla più remota orbita del fregare-un-cazzo-mi-non. E, nella fattispecie, faccio riferimento a tutto il casino che ha tirato su per la legge elettorale attualmente in vigore.

Personalmente, non me ne frega un beneamato cespuglio di cazzetti infiocchettati con un nastro di seta fucsia delle trecentocinquantamila firme che sono state raccolte – in un giorno – affinché si dia alla gggente il diritto di poter scrivere un nome e un cognome sulla scheda elettorale senza essere costretti a eleggere bastardi che sono stati messi in lista solo perché sono mafiosi, ammanicati con qualcuno o belle fighe che fanno sboccaponci e analcreampie ai dirigenti di partito in modo del tutto deliberato e per nulla randomico.

Con ogni probabilità si tratta di una questione di sensibilità insufficiente o qualcosa del genere… fattosta che, in tutta franchezza, anche quando potevo farlo, esprimendo una preferenza elettorale, non ho mai scritto il nome e cognome di un candidato sulla scheda. Mi sono semplicemente limitato a tracciare una ICS sul simbolo del partito che, in quel particolare momento, mi faceva meno cagare degli altri. Anche perché non conoscevo nessuno dei nomi indicati sui tabelloni. Ma soprattutto perché, più in generale, la politica mi ha sempre interessato tanto quanto il calciomercato (una merda di niente): sono uno che è venuto su a patate e braciole; ergo questioni filosofico-idealistico-democratiche o quello checcazz’è mi sono sempre scivolate addosso.

Voglio dire: se uno fa l’insegnante da sette anni ed è precario da sempre, ciò che gli preme sapere è tra quanti lustri potrà smettere di considerarsi tale, d’accordo? Quindi se un figlio di troia qualsiasi promette che tra, diciamo due anni, non ci saranno più precari perché non ha intenzione di aumentare ulteriormente il numero degli stessi attraverso l’attivazione di appositi corsi universitari abilitanti e che le graduatiore a esaurimento rimarranno davvero tali (a esaurimento) dato che nessuno vi potrà più accedere finché tutti i supplenti annuali non saranno, in effetti, insegnanti di ruolo… be’, io gli do il voto, mi spiego? A prescindere da chi c’è all’interno di quella lista… per me potrebbero anche ficcarci dentro Cheech & Chong, L’Omino Michelin, Al Capone o Rosi Bindi, cazzo me ne frega a me?

S’intende che la mia è semplicemente un’opinione e non ho assolutamente intenzione di farla passare per il Verbo; c’è chi è più intelligente di me e la pensa in modo differente… e va bene così, d’accordo?

Comunque, tornando a Grillo, no? Come prevedevo, la visione politica di cui è latore è più o meno quella che ci si aspetta da un comico qualsiasi: Abberlusconi merda, PD merda, Bossi merda, legge elettorale merda(1). Tutta roba mai sentita in giro.

Ha anche aggiunto – proiettando foto – che qualche mese fa, sempre per la questione delle trecentocinquantamila firme per cambiare la legge elettorale e blablablablabla, ha indossato un elegante completo gessato e si è recato in Commissione Parlamentare con un computer portatile (ha sottolineato un sacco questa cosa dell’ibook, che era l’unico ad avere un laptop della Mac, che gli altri non avevano un cazzo e tutto quanto) perché, alla fine, essendo lui il promotore dell’iniziativa, non hanno potuto fare a meno di invitarlo. Quando si è trovato davanti a questi della Commissione, ha immediatamente fatto loro sapere che non rappresentavano nessuno in quanto non sono stati eletti (nel senso che nessuno aveva scritto il loro nome e cognome sulla scheda elettorale, ci ho messo un po’ a capirlo perché, come ho detto prima, sono un po’ ottuso e certe sottili questioni, all’inizio, mi sfuggono, ok?).

E tutto il pubblico ha applaudito, quasi una standing ovation.

– “VAI, GRILLO!”

– “Vai Grillo cosa? Sono sempre io quello che è preso in mezzo. Sono io quello che si becca diciannove querele al mese! Io! E sapete con quali soldi pago gli avvocati? Con i vostri!” (Ha detto proprio così.)

Esagitato tra il pubblico – “GRANDE, BEPPE!”

– “E allora chi dovremmo votare alle prossime elezioni se non possiamo votare nessuno perché tanto questi si sono fatti la legge elettorale per loro in modo tale che non si possa in realtà scegliere nessuno? Chi scegliereste voi? Chi?”

Stesso esagitato di prima – “TU! VOGLIAMO ELEGGERE TE!”

Questo sventrascroti urlante che continuava a rompere i coglioni ululando il suo entusiasmo era posizionato proprio dietro a me. il resto del pubblico si limitava ad applaudire; questo era fuori di sé dalla felicità e lo manifestava fucilando lo scroto a voce alta. E nessuno che gli dicesse di chiudere quel cazzo di bocca, nessuno. Io nemmeno, per quello. Tanto mi prefiggevo solo di bere alla fine dello spettacolo (2).

E, in effetti, il divertimento è sopraggiunto proprio in Zona Cesarini… quando cioè Beppe ha iniziato a parlare di questioni di natura tecnico-scientifica, energia e tutto il resto. Fino a quel momento, io mi sono limitato ad ascoltare attendendo che il materiale di qualità oro fosse servito una volta per tutte. Good things come to those who wait, dicono gli Inglesi.

Allora no? Qualcuno sapeva che l’Italia ha un debito pubblico che, ogni anno, aumenta di 125 miliardi solo per gli interessi. Sì, dai, lo sanno tutti. Comunque sono andato a controllare lo stesso e, indovina un po’, il debito pubblico italiano è certamente spaventoso ma gli interessi annuali ammontano “solo” 70 miliardi.

Capito, Grillo? Hai cagato fuori dal vaso circa cinquantacinque miliardi di euro.

Ma quello che fa davvero ridere un sacchissimo ha a che fare col tuo pubblico di grillini convinti: sono pronto a scommettere il culo che la maggior parte di quelli che ti ascoltavano a Udine mentre sparavi dati alla cazzo-via, si sono bevuti le tue cifre come se si trattasse di oro colato.

Ok, occhio adesso ché viene il bello sul serio. Come si rimettono in sesto i conti pubblici cercando di frenare la costante crescita del debito pubblico italiano?

Ma che razza di domande fai?

Se solo ci si sforzasse di ragionare un po’ e leggere tra le righe, si capirebbe senza troppa fatica che lo si può fare solo attraverso la costruzione di centrali nucleari perché i paesi che hanno un debito pubblico quasi nullo tipo Cina, Brasile e Francia (!) ce lo impongono con la forza per non farci sprofondare e fare la stessa fine della Grecia, dell’Irlanda e prossimamente di Portogallo e Spagna.

Giuro che NMSIUC.

Invece di investire sull’eolico e sulle energie rinnovabili come si dovrebbe fare (perché hanno costruito un rifugio sul ghiacciaio del Monte Rosa alimentato solo con energia solare. Ci hanno messo trentacinque giorni a completarlo portando su i pezzi con gli elicotteri. Fuori ci sono venti gradi sotto zero, dentro più ventidue.), Abberlusconi ha deciso di costruire centrali nucleari mentre, allo stesso tempo, acquista energia elettrica prodotta da impianti nucleari nell’Europa dell’est che non rispettano alcun genere di criterio di sicurezza. E anche dalla Francia! La Francia, da parte sua, ci vende l’energia elettrica a buon mercato prodotta dalle sue centrali ma ci manda, in cambio, le scorie che ci ritroviamo nascoste nelle cantine delle scuole italiane.

E in Friuli e in Veneto? – che producono una volta e mezza l’energia elettrica in più rispetto a quanto hanno bisogno, dice Beppe – Be’, si vogliono costruire centrali nucleari e a biomassa per vendere l’elettricità all’Austria perché Abberlusconi ha già fatto un accordo in merito anche con l’Austria.

Non solo: l’uranio è aumentato di prezzo in modo esponenziale appena si è saputo che, di qui a 60 anni, le scorte del minerale saranno esaurite. In pratica una libbra di uranio costava 7 dollari nel 2001 e adesso invece costa 150 dollari.

E, ancora una volta, sono andato a controllare…

Come si vede nella tabella, il prezzo dell’uranio è, in effetti aumentato fino a circa 140 dollari la libbra tra il 2007 e il 2008… MA, negli ultimi due anni è nuovamente sceso fino a circa 40 dollari. Oh Beppe? QUARANTA DOLLARI. Dio sventrastronzi… ma quante ne spara? Quante?

Inoltre, ha proseguito in un crescendo, Abberlusconi ha siglato un altro accordo con gli USA e, nei prossimi mesi, tutto l’arsenale nucleare dell’esercito USA verrà stoccato nelle basi militari americane in Italia. Non a caso, fate uno più uno, hanno raddoppiato Ederle a Vicenza. E VOI NON DITE UN CAZZO! ITALIANI!

Due palle… lo ripeto ancora una volta, esattamente come ho fatto due anni fa: avere armi nucleari in cantina o in sala da pranzo – dato che quando sono stoccate, sono disinnescate – non è per nulla pericoloso, né inquinante. Se arrivasse un terrorista allahakbarrante con venti chili di tritolo infilati nel culo e si facesse saltare in aria assieme al suo lurido turbante all’interno di un deposito di bombe atomiche in grado di polverizzare l’intero pianeta Terra, NON SUCCEDEREBBE UN CAZZO DI NIENTE (se si esclude un martire con la testa di asciugamano polverizzato, dico). Perché, finché tali ordigni sono disinnescati, si tratta semplicemente di materiale inerme. Comprì?

Toh, si vede anche nel disegnino qua sotto. La bomba deve essere innescata, altrimenti NON SUCCEDE UN CAZZO.

Quindi, per tirare le somme, abbiamo il debito pubblico gigantesco e, a causa di questo, Abberlusconi costruisce centrali nucleari perché glielo chiedono Brasile e Cina; non solo! Sempre a causa dell’interesse su debito (125 miliardi annui), Abberlusconi si prende anche le scorie della Francia e l’arsenale atomico degli USA.

Però… però ci sono anche le buone notizie: un ventiquattrenne americano ha inventato la stampante tridimensionale, quindi adesso se uno ha bisogno di un fischietto, può scaricarsi nel suo computer il file open-source da internet, migliorare il suo fischietto come stramerda gli pare e stamparselo a casa sua. E, in effetti, Beppe Grillo si è “stampato” il suo fischietto davanti a tutti e, allo scoccare della mezzanotte, ci ha soffiato dentro e tutti hanno applaudito entusiasti.

Capito? Questo è il futuro, altro che lo stabilimento di Pomigliano, altro che SUV (ha detto). Il futuro è il fischietto fatto stampato in casa. Cioè: abbiamo le bombe atomiche e le scorie francesi in garage ma comunque possiamo costruirci il nostro cazzo di fischietto in casa senza uscire, montare in macchina, bruciare idrocarburi e andare al carrefour con i SUV fatti a Pomigliano da Marchionne per comprarcelo. Sì, ok, non vuol dire un cazzo di una merda di niente… ma è comunque un inizio, no?

E buon anno. Seguono le immagini del popolo grillino che fa il trenino.

(1) – Sono piovuti applausi fragorosi e grasse risate ogni volta che veniva spalata merda addosso al PDL e al PD, quando Grillo ha smerdato anche la Lega Nord, la gente ha riso di gusto ma non ha applaudito.

(2) – Ci doveva essere un brindisi a base di Bellini, solo che non avevano bottiglie a sufficienza. Quindi hanno distribuito una bottiglietta da 25 cl ogni 3 persone.

Zingherata estiva

Tra poco taglio la corda e me ne sfanculo in montagna per un finesettimana all’insegna della nuclearizzazione di fegato e stomaco quindi, se commentate e non vedete comparire quanto avete scritto nell’apposito spazio, sappiate che, prima di Lunedì mattina, non disporrò di collegamento internet.

In pratica si è organizzata la solita gitarella del Gruppo Itinerante che funziona sempre allo stesso modo: si sceglie un blog “tranquillo” (nel senso che c’è poco traffico) e si trasforma lo spazio commenti in una merda totale a base di supercazzole atomico-rotanti e stronzate del tutto randomiche.

Questa volta è toccato a “causa ed effetto“, gli attori sono più o meno gli stessi: Attila, Yossarian, I&I, Latethink, Left, Uriel, Nadja e io.

Di seguito riporto i due post e i commenti agli stessi prima che il buon Daniele (il gestore del blog) si accorgesse di essere stato preso di mira e blindasse tutto quanto cancellando tutti i nostri ponderatissimi interventi.

Buona lettura, gente.

Il primo post si intitola “Aids, Il mondiale fa dimenticare l’epidemia“, se qualcuno volesse leggerlo, è sufficiente fare clic sull’apposito link.

I commenti:


ah!
ma non basta saltare dopo?
utente anonimo

@ anonimo divertente
Ah! Ah!
che ridere.
vergognati di scherzare su cose così gravi sei proprio il simbolo della non coltura che cè in italia.
Maria de filippi e berlusconi ti ha fritto il cervello.
john colorless

utente anonimo
In effetti più che scherza bisognerebbe riflettere su quante informazioni non passano e non

lasinergia
Scusa john, ma probabilmente non hai letto.
Daniele sta facendo un’osservazione giusta, coerente.
forse a te hanno fritto il cervello, perchè mi pare tutto fuorchè uno scherzo.

john, ma probabilmente non hai letto.
Daniele sta facendo un’osservazione giusta, coerente.
forse a te hanno fritto il cervello, perchè mi pare tutto fuorchè uno scherzo.
Anndaveria

@ anndaveria
non mi sono spiegata il commento era riferito non al post ma al commento stupido dell’anonimo,
quello sul saltare
john colorless

utente anonimo
Mah… Bah…
Come tutti gli animali, anche l’uomo deve essere soggetto a dei meccanismi naturali di controllo
della poplazione.
In quest’ottica l’AIDS e’ anche uno strumento blando a disposizione della Natura. Nulla rispetto
alle potenzialita’ dell’ebola o alla tabula rasa di una pandemia. Tuttavia la sua funzione la fa, e
cosi’ la natura prende il suo corso.
In caso contrario, diventeremo sempre piu’ una metastasi del pianeta.

Kevin Capotondo

utente anonimo
@ kevin
la problematica che affronti però mi ricordano alcune teorizzazioni dei militanti di Earth First, il
movimento di Deep ecology statunitense che portava avanti azioni di “action direct” volte a
impedire con la forza, potremmo dire anche violenza interventi tipo il taglio dei boschi,
piantavano ad esempio i chiodi negli alberi cosicchè quando le seghe elettriche li trovavano, le
catene saltavano via in faccia ai boscaioli. Progettavano anche di far saltare una diga.
Capisci, io da cattolico militante credo invece nella centralita ontologica dell’Uomo, creato ad
immagine di Dio, il giardiniere delegato a vigilare sulle altre creature non senzienti.
Quello che tu dici porta poi a movimenti che predicano l’autoestinzione da parte dell’uomo,
invocando di non riprodursi più.
“Crescete e moltiplicatevi” invece dice il Vangelo, che, ti ricordo è voce di Dio.
Riflettiamo assieme sulla tua posizione.
Confrontiamoci, non lasciamo, che cose così importanti passino come granelli di sabbia nel
setaccio.
Ciao.
Crociato76.

utente anonimo
Non serve che mi diciate che sono grezzo e ragiono male perché già lo so, non scrivereste nulla
di nuovo insomma.
Per quanto mi riguarda io sono felice di rappresentare il pensiero debole, ciò che si dice al bar
perché nessuno ha coraggio di affermare quanto non è altro che la verità.
I popoli dell’Africa soffrono, certo. E tuttavia una buona parte dei motivi che stanno dietro alla
sofferenza africana, va cercata all’interno della popolazione africana stessa. E mi spiego meglio:
tutta la fame, la morte, le privazioni nonché i problemi ad esse legati verrebbero risolti se gli
africani si spostassero in altre zone. Nel deserto non crescono alberi, si sa. Ciononostante gli
africani si ostinano a voler vivere nel deserto. Lo stesso vale per l’AIDS che in Africa sembra aver
trovato terreno fertile. Be’, sarebbe sufficiente smettere di fornicare per debellare il virus nel
continente Nero. Ma sembra che loro, da quell’orecchio, proprio non ci sentano. Così continuano
a fornicare e fornicare e fornicare. E l’AIDS s’impenna. Capisco che non ci siano soldi per
comprare preservativi e tutto il resto. D’accordo, è meglio comprare il pane per vivere. Ma se fai
una scelta, devi anche mettere in conto di non poter fornicare. Vuoi mangiare? Ok, mangia. Ma
tieni l’uccello in tasca così sconfiggi l’AIDS. Non tieni l’uccello in tasca? Ok, ti becchi l’AIDS. È
semplice… se uno non ci arriva, affari suoi.
Firmato,
Treviso A Mano Armata

utente anonimo
@crociato
Va ben moltiplicarsi, ma c’e’ un limite fisiologico oltre il quale si va verso la catastrofe. In Natura il
maccanismo e’ regolato da oscillazioni attorno ad un punto d’equilibrio ed e’ legato alla
disponibilita’ di risorse.
Cio’ vale per ogni creatura diddio (homo sapiens compreso) e, natulamente, collima col disgno
divino che vuole le risorse limitate.
Moltiplicarsi si, ma con juicio, insomma.
Senno’ per quale motivo si imporrebbe la castita’ a suore e preti?

Kevin Capotondo

utente anonimo
@ Treviso a Mano Armata
devo dirti che il tuo nome un po’ mi spaventa.
Mi ricorda dei brutti momenti passati negli a’70 anni, quando purtroppo dalle parole si passava ai
fatti attraverso il piombo.
Piombo doloroso e pesante come il ferro dei chiodi che hanno crocifisso Nostro signore Gesù
Cristo, morto per la nostra Salvezza Eterna ed anche per quella dei nostri fratelli Africani, che
purtroppo, nonostante gli sforzi dei nostri eroici Missionari, non hanno ancora abbandonato le
loro blasfeme pratiche pagane.
Purtroppo l’AIDS in quel senso è conseguenza divina delle loro pervicacia.
Ora che l’islam, inoltre si diffonde come una piaga funesta, la situazione è sempre peggiore.
Io prego affinchè abbraccino la vera è unica fede in Cristo che potra salvarli.
ciao.
Crociato76

utente anonimo
@Treviso A Mano Armata
Tu dici
… Ma tieni l’uccello in tasca così sconfiggi l’AIDS. Non tieni l’uccello in tasca? Ok, ti becchi l’AIDS. È
semplice…
Semplice se hai le tasche… se giri nudo, e come te, le donne del tuo villaggio è più difficile, sia in
senso materiale che in senso di tentazione.
A parte gli scherzi, che trattandosi di malattia mortale sono fuori luogo, occorre sottolineare che
l’AIDS si diffonde grazie anche alle tradizioni e alle credenze tipiche delle culture locali che
implicano rituali non propriamente compatibili con pratiche di sesso sicuro.
Dire “usa il preservativo” a chi vede la copertura del sesso maschile come un rituale ben preciso
da portare a termine ad una precisa età e con un significato profondo e legato alla tradizione di
un intero popolo, non è una cosa semplice.

Mortimer.

utente anonimo
@Crociato76
Ci mancava solo il predicatore…
“Ricordati che devi morire!”
“Si, mo’ me lo segno”

Mortimer.

utente anonimo
@Crociato
La Mano Armata nulla ha a che fare con quei giovinastri del tutto scevri del timore di Domineiddio
che, nel corso degli anni settanta, insanguinarono le strade di questo glorioso e bel Paese che è
l’Italia.
La Mano Armata con cui, molto umilmente, mi auto-battezzo, è la Mano Armata dell’Arcangelo
Gabriele la cui spada fiammeggiante alzata al cielo rappresenta simbolicamente la paura
dell’iniquo e il guerresco orgoglio del giusto che si batte per la gloria di Dio!
In verità, in verità ti dico: la pratica della castità è la suprema medicina contro l’opera del
Demonio! L’AIDS altro non è che la giusta punizione divina contro la fornicazione!
Penitenziagite!
Treviso A Mano Armata

utente anonimo
Aiuto!!!
I predicatori sono due!
Ma il cristianesimo non è religione di pace? Uno fa il crociato con la spada, l’altro svolazza pure lui
con la spada e pure fiammeggiante.
Ma qui non si stava parlando seriamente di AIDS?

Mortimer.

utente anonimo
@ Kevin
innanzitutto grazie per avermi risposto.
Dal dialogo nasce il sapere.
iI confronto ci unisce in un vincolo d’amore divino che supera le barriere terrene.
La tua descrizione denota però un punto di vista “scientista” che pone la “ragione” dell’uomo al
di sopra dell’unica vera conoscenza ossia la Fede in Dio attraverso il messaggio di suo figlio Gesù
il Cristos.
Ti sento persona di sapere e quindi è initile che ti ricordi i padri del pensiero cattolico: Agostino,
Tommaso, Untrecht di Linzau (minore quest’ultimo effettivamente, ma di grande importanza)
mi soffermo solo sul pensiero di Guglielmo di Ockham e sul suo scetticismo riguardo alla
possibilità di rilevare relazioni ontologicamente stabili tra gli enti mondani, in contrasto con un
certo platonismo dei classici scolastici. I rapporti di causa ed effetto non sono generalizzabili,
dipendo tutto l’accadere dalla volontà di Dio causa prima assoluta di ogni evento, sempre.
Le relazioni sistemiche da te esposte, anche se sembrano stabili, in realtà appartengono al
transeunte.
Iddio ci ha detto moltiplicatevi e noi dobbiamo obbedire come figli rispettosi della volontà del
padre, io quando ho rapporti sessuali con mia moglie ( e ciò ti assicuro che avviene spessissimo,
perché è ora di sfatare un certo discorso sulla visione del sesso da parte dei cattolici praticanti,
all’interno di una coppia unita nel sacro vincolo del matrimonio è cosa santa) non uso mai il
preservativo. Abbiamo 6 figli e siamo contenti di essere parte del disegno divino.
@ Mortimer
Guarda io porto la voce di chi ha trovato dio e non ha intenzione di restituirlo.
Quella loro coltura peccaminosa deriva dalla loro blasfemia pagana e da lì la tentazione e da lì il
peccato e da lì l’AIDS.
Io capisco che tutti quegli uomini dai fisici possenti, dai muscoli scultorei, le dimensioni dei
membri, le procaci forme delle loro donne con quei seni poderosi, i ventri pronti, le natiche tornite
possano essere un forte tentazione. E Sì guarda io sono un uomo di mondo, non ho trovato dio
subito, la tentazione da giovane mi ha portato sulle strade dissolute di Sodoma e Gomorra, non
ho paura di parlare di certe cose!!!
Ma a quella tentazione loro potranno cedere nel nome del Signore Dio Nostro nel Sacro Vincolo
del Matrimonio.
Ciao.
Crociato76

utente anonimo
@ Treviso a Mano Armata
Fratello nella Fede!!!!!
Scusa per il fraintendimento!
Capisci non è facile trovare nella rete globale, dove le spire di Satana pullulano, una voce amica!
La fornicazione è blasfema quando non c’è il sacro vincolo del matrimonio che la rende santa agli
occhi del Signore.
e importanto dirlo ai giovani.
Nel matrimonio il sesso è benvenuto.
Ma solo lì!
E non devono essere usati ausili contro natura come il profilattico o la spirale o dildi di gomma.
Guarda io questa sera avrò un’incontro galante con la mia signora che ti assicuro non ha mai
avuto di che lamentarsi ne nella durata ne nelle dimensioni della mia Spada Fiameggiante!
Prima preghiamo e poi lo facciamo!
ciao e che dio sia sempre con noi e converta gli infedeli!
e dico a te mortimer.-)
Crociato76

utente anonimo
@Crociato
Tu dici
…Ma a quella tentazione loro potranno cedere nel nome del Signore Dio Nostro nel Sacro Vincolo
del Matrimonio…
Ma qui il problema non è fare sesso all’interno del matrimonio o fuori da esso, ma farlo protetto.
A parte che la tua visione cristiana della cosa ha poco senso in popolazioni che non abbracciano
la tua fede e nelle quali i precetti sono molto diversi e le pratiche di accoppiamento li seguono,
ma non ti sembra che se la tua compagna avesse l’AIDS poco cambierebbe nella tua possibilità di
prenderlo tra l’essere sposato oppure no?
O forse credi che i virus rispettino i tuoi stessi precetti?
Ripeto: non stiamo parlando di religione, ma di una malattia che si trasmette tramite rapporti
sessuali non protetti. La protezione del sacro vincolo del matrimonio non mi sembra un presidio
sanitario sufficiente.

Mortimer.

utente anonimo
@ john, ti chiedo scusa…….
a tutti gli altri, interessante il dibattito, ma resta un punto fermo in quanto dite:
il nostro credo cattolico, chi più chi meno, sa che il vangelo dice crescete e moltiplicatevi, ribatto:
Non ho i soldi per mangiare e metto al mondo una miriade di bocche da sfamare?
Mi dispiace, ma la religione, non tiene conto del lato pratico.
Notte a tutti!

utente anonimo
Voi disinformate!
Voi non capite che solo la scienza salverà l’Africa!
Da recenti studi di varie università australiane, il rapporto tra AIDS e condizioni igieniche è
divenuto fondamentale. L’unica soluzione è il preservativo.
Solo che ci sono i predicatori cristiani, musulmani e animisti che boicottano l’uso del preservativo,
per cui l’unica soluzione è eliminarli, silenziosamente, ma eliminarli, così. farli sparire in silenzio,
senza che nessuno se ne accorga.
Il secondo problema è la libido degli africani e, senza un valido aiuto della scienza, in poco tempo
ci si troverebbe in carenza di preservativi, perchè di lattice c’è una quantità finita. Per cui
bisognerebbe distribuire degli inibitori della libido, così da riuscire a contenere l’uso del
preservativo, potrebbe essere una soluzione valida, lo scioglimento di quantità sensibili del
medicinale nei pozzi da cui le popolazioni si approvigionano d’acqua ad uso quotidiano.
Il terzo problema è che da studi neozelandesi, l’efficacia del preservativo cala in proporzione alle
dimensioni dell’organo riproduttivo maschile, in pratica, una maggiore tensione del lattice
favorirebbe il passaggio del virus anche senza la rottura del lattice, per cui bisognerebbe
convincere attraverso una capillare informazione a ridurre chirurgicamente chi è fuori dal range
normale attorno ai 16 cm in stato erettile.
Non ascoltate le farneticazioni di quei fanatici religiosi, la scienza è l’unica soluzione!
Otmar

utente anonimo
@Otmar
Finalmente si può parlare con uno che non fa prediche di stampo religioso ma si basa sulla fredda
scienza.
Ho solo una obiezione sul secondo punto: la distribuzione di inibitori per la libido rischierebbe di
creare una massa di impotenti la cui frustrazione potrebbe portarli a cercare soddisfazione con
altri metodi, più o meno violenti.
L’atto sessuale è anche una forma per scaricare le pulsioni violente. Il rischio è di portare a guerre
tribali per motivazioni futili che si sarebbero evitate con una sana attività sessuale.
Inoltre non è da sottovalutare il fatto che la selezione delle classe dirigente, per usare un termine
nostro, di quelle tribù viene spesso fatta attraverso competizioni che hanno come oggetto la
virilità. Si rischierebbe di appiattire le qualità e, di fatto, condannare le popolazioni ad essere
guidate da persone che non hanno passato il vaglio delle prove fisiche.

Mortimer.

utente anonimo
Ciao Daniele
Mi chiamo Donato Felpa e penso di poter utilizzare il mio vero nome e cognome perche’ sia tu
che i tuoi ospiti siete persone serie, e il livello del dibattito mi sembra elevato e stimolante.
Ti seguo da un po’ di tempo e trovo il tuo blog molto interessante.
Volevo quindi portare un contributo alla discussione anche se di un tipo un po’ inusuale perche’ ho
visto che scrivi poesie davvero belle, e colme di uno struggimento che a volte mi lascia
letteralmente senza fiato.
Io non ho una cultura classica, ma alcuni dei tuoi poemi come Dove Sfugge il Vento e il Principio
della Follia, mi hanno spinto a coniare un neologismo per definire il tuo stile, e spero non ti
offenderai, perche’ e’ un complimento.
Io lo chiamo “intercapedine esistenziale” , perche si pone come uno spazio di riflessione fra due
realta’ che stridono, avvinte in una lotta titanica e allo stesso tempo priva di senso.
Comunque anch’io scrivo infatti poesie, nulla di speciale, mi diletto soltanto e non ho certo
pretese, ne’ sono bravo come te, ma se permetti volevo proportene una che ho scritto dopo
aver letto quello che hai detto sulla cinica indifferenza mondiale circa le tragedie africane.
Eccola e s’intitola
Africa di Dado
Vapore, sudore, dolore.
Il dito puntato, l’alluce spezzato, le lacrime nere
Nero e’ il dolore del bimbo, nero il ghigno del teschio.
Nera la madre nascosta agli sguardi lucrosi del bianco.
Nero e’ quello che resta del cibo del dollaro.
Africa di Dado, Dado di carne, carne nera.
Nulla e’ dolore sugli spalti festanti
Nulla ci arriva dal deserto del contagio
Africa di Dado, Dado di carne, carne nera
Quella che abbiamo voluto
Quella che abbiamo ignorato
E resta infissa nell’animo
Bulloni, travi e cartilagine.
L’urlo spezzato dalla modernita’.
Africa di Dado, Africa di Carne, carne nera.
Nera come le nostre coscienze ignare.
————————–
Ciao e spero di non averti annoiato.
Donato
🙂

utente anonimo
Ciao Daniele, non mi conosci e, se vuoi puoi chiamarmi Larissa.
leggo da tempo il tuo blog ma sono una anima silente. Sono usa passare leggera sui blog e
osservare quello che vi viene scritto.
Si trova tanto, sai, in questo mondo virtuale. Più di quanto ci si aspetterebbe.
E spesso più di quanto si meriti.
E’ il caso di un commento a questo post, quello di Donato Felpa.
La sua poesia è meravigliosa, c’è dolore, spavento, puzza di sudore.
C’è la carne, ma anche l’anima.
C’è il brodo, scusa la facile ironia, di coltura di un animo sensibile.
C’è l’urlo che vorrei sgorgasse dalle nostre coscienze ma che vedo fermarsi nelle gole satolle di
quel cibo che loro non hanno.
Tutto ciò vale più di ogni cosa perché nulla può dare valore ad uno spirito libero.
Larissa

utente anonimo
@Mortimer
Mi permetto di dissentire, da studi di ricercatori cileni, la diminuzione della libido coincide con una
diminuzione delle pulsioni violente, cosicchè si giungerebbe scientificamente all’eliminazione della
violenza attraverso il soffocamento degli stimoli che la determinano.
D’altra parte potremmo giungere al superamento della logica tribale, attraverso la selezione dei
migliori geni per determinare chi dovrà guidare le genti, superando le tradizioni, per raggiungere
una nuova coscienza della propria specificità attraverso un percorso di trasformazione integrale
degli abiti e dei costumi delle popolazioni.
Finalmente il progresso potrà trovare il suo compimento nella terrra che ha dato i natali all’essere
umano!
Otmar

utente anonimo
@Otmar
Se la terra che ha dato i natali al genere umano è ancora conciata in quel modo ci sarà un
motivo!
A parte gli scherzi e le divagazioni poetico idilliache di alcuni commenti che poco hanno a che fare
con il post, ritengo che l’inibizione di uno degli istinti più radicati in ogni essere non possa non
avere conseguenze nefaste i cui effetti negativi ritengo superino abondantemente quelli positivi.
Certo, convengo che possa anche scaturire una sorta di calmiere alle pulsioni violente ma temo
che questo possa tradursi in forme di libido striscianti e non palesi. Il giorno in cui verrà trovato
un uomo intento a montare una pecora come reagirà la tribù? Cosa vedrà in lui? Lo riterrà un
pericolo o una devianza?

Mortimer.

utente anonimo
L’AIDS non esiste, e’ tutta una leggenda delle multinazionali farmaceutiche, cosi’ come non e’ mai
stata dimostrata l’esistenza dell’ HIV.
Il vero problema dell’ Africa e’ il crollo dell’autostima, dovuto a tutti i modelli e gli standard di
bellezza fatti di bianchi e biondi. E le relazioni tra HIV e autostima sono gia’ state dimostrate
ampiamente, ma questi studi sono stati messi a tacere perche’ si preferisce la piu’ redditizia
truffa di Gallo &Co.
Finche’ stereotipi bianchi ed europei poteranno in tutto il mondo Brad Pitt e Angelina Jolie, i neri
africani si sentiranno brutti e sporchi, e la loro autostima crollera’, con il relativo diffondersi dell’
AiDS, che in realta’ e’ un crollo immunitario dovuto a ragioni psicologiche.
E’ Hollywood la causa dell’ HIV, aprite gli occhi!
Medicinealternate
utente anonimo
E’ arrivato un altro santone!
“Aprite gli occhi!”
“Si, si, mo’ mi alzo.”

Mortimer.

utente anonimo
@Mortimer
Perché sei così cinico? Cosa ti ha fatto la vita?
Certo, il post è serio e parla di una malattia terribile ma… l’intermezzo meraviglioso di Donato, la
fervida fede di Crociato e Treviso A Mano Armata, la lucida scienza di Otmar, persino i misteriosi
ma forse reali complotti di Medicinealternate… perché odi tutto ciò? Perché non riesci a vedere la
luce che, per mezzo di questi, si fa largo nelle tenebre?
Cosa hai dentro che non riesci a tirare fuori?
Larissa

utente anonimo
@Medicinealternate
Scusa, ma sei in errore.
L’Aids era stato studiato come arma batteriologica nei laboratori dell’esercito americano.
Poi qualcosa non ando’ esattamente per il verso giusto, e su questo nessuno ci vuol dire niente,
tranne che chissa’ come, e’ arrivato in Africa.
Curioso vero?
Il 12 giugno 1973 un Hercules dell’US Air Force senza documenti e piano di volo atterrava a
Mogadiscio, e nello stesso momento a Bucarest, una donna veniva trovata morta sotto un
ponte vicino al Ministero della Giustizia Rumeno.
Ti dice niente tutto cio’? Non cogli qualche nesso?
Donato Felpa
utente anonimo
Dopo i santoni ci mancava solo la figlia dei fiori Pace & Love…
Larissa, ti rendi conto che parli come mia madre quando portava i pantaloni a zampa, i capelli
lunghi lisci, la coroncina di fiori che neanche Cicciolina e la chitarra al collo con cui ci tritava gli
zebedei con le canzoni di Joan Baez?
Stiamo parlando di AIDS e di come prevenirlo, non di voli leggiadri e farfalle dalle ali colorate.
L’oggetto è L’AIDS, non LSD.

Mortimer.

utente anonimo
@Donato
Guarda, io ai nessi a distanza non credo molto.
Voglio dire… quando sono crollate le torri gemelle mio cugino era in bagno e aveva mangiato i
faglioli ma non credo che siano venute giù per questo.
In ogni caso l’origine del virus dell’AIDS è irrilevante, così come è irrilevante il fatto che sia reale o
meno. Il punto è riuscire a convincere questa gente che il sesso va fatto protetto. Sempre. Le
malattie che si trasmettono per via sessuale sono tante e tutte pericolose in un ambiente privo di
presidi sanitari.

Mortimer.

utente anonimo
E’ vero, aprite gli occhi, ma non sulle nazionali, o meglio, non solo. Il problema sono i militari
americani! Sembra che il virus dell’HIV sia passato dagli scimpanzé all’uomo… vi siete mai chiesti
come abbia fatto? In realtà non è difficile ipotizzare che da qualche parte, in qualche bunker
nascosto in Africa, un esperimento genetico sulle scimmie (magari per creare dei supersoldati: vi
stupireste?) abbia avuto come effetto collaterale la mutazione del virus che poi ha perso il
controllo. E’ un po’ che ci penso, e mi pare uno scenario plausibile.
ThirdEye.
utente anonimo
Eccolo! Lo stavo aspettando… un altro complottardo.
Ascolta, ThirdEye, concordo che il passaggio da scimpanzè a uomo sia difficilmente avvenuto per
via sessuale (sebbene in quei luoghi non si possa del tutto escludere) e questo lasci aperto ogni
tipo di ipotesi sull’origine del virus ma, come ho già detto anche a Donato e Medicinealternate, al
punto in cui siamo occorre concentrarsi su come combatterlo.
Certo… se però i militari avessero l’antidoto…

Mortimer.

utente anonimo
@ tutti
grazie per la bellissima discussione e per avermi risposto con rispetto (sì, sì anche a te mortimer,
anche se sei un po’ spigoloso ti sento comunque vicino.-)
adesso argomenterò più a fondo ad ognuno di voi.
Ciao.

utente anonimo
@Anndaveria
Scusa se mi intrometto, sia mai che difenda uno dei baluardi del bipensiero cattolico, ma – fattelo
dire – quella del “nun faccio figli perche’ nun c’ho sordi per darje da mangiare” e’ una gran foglia di
fico per coprire l’egoismo di una vita edonistica e senza responsabilita’.
Non occorrono capitali sconfinati per mantenere dignitosamente un figlio, anzi, i figli sono l’unico
“lusso” che tutti possono permettersi, dai diseredati dei paesi piu’ sfigati dell’orbe terraqueo
all’ultima casta delle societa’ occidentali. Una volta li si chiamava Proletariato, ricordi? Una forma
di vita in via d’estinzione perche’ si preferisce andare in vacanza piuttosto che accollarsi l’onere di
un figlio.
Non venitemi a dire che adesso c’e’ piu’ miseria che agli albori della rivoluzione industriale. Son
sonore cazzate. Quindi, se vuoi fare un figlio (o due o tre) oggi come allora, te li fai. E li cresi,
esattamente come facevano i nostri bisnonni che avevano un decimo delle risorse del piu’
precario di noi.
Un po’ meno piagnistei, un po’ piu’ di impegno ed onesta’ intelettuale, via.
@ Medicinealternative
Ho partecipato ad un convegno a Sherman, Oklahoma, nel quale si affrontava
un’argomentazione analoga. Ossia, suppergiu’, la relazione tra crollo delle difese immunitarie e
crollo dell’autostima.
Approccio originale, ma scientificamente intrigante.
Il tutto parte dall’osservazione che, in soggetti depressi e con scarsissima stima di se’,
riscontriamo un livello di recettori Toll-like piu’ basso del 30% rispetto ad un soggetto normale.
Preoccupanti anche i livelli di linfrociti T e complessi MHC.
La relazione tra stato psicologico e immunidefiocienza diventa quindi piu’ che un’ipotesi.
Una cotroprova pare sia data dal forte numero di contagi nei paesi ex-cumunisti (o Cuba): il
crollo di certezze, lo sfatare dei miti, la debacle di tutto un palcoscenico dosmatico hanno
provocato frustrazione, rabbia e depressione che, a loro volta, hanno prodotto un terreno fertile
per le immunodeficienze e l’AIDS.

Kevin Capotondo

utente anonimo
@ tutti
scusate:-)
quello del ringraziamento @ tutti ero io!
@ Donato Felpa
non ho vergogna a dirti che nel leggere il tuo componimento poetico ho pianto.
Mi sono reso conto che in questo mondo secolarizzato persone dal cuore gentile ancora
esistono.
Ti voglio chiedere ma tu credi in Cristo?
Perché la bellezza del tuo animo non può che risuonare all’unisono con il messaggio del
Salvatore.
Con affetto,
Crociato76
utente anonimo
@Crociato76
Risuonare all’unisono con il messaggio del Salvatore?
“A’ Salvato’, risuona che non hanno sentito…”

Mortimer.

utente anonimo
@Kevin
Le tue argomentazioni unite a quelle di Medicinealternate mi hanno stimolato molto. Ho portato
a termine una breve ricerca e ho scoperto che l’università di Tallin ha condotto uno studio
specifico proprio conseguente all’incremento dei casi di AIDS che si è verificato a seguto del crollo
dell’URSS.
Ebbene, parte di questo studio era dedicata a determinare gli effetti dell’uso del preservativo
qualora l’AIDS non fosse un virus ma una forma di immunodeficienza autoindotta dalla perdita di
autostima.
Il risultato è sorprendente: se fosse vera l’ipoteri di partenza l’uso del preservativo causerebbe
un incremento dei casi di oltre il 30%.
La motivazione è ovvia: in un soggetto depresso e privo di autostima l’uso di un oggetto che
interferisce pesantemente con il processo che porta a compimento le necessità della libido
genera, in olte i 50% dei casi, una interruzione di tale processo. In parole semplici: il doversi
infilare il preservativo causa una perdita di erezione con conseguente vergogna nei confronti del
partner e ulteriore perdita di autostima.

Mortimer.

utente anonimo
@ Kevin
paesi ex-cumunisti (o Cuba): il crollo di certezze, lo sfatare dei miti, la debacle di tutto un
palcoscenico dosmatico hanno provocato frustrazione, rabbia e depressione che, a loro volta,
hanno prodotto un terreno fertile per le immunodeficienze e l’AIDS.
————————————————————————————
è tu non credi quindi, allora che l’abbracciare una fede totalizzante come quella cristiana non
ristabilisca tutte quei processi tesi a mantenere l’omestasi del sistema uomo?
La secolarizzazione ha tolto le certezze, oramai le sirene del Comunismo sono silenti, cosa
rimane’
la fede in Dio.
Dal vuoto risorgerà
un sole
di speranza
il segno della croce
il cuore oppresso
libera
nell’Amore
(questa era dedicata a Sonato e Larissa )

utente anonimo
o mamma oggi sono proprio fuso
avevo dimenticato di firmare il messaggio per kevin.
sono sempre Crociato76

utente anonimo
A furia di “risuonare all’unisono con il messaggio del Salvatore” il povero Donato è diventato
Sonato.
P.S. anche se non ti sei firmato ho l’impressione che ci conosciamo già…

Mortimer.

utente anonimo
@ Crociato
La sostituzione della fede nel Partitio con la fede in Dio. Un vuoto di potere che si colma.
E’ senza dubbio una soluzione, ma solo a patto che la nuova fede (laica, religiosa, non importa)
sia oltranzista e molto restrittiva. Vedi, Crociato, chi ha bisogno di credere deve poter
abbracciare un palinsesto di dogmi che lo colmi di certezze, gli prometta un’utopia (il paradiso, il
sol dell’avvenire, Prometeo il 10° pianeta, 80 vergini per sempre, etc) E (*E*!) lo castighi se
sbaglia. Lo sprono pavolviano premio/punizione e’ essenziale per motivare la Base… Gregge…
Branco… si, insomma, quella cosa la.
In questo modo si possono rinsaldare le certezze e cementificare le conviznioni. Di piu’: si puo’
ambire al vertice della piramide di Maslow, l’autorealizzazione anche a prezzo
dell’autodistruzione.
E in quest’ambito si, ti do ragione: la fede religiosa ha tutte le carte in regola per aiutare gli orfani
dei comunismi.

Kevin Capatonda

utente anonimo
@ Medicinealternate, Donato, third eye
per carità io capisco il vostro punto di vista sugli Stati Uniti.
Non dimentichiamoci che sono la Nazione dei Massoni da dove è partita, tramite il meccanismo
del signoraggio, l’offensiva alla Mondo della Tradizione.
Però devo dire che dal mio punto di vista di Cattolico, che l’AIDS sia frutto di un esperimento
scientifico sfuggito di mano oppure frutto del processo evolutivo (il richiamo è chiaramente in
questo ultimo caso a Pierre Teilhard de Chardin) poco importa.
E’ comunque sempre una “treofania”
Crociato76

Il secondo post preso di mira si intitola “La città dalle ali spezzate“, in questo caso si parla della tragedia del terrmoto de l’Aquila e il “la” è stato dato dal nome di un ristorante citato nel post stesso (si chiama “Il Guastatore”! “IL GUASTATORE”, CAZZO!).

I commenti:


Grazie rossella, io invece vorrei dirti di guardarli bene gli abruzzesi……
Per me sono la vera Italia, forte, acciaccata dal dolore, ma che non si spezza!
Anndaveria

utente anonimo
Nel ristorante Il Guastatore
——————————————-
ma il ristorante si chiamava anche così prima del sisma?
no perchè…

utente anonimo
Governanti e non avrebbero raccolto (hanno) tanti di quei soldi che avrebbero dovuto ricostruire
l’Abruzzo intero, solo che la realtà è più ostica. Un saluto da Sar.
SaR

utente anonimo
Ciao Daniele, sono sempre Donato Felpa
Bello, proprio bello.
E pensare che li hanno presi a manganellate.
Guarda, ho scritto una breve poesia sul tema ispirata da una frase alla fine del post.
S’intitola ” Gnocchetti al tartufo”.
Dolore tellurico
Piccoli pezzi di vita perduta
Sepolti come funghi da cani sprezzanti.
Donato Felpa

utente anonimo
@Donato
Semmai “dissepolti”, che i cani mica li piantano i tarufi.

Mortimer.

utente anonimo
Dolcissimo Donato il tuo animo nobile non merita di essere violentato dalle rudi parole di
Mortimer.
Non so cosa madre natura gli abbia fatto ma non ti curare di lui.
Io apprezzo le tue poesie e, ti prego, non ti fermare. Lascia che anche noi si possa godere della
tua purezza interiore e della tua sensibile anima.
Scusa, Daniele, se mi rivolgo ad un tuo ospite in casa tua. Sappi che apprezzo molto anche la tua
poesia e la seguirò sempre.
Larissa

utente anonimo
@ Mortimer
Dai!!!!!!
Donato è venuto qua ad aprire il tuo cuore e tu glielo trafiggi.
A me sembra che tu nasconda un animo ferito dietro una maschera di cinismo.
@ Larissa, Donato
Dolcissimi tutti è due.
vi voglio bene.
Prego per voi e spero anche con voi!
Crociato76.

utente anonimo
Salve a tutti, noto con piacere che, nonostante la drammaticità del tema trattato, si riesce
ancora comunque a conservare un po’ di speranza alimentata dall’arte culinaria. A tal proposito
vorrei raccontare un episodio che ha a che fare con il modo in cui le situazioni drammatiche
riescono sempre a tirare fuori il meglio dalle persone che sono, loro malgrado, coinvolte nelle
stesse.
Mio nonno viveva in un piccolo paese (Enego) nell’Altopiano dei Sette Comuni e, nel corso della
seconda guerra mondiale, le derrate alimentari scarseggiavano davvero e nessuno si sognava di
abbattere capi bovini per ricavarne bistecche in quanto essi fornivano latte nutrendosi
eslusivamente dell’erba che cresceva nei pascoli della zona.
Mio nonno però aveva messo l’occhio sul gatto del prete. Un esemplare di soriano tigrato che,
per qualche misteriosa ragione, anche in tempi durissimi come quelli, sembrava non soffrire per
niente di fame in quanto era bello tondo e cicciotto. Fu così che. in una fredda mattina di
Febbraio, il prete del paese si mise a chiamare il suo micio grassottello – PATROCLO! PATROCLO!
– ma quello non si fece vedere…. bella forza, se l’erano pappato mio nonno e la sua famiglia la
sera prima dopo averlo rosolato per bene alla griglia.
Perché sto raccontando questo? Perché io ho proseguito l’antica tradizione iniziata dalla mia
famiglia in quegli anni duri e ho aperto un ristorante proprio in centro a Vicenza, “La Taverna Del
Soriano”. Da me si può gustare il piatto berico per eccellenza: il gatto.
Colgo l’occasione per postare la ricetta di punta della mia modesta cucina:
COSTOLETTE DI SORIANO IN CROSTA DI PISTACCHI
Prima di tutto preparate le costolette di gatto per la panatura, togliendo tutto il grasso attorno
alla carne e pulendo bene l’osso sporgente con un coltellino con il quale raschierete tutta la
superficie togliendo la cartilagine che lo avvolge.
Tritate grossolanamente i pistacchi, poi mettete in una ciotola il pane sbriciolato, il pecorino
grattugiato, il prezzemolo, tritato un grosso pizzico di sale e l’aglio schiacciato; mescolate bene
gli ingredienti. Intingete le costolette di gatto nell’albume, prestando attenzione a ricoprire tutta la
superficie della carne di gatto, quindi impanatele con il composto preparato, pressando bene su
tutti i lati, in modo da ottenere una panatura uniforme. Ponete un paio di cucchiai di burro
chiarificato in una padella e, quando sarà sciolto, aggiungete le costolette di gatto e fatele dorare
su entrambi i lati. Friggete allo stesso modo tutte le costolette. Servite immediatamente,
accompagnandole con una fresca insalatina o delle patate al forno.
Buon appetito!
Il Vicentino Di Vicenza, il vero amante del gatto (in padella).

utente anonimo
@Crociato76
Dolcissimi??
Scusa sai, ma in questo post si parla di gente che ha subito un terremoto terrificante e visto
distrutto tutto ciò che aveva, nell’altro si parla di morte per AIDS.
Non ti sembrano un po’ fuori posto le frasette da figli dei fiori?
Una casa non si ricostruisce con i fiori e le canzoni ma con le bestemmie dei muratori.

Mortimer.

utente anonimo
@ Vicentino
Ma sei serio?
ma non è vietato mangiare gatti?
Però è vero che forse in Veneto la legislazione è differente.
Poi sono d’accordo con te che non trovo differenza tra mangiarsi un bel piatto di carne trita di
cavallo o una pinna di delfino o un gatto.
Non dimentichiamoci che comunque gli animali non hanno l’anima è sono stati creati per
compiacere anche il palato degli uomini.
Ciao.
Crociato76

utente anonimo
@Corciato76
Infatti San Francesco era un noto amante della polenta e uccelli.

Mortimer.

utente anonimo
@ Vicentuno
Uuuuuu, el gato! Che bon, che bon!
C’e’ una trattoria dalle parti di Schio che lo fa una meraviglia: Dal Nono Risorto, non so se
conosci. Ah, che meraviglia. Dicono che assomiglia al coniglio, ma non e’ vero! ha un gusto piu’
selvatico, piu’ speziato.
In agosto, poi, dovrebbero esserci quelli da latte. Yum!
Detto per inciso, a pensarci bene ‘sti italiani son ben razzisti: fanno tutto un casino in difesa della
macellazione halal, “che e’ una tradizione culturale e bla bla bla”, Fassita di qua, fassista di la, e
poi vengono a rompere le balle a noi berici per via del gatto.
Due pesi e due misure, ma per dvvero.
Dalcaldo Alfredo

utente anonimo
@ Dalcaldo
è vero!
sempre pronti a buttare a mare le nostre tradizioni per il “nuovo che avanza”
Il chador invece della Croce.
Bah!
Crociato76

utente anonimo
@ mortimer
Senti, non è che abbiamo tutti l’animo duro come il tuo!
Ci sono anche persone che piangono nel guardare un tramonto e non si vergognano a dirlo!!
La dolcezza serve ad allontanare il dolore delle povere anime colpite dl sisma.
Crociato76

utente anonimo
@Crociato76
Certo, ma con tutta la vostra dolcezza una casa non si tira su.
Anche da quelle parti le persone che guardano il tramonto piangono.
Ma perché pensano: “Cavolo, un’altra notte al freddo”

Mortimer.

utente anonimo
@ Crociato – È evidente che non conosci la legislazione, non esiste alcuna legge che impedisce la
macellazione degli animali a scopo alimentare, a meno che non si tratti di specie protette,
s’intende. E il gatto è tutt’altro che una specie protetta. Lo so perché ho un ristorante la cui
specialità è, appunto, il gatto. Ho dovuto fare tutta la trafila burocratica per poterlo aprire e, alla
fine, ne sono venuto fuori senza alcun problema e il mio ristorante lavora e fattura come Iddio
comanda. Ok, ogni tanto la guardia di finanza fa un giro dalle mie parti per controllare i libri
contabili ma ormai li conosco: so che vengono soprattutto perché sperano che io gli offra, per
pura cortesia, qualche fetta di salame di siamese (il più prelibato) da lavare giù con un buon
bicchiere di merlot. Fanno il loro lavoro e io faccio il mio.
@ Alfredo – “Il Nano Risorto” è gestito da mio cugino più giovane, Aronne. Gli ho insegnato io
l’arte, ha lavorato da me per cinque anni come aiuto cuoco prima di mettersi in proprio. È un
ragazzo sveglio che impara alla svelta e il suo talento lo sta ripagando in modo adeguato.
Adesso che ci sono le agevolazioni fiscali a l’Aquila, pensavamo di delocalizzare assieme.

utente anonimo
@ mortimer
be’ hai ragione.
Scusa per la durezza delle parole di prima. Ogni tanto perdo le staffe.
Sai che cosa aiuta ha trovare la forza, anche fisica, per ricostruire la propria casa, la propria vita?
La Fede in Dio.
Considerala anche solo dal tuo punto di vista direi “scientista”.
Vedila nella prospettiva dell’analisi dei sistemi.
L’insieme degli elementi strutturali che definiscono il corpus di una credenza religiosa, creano una
“struttura psicologica” che, a fronte di perturbazioni esterne, permettono di riportare il sistema al
punto di equilibrio iniziale.
Pensaci.
Crociato76

utente anonimo
Scusate, ho scritto “Il Nano Risorto” invece che “Il Nono Risorto”… tutta colpa di Berlusconi.
Il Vicentino Di Vicenza

utente anonimo
@Crociato
Ci ho pensato ma sono giunto alla conclusione che su una credenza di mogano ci puoi mettere i
piatti mentre su una religiosa no.
Il supporto della fede o di qualsiasi altra forma di aiuto psicologico è importante ma ciò che
costruisce una casa sono i mattoni e il cemento.
Un muratore che mentre tira su un tavolato bestemmia mi da fastidio ma mi costruisce un tetto,
un santone che prega seduto su un tappeto mi farà anche felice ma, se piove, anche zuppo.

Mortimer.

utente anonimo
@ V4V
Guarda, mia moglie e’ abruzzese (Pescara e non l’Aquila, ma fa lo stesso). Le ho fatto provare il
gatto senza dirle cos’era, per non impressionarla. S’e’ sbranata le due cosciotte e s’e’ pure
ciucciata voluttuosamente le dita.
Alla fine ha dovuto ammettere che e’ una prelibatezza, come l’asino.
Cmq, per tornare agli affari: la cucina piu’ pregiata d’abruzzo e’ quella teramana. Fiori all’occhiello
il Timballo di Scrippelle o le varie parmigiane (melanzane, zucchine, cardi – favolosa quest’ultima).
Il timballo e il gatto si sposano deliziosamente, quindi e’ possibile una liason gastronomica che
potrebbe favorire la vostra idea imprenditoriale.
Riguardo ai vini d’accompagnamento non hai molta scelta.
Hanno un bianco (Trebbiano?) che vale poco e niente e comunque col gatto non si sposa. Hanno
un rose’ (Cerasuolo) che in veneto si definirebbe al massimo “vin da mone”, ma hanno un
Montepulciano d’abruzzo che secondo me col gatto s’abbina benissimo.
la versione barricata, ovviamente, e’ da sboroni radical chic che di vino non capisce una tega. La
versione rustica, “Frank” tra virgolette, e’ nata per l’umido.
PS: fa i complimenti a tuo cugino per quell’esperimento agrodolce accompagnato da fragolino
bianco (illegale per le solite paturnie di questi dannati invasori tricolori). Digli che e’ un fottuto
genio.
PPS: se aprite in abruzzo, vi vengo a trovare con la moglie!
Dalcaldo Alfredo

utente anonimo
mmmmh!
a leggere tutte queste ricette mi è venuta fame !!!!
e manca ancora un po’ all’ora di pranzo.
mannaggia!!!
crociato76

utente anonimo
@Crociato76
Puoi andare sul terrazzo e fare una chiaccherata con gli uccellini…
Chissà che non ti riesca di trarne un antipastino.

Viva, viva, viva l’Inghilterra

Siamo atterrati a Stansted alle 23:30 ora locale e, dopo aver ritirato le chiavi della macchina e il navigatore satellitare allegato alla stessa, ci siamo subito diretti all’entrata della M11 che, dall’aeroporto, porta direttamene a Cambridge. Ovviamente, quando la Suinità Divina si mette in mezzo, le cose non vanno mai come si pianifica andranno. E, come sempre, sono bestemmie ricercatissime. In questo caso la maialità intrinseca del Dio dei Cristiani è intervenuta sottoforma di lavori in corso, motorway 11 chiusa e Garmin che non ne voleva sapere di trovare una strada alternativa. In pratica considerevole quantità di abominevoli bestemmioni potentissimi.

Prima abbiamo chiesto informazioni al poliziotto che si trovava sul posto ad assicurarsi che nessuno entrasse in autostrada, quello ci ha detto di seguire una macchina a cui aveva appena fornito la direzione giusta da prendere poi, quando la puttroia che guidava la Fiesta che ci precedeva ha iniziato a girare attorno alla stessa rotonda per tre volte, abbiamo deciso di prendere un’uscita casuale e vedere cosa ci consigliava di fare il navigatore… il quale navigatore, nella sua intelligenza elettronica, ci ha, senza che ce ne accorgessimo, rimandati indietro al punto di partenza perché voleva che prendessimo la motorway 11 a tutti i costi. Ovviamente ne è scaturita un’altra rabbiosa serie di abominevoli bestemmioni potentissimi.

Ci siamo fermati ancora una volta e, di nuovo, abbiamo chiesto aiuto al poliziotto di prima che, sorridendo, ci ha indicato un’altra strada per prendere la M11 più avanti. Noi abbiamo seguito le sue informazioni e siamo finiti in culo al mondo, così abbiamo riacceso il Garmin che ci ha ordinato di girare a destra, arrivare alla rotonda, prendere la seconda uscita proseguire per un miglio e mezzo, girare a sinistra, arrivare alla rotonda e prendere la M11… solo che si trattava della rotonda dell’aeroporto di prima. Bestemmioni immondi & satanici corredati da rabbiosissimi pugni sul cruscotto.

Il gentile poliziotto non c’era più.

Abbiamo iniziato a girare attorno alla rotonda a velocità molto ridotta finché, da una delle uscite, è sbucata una macchina della polizia che si stava immettendo nella rotonda stessa… fari come per dire “Ferma, ferma! Dio cane! Ferma!”; la vettura delle forze dell’ordine di Sua Maestà ha accostato, sono sceso e, dentro, c’erano lo stesso poliziotto di prima e una collega. Entrambi stavano ridendo di me.

Gli ho detto che non riuscivamo a trovare l’altra entrata della M11 e che il nostro navigatore satellitare era un maledetto figlio di puttana, così il tutore della Legge mi ha consigliato di girare a destra alla prossima e seguire la A10 che ci avrebbe comunque portati a Cambridge anche se era più lunga.

Alla fine, invece di metterci un’ora come avevamo pianificato, ne abbiamo impiegate tre ma siamo comunque arrivati al B&B il cui gestore, gentilmente, aveva lasciato sulla porta una busta con le chiavi per entrare. Siamo riusciti a buttare la testa sul cuscino alle 3:30 del mattino, prima di addormentarci abbiamo ringraziato la Suinità Divina a modo nostro (pugni al cielo ed epiteti fantasiosi).

Il giorno seguente abbiamo speso la mattinata a visitare i luoghi turistici della città, siamo stai all’orto botanico e al Museum of Classical Archaeology (ingresso del tutto gratuito) all’interno del quale si possono ammirare reperti antichi da tutto il mondo conosciuto. In pratica ci siamo dati alla cultura per una ventina di minuti semplicemente per non sentirci troppo bestia prima di cominciare a fare di tutto per massacrare il nostro povero fegato con ogni genere di ale disponibile… attività che abbiamo inziato a svolgere più o meno verso mezzogiorno, con la scusa del pranzo.

Una sorpresa davvero gradita… il prezzo della birra – e, più in generale, degli alcolici – è praticamente dimezzato rispetto a quello praticato dagli esercenti italiani (vedi immagine).

Il che rende il popolo inglese… ma soprattutto il turista medio del nord-est italico… propenso a ridursi quadrupede da marciapiede nel corso del finesettimana.

La mia reazione al prezzo della birra. Entro nel primo pub di Magdalene street a mezzogiorno, guardo Redondo (il mio compagno di viaggio), fischio in direzione della cameriera e le faccio…

– “Couple of pints of Abbot, please.”

Quella comincia a pompare su una spina di quelle a pressione che dovrebbero essere installate obbligatoriamente (anche) in ogni bettola italiana e, nel giro di qualche secondo, mi porge un paio di boccali colmi fino all’orlo di una profumatissima sostanza ambrata con pochissima schiuma… già, perché quella la stavo producendo io dalla bocca, Dio pazzo.

Insomma, la faccia da cavalla con le orecchie a sventola e denti equini, scaraventa sorridendo le pinte sul banco e mi fa: “four-twenty, please…”
E io: “Four-twenty?”
E quella: “Aye… four-twenty.”
E io: “Dio can… sul serio?”
E quella: “What?”
E io, senza cagarla di striscio: “Dio can sventrà dala madona putana sverta anche quea… no costa un casso…” (traduzione: “Perdindirindina… il prezzo è davvero irrisorio!”), quindi mi giro verso Redondo e gli faccio: “Ou… ‘na bira da meso litro do sterline e diese… dio boa a sonagli, no xe gnanca tre euro… madona cagnassa… coma etilico, ciò!” (traduzione: “hey, una birra da mezzo litro costa solo due sterline e dieci pence, perdindirindina, non arriva nemmeno a tre euro, acciderbolina, potremmo davvero essere allegrotti in breve tempo!”)
E quella: “Where are you from?”
E io, tirandole dietro le corone mentre continuo a sbavare di anticipazione: “New Zealand…”
E quella: “Oh, fair enough… you sound like you’re from blahblahblah…”, non l’ho cagata di striscio, ho girato sui tacchi, sono tornato a sedermi con le mie birre e ho iniziato a bere (appunto).

E, già che ci siamo, vogliamo parlare della qualità della birra? Praticamente senza gas in quanto spinata come sua Suinità Divina comanda, leggera (massimo 4,3 gradi), retrogusto rotondo, scene di caccia e tutte quelle stronzate senza senso che dicono i sommelier, andava giù che era una meraviglia… in pratica in venti minuti ce ne siamo ingollate tre a testa senza nemmeno ruttare stile puma (il rutto stile puma si ottiene quando il suono emesso ricorda moltissimo il ruggito del felino tipico delle zone desertiche del Nord-America); quindi siamo usciti dal pub allegrissimi e ci siamo diretti verso il centro cittadino ove abbiamo svogliatamente scattato qualche foto al King’s College e altri due-tre sassi a caso… tanto quello a cui eravamo davvero interessati era l’alchol, inutile far finta di essere intellettuali e tutto il resto.

Per il resto del pomeriggio abbiamo continuato a deambulare per il centro storico ridendo di tutti quelli che passavano senza paura che qualcuno si girasse e ci prendesse a calci in culo; giusto per dire a che livelli era arrivata la nostra felicità. Poi, alle 19, ci siamo recati al Magdalene College dove avevamo appuntamento con un conoscente che è in Inghilterra da circa tre mesi perché ha vinto qualche genere di borsa di studio e quelle robe là.

Il tragitto percorso a piedi è stato particolarmente impegnativo dato che, in generale, era piuttosto difficile camminare seguendo una linea dritta fino alla meta ma, in ogni caso, ci siamo riusciti e, giunti sul posto, abbiamo trovato, puntualissimo, l’emulo di Joey Tempest in piedi davanti al cancello ad aspettarci.

Stretta di mano, “Ou ciao, come stai? Come ti trovi qua? Torni Martedì? Hahahahahahaha, noi prima. Dai che andiamo a bere… portaci in un pub che conosci tu di quelli fighi…”

E via verso l’Eagle pub che si trova giusto di fronte al Cavendish Laboratory dove i ricercatori Francis Crick e James Watson scoprirono il DNA. Secondo quanto afferma la targa affissa sulla parete esterna del pub stesso (vedi immagine sotto… leggermente mossa perché è stata fatta quella sera stessa col mio Nokia N73 e, come dire, il mio equilibrio era piuttosto precario), l’annuncio della scoperta rivoluzionaria è stato fatto proprio all’interno del pub… subito dopo i due scienziati pare si siano messi a bere come spugne, si siano letteralmente massacrati il fegato con ogni genere di sostanza alcholica in vendita e, alla fine, sembra che li abbiano portati via in barella che non capivano più un cazzo di niente.

Bon, sarà stata l’atmosfera tiepida del luogo, il prezzo della ale particolarmente abbordabile e tutto il resto… fattosta che, in breve tempo, ciò che i miei occhi e le mie orecchie percepivano era grossomodo questo:

http://www.youtube.com/v/4zdr6KHFda8&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

E pensare che c’è gente là fuori che, per ottenere lo stesso risultato, si strafa di sostanze chimiche che sono tutto un programma e poi va da Santoro a parlare di Dante e a dire che ai giovani manca la cultura.

Bon, a un certo punto ci siamo rotti nei coglioni dell’Eagle e abbiamo pensato che fosse il caso di terminare la distruzione del fegato da un’altra parte… così siamo finiti in un pub che si chiama come il cappello del vescovo, solo in inglese e, siccome ero già pienissimo, adesso proprio non mi ricordo come si dice.

Fattosta che, all’interno, mi sono reso conto che nessun altro genere di liquido alcholico poteva più entrare nel mio organismo (lungo la strada, avevo già ricacciato in gola in paio di conati acidi) così, tra le occhiate attonite dei miei compagni di bevuta e della barista (grande fica, questo me lo ricordo) che, da parte sua, aveva già capito in che razza di condizioni fossi, ho ordinato un succo d’arancia per cercare di rimandare giù tutto. Ok, niente rotte di coglioni che gli agrumi sono acidi e non aiutano un cazzo: ero ubriaco, d’accordo? Quando uno è spaccato in quattro, non si mette a ponderare sul ph di ciò che ingerisce, butta giù tutto e basta.

Dopo un po’ ci siamo guardati in faccia, eravamo in mezzo a una bolgia infernale di ubriaconi inglesi che facevano la fila per andare al cesso e abbiamo deciso che fosse meglio tornarcene al bed & breakfast, tanto potevamo riprendere ciò che avevamo lasciato a metà il giorno seguente, dico bene? Così è arrivato il momento più difficile di tutti: mettersi a camminare per almeno tre quarti d’ora prima di potersi buttare a letto sperando di non decorare il muro, il materasso e il cuscino con un fiotto ad altissima pressione.

Sarà stato il movimento, sarà stato il fatto che ci siamo fermati a pisciare al parco un paio di volte, nessuno ha lanciato vomitate… ci siamo solo alzati nel profondo della notte per svuotarci la vescica qualche altra volta ma, a parte questo, tutto è filato liscio come l’olio… già perché il “peggio” sarebbe venuto il Sabato… diciamo che il Venerdì sera è stato solo una specie di allenamento per la serata che sarebbe seguita.

Il Sabato mattina ci siamo alzati… freschi come rose e, essendo io & Redondo apostoli del Sacro Druidato della Fede Metalz, abbiamo deciso che fosse il caso di montare in macchina e guidare per un paio d’ore al fine di raggiungere questo luogo…

Se per caso ci fosse qualche bestia là fuori che non sa di cosa si tratta, be’ quello è il Mapledurham Watermill (appositamente fotografato in tonalità bianco e nero “sepia”) un luogo, appena fuori Reading (sede di un celeberrimo festival che, nel corso degli anni ’80, era l’equivalente per importanza del Wacken Open Air), due volte sacro per la Metalz.

In primo luogo vi è stata girata una delle scene fondamentali del film “The Eagle Has Landed”, pellicola da cui i Saxon trassero il titolo del loro primo live del 1982 ma, soprattutto, si tratta della location presso la quale fu scattata una foto leggendaria che divenne la copertina di quello che è quasi unanimamente considerato il primo disco di Heavy Metal della storia… e sto parlando di:

Cioè: non so se mi spiego, io ci sono stato davvero. Non è che sono un poser di quelli che dicono “Io ascolto la metalz, io ascolto la metalz!” e magari hanno solo una cassetta TDK con registrata la facciata A di “The X Factor” e basta. Noccaro! Essendo io un vero discepolo della Fede, metto le gambe in spalla e vado nei posti che contano.

Al ritorno abbiamo deciso di fare una tappa di circa un’oretta a Oxford per mangiare e, già che c’eravamo, buttare giù un paio di ale ghiacciate a testa. Quindi abbiamo rimesso il culo in macchina e ce ne siamo sfanculati a Cambridge dove il nostro conoscente ci ha accolti così…

E, da quel momento in poi, non è che mi ricordi più tanto degli avvenimenti che sono seguiti, non di preciso, voglio dire. So solo che, ogni volta che guardavo davanti a me, c’era una pinta piena, io la afferravo, poi bevevo, quindi dicevo “DIO BOIA! BUONA!” e, come per miracolo, me ne ritrovavo un’altra davanti. Praticamente la moltiplicazione dei boccali, Dio fuoco & fiamme. Ah sì, non ne sono sicuro al 100% ma mi pare che abbiamo girato due-tre pub diversi… o forse erano quattro-cinque… bon, fattosta che tutti avevano la loro ale della casa, tipo che non si trovava mai la stessa marca, no? E allora io dovevo provarle tutte, d’accordo? E, insomma, alla fine non ci capivo più un cazzo e continuavo a bere farfugliando “Buona, Dio boia!” e robe del genere.

Quando proprio non ce la facevo più, ho stretto la mano al mio amico – che dovrebbe essere tornato in Italia l’altro ieri (se è ancora intero dopo il Sabato sera) – e, barcollando col mio compagno di viaggio, siamo riusciti in qualche modo a tornarcene al Bed & Breakfast.

Lungo la strada, scene abominevoli… non riuscivo nemmeno a rotolare a terra come si deve: mi sono fermato a pisciare un paio di volte dietro un albero e/o contro il muro, cantavo “Viva L’Inghilterra”, ridevo e continuavo a barcollare… la degradazione assoluta dell’essere umano; bave, grugniti, rutti e tutto il resto.

In due parole: abominio totale.

A qualcuno interessa sapere che il giorno seguente, prima di montare in aereo e tornarmene in Italia, mi sono tracannato altre tre pinte in aeroporto? No, eh?

PS = Con Yossarian non ci siamo trovati, ma ci siamo sentiti per telefono. Penso che abbia capito subito in che condizioni versassi.

PPS = Ho anche visitato la cattedrale di Ely, circa venti minuti in macchina a nord di Cambridge; molto bella, maestosa, gotica, guglie, bifore, trifore e tutto quanto… ma tanto non gliene frega una merda a nessuno (ah sì, abbiamo bevuto un paio di pinte anche a Ely). Ecco una foto.

Cose che s’imparano quando si ha un po’ di tempo da sprecare in biblioteca

Nella primavera del 1986 i Red Hot Chili Peppers vennero ingaggiati per suonare a una serata di beneficenza, a favore dell’organizzazione ambientalista hard-core “Sea Sheperd”, presso il club Roxy di Los Angeles. Assieme a loro si doveva esibire anche un’altra band, i Fishbone.

Ovviamente, come c’era da aspettarsi, ci furono dei problemi che, per una volta, nulla ebbero a che fare con la pesantissima dipendenza da ogni genere di sostanza psicotropa di cui soffrivano tutti i membri della band.

Nella fattispecie: era trascorso un periodo relativamente breve dall’ultima volta che la fidanzata di Anthony Kiedis, Jennifer Bruce, si era fatta arare la carogna dal tastierista dei Fishbone perciò, prima dell’esibizione di costoro, nel backstage c’era stato un battibecco piuttosto acceso perché la ragazza voleva salire sul palco a ballare durante l’esibizione dei Fishbone, appunto… e, come si sa, quando una femmina si mette in testa qualcosa lo fa e basta.

Così, per ritorsione, anche Anthony Kiedis ingaggiò una ballerina improvvisata che aveva pescato tra il pubblico: una fattona hippie che, durante la parte finale della cover di “Foxy Lady”, doveva salire sul palco a ballare con le tette fuori.

Be’, questa freakettona non si tirò indietro nemmeno un po’, salì sulle assi dello stage al momento stabilito e si diede da fare parecchio e… be’, il video mostra ciò che accadde sul palco quella sera.

Sia lodato Iddio per youtube.

http://www.youtube.com/v/ffGpPy23wMk&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&border=1

PS: fatevi un piacere e procuratevi “Scar Tissue”, l’autobiografia di Anthony Kiedis. Esiste anche l’edizione italiana pubblicata da Mondadori ma non garantisco nulla circa la qualità della traduzione. I Red Hot Chili Peppers non mi hanno mai detto un cazzo, ho sempre pensato che fossero un “gruppo bluff”, però il libro è figo dato che ci sono droga, puttane, risse e delinquenti figli di puttana a piene mani. Roba educativa, insomma.

Edit delle 15:52 – Stavo dando un’occhiata alla collezione di vinili che ho accumulato nel corso degli anni ’80 e mi sono imbattuto in questo:

Sono certo di aver acquistato questo EP almeno ventidue anni fa dopo aver dato un’occhiata distratta all’elenco dei dischi “occasione” che davano via per 1.900 lire cadauno su un catalogo di vendita per corrispondenza.

Non ho la più pallida idea di quale sia la proposta musicale dei “Radio Pravda” di Bologna né ricordo di aver mai effettivamente ascoltato il disco, tuttavia i titoli delle canzoni non sono niente malaccio.

Lato “A”:

1. Bimbo Down
2. Del Suo
3. Morirà Giovanissimo

Lato “B”:

1. Più Adolescente
2. 55

È da quasi mezz’ora che continuo a rigirarmi il disco per le mani e sorrido divertito.

Dilemma: cosa faccio? Lo ascolto oppure permetto alla pigrizia di vincere anche questa volta e lascio che il giradischi del mio vetusto impianto HI-FI continui a raccogliere polvere? Certo che “Bimbo Down” e “Morirà Giovanissimo” sono titoli che rimangono. Anche dietro a “Più Adolescente” potrebbe nascondersi una gemma.

Insomma, per qualche ragione, questi Radio Pravda puzzano/profumano di proto-Fungos da una certa distanza.

Un po’ di sana misoginia

Giusto perché, se si usa firefox, il video che ho postato copre una non trascurabile parte dei linchi a destra dello schermo e io, di html, non capisco un beneamato e non so come risolvere il problema, aggiungo qualche riga a corredo dell’offerta musicale (a dire il vero non capisco una merda di quello che il tipo gorgheggia, tuttavia il ritornello è chiarissimo e vincente più di quello di “what’s up” dei/lle 4 Non Blondes che, come gran parte della produzione rock dei ’90, facevano cagare squali imbalsamati e non erano nemmeno fighe, anzi: erano proprio delle chiaviche).

Il fatto.

Oggi, come quasi ogni giorno, mi sono recato in palestra per masticare ogni genere di lega metallica al fine di raggiungere volumi inauditi, no?

Insomma c’è una puttroia fighissima che mi sta rendendo assolutamente pazzo: ha circa 25 anni, i capelli neri corti, gli occhi… chiccazzo se ne frega? Soprattutto è dotata di un CULO INVEROSIMILE. Quel culo è una creazione di assoluto valore, recita Keats, è davvero roba da Accademia di Brera! È un culo talmente perfetto che sembra essere uscito direttamente dal tecnigrafo di Mies Van Der Rohe, non so se mi spiego.

Bon, questa infernale creatura con il culo architettonico, quando viene in palestra, indossa sempre un paio di shors elastici neri e un top che lascia scoperto il suo ventre piatto e solido come una lastra di marmo.

Allora, no? Proprio mentre facevo riscaldamento a cavallo di una cyclette, questa figlia di Satana si è piazzata davanti a me con lo step ed è andata avanti a flettere i glutei per circa un quarto d’ora.

Ciò ha provocato i seguenti effetti:

– Ho cominciato a sbuffare zolfo e vapore raggiungendo, con la cyclette, un numero di RPM abominevole.
– Le mie pupille hanno assunto la forma dei suoi glutei prima di uscire dalle orbite e rimanere appese sulle mie guance per il nervo ottico.
– Più in basso i pedali sono letteralmente scomparsi, divorati dalla velocità.
– La rabbia ha continuato a crescere.
– La mia pelle ha assunto tonalità cobaltiche.
– Una lat machine nelle immediate vicinanze è stata assorbita (assieme al pensionato che la stava usando) da un vero e proprio wormhole formatosi all’altezza dei pedali.
– Da esso è uscita una creatura tubolare di un colore che non esiste in questo universo.
– La creatura ha guardato il culo della figlia dell’Angelo Caduto, ha esclamato “Ghe sbowro in cueo, chii cani de to mowrti cani mowrti cani mowrti! No ti ga mia voia de schewrsawr, ou? Ma Dio bueo mawrso…”, poi si è tuffata all’interno del buco nero da cui era scaturita, urlando di dolore in ultrasuoni.

La figa è inaudita.

http://www.youtube.com/v/rIDnIw_Oto8&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f&hd=1&border=1